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1)
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nella sezione «A. Persone fisiche», le voci 5, 6, 7, 8, 20, 22, 23, 26, 34, 35, 43, 44, 58, 60, 84, 106, 107, 108, 109, 110, 111, 113, 114, 115, 116, 119 e 121 sono sostituite dalle seguenti:
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Nomi (traslitterazione in caratteri latini)
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Nomi
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Informazioni identificative
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Motivi dell’inserimento nell’elenco
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Data di inserimento nell’elenco
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«5.
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ZHU Hailun
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朱海仑
(grafia cinese)
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Cariche: in pensione da maggio 2021;
membro della 13a Assemblea nazionale del popolo della Repubblica popolare cinese (legislatura dal 2018 al 2023), rappresenta la regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR); membro della commissione di vigilanza e per gli affari giudiziari dell’Assemblea nazionale del popolo dal 19 marzo 2018.
Data di nascita: gennaio 1958
Luogo di nascita: Lianshui, Jiangsu (Cina)
Cittadinanza: cinese
Sesso: maschile
Entità associate: commissione centrale per gli affari politici e giuridici della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR);
13a Assemblea del popolo della XUAR (un organo legislativo locale)
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Ex segretario della commissione centrale per gli affari politici e giuridici della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR) ed ex vicesegretario del comitato del partito della XUAR (dal 2016 al 2019). Ex vicecapo della commissione permanente della 13a Assemblea del popolo della XUAR, un organo legislativo regionale (dal 2019 al 5 febbraio 2021, ma ancora attivo almeno fino al marzo 2021). Membro della 13a Assemblea nazionale del popolo della Repubblica popolare cinese (legislatura dal 2018 al 2023), rappresenta la XUAR. Membro della commissione di vigilanza e per gli affari giudiziari dell’Assemblea nazionale del popolo dal 19 marzo 2018.
In qualità di segretario della commissione centrale per gli affari politici e giuridici della XUAR (dal 2016 al 2019), Zhu Hailun è stato responsabile del mantenimento della sicurezza interna e dell’applicazione della legge nella XUAR. In quanto tale, rivestiva una carica politica chiave nella supervisione e nell’attuazione di un programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane. Zhu Hailun è stato descritto come l’“architetto” di questo programma. È pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare detenzioni arbitrarie su larga scala inflitte a uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane.
In qualità di vicecapo della commissione permanente della 13a Assemblea del popolo della XUAR (dal 2019 al 5 febbraio 2021), Zhu Hailun ha continuato a esercitare un’influenza decisiva nella XUAR, dove prosegue l’attuazione del programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane.
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22.3.2021
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6.
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WANG Junzheng
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王君正
(grafia cinese)
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Cariche: membro del 20o comitato centrale del Partito comunista cinese (PCC) (dicembre 2022 – dicembre 2026); membro della 14a Assemblea nazionale del popolo (febbraio 2023 – febbraio 2027); segretario di partito del Partito comunista cinese (PCC) nella regione autonoma del Tibet;
direttore della commissione per gli affari esteri della regione autonoma del Tibet (da maggio 2024); ex segretario del partito dello Xinjiang Production and Construction Corps (XPCC) e vicesegretario del comitato del partito della regione autonoma uigura cinese dello Xinjiang; commissario politico dell’XPCC e amministratore delegato del China Xinjiang Group
Data di nascita: maggio 1963
Luogo di nascita: Linyi, Shandong (Cina)
Cittadinanza: cinese
Sesso: maschile
Indirizzo: Lhasa, Tibet
Entità associate: Xinjiang Production and Construction Corps (XPCC)
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Segretario di partito del Partito comunista cinese (PCC) nella regione autonoma del Tibet dall’ottobre 2021. Membro del 20o comitato centrale del Partito comunista cinese (PCC) (dicembre 2022 - dicembre 2026). Membro della 14a Assemblea nazionale del popolo (febbraio 2023 - febbraio 2027).
Ex segretario del partito dello Xinjiang Production and Construction Corps (XPCC) e vicesegretario del comitato del partito della regione autonoma uigura cinese dello Xinjiang (XUAR) dall’aprile 2020 all’ottobre 2021 nonché commissario politico dell’XPCC dal maggio 2020 all’ottobre 2021. Ex segretario della commissione centrale per gli affari politici e giuridici della XUAR, dal febbraio 2019 al settembre 2020. Wang Junzheng ha occupato anche altre alte cariche nell’XPCC.
L’XPCC è un’organizzazione economica e paramilitare statale presente nella XUAR, che esercita l’autorità amministrativa e controlla le attività economiche nello Xinjiang.
In qualità di segretario del partito e di commissario politico dell’XPCC, Wang Junzheng è stato coinvolto nella supervisione di tutte le politiche attuate dall’XPCC. In tale veste si è reso responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare detenzioni arbitrarie su larga scala e trattamenti degradanti inflitti agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane, nonché violazioni sistematiche della loro libertà di religione o di credo, connesse, tra l’altro, all’attuazione da parte dell’XPCC di un programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane.
È stato altresì responsabile del ricorso sistematico, da parte dell’XPCC, a uiguri e persone di altre minoranze etniche musulmane come manodopera forzata, in particolare nei campi di cotone.
In qualità di vicesegretario del comitato del partito della XUAR, Wang Junzheng è stato coinvolto nella supervisione di tutte le politiche di sicurezza attuate nello Xinjiang, compreso il summenzionato programma rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane. In qualità di segretario della commissione centrale per gli affari politici e giuridici della XUAR dal febbraio 2019 al settembre 2020, Wang Junzheng è stato responsabile del mantenimento della sicurezza interna e dell’applicazione della legge nella XUAR. In quanto tale, rivestiva una carica politica chiave nella supervisione e nell’attuazione del summenzionato programma.
