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Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea

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Serie L


2025/2471

5.12.2025

REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2025/2471 DEL CONSIGLIO

del 4 dicembre 2025

che attua il regolamento (UE) 2020/1998 relativo a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto il regolamento (UE) 2020/1998 del Consiglio, del 7 dicembre 2020, relativo a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani (1), in particolare l’articolo 14, paragrafo 4,

vista la proposta dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,

considerando quanto segue:

(1)

Il 7 dicembre 2020 il Consiglio ha adottato il regolamento (UE) 2020/1998.

(2)

A norma dell’articolo 14, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2020/1998, il Consiglio ha riesaminato l’elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi soggetti a misure restrittive che figura nell’allegato I di tale regolamento. In esito a tale riesame risulta opportuno aggiornare le voci relative a 27 persone fisiche e 12 entità.

(3)

È opportuno, pertanto, modificare di conseguenza l’allegato I del regolamento (UE) 2020/1998,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L’allegato I del regolamento (UE) 2020/1998 del Consiglio è modificato in conformità dell’allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 4 dicembre 2025

Per il Consiglio

Il presidente

T. DANIELSEN


(1)   GU L 410 I del 7.12.2020, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2020/1998/oj.


ALLEGATO

L’allegato I del regolamento (UE) 2020/1998 è così modificato:

1)

nella sezione «A. Persone fisiche», le voci 5, 6, 7, 8, 20, 22, 23, 26, 34, 35, 43, 44, 58, 60, 84, 106, 107, 108, 109, 110, 111, 113, 114, 115, 116, 119 e 121 sono sostituite dalle seguenti:

 

Nomi (traslitterazione in caratteri latini)

Nomi

Informazioni identificative

Motivi dell’inserimento nell’elenco

Data di inserimento nell’elenco

«5.

ZHU Hailun

朱海仑

(grafia cinese)

Cariche: in pensione da maggio 2021;

membro della 13a Assemblea nazionale del popolo della Repubblica popolare cinese (legislatura dal 2018 al 2023), rappresenta la regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR); membro della commissione di vigilanza e per gli affari giudiziari dell’Assemblea nazionale del popolo dal 19 marzo 2018.

Data di nascita: gennaio 1958

Luogo di nascita: Lianshui, Jiangsu (Cina)

Cittadinanza: cinese

Sesso: maschile

Entità associate: commissione centrale per gli affari politici e giuridici della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR);

13a Assemblea del popolo della XUAR (un organo legislativo locale)

Ex segretario della commissione centrale per gli affari politici e giuridici della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR) ed ex vicesegretario del comitato del partito della XUAR (dal 2016 al 2019). Ex vicecapo della commissione permanente della 13a Assemblea del popolo della XUAR, un organo legislativo regionale (dal 2019 al 5 febbraio 2021, ma ancora attivo almeno fino al marzo 2021). Membro della 13a Assemblea nazionale del popolo della Repubblica popolare cinese (legislatura dal 2018 al 2023), rappresenta la XUAR. Membro della commissione di vigilanza e per gli affari giudiziari dell’Assemblea nazionale del popolo dal 19 marzo 2018.

In qualità di segretario della commissione centrale per gli affari politici e giuridici della XUAR (dal 2016 al 2019), Zhu Hailun è stato responsabile del mantenimento della sicurezza interna e dell’applicazione della legge nella XUAR. In quanto tale, rivestiva una carica politica chiave nella supervisione e nell’attuazione di un programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane. Zhu Hailun è stato descritto come l’“architetto” di questo programma. È pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare detenzioni arbitrarie su larga scala inflitte a uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane.

In qualità di vicecapo della commissione permanente della 13a Assemblea del popolo della XUAR (dal 2019 al 5 febbraio 2021), Zhu Hailun ha continuato a esercitare un’influenza decisiva nella XUAR, dove prosegue l’attuazione del programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane.

22.3.2021

6.

WANG Junzheng

王君正

(grafia cinese)

Cariche: membro del 20o comitato centrale del Partito comunista cinese (PCC) (dicembre 2022 – dicembre 2026); membro della 14a Assemblea nazionale del popolo (febbraio 2023 – febbraio 2027); segretario di partito del Partito comunista cinese (PCC) nella regione autonoma del Tibet;

direttore della commissione per gli affari esteri della regione autonoma del Tibet (da maggio 2024); ex segretario del partito dello Xinjiang Production and Construction Corps (XPCC) e vicesegretario del comitato del partito della regione autonoma uigura cinese dello Xinjiang; commissario politico dell’XPCC e amministratore delegato del China Xinjiang Group

Data di nascita: maggio 1963

Luogo di nascita: Linyi, Shandong (Cina)

Cittadinanza: cinese

Sesso: maschile

Indirizzo: Lhasa, Tibet

Entità associate: Xinjiang Production and Construction Corps (XPCC)

Segretario di partito del Partito comunista cinese (PCC) nella regione autonoma del Tibet dall’ottobre 2021. Membro del 20o comitato centrale del Partito comunista cinese (PCC) (dicembre 2022 - dicembre 2026). Membro della 14a Assemblea nazionale del popolo (febbraio 2023 - febbraio 2027).

Ex segretario del partito dello Xinjiang Production and Construction Corps (XPCC) e vicesegretario del comitato del partito della regione autonoma uigura cinese dello Xinjiang (XUAR) dall’aprile 2020 all’ottobre 2021 nonché commissario politico dell’XPCC dal maggio 2020 all’ottobre 2021. Ex segretario della commissione centrale per gli affari politici e giuridici della XUAR, dal febbraio 2019 al settembre 2020. Wang Junzheng ha occupato anche altre alte cariche nell’XPCC.

L’XPCC è un’organizzazione economica e paramilitare statale presente nella XUAR, che esercita l’autorità amministrativa e controlla le attività economiche nello Xinjiang.

In qualità di segretario del partito e di commissario politico dell’XPCC, Wang Junzheng è stato coinvolto nella supervisione di tutte le politiche attuate dall’XPCC. In tale veste si è reso responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare detenzioni arbitrarie su larga scala e trattamenti degradanti inflitti agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane, nonché violazioni sistematiche della loro libertà di religione o di credo, connesse, tra l’altro, all’attuazione da parte dell’XPCC di un programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane.

È stato altresì responsabile del ricorso sistematico, da parte dell’XPCC, a uiguri e persone di altre minoranze etniche musulmane come manodopera forzata, in particolare nei campi di cotone.

In qualità di vicesegretario del comitato del partito della XUAR, Wang Junzheng è stato coinvolto nella supervisione di tutte le politiche di sicurezza attuate nello Xinjiang, compreso il summenzionato programma rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane. In qualità di segretario della commissione centrale per gli affari politici e giuridici della XUAR dal febbraio 2019 al settembre 2020, Wang Junzheng è stato responsabile del mantenimento della sicurezza interna e dell’applicazione della legge nella XUAR. In quanto tale, rivestiva una carica politica chiave nella supervisione e nell’attuazione del summenzionato programma.

22.3.2021

7.

WANG Mingshan

王明山

(grafia cinese)

Cariche: membro della 14a Assemblea nazionale del popolo (febbraio 2023 - febbraio 2027); vicedirettore della commissione permanente del comitato del partito della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR)

Data di nascita: gennaio 1964

Luogo di nascita: Wuwei, Gansu (Cina)

Cittadinanza: cinese

Sesso: maschile

Indirizzo: Urumqi, Xinjiang

Vicedirettore (dal febbraio 2024) ed ex membro della commissione permanente del comitato del partito della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR). Membro della 14a Assemblea nazionale del popolo (febbraio 2023 - febbraio 2027).

