29.9.2023   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 242/540


RISOLUZIONE (UE) 2023/1963 DEL PARLAMENTO EUROPEO

del 10 maggio 2023

recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l’esecuzione del bilancio dell’impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell’energia da fusione (F4E) per l’esercizio 2021

IL PARLAMENTO EUROPEO,

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vista la sua decisione sul discarico per l’esecuzione del bilancio dell’impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell’energia da fusione per l’esercizio 2021,

—

visti l’articolo 100 e l’allegato V del suo regolamento,

—

vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0092/2023),

A.

considerando che l’impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell’energia da fusione («impresa comune») è stata istituita nell’aprile 2007 per un periodo di 35 anni mediante la decisione 2007/198/Euratom del Consiglio (1);

B.

considerando che l’impresa comune ha iniziato a operare autonomamente nel marzo 2008;

C.

considerando che i membri dell’impresa comune sono la Comunità europea dell’energia atomica (Euratom), rappresentata dalla Commissione, gli Stati membri dell’Euratom e i paesi terzi che hanno concluso con l’Euratom un accordo di cooperazione nel settore della fusione nucleare controllata;

D.

considerando che gli obiettivi dell’impresa comune sono apportare il contributo dell’Unione al progetto internazionale dell’energia da fusione ITER, attuare l’accordo tra l’Euratom e il Giappone sull’approccio allargato e preparare la costruzione di un reattore dimostrativo a fusione e degli impianti associati;

E.

considerando che al progetto ITER partecipano sette partner mondiali, segnatamente l’Unione, rappresentata dall’Euratom, gli Stati Uniti, la Russia, il Giappone, la Cina, la Corea del Sud e l’India, e che l’Unione ha assunto un ruolo guida versando una quota del 45,4 % dei costi di costruzione a fronte del contributo singolo del 9,1 % degli altri partner; che tale ripartizione muterà nella fase operativa di test della fusione, quando l’Unione finanzierà il 34 % dei costi di esercizio (2);

F.

considerando che l’esborso totale previsto dall’Unione per l’attuazione degli obblighi e delle attività associate nel quadro dell’accordo ITER fino al 2031 ammonta a 18,2 miliardi di EUR (in valore corrente) (3);

G.

considerando che, a seguito del recesso del Regno Unito dall’Unione e dall’Euratom il 31 gennaio 2020 e della mancata conclusione, da parte delle parti, del protocollo previsto dall’accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione tra l’Unione europea e l’Euratom, da una parte, e il Regno Unito, dall’altra, raggiunto il 30 dicembre 2020, il Regno Unito non è ancora né associato al progetto ITER né membro dell’impresa comune, e pertanto non contribuisce al suo bilancio;

H.

considerando che l’impatto della guerra di aggressione illegale, non provocata e ingiustificata della Russia nei confronti dell’Ucraina e le sue conseguenze sulle attività delle imprese comuni sono ancora difficili da misurare;

Aspetti generali

1.

accoglie con favore il fatto che la relazione della Corte dei conti («Corte») sui conti annuali dell’impresa comune per l’esercizio 2021 («relazione della Corte») rileva che i conti annuali presentano fedelmente, sotto tutti gli aspetti rilevanti, la posizione finanziaria della stessa al 31 dicembre 2021 e i risultati delle sue operazioni, i flussi di cassa e le variazioni dell’attivo netto per l’esercizio 2021, conformemente al regolamento finanziario dell’impresa comune e alle norme contabili adottate dal contabile della Commissione; rileva inoltre che le operazioni alla base dei conti relativi all’esercizio 2021 sono, sotto tutti gli aspetti rilevanti, legittime e regolari;

2.

si rammarica, tuttavia, che la relazione della Corte richiami l’attenzione sul fatto che i conti annuali dell’impresa comune per l’esercizio 2021 riportano la stima, effettuata dalla stessa, del costo complessivo per portare a termine i suoi obblighi di realizzazione per il progetto ITER, valutato a 18,3 miliardi di EUR (valore del 2021), e sul fatto che eventuali modifiche delle ipotesi fondamentali per la stima e l’esposizione al rischio potrebbero comportare aumenti significativi dei costi e/o ulteriori ritardi nell’attuazione del progetto ITER;

3.