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22.3.2021
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7.
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WANG Mingshan
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王明山
(grafia cinese)
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Cariche: membro della 14a Assemblea nazionale del popolo (febbraio 2023 - febbraio 2027); vicedirettore della commissione permanente del comitato del partito della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR)
Data di nascita: gennaio 1964
Luogo di nascita: Wuwei, Gansu (Cina)
Cittadinanza: cinese
Sesso: maschile
Indirizzo: Urumqi, Xinjiang
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Vicedirettore (dal febbraio 2024) ed ex membro della commissione permanente del comitato del partito della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR). Membro della 14a Assemblea nazionale del popolo (febbraio 2023 - febbraio 2027).
Precedentemente direttore e vicesegretario del partito dell’ufficio per la pubblica sicurezza dello Xinjiang (XPSB) fra il 2017 e il gennaio 2021.
In qualità di vicedirettore ed ex segretario della commissione centrale per gli affari politici e giuridici della XUAR (settembre 2020 – febbraio 2024), Wang Mingshan è responsabile del mantenimento della sicurezza interna e dell’applicazione della legge nella XUAR. In quanto tale, riveste una carica politica chiave nella supervisione di un programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane.
In qualità di ex direttore e vicesegretario del partito dell’XPSB (dal 2017 al gennaio 2021), ha occupato una posizione chiave nell’apparato di sicurezza dello Xinjiang ed era direttamente responsabile dell’attuazione del programma citato. In particolare, l’XPSB ha realizzato la “piattaforma operativa comune integrata” (IJOP), un programma di big data utilizzato per tracciare milioni di uiguri nella regione dello Xinjiang e segnalare quelli considerati “potenzialmente pericolosi” da inviare nei campi di detenzione.
Nella sua carica attuale e in considerazione delle sue funzioni precedenti, Wang Mingshan è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare detenzioni arbitrarie su larga scala e trattamenti degradanti inflitti agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane, nonché violazioni sistematiche della loro libertà di religione o di credo.
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22.3.2021
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8.
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CHEN Mingguo
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陈明国
(grafia cinese)
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Cariche: vicesegretario del Partito comunista cinese (PCC) e membro della commissione permanente della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR) (dal dicembre 2024);
segretario della commissione centrale per gli affari politici e giuridici della XUAR (dal febbraio 2024);
membro della commissione permanente del PCC della XUAR (dal febbraio 2024)
Data di nascita: ottobre 1966
Luogo di nascita: Yilong, Sichuan (Cina)
Cittadinanza: cinese
Sesso: maschile
Indirizzo: Urumqi, Xinjiang
Entità associate: commissione centrale per gli affari politici e giuridici della XUAR
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Segretario della commissione centrale per gli affari politici e giuridici della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR) e membro della commissione permanente del PCC della XUAR dal febbraio 2024.
Ex direttore dell’ufficio per la pubblica sicurezza dello Xinjiang (XPSB) dal gennaio 2021 e vicepresidente del governo popolare della XUAR.
In qualità di segretario della commissione centrale per gli affari politici e giuridici della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR), membro della commissione permanente del PCC della XUAR ed ex direttore dell’XPSB, Chen Mingguo occupa una posizione chiave nell’apparato di sicurezza dello Xinjiang ed è direttamente coinvolto nell’attuazione di un programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane. In particolare, l’XPSB ha realizzato la “piattaforma operativa comune integrata” (IJOP), un programma di big data utilizzato per tracciare milioni di uiguri nella regione dello Xinjiang e segnalare quelli considerati “potenzialmente pericolosi” da inviare nei campi di detenzione. Chen Mingguo è quindi responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare detenzioni arbitrarie e trattamenti degradanti inflitti agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane, nonché violazioni sistematiche della loro libertà di religione o di credo.
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22.3.2021
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20.
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Aleksandr Grigorievitch MALOLETKO
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Александр Григорьевич МАЛОЛЕТКО
(grafia russa)
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Aleksandr Maloletko è stato uno stretto collaboratore di Yevgeny Prigozhin. La sua azione come “difensore della madrepatria” e capo della “Veteran’s Interests Defenders League” (lega dei difensori degli interessi dei veterani) è stata lodata pubblicamente da Yevgeny Prigozhin. Ha lavorato come istruttore per il Wagner Group nella Repubblica centrafricana (RCA). È associato al Wagner Group, inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani in diversi paesi tra cui la RCA ed è responsabile di sostenere gli atti di tale gruppo.
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25.2.2023
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22.
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Dimitri SYTII
alias Dimitri SYTYI, Dmitry SYTIY
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Дмитрий СЫТИЙ
(grafia russa)
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Carica: direttore della Casa russa a Bangui
Data di nascita: 23.3.1989
Luogo di nascita: Minsk (Bielorussia)
Cittadinanza: russa
Sesso: maschile
Indirizzo: NA-SYTAIA/A1-TANKISTAZ KHRUSTITSKOGO 62 APT25/ZP-198217 St Petersburg, Russian Federation
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Dimitri Sytii ha un ruolo di spicco nel Wagner Group nella Repubblica centrafricana (RCA) e aveva stretti legami con Yevgeny Prigozhin. È incaricato di condurre la politica di influenza del Wagner Group nella RCA. È il capo della sezione locale della Casa russa, il ramo culturale del ministero degli Esteri russo.