Precedentemente direttore e vicesegretario del partito dell’ufficio per la pubblica sicurezza dello Xinjiang (XPSB) fra il 2017 e il gennaio 2021.

In qualità di vicedirettore ed ex segretario della commissione centrale per gli affari politici e giuridici della XUAR (settembre 2020 – febbraio 2024), Wang Mingshan è responsabile del mantenimento della sicurezza interna e dell’applicazione della legge nella XUAR. In quanto tale, riveste una carica politica chiave nella supervisione di un programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane.

In qualità di ex direttore e vicesegretario del partito dell’XPSB (dal 2017 al gennaio 2021), ha occupato una posizione chiave nell’apparato di sicurezza dello Xinjiang ed era direttamente responsabile dell’attuazione del programma citato. In particolare, l’XPSB ha realizzato la “piattaforma operativa comune integrata” (IJOP), un programma di big data utilizzato per tracciare milioni di uiguri nella regione dello Xinjiang e segnalare quelli considerati “potenzialmente pericolosi” da inviare nei campi di detenzione.

Nella sua carica attuale e in considerazione delle sue funzioni precedenti, Wang Mingshan è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare detenzioni arbitrarie su larga scala e trattamenti degradanti inflitti agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane, nonché violazioni sistematiche della loro libertà di religione o di credo.

22.3.2021

8.

CHEN Mingguo

陈明国

(grafia cinese)

Cariche: vicesegretario del Partito comunista cinese (PCC) e membro della commissione permanente della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR) (dal dicembre 2024);

segretario della commissione centrale per gli affari politici e giuridici della XUAR (dal febbraio 2024);

membro della commissione permanente del PCC della XUAR (dal febbraio 2024)

Data di nascita: ottobre 1966

Luogo di nascita: Yilong, Sichuan (Cina)

Cittadinanza: cinese

Sesso: maschile

Indirizzo: Urumqi, Xinjiang

Entità associate: commissione centrale per gli affari politici e giuridici della XUAR

Segretario della commissione centrale per gli affari politici e giuridici della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR) e membro della commissione permanente del PCC della XUAR dal febbraio 2024.

Ex direttore dell’ufficio per la pubblica sicurezza dello Xinjiang (XPSB) dal gennaio 2021 e vicepresidente del governo popolare della XUAR.

In qualità di segretario della commissione centrale per gli affari politici e giuridici della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR), membro della commissione permanente del PCC della XUAR ed ex direttore dell’XPSB, Chen Mingguo occupa una posizione chiave nell’apparato di sicurezza dello Xinjiang ed è direttamente coinvolto nell’attuazione di un programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane. In particolare, l’XPSB ha realizzato la “piattaforma operativa comune integrata” (IJOP), un programma di big data utilizzato per tracciare milioni di uiguri nella regione dello Xinjiang e segnalare quelli considerati “potenzialmente pericolosi” da inviare nei campi di detenzione. Chen Mingguo è quindi responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare detenzioni arbitrarie e trattamenti degradanti inflitti agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane, nonché violazioni sistematiche della loro libertà di religione o di credo.

22.3.2021

20.

Aleksandr Grigorievitch MALOLETKO

Александр Григорьевич МАЛОЛЕТКО

(grafia russa)

 

Aleksandr Maloletko è stato uno stretto collaboratore di Yevgeny Prigozhin. La sua azione come “difensore della madrepatria” e capo della “Veteran’s Interests Defenders League” (lega dei difensori degli interessi dei veterani) è stata lodata pubblicamente da Yevgeny Prigozhin. Ha lavorato come istruttore per il Wagner Group nella Repubblica centrafricana (RCA). È associato al Wagner Group, inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani in diversi paesi tra cui la RCA ed è responsabile di sostenere gli atti di tale gruppo.

25.2.2023

22.

Dimitri SYTII

alias Dimitri SYTYI, Dmitry SYTIY

Дмитрий СЫТИЙ

(grafia russa)

Carica: direttore della Casa russa a Bangui

Data di nascita: 23.3.1989

Luogo di nascita: Minsk (Bielorussia)

Cittadinanza: russa

Sesso: maschile

Indirizzo: NA-SYTAIA/A1-TANKISTAZ KHRUSTITSKOGO 62 APT25/ZP-198217 St Petersburg, Russian Federation

Dimitri Sytii ha un ruolo di spicco nel Wagner Group nella Repubblica centrafricana (RCA) e aveva stretti legami con Yevgeny Prigozhin. È incaricato di condurre la politica di influenza del Wagner Group nella RCA. È il capo della sezione locale della Casa russa, il ramo culturale del ministero degli Esteri russo.

Il Wagner Group è inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie in diversi paesi, tra cui la RCA.

Dati la sua posizione influente nella RCA e il suo ruolo di spicco all’interno del Wagner Group, è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani commesse dal Wagner Group nella RCA.

25.2.2023

23.

Mikhail Sergeyevich POTEPKIN

Михаил Сергеевич ПОТЕПКИН

(grafia russa)

Carica: direttore di Meroe Gold

Data di nascita: 19.9.1981 o 29.9.1981

Cittadinanza: russa

Sesso: maschile

N. di passaporto: 651697952 (passaporto russo)

Indirizzo: Sudan

Società associate: Megaline; Concord; IT-Debugger

Mikhail Potepkin è direttore di Meroe Gold, un’entità di copertura delle operazioni del Wagner Group in Sudan, ed è coinvolto anche in M-Invest, società madre di Meroe. Ha un ruolo di spicco nel Wagner Group in Sudan e aveva stretti legami con Yevgeny Prigozhin. Grazie ai suoi stretti legami con le forze militari sudanesi, il Wagner Group si è assicurato lo sfruttamento e l’esportazione di oro sudanese in Russia. Potepkin è associato al Wagner Group, inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, in diversi paesi, tra cui il Sudan. Attraverso le sue attività, fornisce anche sostegno a tali abusi commessi in Sudan.

25.2.2023

26.

Andrei Sergeevich MANDEL

Андрей Сергеевич МАНДЕЛЬ

(grafia russa)

Data di nascita: 2.3.1990

Luogo di nascita: Germania

Sesso: maschile

N. di passaporto: 753615660

Andrei Mandel è a capo di M-Invest, un’entità di copertura delle operazioni del Wagner Group in Sudan, ed è coinvolto anche nella sua controllata Meroe Gold. Ha un ruolo di spicco nel Wagner Group in Sudan e aveva stretti legami con Yevgeny Prigozhin. Grazie ai suoi stretti legami con le forze militari sudanesi, il Wagner Group si è assicurato lo sfruttamento e l’esportazione di oro sudanese in Russia. Mandel è associato al Wagner Group, inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, in diversi paesi, tra cui il Sudan. Attraverso le sue attività, fornisce anche sostegno a tali abusi commessi in Sudan. Secondo recenti segnalazioni, Mandel ha lavorato anche per il Wagner Group in Mali.

25.2.2023

34.

Gordon Koang BIEL

alias Gordon Koang Char BIEL, Koang Biel CHAR, Koang NYALUALGO

 

Carica: commissario della contea di Koch

Luogo di nascita: Sud Sudan

Cittadinanza: sud-sudanese

Sesso: maschile

Gordon Koang Biel è stato il commissario della contea di Koch (Stato dell’Unità, Sud Sudan) dal febbraio 2021 al novembre 2024.

In tale veste, tra febbraio e maggio 2022 ha guidato milizie allineate al governo per compiere attacchi nella parte meridionale dello Stato dell’Unità. Durante tale periodo le truppe sotto il suo comando hanno fatto ricorso in modo diffuso e sistematico alla violenza sessuale come tattica bellica, strumentalizzandola inoltre come ricompensa e diritto per gli uomini che partecipano al conflitto.

