<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><JUDGMENT xmlns:fmx="http://opoce" xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xsi:noNamespaceSchemaLocation="http://formex.publications.europa.eu/schema/formex-05.55-20141201.xd"><BIB.JUDGMENT><REF.CASE FILE="n.a."><NO.CASE>T‑643/11</NO.CASE></REF.CASE><NO.CELEX>62011TJ0643</NO.CELEX><NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:T:2014:1076">EU:T:2014:1076</NO.ECLI><NO.SEQ>0001</NO.SEQ><PAGE.FIRST.ECR>1</PAGE.FIRST.ECR><PAGE.SEQ>1</PAGE.SEQ><PAGE.LAST.ECR>9</PAGE.LAST.ECR><PAGE.TOTAL>9</PAGE.TOTAL><AUTHOR>T</AUTHOR></BIB.JUDGMENT><CURR.TITLE><PAGE.HEADER><P>SENTENZA DEL <DATE ISO="20141212">12. 12. 2014</DATE> – CAUSA T‑643/11 [<HT TYPE="ITALIC">PER ESTRATTO</HT>]</P><P>CROWN EQUIPMENT (SUZHOU) E CROWN GABELSTAPLER / CONSIGLIO</P></PAGE.HEADER></CURR.TITLE><TITLE><TI><P><HT TYPE="UC">Sentenza del Tribunale</HT> (Quarta Sezione)</P><P><DATE ISO="20141212">12 dicembre 2014</DATE><NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="STAR" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0001"><P>Lingua processuale: l’inglese.</P></NOTE></P></TI></TITLE><INDEX><KEYWORD>Dumping</KEYWORD><KEYWORD>Importazioni di transpallet manuali e dei loro componenti essenziali originari della Cina</KEYWORD><KEYWORD>Riesame</KEYWORD><KEYWORD>Articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1225/2009</KEYWORD><KEYWORD>Diritti della difesa</KEYWORD><KEYWORD>Errore di fatto</KEYWORD><KEYWORD>Errore manifesto di valutazione</KEYWORD><KEYWORD>Obbligo di motivazione</KEYWORD></INDEX><JUDGMENT.INIT><P>Nella causa T‑643/11,</P></JUDGMENT.INIT><PARTIES><PLAINTIFS><P><HT TYPE="BOLD">Crown Equipment (Suzhou) Co. Ltd</HT>, con sede in Suzhou (Cina),</P><P><HT TYPE="BOLD">Crown Gabelstapler GmbH &amp; Co. KG</HT>, con sede in Roding (Germania),</P><P>rappresentate da K. Neuhaus, H.-J. Freund e B. Ecker, avvocati,</P><PARTY.STATUS>ricorrenti,</PARTY.STATUS></PLAINTIFS><AGAINST>contro</AGAINST><DEFENDANTS><P><HT TYPE="BOLD">Consiglio dell’Unione europea</HT>, rappresentato da J.-P. Hix, in qualità di agente, assistito inizialmente da G. Berrisch e A. Polcyn, successivamente da A. Polcyn e D. Geradin, avvocati,</P><PARTY.STATUS>convenuto,</PARTY.STATUS></DEFENDANTS><P>sostenuto da</P><INTERVENERS><P><HT TYPE="BOLD">Commissione europea</HT>, rappresentata da J.-F. Brakeland, M. França e A. Stobiecka-Kuik, in qualità di agenti,</P><PARTY.STATUS>interveniente,</PARTY.STATUS></INTERVENERS></PARTIES><P>avente ad oggetto una domanda d’annullamento del regolamento di esecuzione (UE) n. 1008/2011 del Consiglio, del <DATE ISO="20111010">10 ottobre 2011</DATE>, che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di transpallet manuali e dei loro componenti essenziali originari della Repubblica popolare cinese esteso alle importazioni di transpallet manuali e dei loro componenti essenziali spediti dalla Thailandia, a prescindere che siano dichiarati o no originari della Thailandia, in seguito ad un riesame in previsione della scadenza a norma dell’articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1225/2009 (<REF.DOC.OJ COLL="L" NO.OJ="268" PAGE.FIRST="1" DATE.PUB="2011">GU L 268, pag. 1</REF.DOC.OJ>), nella parte in cui tale regolamento concerne le ricorrenti,</P><PREAMBLE><PREAMBLE.INIT><P>IL TRIBUNALE (Quarta Sezione),</P><P>composto da M. Prek, presidente, I. Labucka e V. Kreuschitz (relatore), giudici,</P><P>cancelliere: N. Rosner, amministratore</P></PREAMBLE.INIT><?PAGE NO="2"?><GR.VISA><VISA>vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del <DATE ISO="20140212">12 febbraio 2014</DATE>,</VISA></GR.VISA><PREAMBLE.FINAL>ha pronunciato la seguente</PREAMBLE.FINAL></PREAMBLE><CONTENTS.JUDGMENT><GR.SEQ LEVEL="1"><TITLE><TI><P><HT TYPE="BOLD">Sentenza</HT><NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0002"><P>Sono riprodotti soltanto i punti della presente sentenza la cui pubblicazione è ritenuta utile dal Tribunale.