<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><CONCLUSION NNC="YES" xmlns:fmx="http://opoce" xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xsi:noNamespaceSchemaLocation="http://formex.publications.europa.eu/schema/formex-05.58-20161101.xd"><BIB.CONCLUSION><REF.CASE FILE="n.a."><NO.CASE>C-233/20</NO.CASE></REF.CASE><NO.CELEX>62020CC0233</NO.CELEX><NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2021:304">EU:C:2021:304</NO.ECLI><NO.SEQ>0001</NO.SEQ><PAGE.FIRST.ECR>1</PAGE.FIRST.ECR><PAGE.SEQ>1</PAGE.SEQ><PAGE.LAST.ECR>8</PAGE.LAST.ECR><PAGE.TOTAL>8</PAGE.TOTAL></BIB.CONCLUSION><CURR.TITLE><PAGE.HEADER><P><HT TYPE="SC">Conclusioni dell’avv. gen. Hogan – Causa C‑233/20</HT></P><P><HT TYPE="SC">job-medium</HT></P></PAGE.HEADER></CURR.TITLE><TITLE><TI><P><HT TYPE="UC">Conclusioni dell’avvocato generale</HT></P><P><HT TYPE="UC">Gerard Hogan</HT></P><P>presentate il <DATE ISO="20210415">15 aprile 2021</DATE><NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0001"><P>Lingua originale: l’inglese.</P></NOTE></P></TI><STI><P><HT TYPE="BOLD">Causa C‑233/20</HT></P><P>WD</P><P>contro</P><P>job-medium GmbH, in liquidazione</P><P><HT TYPE="NORMAL">[domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Oberster Gerichtshof (Corte suprema, Austria)]</HT></P></STI></TITLE><INTERMEDIATE><INDEX IDX.CLOSE="»" SEPARATOR=" – " IDX.OPEN="«"><KEYWORD>Rinvio pregiudiziale</KEYWORD><KEYWORD>Politica sociale</KEYWORD><KEYWORD>Tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori</KEYWORD><KEYWORD>Direttiva 2003/88/CE</KEYWORD><KEYWORD>Articolo 7</KEYWORD><KEYWORD>Indennità per ferie annuali non godute versata alla cessazione del rapporto di lavoro</KEYWORD><KEYWORD>Cessazione del rapporto di lavoro a causa di dimissioni senza giusta causa</KEYWORD></INDEX></INTERMEDIATE><CONTENTS.CONCLUSION><GR.SEQ LEVEL="1"><TITLE><TI><NP><NO.P><HT TYPE="BOLD">I.</HT></NO.P><TXT><HT TYPE="BOLD">Introduzione</HT></TXT></NP></TI></TITLE><NP.ECR IDENTIFIER="NP0001"><NO.P>1.</NO.P><TXT>La domanda di pronuncia pregiudiziale in esame verte sull’interpretazione dell’articolo 7 della direttiva 2003/88/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del <DATE ISO="20031104">4 novembre 2003</DATE>, concernente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0002"><P><REF.DOC.OJ COLL="L" NO.OJ="299" PAGE.FIRST="9" DATE.PUB="2003">GU 2003, L 299, pag. 9</REF.DOC.OJ>.</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0002"><NO.P>2.</NO.P><TXT>Tale domanda è stata proposta nell’ambito di una controversia tra WD e il suo ex datore di lavoro, un’impresa denominata job-medium. La controversia verte sulla domanda di WD diretta a ottenere un’indennità per ferie annuali non godute prima della cessazione del suo rapporto di lavoro nel particolare contesto in cui la cessazione è dovuta ad una decisione del lavoratore di porre fine anticipatamente al contratto senza aver dato il preavviso necessario.</TXT></NP.ECR></GR.SEQ><?PAGE NO="2"?><GR.SEQ LEVEL="1"><TITLE><TI><NP><NO.P><HT TYPE="BOLD">II.</HT></NO.P><TXT><HT TYPE="BOLD">Contesto normativo</HT></TXT></NP></TI></TITLE><GR.SEQ LEVEL="2"><TITLE><TI><NP><NO.P><HT TYPE="BOLD"><HT TYPE="ITALIC">A.</HT></HT></NO.P><TXT><HT TYPE="BOLD"><HT TYPE="ITALIC">Diritto dell’Unione</HT></HT></TXT></NP></TI></TITLE><GR.SEQ LEVEL="3"><TITLE><TI><NP><NO.P><HT TYPE="ITALIC">1.</HT></NO.P><TXT><HT TYPE="ITALIC">Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea</HT></TXT></NP></TI></TITLE><NP.ECR IDENTIFIER="NP0003"><NO.P>3.</NO.P><TXT>L’articolo 31 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (in prosieguo: la <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0001" REF.END="QE0001"/>Carta<QUOT.END REF.START="QS0001" CODE="00BB" ID="QE0001"/>), rubricato <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0002" REF.END="QE0002"/>Condizioni di lavoro giuste ed eque<QUOT.END REF.START="QS0002" CODE="00BB" ID="QE0002"/>, così dispone:</TXT><P><QUOT.S LEVEL="1"><PARAG IDENTIFIER="031.001"><NO.PARAG><QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0003" REF.END="QE0003"/>1.</NO.PARAG><ALINEA>Ogni lavoratore ha diritto a condizioni di lavoro sane, sicure e dignitose.</ALINEA></PARAG><PARAG IDENTIFIER="031.002"><NO.PARAG>2.</NO.PARAG><ALINEA>Ogni lavoratore ha diritto a una limitazione della durata massima del lavoro, a periodi di riposo giornalieri e settimanali e a ferie annuali retribuite<QUOT.END REF.START="QS0003" CODE="00BB" ID="QE0003"/>.</ALINEA></PARAG></QUOT.S></P></NP.ECR></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="3"><TITLE><TI><NP><NO.P><HT TYPE="ITALIC">2.</HT></NO.P><TXT><HT TYPE="ITALIC">Direttiva 2003/88</HT></TXT></NP></TI></TITLE><NP.ECR IDENTIFIER="NP0004"><NO.P>4.