Il Wagner Group è inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie in diversi paesi, tra cui la RCA.
Dati la sua posizione influente nella RCA e il suo ruolo di spicco all’interno del Wagner Group, è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani commesse dal Wagner Group nella RCA.
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25.2.2023
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23.
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Mikhail Sergeyevich POTEPKIN
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Михаил Сергеевич ПОТЕПКИН
(grafia russa)
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Carica: direttore di Meroe Gold
Data di nascita: 19.9.1981 o 29.9.1981
Cittadinanza: russa
Sesso: maschile
N. di passaporto: 651697952 (passaporto russo)
Indirizzo: Sudan
Società associate: Megaline; Concord; IT-Debugger
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Mikhail Potepkin è direttore di Meroe Gold, un’entità di copertura delle operazioni del Wagner Group in Sudan, ed è coinvolto anche in M-Invest, società madre di Meroe. Ha un ruolo di spicco nel Wagner Group in Sudan e aveva stretti legami con Yevgeny Prigozhin. Grazie ai suoi stretti legami con le forze militari sudanesi, il Wagner Group si è assicurato lo sfruttamento e l’esportazione di oro sudanese in Russia. Potepkin è associato al Wagner Group, inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, in diversi paesi, tra cui il Sudan. Attraverso le sue attività, fornisce anche sostegno a tali abusi commessi in Sudan.
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25.2.2023
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26.
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Andrei Sergeevich MANDEL
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Андрей Сергеевич МАНДЕЛЬ
(grafia russa)
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Data di nascita: 2.3.1990
Luogo di nascita: Germania
Sesso: maschile
N. di passaporto: 753615660
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Andrei Mandel è a capo di M-Invest, un’entità di copertura delle operazioni del Wagner Group in Sudan, ed è coinvolto anche nella sua controllata Meroe Gold. Ha un ruolo di spicco nel Wagner Group in Sudan e aveva stretti legami con Yevgeny Prigozhin. Grazie ai suoi stretti legami con le forze militari sudanesi, il Wagner Group si è assicurato lo sfruttamento e l’esportazione di oro sudanese in Russia. Mandel è associato al Wagner Group, inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, in diversi paesi, tra cui il Sudan. Attraverso le sue attività, fornisce anche sostegno a tali abusi commessi in Sudan. Secondo recenti segnalazioni, Mandel ha lavorato anche per il Wagner Group in Mali.
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25.2.2023
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34.
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Gordon Koang BIEL
alias Gordon Koang Char BIEL, Koang Biel CHAR, Koang NYALUALGO
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Carica: commissario della contea di Koch
Luogo di nascita: Sud Sudan
Cittadinanza: sud-sudanese
Sesso: maschile
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Gordon Koang Biel è stato il commissario della contea di Koch (Stato dell’Unità, Sud Sudan) dal febbraio 2021 al novembre 2024.
In tale veste, tra febbraio e maggio 2022 ha guidato milizie allineate al governo per compiere attacchi nella parte meridionale dello Stato dell’Unità. Durante tale periodo le truppe sotto il suo comando hanno fatto ricorso in modo diffuso e sistematico alla violenza sessuale come tattica bellica, strumentalizzandola inoltre come ricompensa e diritto per gli uomini che partecipano al conflitto.
In qualità di commissario della contea, Biel è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nel Sud Sudan, tra cui diffuse e sistematiche violenze sessuali e di genere.
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7.3.2023
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35.
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Toe UI
alias Toe YI
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Carica: membro della commissione anticorruzione
Grado: Maggiore Generale
Cittadinanza: Myanmar/Birmania
Sesso: maschile
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Il Maggiore Generale Toe Ui è membro della commissione anticorruzione delle autorità militari del Myanmar. È stato viceministro dell’Interno dal 3 febbraio 2023 al 2 febbraio 2025. È l’ex vicecomandante dell’Ufficio del capo degli affari di sicurezza militare (OCMSA). L’OCMSA è responsabile della gestione dei centri di detenzione e per interrogatori in Myanmar/Birmania nonché della raccolta di intelligence.
Il personale dell’OCMSA sotto l’autorità di Ui usa nudità forzata, stupri, elettroshock, bruciatura degli organi genitali e violenza eccessiva durante la detenzione arbitraria e gli interrogatori di uomini, donne e membri della comunità LGBTIQ.
In qualità di vicecomandante dell’OCMSA, il Maggiore Generale Toe Ui è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Myanmar/Birmania, tra cui detenzioni arbitrarie e torture, nonché diffuse e sistematiche violenze sessuali e di genere.
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7.3.2023
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43.
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Sergei Gennadievich PODOPRIGOROV
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Сергей Геннадьевич ПОДОПРИГОРОВ
(grafia russa)
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Carica: giudice presso il tribunale della città di Mosca
Data di nascita: 8.1.1974
Luogo di nascita: Mosca, Federazione russa
Cittadinanza: russa
Sesso: maschile
Indirizzo: 16c2, Shmitovskiy Proyezd, Apartment 52, Moscow, Russia, 123100
(Шмитовский пр-д, 16с2, Москва, Россия, 123100. Квартира 52)
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In qualità di giudice del tribunale della città di Mosca, Sergei Podoprigorov è coinvolto nel procedimento giudiziario di matrice politica contro Vladimir Kara-Murza. Ha presieduto il collegio dei giudici del tribunale della città di Mosca che il 17 aprile 2023 ha condannato l’attivista dell’opposizione Kara-Murza a 25 anni in un campo di lavoro/carcere ad alta sicurezza.