In qualità di commissario della contea, Biel è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nel Sud Sudan, tra cui diffuse e sistematiche violenze sessuali e di genere.

7.3.2023

35.

Toe UI

alias Toe YI

 

Carica: membro della commissione anticorruzione

Grado: Maggiore Generale

Cittadinanza: Myanmar/Birmania

Sesso: maschile

Il Maggiore Generale Toe Ui è membro della commissione anticorruzione delle autorità militari del Myanmar. È stato viceministro dell’Interno dal 3 febbraio 2023 al 2 febbraio 2025. È l’ex vicecomandante dell’Ufficio del capo degli affari di sicurezza militare (OCMSA). L’OCMSA è responsabile della gestione dei centri di detenzione e per interrogatori in Myanmar/Birmania nonché della raccolta di intelligence.

Il personale dell’OCMSA sotto l’autorità di Ui usa nudità forzata, stupri, elettroshock, bruciatura degli organi genitali e violenza eccessiva durante la detenzione arbitraria e gli interrogatori di uomini, donne e membri della comunità LGBTIQ.

In qualità di vicecomandante dell’OCMSA, il Maggiore Generale Toe Ui è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Myanmar/Birmania, tra cui detenzioni arbitrarie e torture, nonché diffuse e sistematiche violenze sessuali e di genere.

7.3.2023

43.

Sergei Gennadievich PODOPRIGOROV

Сергей Геннадьевич ПОДОПРИГОРОВ

(grafia russa)

Carica: giudice presso il tribunale della città di Mosca

Data di nascita: 8.1.1974

Luogo di nascita: Mosca, Federazione russa

Cittadinanza: russa

Sesso: maschile

Indirizzo: 16c2, Shmitovskiy Proyezd, Apartment 52, Moscow, Russia, 123100

(Шмитовский пр-д, 16с2, Москва, Россия, 123100. Квартира 52)

In qualità di giudice del tribunale della città di Mosca, Sergei Podoprigorov è coinvolto nel procedimento giudiziario di matrice politica contro Vladimir Kara-Murza. Ha presieduto il collegio dei giudici del tribunale della città di Mosca che il 17 aprile 2023 ha condannato l’attivista dell’opposizione Kara-Murza a 25 anni in un campo di lavoro/carcere ad alta sicurezza.

Kara-Murza è un attivista di spicco dell’opposizione in Russia. Nel 2022 procedimenti giudiziari di matrice politica basati su false accuse sono stati avviati a carico di Kara-Murza, che aveva accusato il Cremlino di commettere crimini di guerra in Ucraina e aveva condannato pubblicamente l’aggressione russa. Nell’aprile 2023 è stato condannato a 25 anni di campo di lavoro/carcere ad alta sicurezza. Il procedimento giudiziario a suo carico ha preso di mira il suo attivismo ed è servito da simulacro di processo in Russia al fine di mettere a tacere le voci critiche nei confronti del regime al potere che si oppongono alla guerra di aggressione contro l’Ucraina. Il regime russo utilizza ampiamente il sistema giudiziario del paese come strumento nel quadro di numerose gravi violazioni dei diritti umani. Il sistema giudiziario non è indipendente ed è utilizzato per violare sistematicamente e gravemente i diritti umani delle persone che si oppongono al regime al potere, privandole della loro libertà di opinione e di espressione.

Kara Murza è stato rilasciato nell’ambito dello scambio di prigionieri che ha avuto luogo nel 2024 ad Ankara.

In precedenza, Podoprigorov, in qualità di giudice presso il tribunale distrettuale di Tverskoi di Mosca, ha emesso due sentenze nei confronti di Sergei Magnitsky, che aveva denunciato casi di corruzione e condotta scorretta da parte di funzionari del governo russo. Magnitsky è stato successivamente perseguitato ed è morto in un carcere russo.

È pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, comprese violazioni della libertà di opinione e di espressione.

5.6.2023

44.

Dmitriy Viktorovich KOMNOV

Дмитрий Викторович КОМНОВ

(grafia russa)

Carica: tenente Colonnello, ex capo del centro di custodia cautelare di Mosca SIZO-5 “Vodnik”

Data di nascita: 17.5.1977

Luogo di nascita: regione di Kashira, Mosca, Federazione russa

Cittadinanza: russa

Sesso: maschile

Komnov è stato un funzionario di alto livello del sistema penitenziario russo. È stato capo del centro di custodia cautelare di Mosca SIZO-5 “Vodnik”, dove era detenuto Vladimir Kara-Murza.

Kara-Murza è un attivista di spicco dell’opposizione in Russia. Nel 2022 procedimenti giudiziari di matrice politica basati su false accuse sono stati avviati a carico di Kara-Murza, che aveva accusato il Cremlino di commettere crimini di guerra in Ucraina e aveva condannato pubblicamente l’aggressione russa. Nell’aprile 2023 è stato condannato a 25 anni di campo di lavoro/carcere ad alta sicurezza. Il procedimento giudiziario a suo carico ha preso di mira il suo attivismo ed è servito da simulacro di processo in Russia al fine di mettere a tacere le voci critiche nei confronti del regime al potere che si oppongono alla guerra di aggressione contro l’Ucraina. Il regime russo utilizza ampiamente il sistema giudiziario del paese come strumento nel quadro di numerose gravi violazioni dei diritti umani. Il sistema giudiziario non è indipendente ed è utilizzato per violare sistematicamente e gravemente i diritti umani delle persone che si oppongono al regime al potere, privandole della loro libertà di opinione e di espressione.

Le condizioni di salute di Kara-Murza sono notevolmente peggiorate dall’inizio della sua detenzione, nell’aprile 2022. Komnov è responsabile del trattamento degradante di Kara-Murza in quanto questi è stato rinchiuso in una cella di punizione nonostante soffra di un grave disturbo nervoso causato da due precedenti avvelenamenti.

I maltrattamenti inflitti a Kara-Murza nel centro di custodia cautelare gestito da Komnov confermano il modello di prassi consolidata di trattamento disumano degli oppositori del regime detenuti. Komnov era il direttore del centro di custodia cautelare di “Butyrka” all’epoca in cui condizioni insopportabili hanno portato alla morte dell’attivista anticorruzione Sergei Magnitsky.

Kara Murza è stato rilasciato nell’ambito dello scambio di prigionieri che ha avuto luogo nel 2024 ad Ankara.

Komnov è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, compresi trattamenti degradanti e violazioni della libertà di opinione e di espressione.

5.6.2023

58.

Abdul Hakim HAQQANI

alias Mawlawi Sheikh Abdul Hakim Haqqani Ishaqzai;

“Shaikhul Hadis” Maulvi Abdul Hakim “Haqqani”

شیخ الحدیث مولوي عبدالحکیم حقاني

لقضات شیخ عبدالحکیم حقاني

(grafia pashto)

Carica: presidente talebano facente funzione della Corte suprema afghana

Qazi al-Quzzat (giudice supremo)

Data di nascita: 1967

Luogo di nascita: Panjwayi, provincia di Kandahar, Afghanistan

Cittadinanza: afghana

Sesso: maschile

Abdul Hakim Haqqani è l’attuale presidente talebano facente funzione della Corte suprema afghana, nominato dalla dirigenza talebana nel 2021. In tale veste, ha di fatto utilizzato il sistema giuridico per attuare l’oppressione basata sul genere nei confronti delle donne escludendo le giudici dal sistema giudiziario afghano e limitando sistematicamente l’accesso delle donne alla giustizia, in violazione del principio della parità di trattamento tra uomini e donne. L’8 luglio 2025 la CPI ha spiccato un mandato di arresto nei confronti di Haqqani a causa della sua presunta responsabilità nel crimine contro l’umanità di persecuzione per motivi di genere e politici.