riconosce che Orizzonte Europa prevede obiettivi ambiziosi per l’impresa comune, che possono essere conseguiti solo progettando e attuando soluzioni efficaci che affrontino le carenze dei sistemi di controllo interno e preparino alle sfide future derivanti dall’aumento delle responsabilità, ad esempio nel settore della gestione e della pianificazione delle risorse umane; sottolinea, in tale contesto, che calcoli e requisiti di comunicazione particolarmente complessi e gravosi rappresentano un rischio di errore significativo e chiede pertanto di esplorare possibilità di semplificazione, ove possibile e compatibilmente con il quadro giuridico esistente;

4.

nota con preoccupazione che il fatto che la Russia sia un membro dell’ITER-IO, con l’obbligo di fornire al sito di assemblaggio ITER in Francia (Cadarache) varie componenti per i progetti ITER nonché contributi annuali all’ITER-IO, rappresenta un rischio di ulteriori ritardi e di incremento dei costi per il progetto ITER;

5.

osserva che l’impresa comune tiene aggiornata una stima del costo complessivo per portare a termine i propri obblighi di realizzazione per il progetto ITER («stima aggiornata del costo complessivo»), che comprende i costi di costruzione e della fase operativa fino al 2035, nonché quelli della fase di smantellamento e disattivazione fino al 2042; osserva inoltre che, alla fine del 2021, l’impresa comune ha stimato detto costo complessivo a 18,3 miliardi di EUR (valore del 2021), importo costituito dalla somma dei pagamenti totali effettuati alla fine del 2021, pari a 8,3 miliardi di EUR, e della stima dei pagamenti futuri, valutati in 10 miliardi di EUR (valore del 2021);

6.

sottolinea che eventuali modifiche alle ipotesi fondamentali per la stima di cui sopra e l’esposizione al rischio possono comportare ulteriori aumenti dei costi e ritardi per il progetto e, per il 2021, ritiene che, sulla base della relazione della Corte, occorra prestare particolare attenzione agli eventi che possono avere un impatto significativo sulla stima aggiornata del costo complessivo; sottolinea, inoltre, che tali ipotesi fondamentali includono il nuovo scenario di riferimento per il progetto ITER, previsto per il primo trimestre del 2023, il ritardo nella consegna dei componenti, le sanzioni imposte alla Russia, l’approvazione in corso, da parte dell’autorità francese per la sicurezza nucleare (ASN), dell’assemblaggio dei componenti della camera del Tokamak e la prevista revisione della stima dei costi per il complesso della cella calda; pone l’accento sul fatto che, in caso di problemi di consegna che comportino la mancanza di componenti essenziali per la prosecuzione del progetto, dovrebbero essere esplorati flussi di approvvigionamento alternativi;

7.

ricorda che ITER prevede ufficialmente una prima prova operativa nel 2025 e il raggiungimento della piena potenza di fusione entro il 2035; osserva, tuttavia, che questa base di riferimento è stata adottata nel 2016 e che, da allora, i ritardi nella costruzione e nella fabbricazione unitamente alla pandemia di COVID-19 hanno reso la data del 2025 sempre più improbabile; sottolinea, inoltre, che, secondo la relazione della Corte, vi è il rischio di ulteriori ritardi a causa di una combinazione di diversi fattori legati alla costruzione, a partire da problemi incontrati nella saldatura dei settori della camera a vuoto che formano la camera d’acciaio in cui si svolgeranno gli esperimenti di fusione fino al problema della corrosione che provoca fenditure profonde fino a 2,2 mm sui pannelli dello schermo termico; precisa che ciò riguarda tutti i 23 chilometri di tubi di raffreddamento saldati alla superficie del componente; rileva che, poiché il problema delle fenditure nei tubi di raffreddamento potrebbe essere sistemico e interessare tutti i componenti dello schermo termico del Tokamak, la nuova direzione di ITER attiva una strategia di riparazione per i pannelli dello schermo termico e i settori della camera a vuoto del Tokamak;

8.

osserva che la durata e il costo delle riparazioni non possono essere stimati con precisione in questa fase, e che il consiglio ITER prevede di adottare, alla fine del 2023, un nuovo scenario di riferimento ITER, che stabilisce il calendario per alcuni risultati, il che ritarderà notevolmente le date in cui prevede di realizzare le tappe fondamentali e, di conseguenza, inciderà sulla stima aggiornata del costo complessivo; invita l’impresa comune a riferire in merito ai risultati e ai ritardi previsti, nonché alle conseguenze per il completamento del progetto ITER;

