<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><ORDER xmlns:fmx="http://opoce" xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xsi:noNamespaceSchemaLocation="http://formex.publications.europa.eu/schema/formex-05.55-20141201.xd"><BIB.ORDER><REF.CASE FILE="n.a."><NO.CASE>T‑438/15</NO.CASE></REF.CASE><NO.CELEX>62015TO0438</NO.CELEX><NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:T:2016:142">EU:T:2016:142</NO.ECLI><NO.SEQ>0001</NO.SEQ><PAGE.FIRST.ECR>1</PAGE.FIRST.ECR><PAGE.SEQ>1</PAGE.SEQ><PAGE.LAST.ECR>7</PAGE.LAST.ECR><PAGE.TOTAL>7</PAGE.TOTAL><AUTHOR>T</AUTHOR></BIB.ORDER><CURR.TITLE><PAGE.HEADER><P>ORDINANZA DEL <DATE ISO="20160309">9. 3. 2016</DATE> – CAUSA T‑438/15</P><P>PORT AUTONOME DU CENTRE ET DE L’OUEST E A. / COMMISSIONE</P></PAGE.HEADER></CURR.TITLE><TITLE><TI><P><HT TYPE="UC">Ordinanza del Tribunale</HT> (Nona Sezione)</P><P><DATE ISO="20160309">9 marzo 2016</DATE><NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="STAR" NOTE.ID="E0001"><P>Lingua processuale: il francese.</P></NOTE></P></TI></TITLE><INDEX><KEYWORD>Aiuti di Stato</KEYWORD><KEYWORD>Imposta sulle società</KEYWORD><KEYWORD>Aiuti a favore dei porti belgi concessi dal Belgio</KEYWORD><KEYWORD>Lettera della Commissione che informa lo Stato membro della sua valutazione preliminare di tali aiuti come incompatibili con il mercato interno e della probabile adozione di opportune misure</KEYWORD><KEYWORD>Atto non impugnabile</KEYWORD><KEYWORD>Irricevibilità</KEYWORD></INDEX><ORDER.INIT><P>Nella causa T‑438/15,</P></ORDER.INIT><PARTIES><PLAINTIFS><P><HT TYPE="BOLD">Port autonome du Centre e de l’Ouest SCRL</HT>, con sede a La Louvière (Belgio),</P><P><HT TYPE="BOLD">Port autonome de Namur</HT>, con sede a Namur (Belgio),</P><P><HT TYPE="BOLD">Port autonome de Charleroi</HT>, con sede a Charleroi (Belgio),</P><P>e</P><P><HT TYPE="BOLD">Région wallonne</HT> (Belgio),</P><P>rappresentati da J. Vanden Eynde, avvocato,</P><PARTY.STATUS>ricorrenti,</PARTY.STATUS></PLAINTIFS><AGAINST>contro</AGAINST><DEFENDANTS><P><HT TYPE="BOLD">Commissione europea</HT>, rappresentata da S. Noë e B. Stromsky, in qualità di agenti,</P><PARTY.STATUS>convenuta,</PARTY.STATUS></DEFENDANTS></PARTIES><P>avente ad oggetto la domanda di annullamento della decisione, asseritamente contenuta nella lettera della Commissione del <DATE ISO="20150601">1<HT TYPE="SUP">o</HT> giugno 2015</DATE>, di considerare che l’esenzione dall’imposta sulle società a favore dei porti belgi costituisce un aiuto di Stato esistente, incompatibile con il mercato interno [aiuto di Stato SA.38393 (2014/CP)],</P><PREAMBLE.GEN><PREAMBLE.INIT><P>IL TRIBUNALE (Nona Sezione),</P><P>composto da G. Berardis (relatore), presidente, O. Czúcz e A. Popescu, giudici,</P><P>cancelliere: E. Coulon</P></PREAMBLE.INIT><PREAMBLE.FINAL>ha emesso la seguente</PREAMBLE.FINAL></PREAMBLE.GEN><?PAGE NO="2"?><CONTENTS.ORDER><GR.SEQ LEVEL="1"><TITLE><TI><P><HT TYPE="BOLD">Ordinanza</HT></P></TI></TITLE><GR.SEQ LEVEL="2"><TITLE><TI><P><HT TYPE="BOLD">Fatti</HT></P></TI></TITLE><NP.ECR IDENTIFIER="NP0001"><NO.P>1</NO.P><TXT>Nel corso del 2013, i servizi della Commissione europea inviavano a tutti gli Stati membri un questionario sul funzionamento e sulla tassazione dei loro porti, al fine di ottenere una visione d’insieme sulla materia e di chiarire la situazione dei porti riguardo alle norme dell’Unione europea sugli aiuti di Stato. In seguito, i servizi della Commissione scambiavano diverse lettere relative a tale questione con le autorità belghe.