</NO.P><TXT>L’articolo 7 della direttiva 2003/88, rubricato <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0004" REF.END="QE0004"/>Ferie annuali<QUOT.END REF.START="QS0004" CODE="00BB" ID="QE0004"/>, prevede quanto segue:</TXT><P><QUOT.S LEVEL="1"><PARAG IDENTIFIER="007.001"><NO.PARAG><QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0005" REF.END="QE0005"/>1.</NO.PARAG><ALINEA>Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché ogni lavoratore benefici di ferie annuali retribuite di almeno 4 settimane, secondo le condizioni di ottenimento e di concessione previste dalle legislazioni e/o prassi nazionali.</ALINEA></PARAG><PARAG IDENTIFIER="007.002"><NO.PARAG>2.</NO.PARAG><ALINEA>Il periodo minimo di ferie annuali retribuite non può essere sostituito da un’indennità finanziaria, salvo in caso di fine del rapporto di lavoro<QUOT.END REF.START="QS0005" CODE="00BB" ID="QE0005"/>.</ALINEA></PARAG></QUOT.S></P></NP.ECR></GR.SEQ></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="2"><TITLE><TI><NP><NO.P><HT TYPE="BOLD"><HT TYPE="ITALIC">B.</HT></HT></NO.P><TXT><HT TYPE="BOLD"><HT TYPE="ITALIC">Diritto austriaco</HT></HT></TXT></NP></TI></TITLE><NP.ECR IDENTIFIER="NP0005"><NO.P>5.</NO.P><TXT>L’articolo 10, paragrafi 1 e 2, dell’Urlaubsgesetz (legge del <DATE ISO="19760707">7 luglio 1976</DATE> in materia di ferie; in prosieguo: l’<QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0006" REF.END="QE0006"/>UrlG<QUOT.END REF.START="QS0006" CODE="00BB" ID="QE0006"/>)<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0003"><P>BGBI, 1976/390.</P></NOTE>, come modificato, dispone quanto segue:</TXT><P><QUOT.S LEVEL="1"><PARAG IDENTIFIER="010.001"><NO.PARAG><QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0007" REF.END="QE0007"/>(1)</NO.PARAG><ALINEA>Alla data di cessazione del rapporto di lavoro, il lavoratore ha diritto, per l’anno di riferimento in cui cessa il rapporto di lavoro, a un’indennità a titolo di compenso per le ferie corrispondenti alla durata del periodo di servizio maturato nell’anno di riferimento rispetto al complessivo anno di riferimento. Le ferie già godute sono detratte dal periodo di ferie annuali pro rata temporis (...).</ALINEA></PARAG><PARAG IDENTIFIER="010.002"><NO.PARAG>(2)</NO.PARAG><ALINEA>L’indennità non è dovuta se il lavoratore pone fine anticipatamente al rapporto di lavoro senza giusta causa<QUOT.END REF.START="QS0007" CODE="00BB" ID="QE0007"/>.</ALINEA></PARAG></QUOT.S></P></NP.ECR></GR.SEQ></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="1"><TITLE><TI><NP><NO.P><HT TYPE="BOLD">III.</HT></NO.P><TXT><HT TYPE="BOLD">Fatti del procedimento principale</HT></TXT></NP></TI></TITLE><NP.ECR IDENTIFIER="NP0006"><NO.P>6.</NO.P><TXT>WD ha lavorato alle dipendenze della job-medium dal <DATE ISO="20180625">25 giugno 2018</DATE> al <DATE ISO="20181009">9 ottobre 2018</DATE>. Il <DATE ISO="20181009">9 ottobre 2018</DATE> egli ha posto fine anticipatamente al contratto di lavoro senza aver dato il necessario preavviso. Il diritto alle ferie annuali maturato per il periodo di occupazione era di 7,33 giorni lavorativi, di cui 4 erano stati goduti. Pertanto, al termine del rapporto lavorativo, egli<?PAGE NO="3"?> vantava un diritto a ferie non godute pari a 3,33 giorni lavorativi. La job-medium, richiamandosi a tal fine all’articolo 10, paragrafo 2, dell’UrlG, ai sensi del quale l’indennità per ferie annuali non è dovuta al lavoratore in caso di dimissioni anticipate e senza giusta causa, non ha versato al ricorrente alcuna indennità finanziaria.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0007"><NO.P>7.</NO.P><TXT>Ritenendo tale disposizione contraria al diritto dell’Unione, WD ha proposto un ricorso per ottenere il pagamento di tale indennità. Il suo ricorso è stato respinto in primo grado e in appello sulla base dell’articolo 10, paragrafo 2, dell’UrlG.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0008"><NO.P>8.</NO.P><TXT>Il giudice del rinvio, nella sua domanda pregiudiziale, indica che la perdita del diritto al versamento dell’indennità per ferie annuali non godute ai sensi dell’articolo 10, paragrafo 2, dell’UrlG è limitata al caso in cui il lavoratore si dimetta senza giusta causa. In tale contesto, una giusta causa sussiste quando, al momento delle dimissioni, non risulti ragionevole pretendere dal lavoratore la prosecuzione del rapporto di lavoro, nemmeno per la durata del termine di preavviso.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0009"><NO.P>9.</NO.P><TXT>L’Oberster Gerichtshof (Corte suprema) precisa che la finalità di tale disposizione è, da un lato, punitiva, poiché mira a dissuadere il lavoratore dal porre fine anticipatamente al rapporto di lavoro senza giusta causa e, dall’altro, economica, poiché mira ad attenuare l’impatto finanziario sul datore di lavoro della perdita imprevedibile di uno dei suoi lavoratori.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0010"><NO.P>10.