</P></NOTE></P></TI></TITLE><GR.SEQ LEVEL="2"><TITLE><TI><P><HT TYPE="BOLD">Fatti</HT></P></TI></TITLE><P>(<HT TYPE="ITALIC">omissis</HT>)</P></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="2"><TITLE><TI><P><HT TYPE="BOLD">Procedimento e conclusioni delle parti</HT></P></TI></TITLE><P>(<HT TYPE="ITALIC">omissis</HT>)</P></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="2"><TITLE><TI><P><HT TYPE="BOLD">In diritto</HT></P></TI></TITLE><GR.SEQ LEVEL="3"><TITLE><TI><NP><NO.P>1.1.</NO.P><TXT><HT TYPE="ITALIC">Sulla ricevibilità</HT></TXT></NP></TI></TITLE><P>(<HT TYPE="ITALIC">omissis</HT>)</P></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="3"><TITLE><TI><NP><NO.P>2.2.</NO.P><TXT><HT TYPE="ITALIC">Nel merito</HT></TXT></NP></TI></TITLE><NP><NO.P>35</NO.P><TXT>Nella presente causa le ricorrenti deducono tre motivi. Nell’ambito del primo motivo, le ricorrenti affermano che il loro diritto ad un equo processo, i loro diritti della difesa e il loro diritto al contraddittorio sono stati violati. In un secondo motivo esse affermano che nei considerando 58 e 60 del regolamento impugnato il Consiglio è incorso in errori fattuali. Infine, nell’ambito del terzo motivo, le ricorrenti affermano che le considerazioni secondo cui sussisterebbe un pregiudizio nonché un nesso di causalità tra le importazioni asseritamente oggetto di dumping e la probabilità di una continuazione del pregiudizio qualora le misure antidumping fossero abrogate, si fondano su taluni errori manifesti di valutazione.</TXT></NP><GR.SEQ LEVEL="4"><TITLE><TI><P><HT TYPE="ITALIC">Sul primo motivo, basato sulla violazione dei diritti procedurali delle ricorrenti</HT></P></TI></TITLE><NP><NO.P>36</NO.P><TXT>Le ricorrenti ritengono, in sostanza, che il loro diritto ad un processo equo, i loro diritti della difesa e il loro diritto al contraddittorio siano stati violati poiché il Consiglio avrebbe arbitrariamente ignorato la loro valutazione del pregiudizio per il periodo compreso tra il 2007 e il 2009, da esse fornita nella loro lettera del <DATE ISO="20110725">25 luglio 2011</DATE>. Tale mancata considerazione sarebbe dimostrata dal fatto che al considerando 60 del regolamento impugnato si afferma, ad avviso delle ricorrenti erroneamente, che esse hanno preso in considerazione l’andamento del pregiudizio per il periodo compreso tra il tra il 2009 e il PIR. Secondo le ricorrenti, il loro diritto di far valere il loro punto di vista non potrebbe limitarsi ad un semplice diritto di aver modo di formulare osservazioni, bensì obbligherebbe il Consiglio a tener conto integralmente delle tesi da esse esposte nella loro lettera del <DATE ISO="20110725">25 luglio 2011</DATE>. Pertanto, il fatto che il Consiglio abbia omesso di esaminare la lettera stessa violerebbe non solo il loro diritto ad un processo equo, ma anche l’articolo 11, paragrafo 2, terzo comma, del regolamento di base.</TXT></NP><NP><NO.P>37</NO.P><TXT>Il Consiglio nega di aver violato i diritti procedurali delle ricorrenti ovvero l’articolo 11, paragrafo 2, terzo comma, del regolamento di base.</TXT></NP><NP><NO.P>38</NO.P><TXT>Poiché le ricorrenti lamentano una violazione dei loro diritti della difesa e del loro diritto al contraddittorio, si deve rammentare che il rispetto dei diritti della difesa costituisce un principio fondamentale del diritto dell’Unione, di cui il diritto al contraddittorio costituisce parte integrante (v., in tal senso, sentenze del <DATE ISO="19920212">12 febbraio 1992</DATE>, Paesi Bassi e a./Commissione, C‑48/90 e C‑66/90, Racc.,<?PAGE NO="3"?