Kara-Murza è un attivista di spicco dell’opposizione in Russia. Nel 2022 procedimenti giudiziari di matrice politica basati su false accuse sono stati avviati a carico di Kara-Murza, che aveva accusato il Cremlino di commettere crimini di guerra in Ucraina e aveva condannato pubblicamente l’aggressione russa. Nell’aprile 2023 è stato condannato a 25 anni di campo di lavoro/carcere ad alta sicurezza. Il procedimento giudiziario a suo carico ha preso di mira il suo attivismo ed è servito da simulacro di processo in Russia al fine di mettere a tacere le voci critiche nei confronti del regime al potere che si oppongono alla guerra di aggressione contro l’Ucraina. Il regime russo utilizza ampiamente il sistema giudiziario del paese come strumento nel quadro di numerose gravi violazioni dei diritti umani. Il sistema giudiziario non è indipendente ed è utilizzato per violare sistematicamente e gravemente i diritti umani delle persone che si oppongono al regime al potere, privandole della loro libertà di opinione e di espressione.
Kara Murza è stato rilasciato nell’ambito dello scambio di prigionieri che ha avuto luogo nel 2024 ad Ankara.
In precedenza, Podoprigorov, in qualità di giudice presso il tribunale distrettuale di Tverskoi di Mosca, ha emesso due sentenze nei confronti di Sergei Magnitsky, che aveva denunciato casi di corruzione e condotta scorretta da parte di funzionari del governo russo. Magnitsky è stato successivamente perseguitato ed è morto in un carcere russo.
È pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, comprese violazioni della libertà di opinione e di espressione.
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5.6.2023
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44.
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Dmitriy Viktorovich KOMNOV
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Дмитрий Викторович КОМНОВ
(grafia russa)
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Carica: tenente Colonnello, ex capo del centro di custodia cautelare di Mosca SIZO-5 “Vodnik”
Data di nascita: 17.5.1977
Luogo di nascita: regione di Kashira, Mosca, Federazione russa
Cittadinanza: russa
Sesso: maschile
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Komnov è stato un funzionario di alto livello del sistema penitenziario russo. È stato capo del centro di custodia cautelare di Mosca SIZO-5 “Vodnik”, dove era detenuto Vladimir Kara-Murza.
Kara-Murza è un attivista di spicco dell’opposizione in Russia. Nel 2022 procedimenti giudiziari di matrice politica basati su false accuse sono stati avviati a carico di Kara-Murza, che aveva accusato il Cremlino di commettere crimini di guerra in Ucraina e aveva condannato pubblicamente l’aggressione russa. Nell’aprile 2023 è stato condannato a 25 anni di campo di lavoro/carcere ad alta sicurezza. Il procedimento giudiziario a suo carico ha preso di mira il suo attivismo ed è servito da simulacro di processo in Russia al fine di mettere a tacere le voci critiche nei confronti del regime al potere che si oppongono alla guerra di aggressione contro l’Ucraina. Il regime russo utilizza ampiamente il sistema giudiziario del paese come strumento nel quadro di numerose gravi violazioni dei diritti umani. Il sistema giudiziario non è indipendente ed è utilizzato per violare sistematicamente e gravemente i diritti umani delle persone che si oppongono al regime al potere, privandole della loro libertà di opinione e di espressione.
Le condizioni di salute di Kara-Murza sono notevolmente peggiorate dall’inizio della sua detenzione, nell’aprile 2022. Komnov è responsabile del trattamento degradante di Kara-Murza in quanto questi è stato rinchiuso in una cella di punizione nonostante soffra di un grave disturbo nervoso causato da due precedenti avvelenamenti.
I maltrattamenti inflitti a Kara-Murza nel centro di custodia cautelare gestito da Komnov confermano il modello di prassi consolidata di trattamento disumano degli oppositori del regime detenuti. Komnov era il direttore del centro di custodia cautelare di “Butyrka” all’epoca in cui condizioni insopportabili hanno portato alla morte dell’attivista anticorruzione Sergei Magnitsky.
Kara Murza è stato rilasciato nell’ambito dello scambio di prigionieri che ha avuto luogo nel 2024 ad Ankara.
Komnov è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, compresi trattamenti degradanti e violazioni della libertà di opinione e di espressione.
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5.6.2023
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58.
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Abdul Hakim HAQQANI
alias Mawlawi Sheikh Abdul Hakim Haqqani Ishaqzai;
“Shaikhul Hadis” Maulvi Abdul Hakim “Haqqani”
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شیخ الحدیث مولوي عبدالحکیم حقاني
لقضات شیخ عبدالحکیم حقاني
(grafia pashto)
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Carica: presidente talebano facente funzione della Corte suprema afghana
Qazi al-Quzzat (giudice supremo)
Data di nascita: 1967
Luogo di nascita: Panjwayi, provincia di Kandahar, Afghanistan
Cittadinanza: afghana
Sesso: maschile
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Abdul Hakim Haqqani è l’attuale presidente talebano facente funzione della Corte suprema afghana, nominato dalla dirigenza talebana nel 2021. In tale veste, ha di fatto utilizzato il sistema giuridico per attuare l’oppressione basata sul genere nei confronti delle donne escludendo le giudici dal sistema giudiziario afghano e limitando sistematicamente l’accesso delle donne alla giustizia, in violazione del principio della parità di trattamento tra uomini e donne. L’8 luglio 2025 la CPI ha spiccato un mandato di arresto nei confronti di Haqqani a causa della sua presunta responsabilità nel crimine contro l’umanità di persecuzione per motivi di genere e politici.