</NO.P><TXT>Il giudice del rinvio nutre dubbi quanto alla compatibilità dell’articolo 10, paragrafo 2, dell’UrlG con l’articolo 7 della direttiva 2003/88, come interpretato dalla Corte nella sua giurisprudenza, nonché con l’articolo 31, paragrafo 2, della Carta.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0011"><NO.P>11.</NO.P><TXT>In particolare, da tale giurisprudenza discende che la circostanza che un lavoratore ponga fine, di sua iniziativa, al proprio rapporto di lavoro, non ha nessuna incidenza sul suo diritto a percepire, se del caso, un’indennità finanziaria per le ferie annuali di cui non abbia potuto usufruire prima della cessazione del rapporto di lavoro. Tuttavia, la Corte ha altresì dichiarato che un’interpretazione dell’articolo 7 della direttiva 2003/88 tale da incentivare un lavoratore ad astenersi deliberatamente dal fruire delle proprie ferie annuali al fine di incrementare la propria retribuzione sarebbe incompatibile con gli obiettivi perseguiti con l’istituzione del diritto alle ferie annuali retribuite.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0012"><NO.P>12.</NO.P><TXT>A tal riguardo, il giudice del rinvio rileva, da un lato, che, in caso di dimissioni senza giusta causa del lavoratore, è il lavoratore a decidere unilateralmente di non esercitare il suo diritto a beneficiare delle ferie, in natura o sotto forma di indennità finanziaria. Dall’altro lato, il riconoscimento del diritto all’indennità in caso di cessazione anticipata del rapporto di lavoro in assenza di giusta causa sarebbe contrario al principio secondo cui nessuno può beneficiare di un diritto derivante da una condotta illecita.</TXT></NP.ECR></GR.SEQ><?PAGE NO="4"?><GR.SEQ LEVEL="1"><TITLE><TI><NP><NO.P><HT TYPE="BOLD">IV.</HT></NO.P><TXT><HT TYPE="BOLD">Questioni pregiudiziali e procedimento dinanzi alla Corte</HT></TXT></NP></TI></TITLE><NP.ECR IDENTIFIER="NP0013"><NO.P>13.</NO.P><TXT>In tale contesto, con decisione del <DATE ISO="20200429">29 aprile 2020</DATE>, pervenuta alla Corte il <DATE ISO="20200604">4 giugno 2020</DATE>, l’Oberster Gerichtshof (Corte suprema) ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali:</TXT><QUOT.S LEVEL="1"><LIST TYPE="OTHER"><ITEM><NP><NO.P><QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0008" REF.END="QE0008"/>1)</NO.P><TXT>Se una disposizione nazionale in base alla quale un’indennità sostitutiva delle ferie per l’anno di lavoro in corso (l’ultimo) non sia dovuta laddove il lavoratore ponga fine senza giusta causa, anticipatamente e unilateralmente al rapporto di lavoro (<QUOT.START CODE="201C" ID="QS0009" REF.END="QE0009"/>dimissioni<QUOT.END REF.START="QS0009" CODE="201D" ID="QE0009"/>) sia compatibile con l’articolo 31, paragrafo 2, della [Carta] e con l’articolo 7 della direttiva [2003/88].</TXT></NP></ITEM><ITEM><NP><NO.P>2)</NO.P><TXT>In caso di risposta negativa a tale questione:</TXT><P>Se occorra ulteriormente esaminare se per il lavoratore fosse impossibile fruire delle ferie.</P><P>In base a quali criteri debba essere compiuto l’esame suindicato<QUOT.END REF.START="QS0008" CODE="00BB" ID="QE0008"/>.</P></NP></ITEM></LIST></QUOT.S></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0014"><NO.P>14.</NO.P><TXT>WD, la job-medium, il governo austriaco e la Commissione europea hanno presentato osservazioni scritte.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0015"><NO.P>15.</NO.P><TXT>Al termine della fase scritta del procedimento, la Corte si è ritenuta sufficientemente edotta per statuire senza udienza di discussione, conformemente all’articolo 76, paragrafo 2, del regolamento di procedura della Corte.</TXT></NP.ECR></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="1"><TITLE><TI><NP><NO.P><HT TYPE="BOLD">V.</HT></NO.P><TXT><HT TYPE="BOLD">Analisi</HT></TXT></NP></TI></TITLE><GR.SEQ LEVEL="2"><TITLE><TI><NP><NO.P><HT TYPE="BOLD"><HT TYPE="ITALIC">A.</HT></HT></NO.P><TXT><HT TYPE="BOLD"><HT TYPE="ITALIC">Sulla ricevibilità delle questioni</HT></HT></TXT></NP></TI></TITLE><NP.ECR IDENTIFIER="NP0016"><NO.P>16.</NO.P><TXT>Nelle sue osservazioni scritte, la job-medium ha sostenuto che le questioni proposte dall’Oberster Gerichtshof (Corte suprema) debbano essere dichiarate irricevibili, poiché le disposizioni ivi menzionate sono già state interpretate dalla Corte in modo tale da fornire una risposta applicabile ai fatti della controversia nel procedimento principale.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0017"><NO.P>17.