> <REF.DOC.ECR><NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1992:63">EU:C:1992:63</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>, punto 44; del <DATE ISO="19940629">29 giugno 1994</DATE>, Fiskano/Commissione, C‑135/92, Racc., <REF.DOC.ECR><NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1994:267">EU:C:1994:267</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>, punto 39; del <DATE ISO="19961024">24 ottobre 1996</DATE>, Commissione/Lisrestal e a., C‑32/95 P, Racc., <REF.DOC.ECR><NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1996:402">EU:C:1996:402</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>, punto 21; del <DATE ISO="20121122">22 novembre 2012</DATE>, M., C‑277/11, Racc., <REF.DOC.ECR><NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2012:744">EU:C:2012:744</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>, punto 82, e del <DATE ISO="20130718">18 luglio 2013</DATE>, Commissione e a./Kadi, C‑584/10 P, C‑593/10 P e C‑595/10 P, Racc., <REF.DOC.ECR><NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2013:518">EU:C:2013:518</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>, punto 98), che si applica a tutti (v., in tal senso, sentenza del <DATE ISO="20081218">18 dicembre 2008</DATE>, Sopropé, C‑349/07, Racc., <REF.DOC.ECR><NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2008:746">EU:C:2008:746</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>, punto 36).</TXT></NP><NP><NO.P>39</NO.P><TXT>Tale diritto fondamentale al rispetto dei diritti della difesa nel corso di un procedimento che sfoci nell’adozione di un atto recante pregiudizio è, peraltro, espressamente sancito dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che, in forza dell’articolo 6, paragrafo 1, TUE, ha lo stesso valore giuridico dei trattati. Infatti, in particolare, l’articolo 41, paragrafo 2, lettera a), della Carta dei diritti fondamentali stabilisce che il diritto di ogni persona a che le questioni che la riguardano siano trattate in modo imparziale ed equo ed entro un termine ragionevole dalle istituzioni dell’Unione comprende in particolare il diritto di ogni persona di essere ascoltata prima che nei suoi confronti venga adottato un provvedimento individuale che le rechi pregiudizio.</TXT></NP><NP><NO.P>40</NO.P><TXT>È stato inoltre affermato, nel contesto dei procedimenti di indagine antidumping, che il rispetto dei diritti della difesa e del contraddittorio rivestiva un’importanza capitale in procedimenti siffatti (v., in tal senso, sentenza del <DATE ISO="20120216">16 febbraio 2012</DATE>, Consiglio/Interpipe Niko Tube e Interpipe NTRP, C‑191/09 P e C‑200/09 P, Racc., <REF.DOC.ECR><NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2012:78">EU:C:2012:78</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>, punto 77 e giurisprudenza ivi citata).</TXT></NP><NP><NO.P>41</NO.P><TXT>Il rispetto di tali diritti presuppone che le imprese interessate debbano essere state messe in condizione, nel corso del procedimento amministrativo, di far conoscere efficacemente il loro punto di vista sulla sussistenza e sulla pertinenza dei fatti e delle circostanze allegati, nonché sugli elementi di prova accolti dalla Commissione a sostegno delle proprie affermazioni relative all’esistenza di una pratica di dumping e del pregiudizio ad essa conseguente (sentenze del <DATE ISO="19910627">27 giugno 1991</DATE>, Al-Jubail Fertilizer/Consiglio, C‑49/88, Racc., <REF.DOC.ECR><NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1991:276">EU:C:1991:276</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>, punto 17, e dell’<DATE ISO="20130711">11 luglio 2013</DATE>, Hangzhou Duralamp Electronics/Consiglio, T‑459/07, <REF.DOC.ECR><NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:T:2013:369">EU:T:2013:369</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>, punto 110).