Al di là del suo ruolo di presidente talebano facente funzione della Corte suprema, Abdul Hakim Haqqani riveste la funzione di leader ideologico dei talebani. Grazie al suo rapporto personale con il leader talebano Haibatullah Akhundzada, ha esercitato un’influenza politica al fine di definire l’ideologia talebana in materia di oppressione basata sul genere, in particolare emanando orientamenti per l’esclusione sistematica di donne e ragazze dalla vita pubblica in Afghanistan.

In veste di presidente talebano facente funzione della Corte suprema afghana, è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Afghanistan, in particolare la violazione del diritto delle donne di accedere alla giustizia e del diritto alla parità di trattamento tra uomini e donne.

20.7.2023

60.

James Mark NANDO

 

Carica: Maggiore generale, Forze popolari di difesa del Sud Sudan (SSPDF)

Luogo di nascita: Ezo, contea di Ezo, Equatoria occidentale, Sud Sudan

Indirizzo: Juba, South Sudan

Cittadinanza: sud sudanese

Sesso: maschile

James Nando è un alto ufficiale delle Forze popolari di difesa del Sud Sudan (SSPDF), che detiene il grado di Maggiore Generale. Dirige forze nello Stato sud sudanese dell’Equatoria occidentale che hanno perpetrato attacchi diffusi contro la popolazione civile. Le sue forze ricorrono sistematicamente alla violenza sessuale e di genere come mezzo per terrorizzare la popolazione.

In veste di Maggiore Generale, è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nel Sud Sudan, tra cui violenze sessuali e di genere. Nel 2025 è ancora militarmente attivo e continua a essere coinvolto in atti di violenza contro i civili.

20.7.2023

84.

Kirill Sergeevich NIKIFOROV

Кирилл Сергеевич НИКИФОРОВ

(grafia russa)

Carica: giudice presso il tribunale regionale di Vladimir

Data di nascita: 14.3.1992

Cittadinanza: russa

Sesso: maschile

Kirill Sergeevich Nikiforov è giudice presso il tribunale regionale di Vladimir. Nella sua precedente carica di giudice presso il tribunale della città di Kovrov, ha respinto la causa del leader dell’opposizione Alexei Navalny avverso la colonia IK-6 per impugnare il suo trasferimento a una cella di punizione per 12 giorni. Durante il periodo trascorso nella colonia IK-6, Alexei Navalny veniva collocato periodicamente dai funzionari carcerari in una cella di punizione per presunte infrazioni minori. Di conseguenza ha passato mesi in isolamento, il che ha peggiorato drasticamente il suo stato di salute.

Pertanto, nella sua precedente carica di giudice presso il tribunale della città di Kovrov, si è reso responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, tra cui detenzioni arbitrarie, torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani o degradanti, nonché la violazione sistematica della libertà di opinione e di espressione, che destano serie preoccupazioni per quanto riguarda gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune di cui all’articolo 21 TUE.

22.3.2024

106.

Neria BEN PAZI

alias Naria BEN FAZ

 

Data di nascita: 28.11.1993

Cittadinanza: israeliana

Sesso: maschile

Numero di carta d’identità: 311509004

Negli ultimi anni Neria Ben Pazi ha creato molti degli avamposti più violenti in Cisgiordania.

È uno dei principali responsabili dello sfollamento forzato, nell’ottobre 2023, della comunità beduina di Wadi Seeq vicino a Ramallah. Dal 2021 Neria Ben Pazi è stato accusato di aver ripetutamente attaccato palestinesi a Wadi Seeq e Deir Jarir e le sue azioni sono state assimilate alla tortura. Il 12 ottobre 2023 ha partecipato a un attacco violento a Wadi Seeq, durante il quale dei palestinesi sono stati gravemente malmenati, ammanettati e fotografati in biancheria intima. I coloni hanno urinato e spento sigarette su di loro.

Neria Ben Pazi è pertanto responsabile di gravi violazioni o abusi dei diritti umani nei confronti di palestinesi, tra cui torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani o degradanti, il che desta serie preoccupazioni anche per quanto riguarda gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune di cui all’articolo 21 del trattato sull’Unione europea.

19.4.2024

107.

Yinon LEVI

alias Yinon LEVY

 

Data di nascita: 12.12.1992

Cittadinanza: israeliana

Sesso: maschile

Numero di carta d’identità: 203807276

Yinon Levi ha partecipato a molteplici atti di violenza contro i villaggi vicini dalla sua residenza nella fattoria Meitarim, un avamposto illegale.

In particolare, ha preso d’assalto e danneggiato case di famiglie palestinesi, anche in presenza di donne e bambini, e aizzato cani contro pastori palestinesi per attaccarli fisicamente mentre lasciava che il proprio gregge pascolasse sui terreni di loro proprietà privata.

Il 28 luglio 2025 Levi ha partecipato al violento attacco dei coloni al villaggio della Cisgiordania di Umm Al-Khair, durante il quale ha sparato al difensore dei diritti umani Awdah Hathaleen, uccidendolo.

Yinon Levi è pertanto responsabile di gravi e diffuse violazioni o abusi dei diritti umani che riguardano il diritto all’integrità fisica e mentale, il diritto di proprietà e il diritto alla vita privata e familiare dei palestinesi, che destano serie preoccupazioni anche per quanto riguarda gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune di cui all’articolo 21 del trattato sull’Unione europea.

19.4.2024

108.

Meir Mordechai ETTINGER

מאיר אטינגר

(grafia ebraica)

Carica: membro di Hilltop Youth

Data di nascita: 4.10.1991

Luogo di nascita: Kiryat Moshe, Gerusalemme, Israele

Cittadinanza: israeliana

Sesso: maschile

Entità associata: Hilltop Youth

Meir Ettinger è una figura di spicco di Hilltop Youth, un gruppo giovanile radicale costituito da membri noti per atti di violenza contro persone e villaggi palestinesi in Cisgiordania.

Hilltop Youth fonda avamposti non autorizzati sulle alture della Cisgiordania e contribuisce alla violenza dei coloni attraverso i cosiddetti attacchi “price tag”. La violenza dei coloni contro i palestinesi, che consiste, tra l’altro, in molestie fisiche e psicosociali, percosse, omicidio e demolizione di proprietà, è di natura sistematica.

Meir Ettinger incoraggia gli attacchi, incita a compierli e partecipa a intimidazioni per costringere i palestinesi ad abbandonare le loro terre. Ha contribuito alla creazione di insediamenti e avamposti illegali su territori palestinesi in tutta la Cisgiordania, impiegando e giustificando tattiche fondate sull’intimidazione, sulle molestie e sulla violenza.

Nel 2015, quando era già considerato membro di Hilltop Youth, è stato implicato in un attacco incendiario mortale a una casa palestinese in Cisgiordania che è costato la vita a una coppia e al loro figlio di 18 mesi.

Meir Ettinger è pertanto responsabile di gravi violazioni o abusi dei diritti umani, tra cui torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani o degradanti, nonché violazioni o abusi del diritto di proprietà e del diritto alla vita privata e familiare dei palestinesi in Cisgiordania, e di aver sostenuto e incoraggiato tali atti. Detti abusi e violazioni destano serie preoccupazioni anche per quanto riguarda gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune di cui all’articolo 21 del trattato sull’Unione europea.

19.4.2024

109.