</NO.P><TXT>A tal riguardo, è sufficiente ricordare che, secondo una giurisprudenza costante della Corte, nell’ambito della cooperazione tra quest’ultima e i giudici nazionali istituita dall’articolo 267 TFUE, spetta esclusivamente al giudice nazionale, cui è stata sottoposta la controversia e che deve assumersi la responsabilità dell’emananda decisione giurisdizionale, valutare, alla luce delle particolari circostanze di ciascuna causa, sia la necessità di una pronuncia pregiudiziale per essere in grado di emettere la propria sentenza, sia la rilevanza delle questioni che sottopone alla Corte. Di conseguenza, allorché le questioni sollevate riguardino l’interpretazione del diritto dell’Unione, la Corte, in via di principio, è tenuta a statuire. Ne consegue che le questioni vertenti sul diritto dell’Unione sono assistite da una presunzione di rilevanza. Il diniego della Corte di statuire su una questione pregiudiziale proposta da un giudice nazionale è possibile solo quando appaia in modo manifesto che l’interpretazione del diritto dell’Unione richiesta non ha alcuna relazione con l’effettività o con l’oggetto della causa principale, qualora il problema sia di natura ipotetica oppure, ancora, laddove la Corte non disponga degli elementi di fatto o di diritto necessari per fornire una risposta utile alle questioni<?PAGE NO="5"?> che le vengono sottoposte<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0004"><P>V., in tal senso, sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20201124">24 novembre 2020</DATE>, <NAME.CASE>AZ (Falso in atti)</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑510/19</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2020:953">EU:C:2020:953</NO.ECLI>, punti <REF.NP.ECR REF="NP0025">25</REF.NP.ECR> e <REF.NP.ECR REF="NP0026">26</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0018"><NO.P>18.</NO.P><TXT>Tuttavia, dalla domanda di pronuncia pregiudiziale risulta che a WD sia stato negato il versamento dell’indennità finanziaria per ferie non godute al termine del suo rapporto di lavoro con la job-medium sulla base dell’articolo 10, paragrafo 2, dell’UrlG, poiché egli ha posto fine a detto rapporto di lavoro anticipatamente, senza addurre una giusta causa. Alla luce di tali circostanze, il giudice nazionale espone le ragioni per le quali nutre dubbi quanto alla compatibilità di tale disposizione con l’articolo 7, paragrafo 2, della direttiva 2003/88 e con l’articolo 31, paragrafo 2, della Carta.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0019"><NO.P>19.</NO.P><TXT>Di conseguenza, è evidente che le questioni proposte vertono sull’interpretazione del diritto dell’Unione e che la risposta a tali questioni è utile e pertinente ai fini della soluzione della controversia di cui è investito il giudice del rinvio. Le questioni proposte sono, pertanto, ricevibili.</TXT></NP.ECR></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="2"><TITLE><TI><NP><NO.P><HT TYPE="BOLD"><HT TYPE="ITALIC">B.</HT></HT></NO.P><TXT><HT TYPE="BOLD"><HT TYPE="ITALIC">Sul diritto a un’indennità per ferie annuali non godute in caso di dimissioni ingiustificate</HT></HT></TXT></NP></TI></TITLE><NP.ECR IDENTIFIER="NP0020"><NO.P>20.</NO.P><TXT>Con la sua prima questione, il giudice del rinvio chiede se sia compatibile con l’articolo 31, paragrafo 2, della Carta e con l’articolo 7 della direttiva 2003/88 una disposizione di diritto nazionale ai sensi della quale non è dovuta alcuna indennità per ferie annuali in riferimento all’ultimo anno di lavoro in corso qualora il lavoratore ponga fine al rapporto di lavoro unilateralmente, anticipatamente e senza giusta causa.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0021"><NO.P>21.</NO.P><TXT>In via preliminare, occorre ricordare che l’articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 2003/88 riflette e precisa il diritto fondamentale a un periodo annuale di ferie retribuite, sancito dall’articolo 31, paragrafo 2, della Carta<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0005"><P>V., in tal senso, sentenza dell’<REF.DOC.ECR><DATE ISO="20200908">8 settembre 2020</DATE>, <NAME.CASE>Commissione e Consiglio/Carreras Sequeros e a</NAME.CASE>. (<NO.CASE>C‑119/19 P e C‑126/19 P</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2020:676">EU:C:2020:676</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0115">115</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>. In altri termini, l’articolo 7, paragrafo 1, di tale direttiva si limita a concretizzare detto diritto fondamentale<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0006"><P>Sentenza dell’<REF.DOC.ECR><DATE ISO="20200908">8 settembre 2020</DATE>, <NAME.CASE>Commissione e Consiglio/Carreras Sequeros e a</NAME.CASE>. (<NO.CASE>C‑119/19 P e C‑126/19 P</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2020:676">EU:C:2020:676</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0117">117</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>. Ne consegue, pertanto, che il diritto alle ferie annuali retribuite non dovrebbe essere interpretato in modo restrittivo<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0007"><P>V., in