</TXT></NP><NP><NO.P>42</NO.P><TXT>Nella fattispecie, tuttavia, le ricorrenti non dimostrano di non aver avuto l’opportunità di far conoscere efficacemente i loro punti di vista sulla sussistenza e sulla pertinenza dei fatti e delle circostanze allegati, nonché sugli elementi di prova accolti dalle istituzioni dell’Unione a sostegno della loro conclusione volta al mantenimento dei dazi antidumping. Esse non deducono, peraltro, alcun elemento che non avrebbero potuto far valere e che non avrebbero avuto occasione di sottoporre alle istituzioni dell’Unione.</TXT></NP><NP><NO.P>43</NO.P><TXT>Le ricorrenti contestano alle istituzioni dell’Unione il fatto di non aver tenuto conto delle loro osservazioni. Tuttavia, tale presunta mancanza di considerazione delle loro osservazioni non rappresenta una violazione dei loro diritti della difesa o del loro diritto al contraddittorio. Infatti, se il rispetto dei citati diritti impone alle istituzioni dell’Unione di permettere alle ricorrenti di far conoscere efficacemente il loro punto di vista, esso non può obbligare le istituzioni stesse ad aderirvi. L’efficacia della prospettazione del punto di vista delle ricorrenti richiede solamente che tale punto di vista abbia potuto essere esposto in tempo utile affinché le istituzioni dell’Unione possano prenderne conoscenza e, con tutta l’attenzione richiesta, valutarne la pertinenza ai fini del contenuto dell’atto da adottarsi (v., in tal senso, sentenze del <DATE ISO="20091001">1<HT TYPE="SUP">o</HT> ottobre 2009</DATE>, Foshan Shunde Yongjian Housewares &amp; Hardware/Consiglio, C‑141/08 P, Racc., <REF.DOC.ECR><NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2009:598">EU:C:2009:598</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>, punti 97, 98 e 102, e Sopropé, punto 38 supra, <REF.DOC.ECR><NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2008:746">EU:C:2008:746</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>, punti 49 e 50).</TXT></NP><NP><NO.P>44</NO.P><TXT>Erroneamente, quindi, le ricorrenti lamentano una violazione dei loro diritti della difesa o del loro diritto al contraddittorio.</TXT></NP><NP><NO.P>45</NO.P><TXT>Poiché le ricorrenti deducono una violazione del loro diritto ad un equo processo, occorre rammentare che, benché la Commissione o il Consiglio non possano essere qualificati come <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0001" REF.END="QE0001"/>tribunale<QUOT.END REF.START="QS0001" CODE="00BB" ID="QE0001"/> ai sensi dell’articolo 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali,<?PAGE NO="4"?> sottoscritta a Roma il <DATE ISO="19501104">4 novembre 1950</DATE> (v., in tal senso, sentenze del <DATE ISO="19801029">29 ottobre 1980</DATE>, van Landewyck e a./Commissione, da 209/78 a 215/78 e 218/78, <REF.DOC.ECR><NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1980:248">EU:C:1980:248</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>, punto 81, e del <DATE ISO="19830607">7 giugno 1983</DATE>, Musique Diffusion française e a./Commissione, da 100/80 a 103/80, Racc., <REF.DOC.ECR><NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1983:158">EU:C:1983:158</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>, punto 7), nondimeno la Commissione e il Consiglio sono tenuti ad osservare i diritti fondamentali dell’Unione nel corso del procedimento amministrativo, tra i quali vi è il diritto ad una buona amministrazione, sancito dall’articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali. In particolare, è l’articolo da ultimo citato della Carta stessa, e non il suo articolo 47, a disciplinare il procedimento amministrativo dinanzi alla Commissione e al Consiglio in materia di difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri dell’Unione (v., per analogia, sentenza dell’<DATE ISO="20130711">11 luglio 2013</DATE>, Ziegler/Commissione, C‑439/11 P, Racc., <REF.DOC.ECR><NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2013:513">EU:C:2013:513</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>, punto 154 e giurisprudenza ivi citata).