Elisha YERED

אלישע ירד

(grafia ebraica)

Carica: membro di Hilltop Youth

Data di nascita: 2001

Cittadinanza: israeliana

Sesso: maschile

Entità associata: Hilltop Youth

Elisha Yered è un attivista colono israeliano in Cisgiordania, noto in quanto affiliato a “Hilltop Youth”, gruppo giovanile radicale che compie atti di violenza contro persone e villaggi palestinesi in Cisgiordania.

Hilltop Youth contribuisce alla violenza dei coloni attraverso i cosiddetti attacchi “price tag”. La violenza dei coloni contro i palestinesi, che consiste, tra l’altro, in molestie fisiche e psicosociali, percosse, omicidio e demolizione di proprietà, è di natura sistematica.

Elisha Yered incoraggia tali atti e vi prende parte. Istiga regolarmente alla violenza contro i palestinesi in Cisgiordania, anche distribuendo messaggi che incitano, ad esempio, a “spazzare via” un villaggio palestinese.

Nell’aprile 2024 Elisha Yered ha incitato i coloni a commettere attacchi, da lui coordinati, che hanno causato la morte di quattro palestinesi nonché numerosi feriti e durante i quali sono state date alle fiamme decine di abitazioni e oltre 100 automobili in 11 villaggi e sono stati uccisi migliaia di animali. Ha diffuso messaggi WhatsApp incitando a una “punizione collettiva contro la popolazione araba assassina”. Questa violenta aggressione è stato uno degli attacchi più intensi e sistematici commessi dai coloni negli ultimi decenni.

Ha personalmente vessato una famiglia palestinese utilizzando un linguaggio intimidatorio e minaccioso per ostacolarne la libertà di circolazione sulla loro stessa terra ed è coinvolto nella distruzione di proprietà di palestinesi in Cisgiordania.

Elisha Yered era tra i coloni armati che il 4 agosto 2023 sono avanzati dall’avamposto illegale di Oz Zion fino al villaggio palestinese di Burqa vicino a Ramallah. I coloni hanno sparato proiettili sui palestinesi, causando la morte di Qusai Jammal Mìtan, palestinese di 19 anni, e ferendo diversi altri palestinesi.

Elisha Yered è pertanto responsabile di gravi violazioni o abusi dei diritti umani, tra cui torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani o degradanti, nonché di violazioni o abusi del diritto di proprietà e del diritto alla vita privata e familiare dei palestinesi in Cisgiordania, e di sostenere e incoraggiare tali atti ed è responsabile dell’appello all’odio nazionale, razziale o religioso che costituisce incitamento alla discriminazione, all’ostilità o alla violenza. Tali violazioni o abusi destano serie preoccupazioni anche per quanto riguarda gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune di cui all’articolo 21 del trattato sull’Unione europea.

19.4.2024

110.

Moshe SHARVIT

משה שרביט

(grafia ebraica)

Data di nascita: 13.11.1994

Cittadinanza: israeliana

Sesso: maschile

Numero di carta d’identità: 206223000

Indirizzo: Tirzah Valley Farm outpost, West Bank, Occupied Palestinian Territories

Entità associate: Moshe’s Farm

Moshe Sharvit è un colono israeliano che vive nella valle del Giordano, in un avamposto vicino al villaggio denominato “Tirza Valley Farm”, noto anche come “Moshe’s Farm”.

Moshe Sharvit è coinvolto nelle violenze e nelle minacce dei coloni nei confronti dei residenti palestinesi appartenenti a comunità di pastori vicino al suo avamposto sulle alture in Cisgiordania.

Le sue vessazioni nei confronti di tali comunità si sono intensificate dall’ottobre 2023. Moshe Sharvit ha vessato a più riprese i palestinesi sul piano verbale e fisico, esigendo che lasciassero le loro case e proprietà. Nell’ottobre 2023 tale comportamento ha portato alla fuga dei civili palestinesi dal loro villaggio di Ein Shibli. Moshe Sharvit ha utilizzato un linguaggio minaccioso contro uomini, donne e bambini palestinesi e ha attaccato fisicamente una persona anziana. Tra le sue azioni si registra il lancio di pietre contro i palestinesi e il loro bestiame, la guida intenzionale contro le mandrie e sui campi coltivati, l’aizzamento di cani contro i palestinesi e il loro bestiame e abusi fisici sugli animali per mezzo di mazze e fruste. Il 6 marzo 2025 un tribunale di Gerusalemme ha vietato a Sharvit di avvicinarsi al complesso abitato da una famiglia palestinese vicino al suo avamposto, a seguito di ripetute aggressioni e vessazioni.

Moshe Sharvit è pertanto responsabile di gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani, tra cui l’abuso del diritto di ogni individuo di godere del più alto livello possibile di integrità fisica e mentale. Tali abusi destano serie preoccupazioni anche per quanto riguarda gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune di cui all’articolo 21 del trattato sull’Unione europea.

15.7.2024

111.

Zvi BAR YOSEF

alias Zvi BAR-YOSEF

 

Data di nascita: 20.9.1992

Cittadinanza: israeliana

Sesso: maschile

Numero di carta d’identità: 204377998

Entità associate: Zvi’s Farm

Zvi Bar Yosef ha fondato l’avamposto non autorizzato noto come “Zvi’s Farm” in Cisgiordania, a est dell’insediamento di Halamish. L’avamposto ha preso il controllo di circa 2 500 dunam/620 acri che erano coltivati dai villaggi di Jibya, Kaubar (Kobar) e Umm Safa.

Nel 2019, 2021 e 2023 Zvi Bar Yosef ha commesso ripetutamente attacchi e atti di violenza contro i palestinesi di tali villaggi, ferendo gravemente alcuni di loro. Bar Yosef vive ancora a Zvi’s Farm. Visti i suoi trascorsi violenti, l’area circostante è diventata una zona da evitare, in cui i palestinesi non possono più accedere ai propri campi.

Zvi Bar Yosef è pertanto responsabile di gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani, tra cui abusi del diritto all’integrità fisica e mentale, del diritto di proprietà e del diritto alla vita privata e familiare. Tali abusi destano serie preoccupazioni anche per quanto riguarda gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune di cui all’articolo 21 del trattato sull’Unione europea.

15.7.2024

113.

Baruch MARZEL

 

Carica: membro di Otzma Yehudit

Data di nascita: 23.4.1959

Luogo di nascita: Boston, Stati Uniti

Cittadinanza: americana, israeliana

Sesso: maschile

Indirizzo: Tel Rumeida settlement, Hebron, Occupied Palestinian Territories

Baruch Marzel è il fondatore del partito politico di estrema destra “Otzma Yehudit”, attualmente guidato da Itamar Ben Gvir. Il partito rappresenta una delle ideologie più estremiste di Israele e fa parte del movimento kahanista. Negli anni novanta è stato il leader del partito Kahane fino a quando le autorità israeliane non l’hanno vietato nel 1994.

Nel 2019 la Corte suprema israeliana ha proibito a Baruch Marzel di candidarsi alle elezioni parlamentari, in quanto la Corte ha preso atto dei suoi numerosi commenti razzisti.

Baruch Marzel chiede la creazione di una Grande Israele in cui non ci sarebbe posto per i palestinesi. Chiede apertamente una pulizia etnica dei palestinesi e nega il diritto dei palestinesi alla propria terra. Dall’inizio del conflitto a Gaza, ha ripetutamente chiesto il blocco degli aiuti umanitari a Gaza e il trasferimento forzato dell’intera popolazione di Gaza.

Baruch Marzel è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, in particolare di appello sistematico all’odio nazionale, razziale o religioso, che costituisce incitamento alla discriminazione, all’ostilità o alla violenza. Tali abusi destano serie preoccupazioni anche per quanto riguarda gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune di cui all’articolo 21 del trattato sull’Unione europea.