tal senso, sentenze dell’<REF.DOC.ECR><DATE ISO="20121108">8 novembre 2012</DATE>, <NAME.CASE>Heimann e Toltschin</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑229/11 e C‑230/11</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2012:693">EU:C:2012:693</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0023">23</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>), nonché del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20200625">25 giugno 2020</DATE>, <NAME.CASE>Varhoven kasatsionen sad na Republika Bulgaria e Iccrea Banca</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑762/18 e C‑37/19</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2020:504">EU:C:2020:504</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0055">55</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0022"><NO.P>22.</NO.P><TXT>In secondo luogo, va ricordato che la finalità del diritto alle ferie annuali retribuite, conferito a ciascun lavoratore dall’articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 2003/88, è quella di consentire al lavoratore, da un lato, di riposarsi rispetto all’esecuzione dei compiti attribuitigli in forza del suo contratto di lavoro e, dall’altro, di beneficiare di un periodo di distensione e di ricreazione. Tale finalità, che distingue il diritto alle ferie annuali retribuite da altri tipi di congedo aventi scopi differenti, è basata sulla premessa che il lavoratore abbia effettivamente lavorato durante il periodo di riferimento<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0008"><P>V., in tal senso, sentenze del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20181004">4 ottobre 2018</DATE>, <NAME.CASE>Dicu</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑12/17</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2018:799">EU:C:2018:799</NO.ECLI>, punti <REF.NP.ECR REF="NP0027">27</REF.NP.ECR> e <REF.NP.ECR REF="NP0028">28</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>), e del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20200625">25 giugno 2020</DATE>, <NAME.CASE>Varhoven kasatsionen sad na Republika Bulgaria e Iccrea Banca</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑762/18 e C‑37/19</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2020:504">EU:C:2020:504</NO.ECLI>, punti <REF.NP.ECR REF="NP0057">57</REF.NP.ECR> e <REF.NP.ECR REF="NP0058">58</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0023"><NO.P>23.</NO.P><TXT>In terzo luogo, dalla direttiva 2003/88 e dalla giurisprudenza della Corte risulta che, sebbene spetti agli Stati membri definire le condizioni di esercizio e di attuazione del diritto alle ferie annuali retribuite essi devono, però, astenersi dal <HT TYPE="ITALIC">condizionare</HT> la costituzione stessa di tale diritto, il quale scaturisce direttamente dalla suddetta direttiva<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0009"><P>V., in tal senso, sentenze del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20090120">20 gennaio 2009</DATE>, <NAME.CASE>Schultz-Hoff e a</NAME.CASE>. (<NO.CASE>C‑350/06 e C‑520/06</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2009:18">EU:C:2009:18</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0028">28</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20171129">29 novembre 2017</DATE>, <NAME.CASE>King</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑214/16</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2017:914">EU:C:2017:914</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0034">34</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); e del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20200625">25 giugno 2020</DATE>, <NAME.CASE>Varhoven kasatsionen sad na Republika Bulgaria e Iccrea Banca</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑762/18 e C‑37/19</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2020:504">EU:C:2020:504</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0056">56</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><?PAGE NO="6"?><NP.ECR IDENTIFIER="NP0024"><NO.P>24.</NO.P><TXT>Dall’altro lato, occorre altresì ricordare che il diritto alle ferie annuali costituisce solo una delle due componenti del diritto alle ferie annuali retribuite in quanto diritto fondamentale del diritto dell’Unione. Tale diritto fondamentale include anche un diritto all’ottenimento di un pagamento nonché, in quanto diritto intrinsecamente collegato a detto diritto alle ferie annuali <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0010" REF.END="QE0010"/>retribuite<QUOT.END REF.START="QS0010" CODE="00BB" ID="QE0010"/>, il diritto a un’indennità finanziaria in luogo delle ferie annuali non godute al momento della cessazione del rapporto di lavoro<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0010"><P>V., in