Al di là del suo ruolo di presidente talebano facente funzione della Corte suprema, Abdul Hakim Haqqani riveste la funzione di leader ideologico dei talebani. Grazie al suo rapporto personale con il leader talebano Haibatullah Akhundzada, ha esercitato un’influenza politica al fine di definire l’ideologia talebana in materia di oppressione basata sul genere, in particolare emanando orientamenti per l’esclusione sistematica di donne e ragazze dalla vita pubblica in Afghanistan.
In veste di presidente talebano facente funzione della Corte suprema afghana, è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Afghanistan, in particolare la violazione del diritto delle donne di accedere alla giustizia e del diritto alla parità di trattamento tra uomini e donne.
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20.7.2023
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60.
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James Mark NANDO
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Carica: Maggiore generale, Forze popolari di difesa del Sud Sudan (SSPDF)
Luogo di nascita: Ezo, contea di Ezo, Equatoria occidentale, Sud Sudan
Indirizzo: Juba, South Sudan
Cittadinanza: sud sudanese
Sesso: maschile
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James Nando è un alto ufficiale delle Forze popolari di difesa del Sud Sudan (SSPDF), che detiene il grado di Maggiore Generale. Dirige forze nello Stato sud sudanese dell’Equatoria occidentale che hanno perpetrato attacchi diffusi contro la popolazione civile. Le sue forze ricorrono sistematicamente alla violenza sessuale e di genere come mezzo per terrorizzare la popolazione.
In veste di Maggiore Generale, è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nel Sud Sudan, tra cui violenze sessuali e di genere. Nel 2025 è ancora militarmente attivo e continua a essere coinvolto in atti di violenza contro i civili.
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20.7.2023
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84.
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Kirill Sergeevich NIKIFOROV
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Кирилл Сергеевич НИКИФОРОВ
(grafia russa)
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Carica: giudice presso il tribunale regionale di Vladimir
Data di nascita: 14.3.1992
Cittadinanza: russa
Sesso: maschile
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Kirill Sergeevich Nikiforov è giudice presso il tribunale regionale di Vladimir. Nella sua precedente carica di giudice presso il tribunale della città di Kovrov, ha respinto la causa del leader dell’opposizione Alexei Navalny avverso la colonia IK-6 per impugnare il suo trasferimento a una cella di punizione per 12 giorni. Durante il periodo trascorso nella colonia IK-6, Alexei Navalny veniva collocato periodicamente dai funzionari carcerari in una cella di punizione per presunte infrazioni minori. Di conseguenza ha passato mesi in isolamento, il che ha peggiorato drasticamente il suo stato di salute.
Pertanto, nella sua precedente carica di giudice presso il tribunale della città di Kovrov, si è reso responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, tra cui detenzioni arbitrarie, torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani o degradanti, nonché la violazione sistematica della libertà di opinione e di espressione, che destano serie preoccupazioni per quanto riguarda gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune di cui all’articolo 21 TUE.
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22.3.2024
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106.
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Neria BEN PAZI
alias Naria BEN FAZ
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Data di nascita: 28.11.1993
Cittadinanza: israeliana
Sesso: maschile
Numero di carta d’identità: 311509004
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Negli ultimi anni Neria Ben Pazi ha creato molti degli avamposti più violenti in Cisgiordania.
È uno dei principali responsabili dello sfollamento forzato, nell’ottobre 2023, della comunità beduina di Wadi Seeq vicino a Ramallah. Dal 2021 Neria Ben Pazi è stato accusato di aver ripetutamente attaccato palestinesi a Wadi Seeq e Deir Jarir e le sue azioni sono state assimilate alla tortura. Il 12 ottobre 2023 ha partecipato a un attacco violento a Wadi Seeq, durante il quale dei palestinesi sono stati gravemente malmenati, ammanettati e fotografati in biancheria intima. I coloni hanno urinato e spento sigarette su di loro.
Neria Ben Pazi è pertanto responsabile di gravi violazioni o abusi dei diritti umani nei confronti di palestinesi, tra cui torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani o degradanti, il che desta serie preoccupazioni anche per quanto riguarda gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune di cui all’articolo 21 del trattato sull’Unione europea.
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19.4.2024
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107.
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Yinon LEVI
alias Yinon LEVY
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Data di nascita: 12.12.1992
Cittadinanza: israeliana
Sesso: maschile
Numero di carta d’identità: 203807276
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Yinon Levi ha partecipato a molteplici atti di violenza contro i villaggi vicini dalla sua residenza nella fattoria Meitarim, un avamposto illegale.
In particolare, ha preso d’assalto e danneggiato case di famiglie palestinesi, anche in presenza di donne e bambini, e aizzato cani contro pastori palestinesi per attaccarli fisicamente mentre lasciava che il proprio gregge pascolasse sui terreni di loro proprietà privata.
Il 28 luglio 2025 Levi ha partecipato al violento attacco dei coloni al villaggio della Cisgiordania di Umm Al-Khair, durante il quale ha sparato al difensore dei diritti umani Awdah Hathaleen, uccidendolo.
Yinon Levi è pertanto responsabile di gravi e diffuse violazioni o abusi dei diritti umani che riguardano il diritto all’integrità fisica e mentale, il diritto di proprietà e il diritto alla vita privata e familiare dei palestinesi, che destano serie preoccupazioni anche per quanto riguarda gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune di cui all’articolo 21 del trattato sull’Unione europea.
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19.4.2024
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108.