15.7.2024

114.

Ben-Zion “Bentzi” GOPSTEIN

בן ציון גופשטיין

(grafia ebraica)

Carica: fondatore e leader di Lehava

Data di nascita: 10.9.1969

Cittadinanza: israeliana

Sesso: maschile

Numero di carta d’identità: 024526394

Indirizzo: Givat HaAvot, Kiryat Arba, Occupied Palestinian Territories

Entità associate: Lehava

Ben-Zion “Bentzi” Gopstein, che vive nell’insediamento di Kiryat Arba (Cisgiordania), è il fondatore e il leader dell’organizzazione estremista Lehava, costola del movimento kahanista, il cui obiettivo è “combattere l’assimilazione nella Terra Santa”.

Ben-Zion “Bentzi” Gopstein promuove una visione che nega a tutti i palestinesi i loro diritti e chiede di porre fine alla presenza palestinese in Israele e nei territori palestinesi.

La Corte suprema israeliana ha proibito a Ben-Zion “Bentzi” Gopstein di candidarsi alle elezioni della Knesset del 2019 perché “istiga sistematicamente al razzismo contro il pubblico arabo”. Nel 2025 è stato condannato per istigazione al terrore, dopo essersi scagliato contro gli israeliani arabi affermando: “I nemici al nostro interno sono un cancro e, se non ce ne liberiamo, non saremo in grado di continuare a esistere qui in quanto ebrei”.

Dal 2023 Gopstein fornisce consulenza in materia di sicurezza al ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, di estrema destra, e ad alti funzionari di polizia. A seguito di un attentato terroristico a Gerusalemme Est, ha proposto al ministro di adottare misure brutali, tra cui assassinii mirati, demolizioni di abitazioni, il blocco di interi quartieri e una normativa per deportare le famiglie degli attentatori.

Ben-Zion “Bentzi” Gopstein è pertanto responsabile di sistematiche e gravi violazioni dei diritti umani consistenti in un appello all’odio nazionale, razziale o religioso, che costituisce incitamento alla discriminazione, all’ostilità o alla violenza. Tali abusi destano serie preoccupazioni anche per quanto riguarda gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune di cui all’articolo 21 del trattato sull’Unione europea.

15.7.2024

115.

Abdel Karim Mahmoud (Mahmood, Mohammad) IBRAHIM

عبد الكريم محمود إبراهيم

(grafia araba)

Carica: capo di stato maggiore dell’esercito siriano

Luogo di nascita: Tartus, Siria

Cittadinanza: siriana

Sesso: maschile

Abdel Karim Mahmoud Ibrahim è stato il capo di stato maggiore dell’esercito siriano tra il 2022 e il dicembre 2024.

Lo Stato siriano sotto il regime di al-Assad, comprese le sue forze militari, ha commesso torture, stupri e violenze sessuali e di genere contro i civili in modo sistematico e diffuso.

In qualità di capo di stato maggiore dell’esercito siriano, Abdel Karim Mahmoud Ibrahim è responsabile delle azioni delle forze armate sotto il suo comando.

Abdel Karim Mahmoud Ibrahim è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui torture e diffuse e sistematiche violenze sessuali e di genere.

22.7.2024

116.

Ali Mahmoud ABBAS

علي محمود عباس

(grafia araba)

Cariche: ministro della Difesa e vicecomandante in capo dell’esercito

Data di nascita: 2.11.1964

Luogo di nascita: Rif Dimashq, Siria

Cittadinanza: siriana

Sesso: maschile

Ali Mahmoud Abbas è stato ministro della Difesa della Siria e vicecomandante in capo dell’esercito siriano tra il 2022 e il dicembre 2024.

Lo Stato siriano sotto il regime di al-Assad, comprese le sue forze militari, ha commesso torture, stupri e violenze sessuali e di genere contro i civili in modo sistematico e diffuso.

In qualità di ministro della Difesa della Siria e vicecomandante in capo dell’esercito siriano, Ali Mahmoud Abbas è responsabile delle azioni delle forze armate sotto il suo comando.

Ali Mahmoud Abbas è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui torture e diffuse e sistematiche violenze sessuali e di genere.

22.7.2024

119.

Muhammad Hussein AL-JASIM

alias Abu AMSHA, Muhammad Husayn AL-JASIM, Muhammad AL-JASSIM BIN HUSSEIN, Mohamed ALJASEM, al-Amshat

محمد حسين الجاسم

أبو عمشة

محمد حسين الجاسم

محمد الجاسم بن حسين

محمد الجاسم

(grafia araba)

Cariche:

Data di nascita: 1985

Luogo di nascita: Al-Jawsa, governatorato di Hama, Siria

Cittadinanza: siriana

Sesso: maschile

Entità associate:

Sultan Sulaiman Shah Brigade

Muhammad Hussein al-Jasim è il fondatore e leader della Sultan Sulaiman Shah Brigade, una milizia armata siriana attiva nella guerra civile siriana.

Nel marzo 2025 la Sultan Sulaiman Shah Brigade, sotto il comando di Muhammad Hussein al-Jasim, ha preso parte alle violenze nella regione costiera siriana, prendendo di mira civili e in particolare la comunità alawita, anche commettendo uccisioni arbitrarie di civili.

Muhammad Hussein al-Jasim è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Siria, tra cui uccisioni arbitrarie.

28.5.2025

121.

Miqdad Lu’ay FATIHA

alias Miqdad FATIHA, Miqdad FUTAIHA, Abu Jafar, Abu Jaafar, Abu Ja’ afa, Miqdad Fteha

مقداد لؤيّ فتيحة

مقداد فتيحة

(grafia araba)

Data di nascita: 19.6.1989

Luogo di nascita: Jableh, Latakia, Siria

Cittadinanza: siriana

Sesso: maschile

Indirizzo: Syria/Lebanon

Miqdad Fatiha è un ex membro della Guardia repubblicana siriana che è stata ormai sciolta. In tale veste, è stato responsabile di un numero elevato di gravi violazioni o abusi dei diritti umani, tra cui torture e altri trattamenti crudeli nei confronti di prigionieri.

Dopo la caduta del regime di al-Assad nel dicembre 2024, Miqdad Fatiha ha formato milizie nelle regioni costiere della Siria, fomentando tensioni settarie e incitando alla violenza. Le unità sotto il suo comando erano coinvolte nelle violenze settarie perpetrate a marzo 2025 nella regione costiera della Siria, che hanno causato la morte di centinaia di civili.

In qualità di leader delle milizie, Miqdad Fatiha è pertanto responsabile di gravi violazioni o abusi dei diritti umani, tra cui torture e altri trattamenti crudeli, inumani e degradanti.

23.6.2025»;

2)

nella sezione «B. Persone giuridiche, entità e organismi», le voci 1, 2, 5, 6, 7, 9, 28, 29, 30, 31, 34 e 35 sono sostituite dalle seguenti:

 

Nome (traslitterazione in caratteri latini)

Nome

Informazioni identificative

Motivi dell’inserimento nell’elenco

Data di inserimento nell’elenco

«1.