9.

osserva, per quanto riguarda i requisiti di sicurezza nucleare, che l’ASN detiene il potere ultimo di approvare qualsiasi ulteriore modifica della progettazione che incida su detti requisiti e che, in tale contesto, agli inizi del 2021 l’impresa comune ha presentato all’ASN formale richiesta di approvazione della nuova progettazione e tecnologia di saldatura in relazione all’assemblaggio dei componenti della camera del Tokamak; sottolinea, tuttavia, che le informazioni supplementari fornite dall’impresa comune per completare l’analisi dell’ASN non sono state richieste da quest’ultima prima del gennaio 2022; osserva che l’approvazione dell’ASN, pur facendo parte del normale processo di assemblaggio dell’ITER-IO, può comportare ulteriori ritardi di vari mesi e di conseguenza incidere sulla stima aggiornata del costo complessivo;

10.

invita l’impresa comune a rivedere la stima dei costi per il complesso della cella calda al fine di consentire la preparazione di una stima attendibile dei costi in linea con l’attuale livello di maturità dei requisiti di progettazione ITER-IO;

Gestione finanziaria e di bilancio

11.

osserva che, nel dicembre 2020, il consiglio di direzione dell’impresa comune europea ha adottato il bilancio iniziale dell’impresa comune per il 2021, pari a 1 048,77 milioni di EUR in stanziamenti d’impegno e 742,81 milioni di EUR in stanziamenti di pagamento, e che ha modificato tale bilancio nel novembre 2021;

12.

valuta positivamente il fatto che gli stanziamenti definitivi disponibili, compreso il riporto dall’esercizio precedente, ammontano a 1 069,88 milioni di EUR in stanziamenti d’impegno e a 764,83 milioni di EUR in stanziamenti di pagamento;

13.

rileva che i tassi di esecuzione degli stanziamenti di impegno e di pagamento sono stati rispettivamente del 99,7 % e del 97,4 % (rispetto al 100 % e al 98 % del 2020);

14.

osserva che, dei 1 069,88 milioni di EUR disponibili per gli stanziamenti di impegno, l’88,4 % è stato eseguito mediante impegni singoli (pari a 942,50 milioni di EUR);

15.

osserva con soddisfazione che, a seguito della raccomandazione sul discarico 2020 relativa al metodo di calcolo dei contributi dei membri per il 2020, l’impresa comune ha adottato misure correttive, in particolare il progetto di documento unico di programmazione, per evitare che la Corte sollevasse nuovamente la questione;

16.

osserva pertanto che, per quanto riguarda i contributi dei membri per il 2021, l’impresa comune ha utilizzato il programma annuale e pluriennale 2020-2024 adottato dal consiglio di direzione il 10 dicembre 2019, che prevede una stima di 6,5 milioni di EUR;

17.

osserva che, a decorrere dal gennaio 2016, le imprese comuni che sono solo parzialmente finanziate dal bilancio dell’Unione sono tenute a versare al regime pensionistico dell’Unione la quota di contributo a carico del datore di lavoro che corrisponde al rapporto tra le entrate dell’impresa comune sovvenzionate da paesi terzi e le sue entrate complessive (4); si preoccupa del fatto che, poiché la Commissione non ha né previsto questa spesa nei bilanci delle imprese comuni né chiesto formalmente i pagamenti, le imprese comuni non abbiano ancora versato tali contributi; invita la Commissione a prendere misure per evitare problemi analoghi in futuro;

18.

chiede a tale proposito che, in base agli orientamenti comunicati dalla Commissione alle imprese comuni, l’Ufficio «Gestione e liquidazione dei diritti individuali» della Commissione calcoli il contributo dovuto da ciascuna impresa comune, in quanto datore di lavoro, come percentuale delle entrate sovvenzionate da paesi terzi rispetto alle entrate complessive dell’impresa comune, considerando anche le entrate sovvenzionate da pasi terzi per spese operative; osserva che per ITER questa quota percentuale è stata fissata al 21,6 % per il periodo 2017-2020 ovvero a circa 5,8 milioni di EUR, e al 19,8 % per l’esercizio 2021 ovvero a circa 1,5 milioni di EUR; sottolinea inoltre che tali orientamenti tengono conto soltanto delle disposizioni dello Statuto del personale relative al metodo di calcolo dei pagamenti dovuti dalle imprese comuni, in quanto datore di lavoro, a titolo di contributo al bilancio dell’Unione, in base alle entrate;

19.

invita l’impresa comune a non attendere il calcolo definitivo dei contributi in sospeso, ma a tenere conto di tale obbligo in sede di pianificazione del suo bilancio futuro, ad esempio attraverso un corrispondente accumulo di contributi pensionistici;

20.