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Meir Mordechai ETTINGER
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מאיר אטינגר
(grafia ebraica)
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Carica: membro di Hilltop Youth
Data di nascita: 4.10.1991
Luogo di nascita: Kiryat Moshe, Gerusalemme, Israele
Cittadinanza: israeliana
Sesso: maschile
Entità associata: Hilltop Youth
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Meir Ettinger è una figura di spicco di Hilltop Youth, un gruppo giovanile radicale costituito da membri noti per atti di violenza contro persone e villaggi palestinesi in Cisgiordania.
Hilltop Youth fonda avamposti non autorizzati sulle alture della Cisgiordania e contribuisce alla violenza dei coloni attraverso i cosiddetti attacchi “price tag”. La violenza dei coloni contro i palestinesi, che consiste, tra l’altro, in molestie fisiche e psicosociali, percosse, omicidio e demolizione di proprietà, è di natura sistematica.
Meir Ettinger incoraggia gli attacchi, incita a compierli e partecipa a intimidazioni per costringere i palestinesi ad abbandonare le loro terre. Ha contribuito alla creazione di insediamenti e avamposti illegali su territori palestinesi in tutta la Cisgiordania, impiegando e giustificando tattiche fondate sull’intimidazione, sulle molestie e sulla violenza.
Nel 2015, quando era già considerato membro di Hilltop Youth, è stato implicato in un attacco incendiario mortale a una casa palestinese in Cisgiordania che è costato la vita a una coppia e al loro figlio di 18 mesi.
Meir Ettinger è pertanto responsabile di gravi violazioni o abusi dei diritti umani, tra cui torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani o degradanti, nonché violazioni o abusi del diritto di proprietà e del diritto alla vita privata e familiare dei palestinesi in Cisgiordania, e di aver sostenuto e incoraggiato tali atti. Detti abusi e violazioni destano serie preoccupazioni anche per quanto riguarda gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune di cui all’articolo 21 del trattato sull’Unione europea.
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19.4.2024
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109.
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Elisha YERED
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אלישע ירד
(grafia ebraica)
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Carica: membro di Hilltop Youth
Data di nascita: 2001
Cittadinanza: israeliana
Sesso: maschile
Entità associata: Hilltop Youth
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Elisha Yered è un attivista colono israeliano in Cisgiordania, noto in quanto affiliato a “Hilltop Youth”, gruppo giovanile radicale che compie atti di violenza contro persone e villaggi palestinesi in Cisgiordania.
Hilltop Youth contribuisce alla violenza dei coloni attraverso i cosiddetti attacchi “price tag”. La violenza dei coloni contro i palestinesi, che consiste, tra l’altro, in molestie fisiche e psicosociali, percosse, omicidio e demolizione di proprietà, è di natura sistematica.
Elisha Yered incoraggia tali atti e vi prende parte. Istiga regolarmente alla violenza contro i palestinesi in Cisgiordania, anche distribuendo messaggi che incitano, ad esempio, a “spazzare via” un villaggio palestinese.
Nell’aprile 2024 Elisha Yered ha incitato i coloni a commettere attacchi, da lui coordinati, che hanno causato la morte di quattro palestinesi nonché numerosi feriti e durante i quali sono state date alle fiamme decine di abitazioni e oltre 100 automobili in 11 villaggi e sono stati uccisi migliaia di animali. Ha diffuso messaggi WhatsApp incitando a una “punizione collettiva contro la popolazione araba assassina”. Questa violenta aggressione è stato uno degli attacchi più intensi e sistematici commessi dai coloni negli ultimi decenni.
Ha personalmente vessato una famiglia palestinese utilizzando un linguaggio intimidatorio e minaccioso per ostacolarne la libertà di circolazione sulla loro stessa terra ed è coinvolto nella distruzione di proprietà di palestinesi in Cisgiordania.
Elisha Yered era tra i coloni armati che il 4 agosto 2023 sono avanzati dall’avamposto illegale di Oz Zion fino al villaggio palestinese di Burqa vicino a Ramallah. I coloni hanno sparato proiettili sui palestinesi, causando la morte di Qusai Jammal Mìtan, palestinese di 19 anni, e ferendo diversi altri palestinesi.
Elisha Yered è pertanto responsabile di gravi violazioni o abusi dei diritti umani, tra cui torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani o degradanti, nonché di violazioni o abusi del diritto di proprietà e del diritto alla vita privata e familiare dei palestinesi in Cisgiordania, e di sostenere e incoraggiare tali atti ed è responsabile dell’appello all’odio nazionale, razziale o religioso che costituisce incitamento alla discriminazione, all’ostilità o alla violenza. Tali violazioni o abusi destano serie preoccupazioni anche per quanto riguarda gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune di cui all’articolo 21 del trattato sull’Unione europea.
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19.4.2024
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110.
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Moshe SHARVIT
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משה שרביט
(grafia ebraica)
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Data di nascita: 13.11.1994
Cittadinanza: israeliana
Sesso: maschile
Numero di carta d’identità: 206223000
Indirizzo: Tirzah Valley Farm outpost, West Bank, Occupied Palestinian Territories
Entità associate: Moshe’s Farm
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Moshe Sharvit è un colono israeliano che vive nella valle del Giordano, in un avamposto vicino al villaggio denominato “Tirza Valley Farm”, noto anche come “Moshe’s Farm”.
Moshe Sharvit è coinvolto nelle violenze e nelle minacce dei coloni nei confronti dei residenti palestinesi appartenenti a comunità di pastori vicino al suo avamposto sulle alture in Cisgiordania.