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0002"><NO.P>2</NO.P><TXT>Con lettera del <DATE ISO="20140709">9 luglio 2014</DATE>, in applicazione dell’articolo 17 del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del <DATE ISO="19990322">22 marzo 1999</DATE>, recante modalità di applicazione dell’articolo [108 TFUE] (<REF.DOC.OJ COLL="L" NO.OJ="083" PAGE.FIRST="1" DATE.PUB="1999">GU L 83, pag. 1</REF.DOC.OJ>), la Commissione informava tali autorità della propria valutazione preliminare delle norme belghe relative alla tassazione dei porti per quanto riguarda la possibile qualificazione di queste ultime come aiuti di Stato e la loro compatibilità con il mercato interno. Nella conclusione di tale lettera, essa stimava, in via preliminare, che l’esenzione dall’imposta sulle società a favore dei porti belgi costituisse un aiuto di Stato incompatibile ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE e annunciava la propria intenzione di avviare un procedimento di cooperazione al fine di riesaminare il regime in questione. Essa informava inoltre le autorità belghe del fatto che tale riesame avrebbe potuto portare alla proposta di opportune misure ai sensi dell’articolo 18 di detto regolamento al fine di sopprimere l’aiuto incompatibile.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0003"><NO.P>3</NO.P><TXT>Le autorità belghe presentavano le loro osservazioni alla Commissione e, con lettera del <DATE ISO="20150601">1<HT TYPE="SUP">o</HT> giugno 2015</DATE> (in prosieguo: la <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0001" REF.END="QE0001"/>lettera impugnata<QUOT.END REF.START="QS0001" CODE="00BB" ID="QE0001"/>), i servizi della Commissione rispondevano a tale lettera precisando quanto segue:</TXT><QUOT.S LEVEL="1"><P><QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0002" REF.END="QE0002"/>(…) Abbiamo analizzato i punti da voi sollevati. Tenuto conto di tali elementi, desidero informarvi che i servizi della Commissione continuano a considerare in via preliminare che il fatto che le attività economiche dei porti non siano soggette all’imposta sulle società costituisce un aiuto di Stato incompatibile con il mercato interno per i seguenti motivi:</P><P>(…)</P><P>Tenuto conto dei precedenti giuridici, i servizi della Commissione mantengono il parere preliminare espresso nella loro lettera del <DATE ISO="20140709">9 luglio 2014</DATE> (…) Di conseguenza, desidero informare il Belgio che la Commissione potrebbe essere costretta a passare alla fase successiva del procedimento e a sottoporgli proposte formali riguardanti le opportune misure che esso dovrà adottare (…)<QUOT.END REF.START="QS0002" CODE="00BB" ID="QE0002"/>.</P></QUOT.S></NP.ECR></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="2"><TITLE><TI><P><HT TYPE="BOLD">Procedimento e conclusioni delle parti</HT></P></TI></TITLE><NP.ECR IDENTIFIER="NP0004"><NO.P>4</NO.P><TXT>Con atto introduttivo depositato nella cancelleria del Tribunale il <DATE ISO="20150730">30 luglio 2015</DATE>, i ricorrenti, vale a dire il Port autonome du Centre et de l’Ouest SCRL, il Port autonome de Namur, il Port autonome de Charleroi e la Région wallonne, hanno proposto il presente ricorso.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0005"><NO.P>5</NO.P><TXT>Con atto depositato nella cancelleria del Tribunale il <DATE ISO="20151103">3 novembre 2015</DATE>, la Commissione ha sollevato un’eccezione di irricevibilità ai sensi dell’articolo 130, paragrafo 1, del regolamento di procedura del Tribunale.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0006"><NO.P>6</NO.P><TXT>I ricorrenti non hanno presentato osservazioni su tale eccezione.</TXT></NP.ECR><?PAGE NO="3"?><NP.ECR IDENTIFIER="NP0007"><NO.P>7</NO.P><TXT>Con atti separati depositati nella cancelleria del Tribunale il <DATE ISO="20151124">24 novembre 2015</DATE>, il Port autonome de Liège e la Société régionale du port de Bruxelles hanno chiesto di intervenire a sostegno delle conclusioni dei ricorrenti.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0008"><NO.P>8</NO.P><TXT>Nell’atto introduttivo, i ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:</TXT><P><LIST TYPE="DASH"><ITEM><P>dichiarare il ricorso ricevibile;</P></ITEM><ITEM><P>annullare la lettera impugnata;</P></ITEM><ITEM><P>condannare la Commissione alle spese.