tal senso, sentenze del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20181106">6 novembre 2018</DATE>, <NAME.CASE>Bauer e Willmeroth</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑569/16 e C‑570/16</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2018:871">EU:C:2018:871</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0058">58</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>), e del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20200625">25 giugno 2020</DATE>, <NAME.CASE>Varhoven kasatsionen sad na Republika Bulgaria e Iccrea Banca</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑762/18 e C‑37/19</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2020:504">EU:C:2020:504</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0083">83</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0025"><NO.P>25.</NO.P><TXT>In tale contesto, da una giurisprudenza costante della Corte risulta altresì che l’articolo 7, paragrafo 2, della direttiva 2003/88 non assoggetta il diritto a un’indennità finanziaria ad alcuna condizione diversa da quella relativa, da un lato, alla cessazione del rapporto di lavoro e, dall’altro, al mancato godimento da parte del lavoratore di tutte ferie annuali a cui aveva diritto alla data in cui tale rapporto è cessato<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0011"><P>V., in tal senso, sentenze del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20140612">12 giugno 2014</DATE>, <NAME.CASE>Bollacke</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑118/13</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2014:1755">EU:C:2014:1755</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0023">23</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20181106">6 novembre 2018</DATE>, <NAME.CASE>Bauer e Willmeroth</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑569/16 e C‑570/16</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2018:871">EU:C:2018:871</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0044">44</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20181106">6 novembre 2018</DATE>, <NAME.CASE>Kreuziger</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑619/16</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2018:872">EU:C:2018:872</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0031">31</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20181106">6 novembre 2018</DATE>, <NAME.CASE>Max-Planck-Gesellschaft zur Förderung der Wissenschaften</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑684/16</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2018:874">EU:C:2018:874</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0023">23</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); e del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20200625">25 giugno 2020</DATE>, <NAME.CASE>Varhoven kasatsionen sad na Republika Bulgaria e Iccrea Banca</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑762/18 e C‑37/19</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2020:504">EU:C:2020:504</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0084">84</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>. Inoltre, il motivo per cui il rapporto di lavoro è cessato è privo di rilevanza ai fini del diritto a un’indennità finanziaria di cui all’articolo 7, paragrafo 2, della direttiva 2003/88<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0012"><P>V., in tal senso, sentenze del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20160720">20 luglio 2016</DATE>, <NAME.CASE>Maschek</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑341/15</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2016:576">EU:C:2016:576</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0028">28</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>), e del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20181106">6 novembre 2018</DATE>, <NAME.CASE>Bauer e Willmeroth</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑569/16 e C‑570/16</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2018:871">EU:C:2018:871</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0045">45</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0026"><NO.P>26.