Le sue vessazioni nei confronti di tali comunità si sono intensificate dall’ottobre 2023. Moshe Sharvit ha vessato a più riprese i palestinesi sul piano verbale e fisico, esigendo che lasciassero le loro case e proprietà. Nell’ottobre 2023 tale comportamento ha portato alla fuga dei civili palestinesi dal loro villaggio di Ein Shibli. Moshe Sharvit ha utilizzato un linguaggio minaccioso contro uomini, donne e bambini palestinesi e ha attaccato fisicamente una persona anziana. Tra le sue azioni si registra il lancio di pietre contro i palestinesi e il loro bestiame, la guida intenzionale contro le mandrie e sui campi coltivati, l’aizzamento di cani contro i palestinesi e il loro bestiame e abusi fisici sugli animali per mezzo di mazze e fruste. Il 6 marzo 2025 un tribunale di Gerusalemme ha vietato a Sharvit di avvicinarsi al complesso abitato da una famiglia palestinese vicino al suo avamposto, a seguito di ripetute aggressioni e vessazioni.
Moshe Sharvit è pertanto responsabile di gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani, tra cui l’abuso del diritto di ogni individuo di godere del più alto livello possibile di integrità fisica e mentale. Tali abusi destano serie preoccupazioni anche per quanto riguarda gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune di cui all’articolo 21 del trattato sull’Unione europea.
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15.7.2024
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111.
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Zvi BAR YOSEF
alias Zvi BAR-YOSEF
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Data di nascita: 20.9.1992
Cittadinanza: israeliana
Sesso: maschile
Numero di carta d’identità: 204377998
Entità associate: Zvi’s Farm
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Zvi Bar Yosef ha fondato l’avamposto non autorizzato noto come “Zvi’s Farm” in Cisgiordania, a est dell’insediamento di Halamish. L’avamposto ha preso il controllo di circa 2 500 dunam/620 acri che erano coltivati dai villaggi di Jibya, Kaubar (Kobar) e Umm Safa.
Nel 2019, 2021 e 2023 Zvi Bar Yosef ha commesso ripetutamente attacchi e atti di violenza contro i palestinesi di tali villaggi, ferendo gravemente alcuni di loro. Bar Yosef vive ancora a Zvi’s Farm. Visti i suoi trascorsi violenti, l’area circostante è diventata una zona da evitare, in cui i palestinesi non possono più accedere ai propri campi.
Zvi Bar Yosef è pertanto responsabile di gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani, tra cui abusi del diritto all’integrità fisica e mentale, del diritto di proprietà e del diritto alla vita privata e familiare. Tali abusi destano serie preoccupazioni anche per quanto riguarda gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune di cui all’articolo 21 del trattato sull’Unione europea.
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15.7.2024
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113.
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Baruch MARZEL
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Carica: membro di Otzma Yehudit
Data di nascita: 23.4.1959
Luogo di nascita: Boston, Stati Uniti
Cittadinanza: americana, israeliana
Sesso: maschile
Indirizzo: Tel Rumeida settlement, Hebron, Occupied Palestinian Territories
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Baruch Marzel è il fondatore del partito politico di estrema destra “Otzma Yehudit”, attualmente guidato da Itamar Ben Gvir. Il partito rappresenta una delle ideologie più estremiste di Israele e fa parte del movimento kahanista. Negli anni novanta è stato il leader del partito Kahane fino a quando le autorità israeliane non l’hanno vietato nel 1994.
Nel 2019 la Corte suprema israeliana ha proibito a Baruch Marzel di candidarsi alle elezioni parlamentari, in quanto la Corte ha preso atto dei suoi numerosi commenti razzisti.
Baruch Marzel chiede la creazione di una Grande Israele in cui non ci sarebbe posto per i palestinesi. Chiede apertamente una pulizia etnica dei palestinesi e nega il diritto dei palestinesi alla propria terra. Dall’inizio del conflitto a Gaza, ha ripetutamente chiesto il blocco degli aiuti umanitari a Gaza e il trasferimento forzato dell’intera popolazione di Gaza.
Baruch Marzel è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, in particolare di appello sistematico all’odio nazionale, razziale o religioso, che costituisce incitamento alla discriminazione, all’ostilità o alla violenza. Tali abusi destano serie preoccupazioni anche per quanto riguarda gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune di cui all’articolo 21 del trattato sull’Unione europea.
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15.7.2024
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114.
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Ben-Zion “Bentzi” GOPSTEIN
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בן ציון גופשטיין
(grafia ebraica)
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Carica: fondatore e leader di Lehava
Data di nascita: 10.9.1969
Cittadinanza: israeliana
Sesso: maschile
Numero di carta d’identità: 024526394
Indirizzo: Givat HaAvot, Kiryat Arba, Occupied Palestinian Territories
Entità associate: Lehava
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Ben-Zion “Bentzi” Gopstein, che vive nell’insediamento di Kiryat Arba (Cisgiordania), è il fondatore e il leader dell’organizzazione estremista Lehava, costola del movimento kahanista, il cui obiettivo è “combattere l’assimilazione nella Terra Santa”.
Ben-Zion “Bentzi” Gopstein promuove una visione che nega a tutti i palestinesi i loro diritti e chiede di porre fine alla presenza palestinese in Israele e nei territori palestinesi.
La Corte suprema israeliana ha proibito a Ben-Zion “Bentzi” Gopstein di candidarsi alle elezioni della Knesset del 2019 perché “istiga sistematicamente al razzismo contro il pubblico arabo”. Nel 2025 è stato condannato per istigazione al terrore, dopo essersi scagliato contro gli israeliani arabi affermando: “I nemici al nostro interno sono un cancro e, se non ce ne liberiamo, non saremo in grado di continuare a esistere qui in quanto ebrei”.