è tuttavia consapevole del fatto che le pertinenti disposizioni dello statuto dell’impresa comune specificano che l’importo totale dei contributi dei membri non supera il 10 % dei costi amministrativi annuali dell’impresa comune, suggerendo un contributo del datore di lavoro di circa 740 013 EUR all’anno (sulla base delle cifre del 2021); osserva pertanto che la concomitanza di disposizioni giuridiche diverse rischia di portare a interpretazioni divergenti riguardanti il calcolo del contributo delle imprese comuni quale datore di lavoro, con un diverso impatto finanziario, e si attende che tale incertezza giuridica sia rimossa senza indugi; accoglie con favore la disponibilità dell’impresa comune a collaborare con la Commissione nell’intento di allineare più chiaramente le pertinenti basi giuridiche;

Performance

21.

osserva che il 2021 è stato il primo anno del quadro finanziario pluriennale 2021-2027;

22.

accoglie con favore il fatto che, nel corso del 2021, l’impresa comune ha portato ulteriormente avanti i lavori e ha continuato a fornire a ITER alcuni dei componenti principali per avviare le attività di assemblaggio come da programma in vista della realizzazione della fase «primo plasma» alla fine del 2025; osserva che l’Organizzazione ITER sta attualmente rivedendo la base di riferimento per il «primo plasma», il cui esito doveva essere deciso dal consiglio ITER nel 2022, e che successivamente l’impresa comune adeguerà il proprio calendario di conseguenza;

23.

osserva che, dopo 10 anni, l’impresa comune ha trasferito la responsabilità del coordinamento del cantiere all’Organizzazione ITER; osserva inoltre che, secondo il programma allegato all’accordo pubblico per la costruzione di edifici, tale trasferimento era previsto a settembre 2018, una volta venuti meno i principali rischi connessi alle costruzioni presso il sito;

24.

osserva che, nel corso del 2021, la pandemia di COVID-19 ha continuato ad avere un impatto significativo sulla catena di approvvigionamento dell’impresa comune, dal momento che molti dei suoi fornitori hanno subito ripercussioni dalle restrizioni sulla presenza al lavoro e sui viaggi, ma anche con conseguenze attuali e future in termini di efficienza, per via delle misure igienico-sanitarie rafforzate richieste in gran parte degli Stati membri; si rammarica che i ritardi su alcune consegne siano arrivati fino a 4 mesi, con un conseguente impatto sul «costo complessivo» pari a 45 milioni di EUR (57 milioni di EUR nel 2020, in entrambi i casi ai prezzi del 2008);

25.

osserva, inoltre, che l’effetto indiretto della pandemia di COVID-19 incide tuttora su numerosi contratti dell’impresa comune, a causa dei forti aumenti dei prezzi delle materie prime, e che l’impatto sul costo complessivo è ancora in fase di stima; osserva, tuttavia, che l’impatto della pandemia di COVID-19 è grave ma non determinante e che le ripercussioni sui rendiconti finanziari del 2021 non sono significative;

Prevenzione delle frodi e dei conflitti di interessi

26.

osserva che il responsabile antifrode (OLAF) ed etico ha promosso e coordinato l’attuazione della strategia antifrode dell’impresa comune e del relativo piano d’azione antifrode per il periodo 2020-2023;

27.

accoglie con favore il fatto che l’attuazione delle azioni del piano d’azione antifrode sia sistematicamente monitorata attraverso una banca dati dedicata, che illustra nel dettaglio la portata e il titolare di ciascuna azione, nonché la data prevista per la sua esecuzione, e che siano stati compiuti progressi positivi per quanto riguarda l’attuazione di azioni antifrode;

28.

osserva, inoltre, che nel 2021 sono state fornite su base continuativa informazioni e sostegno in relazione alle questioni relative alla prevenzione delle frodi, in particolare al personale addetto agli appalti, alla gestione dei contratti e alle finanze, e che i membri della rete interna di corrispondenti antifrode dell’impresa comune sono stati tenuti al corrente individualmente e in occasione delle riunioni periodiche della rete di garanzia di affidabilità;