</NO.P><TXT>Nell’esprimere tale punto di vista, non trascuro il fatto che la Corte abbia altresì specificato che da tale interpretazione dell’articolo 7 della direttiva 2003/88 non si può desumere che, a prescindere dalle circostanze all’origine della mancata fruizione delle ferie annuali retribuite da parte di un lavoratore, quest’ultimo debba comunque continuare a godere del diritto alle ferie annuali di cui al paragrafo 1 del medesimo articolo, e, in caso cessazione del rapporto di lavoro, del diritto all’eventuale indennità sostitutiva, ai sensi del paragrafo 2 del medesimo articolo<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0013"><P>V., in tal senso, sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20181106">6 novembre 2018</DATE>, <NAME.CASE>Kreuziger</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑619/16</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2018:872">EU:C:2018:872</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0037">37</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>. La Corte ha altresì sottolineato, nello stesso senso, che è necessario che il lavoratore non abbia potuto esercitare il suo diritto alle ferie annuali retribuite prima della cessazione del rapporto di lavoro per ragioni essenzialmente indipendenti dalla sua volontà<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0014"><P>V., in tal senso, sentenze del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20090120">20 gennaio 2009</DATE>, <NAME.CASE>Schultz-Hoff e a</NAME.CASE>. (<NO.CASE>C‑350/06 e C‑520/06</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2009:18">EU:C:2009:18</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0061">61</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>), nonché del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20171129">29 novembre 2017</DATE>, <NAME.CASE>King</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑214/16</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2017:914">EU:C:2017:914</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0052">52</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0027"><NO.P>27.</NO.P><TXT>Tuttavia, è importante che i dettagli che emergono da tale orientamento giurisprudenziale non siano fraintesi. Un’interpretazione dell’articolo 7 della direttiva 2003/88 che sia tale da incentivare il lavoratore ad astenersi deliberatamente dal fruire delle proprie ferie annuali retribuite durante i periodi di riferimento o di riporto autorizzato applicabili, al fine di incrementare la propria retribuzione all’atto della cessazione del rapporto di lavoro, sarebbe incompatibile con gli obiettivi perseguiti con l’istituzione del diritto alle ferie annuali retribuite<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0015"><P>V., in tal senso, sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20181106">6 novembre 2018</DATE>, <NAME.CASE>Max-Planck-Gesellschaft zur Förderung der Wissenschaften</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑684/16</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2018:874">EU:C:2018:874</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0048">48</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>. Tuttavia, è necessario evitare una situazione in cui l’onere di assicurarsi dell’esercizio effettivo del diritto alle ferie annuali retribuite sia interamente posto a carico del lavoratore<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0016"><P>V., in tal senso, sentenze del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20181106">6 novembre 2018</DATE>, <NAME.CASE>Kreuziger</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑619/16</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2018:872">EU:C:2018:872</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0050">50</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>), e <REF.DOC.ECR><NAME.CASE>Max-Planck-Gesellschaft zur Förderung der Wissenschaften</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑684/16</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2018:874">EU:C:2018:874</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0043">43</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><?PAGE NO="7"?><NP.ECR IDENTIFIER="NP0028"><NO.P>28.</NO.P><TXT>Si tratta, quindi, di assicurare un equilibrio tra i diritti del datore di lavoro e quelli del lavoratore. Occorre, però, ricordare che, nell’ambito di tale equilibrio, il diritto alle ferie annuali retribuite non dovrebbe essere interpretato in modo restrittivo<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0017"><P>V., in tal senso, sentenze dell’<REF.DOC.ECR><DATE ISO="20121108">8 novembre 2012</DATE>, <NAME.CASE>Heimann e Toltschin</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑229/11 e C‑230/11</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2012:693">EU:C:2012:693</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0023">23</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>), nonché del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20200625">25 giugno 2020</DATE>, <NAME.CASE>Varhoven kasatsionen sad na Republika Bulgaria e Iccrea Banca</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑762/18 e C‑37/19</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2020:504">EU:C:2020:504</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0055">55</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>. In