</TXT></NP><NP><NO.P>46</NO.P><TXT>La censura delle ricorrenti va quindi intesa come riferita ad una violazione del diritto ad una buona amministrazione, in ragione della mancanza di un’adeguata considerazione delle loro osservazioni formulate nella loro lettera del <DATE ISO="20110725">25 luglio 2011</DATE>. Tale diritto implica un dovere di diligenza che impone all’istituzione competente di esaminare in modo accurato e imparziale tutti gli elementi pertinenti della fattispecie (v., in tal senso, sentenze del <DATE ISO="19911121">21 novembre 1991</DATE>, Technische Universität München, C‑269/90, Racc., <REF.DOC.ECR><NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1991:438">EU:C:1991:438</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>, punto 14; del <DATE ISO="20081106">6 novembre 2008</DATE>, Paesi Bassi/Commissione, C‑405/07 P, Racc., <REF.DOC.ECR><NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2008:613">EU:C:2008:613</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>, punto 56, e del <DATE ISO="20130916">16 settembre 2013</DATE>, ATC e a./Commissione, T‑333/10, Racc., <REF.DOC.ECR><NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:T:2013:451">EU:T:2013:451</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>, punto 84).</TXT></NP><NP><NO.P>47</NO.P><TXT>Nella fattispecie, al considerando 60 del regolamento impugnato il Consiglio ha precisato quanto segue:</TXT><P><QUOT.S LEVEL="1"><CONSID><P><QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0002" REF.END="QE0002"/>In seguito alla comunicazione delle conclusioni, un produttore esportatore cinese ha osservato che alcuni indicatori, tra cui la produzione, il volume delle vendite, la redditività, l’utilizzo degli impianti e l’occupazione, non evidenziano uno sviluppo negativo per l’industria dell’Unione. La società in questione ha tuttavia preso in considerazione unicamente l’andamento tra il 2009 e il PIR, mentre per la valutazione del pregiudizio è opportuno tenere conto degli sviluppi complessivi dell’industria dell’Unione durante il periodo in esame, cioè tra il 2007 e il PIR. Come spiegato in precedenza (cfr. considerando da 43 a 49), tutti gli indicatori del pregiudizio menzionati dall’esportatore cinese hanno conosciuto un’evoluzione negativa nell’arco del periodo in esame<QUOT.END REF.START="QS0002" CODE="00BB" ID="QE0002"/>.</P></CONSID></QUOT.S></P></NP><NP><NO.P>48</NO.P><TXT>Alla luce della lettera delle ricorrenti del <DATE ISO="20110725">25 luglio 2011</DATE>, è corretto affermare che unicamente per il periodo tra il 2009 e il PIR le ricorrenti sostenevano che la produzione, la redditività, l’utilizzo degli impianti e l’occupazione nell’ambito dell’industria dell’Unione non evidenziavano alcuno sviluppo negativo, bensì, al contrario, evidenziavano uno sviluppo positivo.