Xinjiang Production and Construction Corps Public Security Bureau

新疆生产建设兵团公安局

(grafia cinese)

Indirizzo: 106 Guangming Road, Urumqi, Xinjiang Uyghur Autonomous Region (XUAR), China

Telefono: +86 991 598 8114

Tipo di entità: agenzia governativa

Luogo di registrazione: 106 Guangming Road, Urumqi, Xinjiang Uyghur Autonomous Region (XUAR), China

Data di registrazione: aprile 1984

Sede principale di attività: Urumqi, Xinjiang Uyghur Autonomous Region (XUAR), China

Persone associate:

Guangqiu YANG 杨光秋 (2.2017-2.2023);

Zhiyong GONG 龚志勇 (dal 2. 2023);

segretario del PCC/capo della polizia/ispettore capo dell’ufficio per la pubblica sicurezza dell’XPCC

L’ufficio per la pubblica sicurezza dello Xinjiang Production and Construction Corps (XPCC – Corpo di produzione e costruzione dello Xinjiang) è incaricato di attuare tutte le politiche dell’XPCC in materia di sicurezza, compresa la gestione dei centri di detenzione. L’XPCC è un’organizzazione economica e paramilitare statale presente nella regione autonoma uigura cinese dello Xinjiang, che esercita l’autorità amministrativa e controlla le attività economiche nello Xinjiang.

In quanto organizzazione incaricata delle politiche di sicurezza all’interno dell’XPCC, l’ufficio per la pubblica sicurezza dell’XPCC è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare detenzioni arbitrarie su larga scala e trattamenti degradanti inflitti a uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane, nonché di violazioni sistematiche della loro libertà di religione o di credo, connesse tra l’altro all’attuazione da parte dell’XPCC di un programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto alle minoranze etniche musulmane.

Nell’ambito di tale programma, l’XPCC ricorre a uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane come manodopera forzata, in particolare nei campi di cotone. In quanto organizzazione incaricata delle politiche di sicurezza all’interno dell’XPCC, l’ufficio per la pubblica sicurezza dell’XPCC è responsabile del ricorso sistematico al lavoro forzato.

22.3.2021

2.

Supreme Public Prosecutor’s Office [alias Office of the Prosecutor of the Democratic People’s Republic of Korea (DPRK) (procura generale, alias Procura della Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC)]

 

 

La procura generale è un’istituzione che sovrintende a tutti i procedimenti penali nella Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC), tra cui le fasi dell’indagine, dell’interrogatorio, della custodia cautelare e del processo.

La procura generale è utilizzata per perseguire e punire persone per attività politiche illecite, con processi fondamentalmente iniqui. Essa ha anche la responsabilità istituzionale di gravi violazioni dei diritti umani avvenute in istituti penitenziari ordinari e centri di detenzione per interrogatori, in quanto non ha garantito l’applicazione dei diritti dei detenuti in attesa di giudizio e dei detenuti condannati. In stretta cooperazione con i ministeri della Sicurezza di Stato e della Sicurezza sociale, è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani commesse dall’apparato di sicurezza della RPDC, in particolare tortura e altri trattamenti o pene crudeli, disumani o degradanti, esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, sparizioni forzate e arresti o detenzioni arbitrari, e legittima tali violazioni.

22.3.2021

5.

Wagner Group (alias Vagner Group, PMC Wagner, Liga, League)

Группа Вагнера

(alias ЧВК “Вагнер”)

(grafia russa)

 

Il Wagner Group è un’entità militare privata non registrata con sede in Russia, istituita nel 2014 come successore dello Slavonic Corps. È stata guidata da Dimitriy Utkin e finanziata da Yevgeny Prigozhin. Attraverso la creazione di entità locali e con il sostegno dei governi locali, il Wagner Group finanzia e conduce le sue operazioni.

Il Wagner Group è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Ucraina, in Siria, in Libia, nella Repubblica centrafricana (RCA), in Sudan, in Mali e in Mozambico, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie.

13.12.2021

6.

Lobaye Invest SARLU

 

Luogo di registrazione: Bangui (Central African Republic)

Data di registrazione: 24.10.2017

Numero di registrazione: M 354838 D 0001 (numero “NIF”, codice di identificazione fiscale)

Sede principale di attività: Central African Republic

Altre informazioni: succursale di M-Finans

Lobaye Invest SARLU è una società privata registrata nella Repubblica centrafricana (RCA), controllata dalla società russa M-Finans, che era controllata da Yevgeny Prigozhin. È gestita da Dimitri Sytii, alto dirigente del Wagner Group, e da Yevgeny Khodotov, che è stato associato a Yevgeny Prigozhin. Lobaye Invest gestisce miniere di oro e diamanti nella RCA. È stata collegata alle operazioni del Wagner Group nella RCA. Finanzia anche diversi mezzi di informazione, come la stazione radio Lengo Sengo, una stazione radio centrafricana che conduce campagne di disinformazione e promuove la presenza del Wagner Group nella RCA.

Lobaye Invest è associata al Wagner Group, inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, in diversi paesi, tra cui l’RCA. Attraverso le sue attività, Lobaye Invest fornisce anche sostegno a tali abusi commessi nella RCA.

25.2.2023

7.

DIAMVILLE

 

Data di registrazione: 28.3.2019

Numero di registrazione: CA/BG2019B519

Sede principale di attività: Central African Republic

Altre informazioni: persone ed entità associate:

Yevgeny Prigozhin (deceduto),Wagner Group, Dimitri Sytii, Valery Zakharov, Perfilev, Svetlana Troitskaya, Lobaye Invest

Diamville è una società di copertura utilizzata dal Wagner Group presente nella Repubblica centrafricana (RCA) per commerciare illegalmente diamanti. È strettamente legata a tutti i principali attori del Wagner Group nella RCA, come Dimitri Sytii e, in precedenza, Yevgeny Prigozhin. Diamville è associata al Wagner Group, inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, in diversi paesi, tra cui l’RCA. Attraverso le sue attività, fornisce anche sostegno a tali abusi commessi nella RCA.

25.2.2023

9.

Radio Centrafricaine Lengo Sengo

 

Luogo di registrazione: Bangui, Central African Republic

Data di registrazione: novembre 2018

Sede principale di attività: Galabadja Bangui, Commune de Bangui Galabadja, 8eme Arr.

[GPS]-> 4.4070, 18.5465

Radio Lengo Sengo è una stazione radio centrafricana impegnata in operazioni di influenza online per conto del Wagner Group. Il suo obiettivo ultimo è quello di manipolare l’opinione pubblica. La società conduce campagne di disinformazione e promuove la presenza del Wagner Group nella Repubblica centrafricana (RCA). Radio Lengo Sengo è finanziata da Lobaye Invest, una società privata precedentemente legata a Yevgeny Prigozhin e collegata al Wagner Group, che funge da copertura per le sue attività nella RCA.

Il Wagner Group è inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, in diversi paesi, tra cui la RCA.

Radio Lengo Sengo è responsabile di sostenere e incoraggiare gli atti di tale gruppo nella RCA.

25.2.2023

28.

Hilltop Youth (alias No’ar HaGva’ot)

נוער הגבעות

(grafia ebraica)

Persone associate:

Meir Mordechai Ettinger; Elisha Yered

Hilltop Youth è un gruppo giovanile radicale costituito da membri noti per atti di violenza contro persone e villaggi palestinesi in Cisgiordania.

Il gruppo fonda avamposti non autorizzati sulle alture della Cisgiordania e contribuisce alla violenza dei coloni attraverso i cosiddetti attacchi “price tag”. La violenza dei coloni contro persone e villaggi palestinesi, sotto forma, tra l’altro, di molestie fisiche e psicosociali, percosse, omicidio e demolizione di proprietà, è di natura sistematica e ha causato il trasferimento forzato di intere comunità.

Hilltop Youth è pertanto responsabile di gravi violazioni o abusi dei diritti umani, tra cui torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani o degradanti, nonché di gravi violazioni o abusi del diritto di proprietà e del diritto alla vita privata e familiare dei palestinesi in Cisgiordania, che destano serie preoccupazioni anche per quanto riguarda gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune di cui all’articolo 21 del trattato sull’Unione europea.