Dal 2023 Gopstein fornisce consulenza in materia di sicurezza al ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, di estrema destra, e ad alti funzionari di polizia. A seguito di un attentato terroristico a Gerusalemme Est, ha proposto al ministro di adottare misure brutali, tra cui assassinii mirati, demolizioni di abitazioni, il blocco di interi quartieri e una normativa per deportare le famiglie degli attentatori.
Ben-Zion “Bentzi” Gopstein è pertanto responsabile di sistematiche e gravi violazioni dei diritti umani consistenti in un appello all’odio nazionale, razziale o religioso, che costituisce incitamento alla discriminazione, all’ostilità o alla violenza. Tali abusi destano serie preoccupazioni anche per quanto riguarda gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune di cui all’articolo 21 del trattato sull’Unione europea.
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15.7.2024
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115.
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Abdel Karim Mahmoud (Mahmood, Mohammad) IBRAHIM
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عبد الكريم محمود إبراهيم
(grafia araba)
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Carica: capo di stato maggiore dell’esercito siriano
Luogo di nascita: Tartus, Siria
Cittadinanza: siriana
Sesso: maschile
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Abdel Karim Mahmoud Ibrahim è stato il capo di stato maggiore dell’esercito siriano tra il 2022 e il dicembre 2024.
Lo Stato siriano sotto il regime di al-Assad, comprese le sue forze militari, ha commesso torture, stupri e violenze sessuali e di genere contro i civili in modo sistematico e diffuso.
In qualità di capo di stato maggiore dell’esercito siriano, Abdel Karim Mahmoud Ibrahim è responsabile delle azioni delle forze armate sotto il suo comando.
Abdel Karim Mahmoud Ibrahim è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui torture e diffuse e sistematiche violenze sessuali e di genere.
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22.7.2024
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116.
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Ali Mahmoud ABBAS
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علي محمود عباس
(grafia araba)
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Cariche: ministro della Difesa e vicecomandante in capo dell’esercito
Data di nascita: 2.11.1964
Luogo di nascita: Rif Dimashq, Siria
Cittadinanza: siriana
Sesso: maschile
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Ali Mahmoud Abbas è stato ministro della Difesa della Siria e vicecomandante in capo dell’esercito siriano tra il 2022 e il dicembre 2024.
Lo Stato siriano sotto il regime di al-Assad, comprese le sue forze militari, ha commesso torture, stupri e violenze sessuali e di genere contro i civili in modo sistematico e diffuso.
In qualità di ministro della Difesa della Siria e vicecomandante in capo dell’esercito siriano, Ali Mahmoud Abbas è responsabile delle azioni delle forze armate sotto il suo comando.
Ali Mahmoud Abbas è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui torture e diffuse e sistematiche violenze sessuali e di genere.
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22.7.2024
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119.
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Muhammad Hussein AL-JASIM
alias Abu AMSHA, Muhammad Husayn AL-JASIM, Muhammad AL-JASSIM BIN HUSSEIN, Mohamed ALJASEM, al-Amshat
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محمد حسين الجاسم
أبو عمشة
محمد حسين الجاسم
محمد الجاسم بن حسين
محمد الجاسم
(grafia araba)
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Cariche:
Data di nascita: 1985
Luogo di nascita: Al-Jawsa, governatorato di Hama, Siria
Cittadinanza: siriana
Sesso: maschile
Entità associate:
Sultan Sulaiman Shah Brigade
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Muhammad Hussein al-Jasim è il fondatore e leader della Sultan Sulaiman Shah Brigade, una milizia armata siriana attiva nella guerra civile siriana.
Nel marzo 2025 la Sultan Sulaiman Shah Brigade, sotto il comando di Muhammad Hussein al-Jasim, ha preso parte alle violenze nella regione costiera siriana, prendendo di mira civili e in particolare la comunità alawita, anche commettendo uccisioni arbitrarie di civili.
Muhammad Hussein al-Jasim è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Siria, tra cui uccisioni arbitrarie.
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28.5.2025
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121.
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Miqdad Lu’ay FATIHA
alias Miqdad FATIHA, Miqdad FUTAIHA, Abu Jafar, Abu Jaafar, Abu Ja’ afa, Miqdad Fteha
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مقداد لؤيّ فتيحة
مقداد فتيحة
(grafia araba)
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Data di nascita: 19.6.1989
Luogo di nascita: Jableh, Latakia, Siria
Cittadinanza: siriana
Sesso: maschile
Indirizzo: Syria/Lebanon
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Miqdad Fatiha è un ex membro della Guardia repubblicana siriana che è stata ormai sciolta. In tale veste, è stato responsabile di un numero elevato di gravi violazioni o abusi dei diritti umani, tra cui torture e altri trattamenti crudeli nei confronti di prigionieri.
Dopo la caduta del regime di al-Assad nel dicembre 2024, Miqdad Fatiha ha formato milizie nelle regioni costiere della Siria, fomentando tensioni settarie e incitando alla violenza. Le unità sotto il suo comando erano coinvolte nelle violenze settarie perpetrate a marzo 2025 nella regione costiera della Siria, che hanno causato la morte di centinaia di civili.
In qualità di leader delle milizie, Miqdad Fatiha è pertanto responsabile di gravi violazioni o abusi dei diritti umani, tra cui torture e altri trattamenti crudeli, inumani e degradanti.
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23.6.2025»;
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