</TXT></NP><NP><NO.P>49</NO.P><TXT>Orbene, la seconda frase del considerando 60 del regolamento impugnato [<QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0003" REF.END="QE0003"/>La società in questione ha tuttavia preso in considerazione unicamente l’andamento tra il 2009 e il PIR, mentre per la valutazione del pregiudizio è opportuno tenere conto degli sviluppi complessivi dell’industria dell’Unione durante il periodo in esame, cioè tra il 2007 e il PIR<QUOT.END REF.START="QS0003" CODE="00BB" ID="QE0003"/>] deve essere letta e compresa alla luce della prima frase di tale considerando. Così, benché sia vero che nella loro lettera del <DATE ISO="20110725">25 luglio 2011</DATE> le ricorrenti hanno altresì invocato il periodo considerato, la valutazione secondo cui taluni fattori non hanno evidenziato alcuno sviluppo negativo si riferisce solamente allo sviluppo intervenuto tra il 2009 e il PIR.</TXT></NP><NP><NO.P>50</NO.P><TXT>A torto quindi le ricorrenti deducono, in sostanza, una violazione del dovere di diligenza da parte delle istituzioni con riferimento alla valutazione contenuta al considerando 60 del regolamento impugnato.</TXT></NP><NP><NO.P>51</NO.P><TXT>Infine, quanto all’allegazione delle ricorrenti relativa, in sostanza, ad una violazione, da parte delle istituzioni, del dovere di diligenza, nonché ad una violazione dell’articolo 11, paragrafo 2, terzo comma, del regolamento di base, per non aver preso in considerazione gli altri elementi delle loro osservazioni contenute nella lettera del <DATE ISO="20110725">25 luglio 2011</DATE>, si deve rammentare che, ai sensi di quest’ultima disposizione, le conclusioni delle istituzioni dell’Unione tengono conto di tutti gli elementi di prova<?PAGE NO="5"?> pertinenti, debitamente documentati, che sono stati presentati riguardo alla questione se la soppressione delle misure antidumping sia o meno idonea a favorire il persistere o la reiterazione del dumping e del pregiudizio.</TXT></NP><NP><NO.P>52</NO.P><TXT>Per i motivi sopra esposti, le istituzioni non hanno omesso di prendere in considerazione, nel regolamento impugnato, l’assenza di evoluzione negativa, fatta valere dalle ricorrenti nella loro lettera del <DATE ISO="20110725">25 luglio 2011</DATE>, della produzione, della redditività, dell’utilizzo degli impianti e dell’occupazione nell’ambito dell’industria dell’Unione. Inoltre, emerge dal considerando 59 del regolamento impugnato che le istituzioni hanno preso in considerazione l’evoluzione della redditività, della produzione, del volume delle vendite, del tasso di utilizzo degli impianti, del livello occupazionale e della produttività nell’Unione tra il 2007 e il PIR. Così, le istituzioni hanno preso in considerazione i citati elementi nell’arco del periodo considerato. Poiché le ricorrenti affermano che le istituzioni hanno svolto un’erronea valutazione degli elementi citati, tenuto conto delle loro osservazioni nella lettera del <DATE ISO="20110725">25 luglio 2011</DATE>, va necessariamente rilevato che tale contestazione verte sulla fondatezza della valutazione contenuta nel regolamento impugnato, che è oggetto del terzo motivo, e, di conseguenza, non attiene al controllo della legittimità esterna del regolamento stesso. Ne consegue che la censura delle ricorrenti secondo cui le istituzioni avrebbero violato il loro dovere di diligenza, nonché l’articolo 11, paragrafo 2, terzo comma, del regolamento di base in quanto non avrebbero preso debitamente in considerazione gli elementi delle loro osservazioni contenute nella lettera del <DATE ISO="20110725">25 luglio 2011</DATE> dev’essere respinta.</TXT></NP><NP><NO.P>53</NO.P><TXT>Per tutti i motivi sopra esposti, va respinto il primo motivo delle ricorrenti, vertente su una violazione dei loro diritti procedurali.</TXT></NP></GR.SEQ><?PAGE NO="6"?