19.4.2024

29.

Moshe’s Farm (alias Tirza Valley Farm Outpost)

החווה של משה

(grafia ebraica)

Indirizzo: West Bank, Occupied Palestinian Territories

Data di registrazione: 2021

Persone associate:

Moshe Sharvit

Moshe’s Farm, noto anche come Tirza Valley Farm, è di proprietà del colono israeliano Moshe Sharvit, da cui è stato fondato nel 2020. Moshe Sharvit è coinvolto nelle violenze e nelle minacce dei coloni nei confronti dei residenti palestinesi appartenenti a comunità di pastori vicine al suo avamposto sulle alture in Cisgiordania.

Moshe’s Farm è un avamposto illegale situato a circa 1,5 chilometri a sud-est dell’insediamento di Hamra, in Cisgiordania. Dalla sua fondazione, Moshe’s Farm si è ampliato e ad oggi comprende diversi edifici residenziali, una foresteria e un centro eventi. La foresteria può ospitare fino a 100 persone e tutti gli edifici sono stati costruiti senza autorizzazione e sono pertanto illegali. Da quando è stato creato, Moshe’s Farm è un polo di violenze e vessazioni nei confronti delle comunità di pastori palestinesi, oltre a essere la base da cui Moshe Sharvit e altri residenti dell’avamposto perpetrano violenze e vessazioni nei confronti dei palestinesi. Il 6 marzo 2025 un tribunale di Gerusalemme ha vietato a Sharvit di avvicinarsi al complesso abitato da una famiglia palestinese vicino al suo avamposto in Cisgiordania, a seguito di ripetute aggressioni e vessazioni.

Moshe’s Farm è pertanto un’entità associata a Moshe Sharvit, inserito in elenco per gravi e sistematici abusi dei diritti umani, tra cui l’abuso del diritto di ogni individuo di godere del più alto livello possibile di integrità fisica e mentale. Tali abusi destano serie preoccupazioni anche per quanto riguarda gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune di cui all’articolo 21 del trattato sull’Unione europea.

15.7.2024

30.

Zvi’s Farm

החווה של צבי

(grafia ebraica)

Indirizzo: Halamish, West Bank, Occupied Palestinian Territories

Persone associate:

Zvi Bar Yosef

Zvi’s Farm è un avamposto agricolo illegale e non autorizzato sul territorio palestinese, vicino a Halamish, in Cisgiordania.

Zvi’s Farm è situato in un tratto della Cisgiordania che è sottoposto totalmente al controllo militare israeliano e in cui vivono residenti palestinesi.

Zvi’s Farm è gestito da Zvi Bar Yosef, che utilizza l’avamposto come base da cui perpetra violenze contro i residenti palestinesi e impedisce agli agricoltori palestinesi di accedere ai loro terreni e di utilizzarli. L’avamposto ha preso il controllo di circa 2 500 dunam/620 acri che erano coltivati dai villaggi di Jibya, Kaubar (Kobar) e Umm Safa.

Nel 2019, 2021 e 2023 Zvi Bar Yosef ha commesso ripetutamente attacchi e atti di violenza contro i palestinesi di tali villaggi, ferendo gravemente alcuni di loro.

Zvi’s Farm è pertanto un’entità associata a Zvi Bar Yosef, inserito in elenco per gravi e sistematici abusi dei diritti umani, tra cui abusi del diritto all’integrità fisica e mentale, del diritto di proprietà e del diritto alla vita privata e familiare. Tali violazioni destano serie preoccupazioni anche per quanto riguarda gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune di cui all’articolo 21 del trattato sull’Unione europea.

15.7.2024

31.

Tzav 9 (alias Tsav 9; Order 9)

 

Sito web: https://www.tzav9.co.il/faq

Tzav 9 è un gruppo israeliano di attivisti violenti, cofondato nel gennaio 2024 da Reut Ben Haim e Aviad Shlomo Sarid. Reut Ben Haim e Yossef (Sefi) Ben Haim sono attualmente alla guida del gruppo.

Le due missioni principali di Tzav 9, secondo il sito web, consistono nel bloccare gli autocarri che forniscono e trasportano aiuti umanitari, tra cui cibo, acqua e carburante, a Gaza nonché compromettere la legittimità dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente in Israele.

Dal gennaio 2024 Tzav 9 blocca regolarmente gli autocarri che trasportano aiuti umanitari. Il 18 gennaio 2024 il gruppo ha effettuato i primi blocchi delle forniture di aiuti a Kerem Shalom. Il 13 maggio 2024, presso il posto di blocco di Tarqumiyah, Tzav 9 ha partecipato a una violenta protesta contro un conducente di autocarri. Il 16 maggio 2024, in Cisgiordania, Tzav 9 è stato coinvolto in un attacco contro un autocarro di derrate alimentari. Altri incidenti si sono verificati, tra l’altro, nelle zone di Kerem Shalom e Nitzana. Gli attivisti di Tzav 9 hanno intercettato gli autocarri che trasportano aiuti umanitari il 22, 27 e 31 maggio, il 13, 17 e 19 luglio e il 4 e 6 agosto 2025, presso il valico di Allenby, presso il porto di Ashdod e sulla relativa via di accesso, in particolare presso Arad e Dimona. Le azioni svolte comprendono proteste violente, attacchi contro autocarri di derrate alimentari e distruzione di alimenti. Tali azioni hanno contribuito ulteriormente alla già drammatica situazione della popolazione civile a Gaza.

Tzav 9 è pertanto responsabile di gravi abusi dei diritti umani, tra cui l’abuso del diritto di ogni individuo di godere del più alto livello possibile di integrità fisica e mentale. Tali violazioni destano serie preoccupazioni anche per quanto riguarda gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune di cui all’articolo 21 del trattato sull’Unione europea.

15.7.2024

34.

Sultan Sulaiman Shah Brigade (alias Suleiman Shah Brigade, al-Amshat, Amshat)

فرقة السلطان سليمان شاه

(grafia araba)

Persone associate:

Muhammad Hussein al-Jasim

La Sultan Sulaiman Shah Brigade è una milizia armata creata nel 2016, attiva nella guerra civile siriana. Fondata nel 2016 a Jarabulus da Muhammad Hussein al-Jasim, noto anche come Abu Amsha, sostiene di avere oltre 2 000 combattenti, principalmente turkmeni.

Nel marzo 2025 la Sultan Sulaiman Shah Brigade ha preso parte alle violenze nella regione costiera siriana, prendendo di mira civili e in particolare la comunità alawita, anche commettendo uccisioni arbitrarie di civili.

La Sultan Sulaiman Shah Brigade è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Siria, tra cui uccisioni arbitrarie di civili.

28.5.2025

35.

Hamza Division (alias Hamzat)

فرقة الحمزة

(grafia araba)

Persone associate:

Sayf Boulad Abu Bakr

La Hamza Division è una milizia armata creata nel 2016 e operante in Siria. Nel corso dell’intera guerra civile siriana la Hamza Division si è resa responsabile di numerosi atti di tortura nei suoi centri di detenzione, di estorsioni e di sfollamenti forzati di civili, specie nelle regioni di Afrin e Aleppo.

Nel marzo 2025 la Hamza Division, sotto il comando di Sayf Boulad Abu Bakr, ha preso parte alle violenze nella regione costiera siriana, prendendo di mira civili e in particolare la comunità alawita, anche commettendo uccisioni arbitrarie di civili.

La Hamza Division è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Siria, tra cui torture e uccisioni arbitrarie.

28.5.2025».


ELI: http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2025/2471/oj

ISSN 1977-0707 (electronic edition)