tali circostanze, per giustificare una deroga al diritto alle ferie annuali retribuite del lavoratore, la protezione degli interessi del datore di lavoro deve essere strettamente necessaria<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0018"><P>V., in tal senso, sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20200625">25 giugno 2020</DATE>, <NAME.CASE>Varhoven kasatsionen sad na Republika Bulgaria e Iccrea Banca</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑762/18 e C‑37/19</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2020:504">EU:C:2020:504</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0075">75</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0029"><NO.P>29.</NO.P><TXT>Nel caso di specie, risulta che, conformemente alla finalità dell’articolo 7 della direttiva 2003/88, il lavoratore ha effettivamente lavorato durante il periodo di riferimento. In altri termini, il lavoratore ha maturato un diritto alle ferie annuali e l’unica ragione per la quale l’indennità finanziaria non è dovuta risiede nel fatto che il lavoratore ha posto fine al rapporto di lavoro anticipatamente e senza giusta causa. In tale contesto, è evidente la natura punitiva della privazione dell’indennità finanziaria.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0030"><NO.P>30.</NO.P><TXT>Un simile meccanismo sembrerebbe, quindi, contrario alla formulazione e alla finalità dell’articolo 7 della direttiva 2003/88 che ho esposto nelle presenti conclusioni. Ciò vale a maggior ragione poiché, secondo WD e il governo austriaco, esistono altri mezzi, contrattuali o giuridici, a disposizione del datore di lavoro per ottenere il risarcimento del danno eventualmente subito a causa delle dimissioni anticipate e senza giusta causa del suo lavoratore<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0019"><P>Secondo WD, le sue dimissioni ingiustificate hanno dato luogo al versamento di indennità contrattuali a favore della job-medium (v. le osservazioni scritte di WD, pag. 2). Secondo il governo austriaco, le dimissioni ingiustificate costituiscono una violazione del contratto che, in linea di principio, conferisce al datore di lavoro il diritto al risarcimento dei danni ai sensi dell’articolo 28 del Bundesgesetz vom <DATE ISO="19210511">11 Mai 1921</DATE> über den Dienstvertrag der Privatangestellten (Angestelltengesetz) (legge federale dell’<DATE ISO="19210511">11 maggio 1921</DATE> sul contratto di lavoro dei dipendenti privati (legge sui lavoratori subordinati) e dell’articolo 1162a dell’Allgemeines bürgerliches Gesetzbutch (codice civile generale) (v. le osservazioni scritte dell’Austria, punto 13).</P></NOTE>. Tenuto conto di tali garanzie, è ancor meno probabile che il lavoratore si astenga deliberatamente dal fruire delle sue ferie annuali retribuite durante il periodo di riferimento applicabile al solo o principale scopo di aumentare la sua retribuzione al momento della cessazione del rapporto di lavoro.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0031"><NO.P>31.</NO.P><TXT>In tali circostanze, sono giunto alla conclusione che l’articolo 7, paragrafo 2, della direttiva 2003/88 e l’articolo 31, paragrafo 2, della Carta debbano essere interpretati nel senso che ostano a una normativa nazionale ai sensi della quale non è dovuta alcuna indennità per ferie annuali in riferimento all’ultimo anno di lavoro in corso qualora il lavoratore ponga fine unilateralmente, anticipatamente e senza giusta causa al rapporto di lavoro.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0032"><NO.P>32.</NO.P><TXT>Non è quindi necessario rispondere alla seconda questione sollevata dal giudice del rinvio.</TXT></NP.ECR></GR.SEQ></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="1"><TITLE><TI><NP><NO.P><HT TYPE="BOLD">VI.</HT></NO.P><TXT><HT TYPE="BOLD">Conclusione</HT></TXT></NP></TI></TITLE><NP.ECR IDENTIFIER="NP0033"><NO.P>33.</NO.P><TXT>Di conseguenza, alla luce delle considerazioni che precedono, propongo alla Corte di rispondere alla prima questione sollevata dall’Oberster Gerichtshof (Corte suprema, Austria) nei seguenti termini:</TXT><P>L’articolo 7 della direttiva 2003/88/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del <DATE ISO="20031104">4 novembre 2003</DATE>, concernente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro e l’articolo 31, paragrafo 2, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, devono essere<?PAGE NO="8"?> interpretati nel senso che ostano a una normativa nazionale ai sensi della quale non è dovuta alcuna indennità per ferie annuali in riferimento all’ultimo anno di lavoro in corso qualora il lavoratore ponga fine unilateralmente, anticipatamente e senza giusta causa al rapporto di lavoro.</P></NP.ECR></GR.SEQ></CONTENTS.CONCLUSION></CONCLUSION>