><GR.SEQ LEVEL="4"><TITLE><TI><P><HT TYPE="ITALIC">Sul secondo motivo, vertente su errori in fatto</HT></P></TI></TITLE><GR.SEQ LEVEL="5"><TITLE><TI><P>Introduzione</P></TI></TITLE><P>(<HT TYPE="ITALIC">omissis</HT>)</P></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="5"><TITLE><TI><P>Sulla prima parte del secondo motivo</P></TI></TITLE><P>(<HT TYPE="ITALIC">omissis</HT>)</P></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="5"><TITLE><TI><P>Sulla seconda parte del secondo motivo</P></TI></TITLE><P>(<HT TYPE="ITALIC">omissis</HT>)</P></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="5"><TITLE><TI><P>Sulla terza parte del secondo motivo</P></TI></TITLE><P>(<HT TYPE="ITALIC">omissis</HT>)</P></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="5"><TITLE><TI><P>Conclusione</P></TI></TITLE><P>(<HT TYPE="ITALIC">omissis</HT>)</P></GR.SEQ></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="4"><TITLE><TI><P><HT TYPE="ITALIC">Sul terzo motivo, vertente su errori manifesti di valutazione</HT></P></TI></TITLE><GR.SEQ LEVEL="5"><TITLE><TI><P>Introduzione</P></TI></TITLE><P>(<HT TYPE="ITALIC">omissis</HT>)</P></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="5"><TITLE><TI><P>Sulla prima parte del terzo motivo</P></TI></TITLE><GR.SEQ LEVEL="6"><TITLE><TI><NP><NO.P>–</NO.P><TXT>Sugli errori manifesti di valutazione e sulle violazioni dell’articolo 11, paragrafo 2, e dell’articolo 3, paragrafi 2, 6 e 7, del regolamento di base</TXT></NP></TI></TITLE><P>(<HT TYPE="ITALIC">omissis</HT>)</P></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="6"><TITLE><TI><NP><NO.P>–</NO.P><TXT>Sulle carenze di motivazione</TXT></NP></TI></TITLE><P>(<HT TYPE="ITALIC">omissis</HT>)</P></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="6"><TITLE><TI><P>–Conclusione</P></TI></TITLE><P>(<HT TYPE="ITALIC">omissis</HT>)</P></GR.SEQ></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="5"><TITLE><TI><P>Sulla seconda parte del terzo motivo</P></TI></TITLE><GR.SEQ LEVEL="6"><TITLE><TI><P>–Introduzione</P></TI></TITLE><P>(<HT TYPE="ITALIC">omissis</HT>)</P></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="6"><TITLE><TI><P>–Sulle valutazioni contenute nei considerando 58 e 59 del regolamento impugnato</P></TI></TITLE><P>(<HT TYPE="ITALIC">omissis</HT>)</P></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="6"><TITLE><TI><P>–Sulle valutazioni contenute nel considerando 61 del regolamento impugnato</P></TI></TITLE><P>(<HT TYPE="ITALIC">omissis</HT>)</P></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="6"><TITLE><TI><P>–Sulle valutazioni contenute nel considerando 62 del regolamento impugnato</P></TI></TITLE><P>(<HT TYPE="ITALIC">omissis</HT>)</P></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="6"><TITLE><TI><P>–Sulle valutazioni contenute nel considerando 64 del regolamento impugnato</P></TI></TITLE><P>(<HT TYPE="ITALIC">omissis</HT>)</P></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="6"><TITLE><TI><P>–Conclusione</P></TI></TITLE><P>(<HT TYPE="ITALIC">omissis</HT>)</P></GR.SEQ></GR.SEQ></GR.SEQ></GR.SEQ></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="2"><TITLE><TI><P><HT TYPE="BOLD">Sulle spese</HT></P></TI></TITLE><P>(<HT TYPE="ITALIC">omissis</HT>)</P></GR.SEQ></GR.SEQ><JURISDICTION><INTRO><P>Per questi motivi,</P><P>IL TRIBUNALE (Quarta Sezione)</P><?PAGE NO="7"?><P>dichiara e statuisce:</P></INTRO><LIST TYPE="ARAB"><ITEM><NP><NO.P><HT TYPE="BOLD">1)</HT></NO.P><TXT><HT TYPE="BOLD">Il ricorso è respinto.</HT></TXT></NP></ITEM><ITEM><NP><NO.P><HT TYPE="BOLD">2)</HT></NO.P><TXT><HT TYPE="BOLD">La Crown Equipment (Suzhou) Co. Ltd e la Crown Gabelstapler GmbH &amp; Co. KG sopporteranno, oltre alle loro spese, i quattro quinti delle spese sostenute dal Consiglio dell’Unione europea.</HT></TXT></NP></ITEM><ITEM><NP><NO.P><HT TYPE="BOLD">3)</HT></NO.P><TXT><HT TYPE="BOLD">Il Consiglio sopporterà un quinto delle proprie spese.</HT></TXT></NP></ITEM><ITEM><NP><NO.P><HT TYPE="BOLD">4)</HT></NO.P><TXT><HT TYPE="BOLD">La Commissione europea sosterrà le proprie spese.