29.

apprezza che le norme, le procedure, i processi e le migliori pratiche in materia di etica, prevenzione e gestione dei conflitti di interessi siano stati comunicati al personale nel 2021, anche attraverso il manuale dell’impresa comune, con capitoli specifici sull’etica e l’integrità e sulla prevenzione delle frodi, una pagina sulla denuncia di irregolarità e una sezione sulla prevenzione e la gestione dei conflitti di interessi;

Personale e assunzioni

30.

si rammarica che, nel novembre 2021, il personale dell’impresa comune abbia intrapreso uno sciopero e che, in base alle valutazioni interne ed esterne sulla gestione e a diverse indagini interne, il deterioramento dell’ambiente di lavoro dell’impresa comune fosse imputabile principalmente a mancanze dell’alta dirigenza (ad esempio, processi decisionali non trasparenti e disfunzionali e assenza di dialogo sociale); osserva, inoltre, che il ricorso sproporzionato a personale esterno ha aumentato le sfide e i rischi per l’ambiente di lavoro, come confermato dai rappresentanti del personale dell’impresa comune e dalle lettere formali da questi inviate ai Commissari responsabili; osserva che la Commissione (direzione generale dell’Energia) ha dichiarato in risposta a tali lettere che la valutazione annuale dell’impresa comune per il 2022 sarà incentrata esclusivamente su questioni relative alla gestione delle risorse umane e ha incoraggiato l’impresa comune a procedere a una valutazione a 360 gradi del proprio gruppo dirigente;

31.

osserva con preoccupazione che negli ultimi anni l’impresa comune è diventata maggiormente dipendente dal personale esterno; sottolinea che tale osservazione della Corte è in sospeso dal 2019, quando il personale esterno rappresentava il 62 % del personale statutario dell’impresa comune; evidenzia che, in base all’attuale piano strategico sulle risorse dell’impresa comune per il periodo 2021-2027, il numero di agenti esterni dovrebbe aumentare nel 2022 fino al 93 % del personale statutario massimo approvato dalla Commissione e ridursi gradualmente fino al 70 % entro il 2027; ricorda che questa situazione comporta rischi significativi per l’impresa comune per quanto riguarda il mantenimento di competenze essenziali e la chiarezza dell’obbligo di rendiconto, senza contare le possibili controversie giuridiche e la minore efficienza del personale dovuta alla gestione decentrata; pone inoltre l’accento sul fatto che il ricorso a personale interinale dovrebbe rimanere una soluzione temporanea; ricorda che la direzione dell’impresa comune dovrebbe rafforzare le misure già adottate per attenuare i rischi connessi al ricorso a personale esterno, in particolare il rischio di una gestione inefficiente a causa della ripartizione poco chiara delle responsabilità tra il personale statutario e il personale esterno;

32.

osserva che gli errori in materia di risorse umane non possono essere ripetuti e che è necessario un cambiamento nella cultura gestionale, che deve essere mantenuto; rileva, inoltre, che sono necessari maggiori sforzi in relazione alle risorse umane, per evitare casi di posti vacanti a lungo termine, un elevato avvicendamento del personale, un numero eccessivo di agenti esterni, una dipendenza dalle competenze di pochi membri del personale, carichi di lavoro estremi con conseguenti assenze e inefficienze del personale; chiede che si compiano maggiori sforzi per creare condizioni di lavoro attraenti e socialmente eque che sostengano il conseguimento degli obiettivi dell’impresa comune;

33.

è favorevole al fatto che, in risposta alla situazione, l’impresa comune abbia dato avvio a varie azioni per migliorare l’ambiente di lavoro e il benessere del personale; osserva che queste azioni sono state incluse in un programma di cambiamento volto a fronteggiare l’eccessivo carico di lavoro, l’atmosfera negativa sul luogo di lavoro e la carenza di comunicazione da parte della dirigenza sui cambiamenti organizzativi previsti, e si prevede che le azioni saranno efficaci, stando agli eventi segnalati;

34.