</P></ITEM></LIST></P></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0009"><NO.P>9</NO.P><TXT>La Commissione chiede che il Tribunale voglia:</TXT><P><LIST TYPE="DASH"><ITEM><P>respingere il ricorso in quanto manifestamente irricevibile;</P></ITEM><ITEM><P>condannare i ricorrenti alle spese.</P></ITEM></LIST></P></NP.ECR></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="2"><TITLE><TI><P><HT TYPE="BOLD">In diritto</HT></P></TI></TITLE><NP.ECR IDENTIFIER="NP0010"><NO.P>10</NO.P><TXT>Ai sensi dell’articolo 130 del regolamento di procedura, se una parte chiede al Tribunale, con atto separato, di statuire sull’irricevibilità o sull’incompetenza senza avviare la discussione nel merito, il Tribunale può, senza proseguire il procedimento, statuire con ordinanza motivata.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0011"><NO.P>11</NO.P><TXT>Nel caso di specie, il Tribunale ritiene di essere sufficientemente edotto dagli atti di causa e decide, pertanto, di statuire senza proseguire il procedimento.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0012"><NO.P>12</NO.P><TXT>In via preliminare, occorre ricordare che, a differenza degli aiuti nuovi, che sono disciplinati dall’articolo 108, paragrafi 2 e 3, TFUE, l’articolo 108, paragrafo 1, TFUE prevede, per quanto riguarda gli aiuti esistenti, che la Commissione proceda con gli Stati membri all’esame permanente dei regimi di aiuti esistenti in tali Stati e che essa proponga a questi ultimi le opportune misure richieste dal graduale sviluppo o dal funzionamento del mercato interno.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0013"><NO.P>13</NO.P><TXT>Il regolamento n. 659/1999 precisa nei seguenti termini, agli articoli da 17 a 19, la procedura applicabile ai regimi di aiuti esistenti:</TXT><QUOT.S LEVEL="1"><ARTICLE IDENTIFIER="017"><TI.ART><HT TYPE="ITALIC"><QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0003" REF.END="QE0003"/>Articolo 17</HT></TI.ART><ALINEA><P>Cooperazione a norma dell’articolo [108], paragrafo 1[, TFUE]</P><P><LIST TYPE="ARAB"><ITEM><NP><NO.P>1.</NO.P><TXT>La Commissione ottiene dallo Stato membro interessato tutte le informazioni necessarie alla revisione, in collaborazione con lo Stato membro, dei regimi di aiuti esistenti a norma dell’articolo [108], paragrafo 1, [TFUE].</TXT></NP></ITEM><ITEM><NP><NO.P>2.</NO.P><TXT>Se la Commissione ritiene che un regime di aiuti non sia, o non sia più, compatibile con il mercato [interno], informa lo Stato membro interessato della sua posizione preliminare, dandogli l’opportunità di presentare le proprie osservazioni entro il termine di un mese. In casi debitamente giustificati la Commissione può prorogare tale termine.</TXT></NP></ITEM></LIST></P></ALINEA></ARTICLE><ARTICLE IDENTIFIER="018"><TI.ART><HT TYPE="ITALIC">Articolo 18</HT></TI.ART><ALINEA>Proposta di opportune misure</ALINEA><?PAGE NO="4"?><ALINEA><P>Se la Commissione, alla luce delle informazioni fornite dallo Stato membro a norma dell’articolo 17, conclude che il regime di aiuti esistente non è, ovvero non è più, compatibile con il mercato [interno], emette una raccomandazione in cui propone opportune misure allo Stato membro interessato. La raccomandazione può in particolare proporre:</P><P><LIST TYPE="alpha"><ITEM><NP><NO.P>a)</NO.P><TXT>modificazioni sostanziali del regime di aiuti,</TXT></NP></ITEM><ITEM><NP><NO.P>b)</NO.P><TXT>l’introduzione di obblighi procedurali o</TXT></NP></ITEM><ITEM><NP><NO.P>c)</NO.P><TXT>l’abolizione del regime di aiuti.</TXT></NP></ITEM></LIST></P></ALINEA></ARTICLE><ARTICLE IDENTIFIER="019"><TI.ART><HT TYPE="ITALIC">Articolo 19</HT></TI.ART><STI.ART>Conseguenze giuridiche di una proposta di opportune misure</STI.ART><PARAG IDENTIFIER="019.001"><NO.PARAG>1.