</HT></TXT></NP></ITEM></LIST></JURISDICTION></CONTENTS.JUDGMENT><SIGNATURE.CASE><SIGNATORY><P>Prek</P></SIGNATORY><SIGNATORY><P>Labucka</P></SIGNATORY><SIGNATORY><P>Kreuschitz</P></SIGNATORY><P>Così deciso e pronunciato a Lussemburgo il <DATE ISO="20141212">12 dicembre 2014</DATE>.</P><SIGNATORY><P>Firme</P></SIGNATORY></SIGNATURE.CASE><?PAGE NO="8"?><TOC><TITLE><TI><P>Indice</P></TI></TITLE><TOC.BLK><TOC.BLK><TOC.ITEM><ITEM.CONT>Fatti</ITEM.CONT><ITEM.REF>2</ITEM.REF></TOC.ITEM></TOC.BLK><TOC.BLK><TOC.ITEM><ITEM.CONT>Procedimento e conclusioni delle parti</ITEM.CONT><ITEM.REF>2</ITEM.REF></TOC.ITEM></TOC.BLK><TOC.BLK><TOC.ITEM><ITEM.CONT>In diritto</ITEM.CONT><ITEM.REF>2</ITEM.REF></TOC.ITEM><TOC.BLK><TOC.ITEM><NO.ITEM>1. 1.</NO.ITEM><ITEM.CONT>Sulla ricevibilità</ITEM.CONT><ITEM.REF>2</ITEM.REF></TOC.ITEM></TOC.BLK><TOC.BLK><TOC.ITEM><NO.ITEM>2. 2.</NO.ITEM><ITEM.CONT>Nel merito</ITEM.CONT><ITEM.REF>2</ITEM.REF></TOC.ITEM><TOC.BLK><TOC.ITEM><ITEM.CONT>Sul primo motivo, basato sulla violazione dei diritti procedurali delle ricorrenti</ITEM.CONT><ITEM.REF>2</ITEM.REF></TOC.ITEM></TOC.BLK><TOC.BLK><TOC.ITEM><ITEM.CONT>Sul secondo motivo, vertente su errori fattuali</ITEM.CONT><ITEM.REF>6</ITEM.REF></TOC.ITEM><TOC.BLK><TOC.ITEM><ITEM.CONT>Introduzione</ITEM.CONT><ITEM.REF>6</ITEM.REF></TOC.ITEM><TOC.ITEM><ITEM.CONT>Sulla prima parte del secondo motivo</ITEM.CONT><ITEM.REF>6</ITEM.REF></TOC.ITEM><TOC.ITEM><ITEM.CONT>Sulla seconda parte del secondo motivo</ITEM.CONT><ITEM.REF>6</ITEM.REF></TOC.ITEM><TOC.ITEM><ITEM.CONT>Sulla terza parte del secondo motivo</ITEM.CONT><ITEM.REF>6</ITEM.REF></TOC.ITEM><TOC.ITEM><ITEM.CONT>Conclusione</ITEM.CONT><ITEM.REF>6</ITEM.REF></TOC.ITEM></TOC.BLK></TOC.BLK><TOC.BLK><TOC.ITEM><ITEM.CONT>Sul terzo motivo, vertente su errori manifesti di valutazione</ITEM.CONT><ITEM.REF>6</ITEM.REF></TOC.ITEM><TOC.BLK><TOC.ITEM><ITEM.CONT>Introduzione</ITEM.CONT><ITEM.REF>6</ITEM.REF></TOC.ITEM></TOC.BLK><TOC.BLK><TOC.ITEM><ITEM.CONT>Sulla prima parte del terzo motivo</ITEM.CONT><ITEM.REF>6</ITEM.REF></TOC.ITEM><TOC.BLK><TOC.ITEM><NO.ITEM>–</NO.ITEM><ITEM.CONT>Sugli errori manifesti di valutazione e sulle violazioni dell’articolo 11, paragrafo 2, e dell’articolo 3, paragrafi 2, 6 e 7, del regolamento di base</ITEM.CONT><ITEM.REF>6</ITEM.REF></TOC.ITEM><TOC.ITEM><NO.ITEM>–</NO.ITEM><ITEM.CONT>Sulle carenze di motivazione</ITEM.CONT><ITEM.REF>6</ITEM.REF></TOC.ITEM><TOC.ITEM><NO.ITEM>–</NO.ITEM><ITEM.CONT>Conclusione</ITEM.CONT><ITEM.REF>6</ITEM.REF></TOC.ITEM></TOC.BLK></TOC.BLK><TOC.BLK><TOC.ITEM><ITEM.CONT>Sulla seconda parte del terzo motivo</ITEM.CONT><ITEM.REF>6</ITEM.REF></TOC.ITEM><TOC.BLK><TOC.ITEM><NO.ITEM>–</NO.ITEM><ITEM.CONT>Introduzione</ITEM.CONT><ITEM.REF>6</ITEM.REF></TOC.ITEM><TOC.ITEM><NO.ITEM>–</NO.ITEM><ITEM.CONT>Sulle valutazioni contenute nei considerando 58 e 59 del regolamento impugnato</ITEM.CONT><ITEM.REF>6</ITEM.REF></TOC.ITEM><TOC.ITEM><NO.ITEM>–</NO.ITEM><ITEM.CONT>Sulle valutazioni contenute nel considerando 61 del regolamento impugnato</ITEM.CONT><ITEM.REF>6</ITEM.REF></TOC.ITEM><TOC.ITEM><NO.ITEM>–</NO.ITEM><ITEM.CONT>Sulle valutazioni contenute nel considerando 62 del regolamento impugnato</ITEM.CONT><ITEM.REF>6</ITEM.REF></TOC.ITEM><TOC.ITEM><NO.ITEM>–</NO.ITEM><ITEM.CONT>Sulle valutazioni contenute nel considerando 64 del regolamento impugnato</ITEM.CONT><ITEM.REF>6</ITEM.REF></TOC.ITEM><TOC.ITEM><NO.ITEM>–</NO.ITEM><ITEM.CONT>Conclusione</ITEM.CONT><ITEM.REF>6</ITEM.REF></TOC.ITEM></TOC.BLK></TOC.BLK></TOC.BLK></TOC.BLK></TOC.BLK><TOC.BLK><TOC.ITEM><ITEM.CONT>Sulle spese</ITEM.CONT><ITEM.REF>6</ITEM.REF></TOC.ITEM></TOC.BLK></TOC.BLK></TOC></JUDGMENT><?PAGE NO="9"?>