osserva che il reparto apprendimento e sviluppo dell’impresa comune ha continuato a proporre una scelta più ampia di risorse online e digitali, offrendo maggiore flessibilità e libertà di apprendimento, secondo i tempi e le esigenze personali; osserva, inoltre, che, complessivamente, il 94 % dei membri del personale si è iscritto ad almeno un’attività di apprendimento nel 2021 e che il tasso di soddisfazione del personale riguardo alle attività interne di apprendimento e sviluppo è stato elevato, come dimostra il fatto che l’88 % del personale dell’impresa comune le ha giudicate eccellenti o buone;

35.

osserva che, al 31 dicembre 2021, il personale impiegato presso l’impresa comune comprendeva 47 funzionari, 226 agenti temporanei e 166 agenti contrattuali; rileva inoltre che l’impresa comune si è avvalsa del sostegno di 11 collaboratori interinali (in ETP) e di due esperti nazionali distaccati;

36.

apprende dalla relazione annuale di attività 2021 che non vi è un adeguato equilibrio di genere tra i membri del personale e della dirigenza dell’impresa comune, dato che solo il 19 % del personale e meno del 10 % dei dirigenti e del personale reclutato nel 2021 è rappresentato da donne; deplora tali cifre e chiede che si compiano maggiori sforzi in termini di equilibrio di genere;

37.

osserva che, a seguito dell’indagine sull’impatto della pandemia di COVID-19 del 2020 e sulla base dei suoi effetti, nel 2021 le risorse umane dell’impresa comune hanno continuato a concentrarsi molto attivamente sulle azioni di prevenzione psicosociale nel campo del benessere emotivo e della gestione dello stress;

38.

osserva che, nel corso del 2021, sono stati pubblicati esternamente 14 avvisi di posti vacanti per sei agenti temporanei e otto agenti contrattuali e che, nel complesso, sono state completate 14 procedure di selezione, tre delle quali pubblicate nel 2020 e le altre 11 nel 2021;

Sistemi di gestione e controllo

39.

osserva che, nel corso del 2020 e del 2021, l’impresa comune è stata oggetto di valutazioni annuali periodiche da parte di esperti esterni e di approfonditi audit interni che hanno riguardato la maggior parte delle aree critiche della sua attività, e che sono state attuate azioni correttive in risposta agli audit e alle valutazioni, al fine di ovviare ai rischi individuati; si rammarica, tuttavia, che ciò abbia comportato un incremento del carico di lavoro amministrativo, mentre non è chiaro se i controlli più intensi siano stati efficienti e abbiano migliorato il sistema;

40.

osserva che nel 2021 l’impresa comune ha ulteriormente allineato le proprie norme di gestione e di controllo interno, i suoi indicatori e le sue procedure al quadro di controllo interno della Commissione;

41.

rileva che l’impresa comune ha seguito un approccio graduale all’individuazione dei punti di forza e delle debolezze del sistema di controllo interno, basandosi sulle carenze eventualmente individuate nel funzionamento delle norme di gestione e di controllo interno e formulando azioni correttive corrispondenti, il che ha portato alle conclusioni per l’elaborazione della dichiarazione di affidabilità del direttore e la rendicontazione nell’ambito della relazione annuale di attività consolidata (RAAC);

42.

osserva che, nella RAAC del 2021, l’impresa comune è giunta alla conclusione che tutti i componenti operano insieme in maniera integrata; osserva, tuttavia, che, essendo stata riscontrata una carenza critica a livello di un componente, in particolare nelle attività di controllo collegate al benessere del personale, la dirigenza dell’impresa comune ha concluso che, nel complesso, il sistema di controllo interno era parzialmente efficace.

(1)  Decisione 2007/198/Euratom del Consiglio, del 27 marzo 2007, che istituisce l'Impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione e le conferisce dei vantaggi (GU L 90 del 30.3.2007, pag. 58).

(2)  I documenti ITER «Value estimates for ITER Phases of Construction, Operation, Deactivation and Decommissioning and Form of Party Contributions» e «COST Sharing for all Phases of the ITER Project».

(3)  Stime basate sulla comunicazione della Commissione [COM(2017) 319] del 14 giugno 2017 e sul relativo documento di lavoro dei servizi della Commissione [SWD(2017) 232], tabella 4.

(4)  Articolo 83 bis del regolamento n. 31 (CEE), n. 11 (CEEA) relativo allo statuto dei funzionari e al regime applicabile agli altri agenti della Comunità Economica europea e della Comunità europea dell’Energia Atomica (GU 45 del 14.6.1962, pag. 1385/62).