</NO.PARAG><ALINEA>Se lo Stato membro interessato accetta le misure proposte dalla Commissione e ne informa quest’ultima, la Commissione ne prende atto e ne informa lo Stato membro. A seguito della sua accettazione, lo Stato membro è tenuto a dare applicazione alle opportune misure.</ALINEA></PARAG><PARAG IDENTIFIER="019.002"><NO.PARAG>2.</NO.PARAG><ALINEA>Se lo Stato membro interessato rifiuta di attuare le misure proposte e la Commissione, dopo aver considerato gli argomenti dello Stato membro, continua a ritenere necessaria tale attuazione, la Commissione avvia il procedimento di cui all’articolo 4, paragrafo 4. Si applicano in tal caso, con gli opportuni adattamenti, gli articoli 6, 7 e 9<QUOT.END REF.START="QS0003" CODE="00BB" ID="QE0003"/>.</ALINEA></PARAG></ARTICLE></QUOT.S></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0014"><NO.P>14</NO.P><TXT>L’articolo 4, paragrafo 4, e gli articoli 6 e 7 del regolamento n. 659/1999 riguardano il procedimento d’indagine formale, previsto dall’articolo 108, paragrafo 2, TFUE, mentre l’articolo 9 disciplina la revoca di una decisione adottata in base a tale procedimento.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0015"><NO.P>15</NO.P><TXT>Secondo la giurisprudenza precedente all’adozione del regolamento n. 659/1999, che è stata in gran parte codificata in quest’ultimo, il fatto che la Commissione proponga o meno opportune misure non produce alcun effetto giuridico definitivo, poiché, in assenza di accettazione, da parte dello Stato membro, delle opportune misure proposte, quest’ultimo non è tenuto ad accoglierle (sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="19961022">22 ottobre 1996</DATE>, <NAME.CASE>Salt Union/Commissione</NAME.CASE>, <NO.CASE>T‑330/94</NO.CASE>, Racc., <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:T:1996:154">EU:T:1996:154</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0035">35</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0016"><NO.P>16</NO.P><TXT>Infatti, dall’articolo 19, paragrafo 1, del regolamento n. 659/1999 risulta che, qualora lo Stato membro accetti le opportune misure proposte dalla Commissione, quest’ultima ne prende atto e ne informa lo Stato membro, il quale, a seguito della propria accettazione, è tenuto a dare applicazione a tali misure. Secondo la giurisprudenza, la decisione della Commissione che prende atto delle proposte dello Stato membro e le rende vincolanti, conformemente a tale articolo, costituisce un atto impugnabile (sentenze del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20140227">27 febbraio 2014</DATE>, <NAME.CASE>Stichting Woonpunt e a./Commissione</NAME.CASE>, <NO.CASE>C‑132/12 P</NO.CASE>, Racc., <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2014:100">EU:C:2014:100</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0072">72</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>, e dell’<REF.DOC.ECR><DATE ISO="20090311">11 marzo 2009</DATE>, <NAME.CASE>TF1/Commissione</NAME.CASE>, <NO.CASE>T‑354/05</NO.CASE>, Racc., <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:T:2009:66">EU:T:2009:66</NO.ECLI>, punti da <REF.NP.ECR REF="NP0067">67</REF.NP.ECR> a <REF.NP.ECR REF="NP0070">70</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0017"><NO.P>17</NO.P><TXT>Qualora lo Stato membro rifiuti di attuare le opportune misure proposte dalla Commissione, quest’ultima è tenuta, se ritiene che tali misure siano ancora necessarie per il corretto funzionamento del mercato interno, ad avviare il procedimento di cui all’articolo 108, paragrafo 2, TFUE. Al termine di tale procedimento, la Commissione è tenuta ad adottare una delle decisioni previste dall’articolo 7 del regolamento n. 659/1999. La decisione adottata a conclusione di detto procedimento produce effetti giuridici obbligatori idonei ad incidere sugli interessi degli interessati e costituisce, pertanto, un atto impugnabile, poiché essa conclude il procedimento di cui trattasi e si pronuncia definitivamente sulla compatibilità della misura esaminata con le regole applicabili agli aiuti di Stato (sentenze del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20031127">27 novembre 2003</DATE>, <NAME.CASE>Regione Siciliana/Commissione</NAME.CASE>, <NO.CASE>T‑190/00</NO.CASE>, Racc., <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:T:2003:316">EU:T:2003:316</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0045">45</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>, e del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20110920">20 settembre 2011</DATE>, <NAME.CASE>Regione autonoma della Sardegna e a./Commissione</NAME.CASE>, <NO.CASE>T‑394/08, T‑408/08, T‑453/08 e T‑454/08</NO.CASE>, Racc., <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:T:2011:493">EU:T:2011:493</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0077">77</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</TXT></NP.ECR><?PAGE NO="5"?><NP.ECR IDENTIFIER="NP0018"><NO.P>18</NO.P><TXT>Nel caso di specie, a differenza dei due casi sopra citati, la lettera impugnata è stata adottata nell’ambito della fase di cooperazione tra lo Stato membro interessato e la Commissione, di cui all’articolo 17, paragrafo 1, del regolamento n. 659/1999, che può eventualmente sfociare nella proposta di opportune misure, adottate ai sensi dell’articolo 18 di detto regolamento.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0019"><NO.P>19</NO.P><TXT>Orbene, come osserva giustamente la Commissione, posto che la proposta di opportune misure non costituisce un atto impugnabile (punto 15 supra), a fortiori, neanche gli atti preparatori che intervengono a monte di tali proposte di opportune misure, quali la lettera impugnata, costituiscono atti che producono effetti giuridici obbligatori (v., in tal senso, ordinanza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20090514">14 maggio 2009</DATE>, <NAME.CASE>US Steel Košice/Commissione</NAME.CASE>, <NO.CASE>T‑22/07</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:T:2009:158">EU:T:2009:158</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0055">55</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0020"><NO.P>20</NO.P><TXT>Infatti, occorre ricordare al riguardo che, secondo giurisprudenza costante, in presenza di atti o decisioni elaborati in più fasi, segnatamente al termine di un procedimento interno, costituiscono atti impugnabili solo quelli che stabiliscono definitivamente la posizione dell’istituzione al termine del procedimento, e non gli atti intermedi intesi alla preparazione della decisione finale (v. ordinanza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20150303">3 marzo 2015</DATE>, <NAME.CASE>Gemeente Nijmegen/Commissione</NAME.CASE>, <NO.CASE>T‑251/13</NO.CASE>, Racc., <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:T:2015:142">EU:T:2015:142</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0028">28</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR> e giurisprudenza citata).</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0021"><NO.P>21</NO.P><TXT>Ciò, manifestamente, non si verifica nel caso di specie per quanto riguarda la lettera impugnata, poiché dal contenuto di tale lettera risulta chiaramente che si tratta di un <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0004" REF.END="QE0004"/>parere preliminare<QUOT.END REF.START="QS0004" CODE="00BB" ID="QE0004"/> della Commissione e che quest’ultima potrebbe essere costretta, di conseguenza, a passare alla fase successiva del procedimento, consistente nel sottoporre proposte formali riguardanti le opportune misure che il Regno del Belgio dovrà adottare.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0022"><NO.P>22</NO.P><TXT>I ricorrenti invocano tuttavia una giurisprudenza secondo cui una decisione di avvio del procedimento d’indagine formale può costituire un atto contro cui può proporsi un ricorso ai sensi dell’articolo 263 TFUE (sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20021023">23 ottobre 2002</DATE>, <NAME.CASE>Diputación Foral de Guipúzcoa e a./Commissione</NAME.CASE>, <NO.CASE>T‑269/99, T‑271/99 e T‑272/99</NO.CASE>, Racc., <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:T:2002:258">EU:T:2002:258</NO.ECLI>, punti da <REF.NP.ECR REF="NP0038">38</REF.NP.ECR> a <REF.NP.ECR REF="NP0040">40</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>). Essi sostengono inoltre che, secondo la giurisprudenza, qualora la Commissione adotti una decisione che conferma il suo giudizio iniziale, tale decisione, se non impugnata entro i termini di ricorso, diventa definitiva (sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20050510">10 maggio 2005</DATE>, <NAME.CASE>Italia/Commissione</NAME.CASE>, <NO.CASE>C‑400/99</NO.CASE>, Racc., <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2005:275">EU:C:2005:275</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0017">17</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0023"><NO.P>23</NO.P><TXT>Va constatato, tuttavia, che, a differenza delle decisioni oggetto delle cause invocate dai ricorrenti, nel caso di specie, la lettera impugnata non costituisce né una decisione di avviare il procedimento d’indagine formale, ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 2, TFUE e dell’articolo 4, paragrafo 4, del regolamento n. 659/1999, né una decisione che conclude tale procedimento ai sensi dell’articolo 7 di detto regolamento.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0024"><NO.P>24</NO.P><TXT>È pur vero che la giurisprudenza ha stabilito che, in taluni casi, una decisione di avviare il procedimento d’indagine formale è idonea a produrre effetti giuridici autonomi, segnatamente qualora essa verta su misure di aiuti nuove non notificate e ancora in corso di esecuzione (v. ordinanza <REF.DOC.ECR><NAME.CASE>Gemeente Nijmegen/Commissione</NAME.CASE>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0020">20</REF.NP.ECR> supra, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:T:2015:142">EU:T:2015:142</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0030">30</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR> e giurisprudenza citata) o qualora, con tale decisione, la Commissione qualifichi come aiuti nuovi misure che, secondo lo Stato membro interessato, non costituiscono aiuti o costituiscono aiuti esistenti (sentenze del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20011009">9 ottobre 2001</DATE>, <NAME.CASE>Italia/Commissione</NAME.CASE>, <NO.CASE>C‑400/99</NO.CASE>, Racc., <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2001:528">EU:C:2001:528</NO.ECLI>, punti <REF.NP.ECR REF="NP0062">62</REF.NP.ECR> e <REF.NP.ECR REF="NP0069">69</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>, e del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20021023">23 ottobre 2002</DATE>, <NAME.CASE>Diputación Foral de Álava e a./Commissione</NAME.CASE>, <NO.CASE>da T‑346/99 a T‑348/99</NO.CASE>, Racc., <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:T:2002:259">EU:T:2002:259</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0033">33</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>), a causa dell’obbligo di sospensione previsto, per quanto riguarda gli aiuti nuovi, dall’articolo 108, paragrafo 3, TFUE.</TXT></NP.ECR><?PAGE NO="6"?><NP.ECR IDENTIFIER="NP0025"><NO.P>25</NO.P><TXT>Tuttavia, nel caso di specie, è sufficiente constatare che la lettera impugnata non costituisce, neanche implicitamente, una siffatta decisione, bensì una lettera adottata a monte di un’eventuale proposta di opportune misure da parte della Commissione nell’ambito del procedimento di cooperazione tra lo Stato membro e la Commissione previsto dall’articolo 17 del regolamento n. 659/1999, per quanto riguarda un regime di aiuti esistente.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0026"><NO.P>26</NO.P><TXT>Orbene, va ricordato che, nell’ambito di un tale procedimento, lo Stato membro resta libero di applicare il regime di aiuti interessato e di concedere aiuti individuali in base a tale regime fino a quando esso non decida di porre termine a quest’ultimo o di modificarlo, a seguito dell’accettazione di opportune misure proposte dalla Commissione (v., in tal senso, sentenza Woonpunt e a./Commissione, punto 16 supra, punti da 71 a 74), o fino a quando la Commissione non adotti una decisione finale negativa, ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 5, del regolamento n. 659/1999, che dichiari tale regime di aiuti incompatibile con il mercato interno (v. sentenza <REF.DOC.ECR><NAME.CASE>Italia/Commissione</NAME.CASE>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0024">24</REF.NP.ECR> supra, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2001:528">EU:C:2001:528</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0048">48</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR> e giurisprudenza citata).</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0027"><NO.P>27</NO.P><TXT>Alla luce di tutte queste considerazioni, occorre concludere che la lettera impugnata non costituisce un atto che produce effetti giuridici definitivi, idoneo ad essere oggetto di un ricorso di annullamento ai sensi dell’articolo 263 TFUE.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0028"><NO.P>28</NO.P><TXT>Pertanto, si deve accogliere l’eccezione di irricevibilità sollevata dalla Commissione e respingere il ricorso in quanto irricevibile.</TXT></NP.ECR></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="2"><TITLE><TI><P><HT TYPE="BOLD">Sulle spese</HT></P></TI></TITLE><NP.ECR IDENTIFIER="NP0029"><NO.P>29</NO.P><TXT>Ai sensi dell’articolo 134, paragrafo 1, del regolamento di procedura, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è stata fatta domanda. I ricorrenti, rimasti soccombenti, devono essere condannati alle spese, conformemente alla domanda della Commissione.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0030"><NO.P>30</NO.P><TXT>Ai sensi dell’articolo 144, paragrafo 10, del regolamento di procedura, se la causa principale si conclude prima della decisione sull’istanza di intervento, le spese dell’istante e delle parti principali relative all’istanza di intervento sono compensate. Nella fattispecie, il Tribunale non aveva ancora statuito sulle istanze di intervento del Port autonome de Liège e della Société régionale du port de Bruxelles al momento di decidere sulla ricevibilità del ricorso principale con la presente ordinanza. Di conseguenza, questi ultimi sopporteranno le proprie spese, ai sensi di detta disposizione.</TXT></NP.ECR></GR.SEQ></GR.SEQ><JURISDICTION><INTRO><P>Per questi motivi,</P><P>IL TRIBUNALE (Nona Sezione)</P><P>così provvede:</P></INTRO><LIST TYPE="ARAB"><ITEM><NP><NO.P><HT TYPE="BOLD">1)</HT></NO.P><TXT><HT TYPE="BOLD">Il ricorso è respinto in quanto irricevibile.</HT></TXT></NP></ITEM><ITEM><NP><NO.P><HT TYPE="BOLD">2)</HT></NO.P><TXT><HT TYPE="BOLD">Il Port autonome du Centre et de l’Ouest SCRL, il Port autonome de Namur, il Port autonome de Charleroi e la Région wallonne sopporteranno le proprie spese, nonché quelle sostenute dalla Commissione europea.</HT></TXT></NP></ITEM><ITEM><NP><NO.P><HT TYPE="BOLD">3)</HT></NO.P><TXT><HT TYPE="BOLD">Il Port autonome de Liège e la Société régionale du port de Bruxelles sopporteranno le proprie spese.</HT></TXT><P>Lussemburgo, <DATE ISO="20160309">9 marzo 2016</DATE></P></NP></ITEM></LIST></JURISDICTION></CONTENTS.ORDER><?PAGE NO="7"?><SIGNATURE.CASE><SIGNATORY><P>Il cancelliere</P><P>E. Coulon</P></SIGNATORY><SIGNATORY><P>Il presidente</P><P>G. Berardis</P></SIGNATORY></SIGNATURE.CASE></ORDER>