<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><CONCLUSION NNC="YES" xmlns:fmx="http://opoce" xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xsi:noNamespaceSchemaLocation="http://formex.publications.europa.eu/schema/formex-05.58-20161101.xd"><BIB.CONCLUSION><REF.CASE FILE="n.a."><NO.CASE>C-630/17</NO.CASE></REF.CASE><NO.CELEX>62017CC0630</NO.CELEX><NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2018:908">EU:C:2018:908</NO.ECLI><NO.SEQ>0001</NO.SEQ><PAGE.FIRST.ECR>1</PAGE.FIRST.ECR><PAGE.SEQ>1</PAGE.SEQ><PAGE.LAST.ECR>16</PAGE.LAST.ECR><PAGE.TOTAL>16</PAGE.TOTAL></BIB.CONCLUSION><CURR.TITLE><PAGE.HEADER><P><HT TYPE="SC">Conclusioni dell’avv. gen. Tanchev – Causa C‑630/17</HT></P><P><HT TYPE="SC">Milivojević</HT></P></PAGE.HEADER></CURR.TITLE><TITLE><TI><P><HT TYPE="UC">Conclusioni dell’avvocato generale</HT></P><P><HT TYPE="UC">Evgeni Tanchev</HT></P><P>presentate il <DATE ISO="20181114">14 novembre 2018</DATE><NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0001"><P>Lingua originale: l’inglese.</P></NOTE></P></TI><STI><P><HT TYPE="BOLD">Causa C‑630/17</HT></P><P>Anica Milivojević</P><P>contro</P><P>Raiffeisenbank St. Stefan‑Jagerberg‑Wolfsberg eGen</P><P><HT TYPE="NORMAL">[Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Općinski sud u Rijeci (Tribunale municipale, Fiume, Croazia)]</HT></P></STI></TITLE><INTERMEDIATE><INDEX IDX.CLOSE="»" SEPARATOR=" – " IDX.OPEN="«"><KEYWORD>Libera circolazione dei servizi</KEYWORD><KEYWORD>Contratti di credito stipulati precedentemente all’adesione della Croazia all’Unione europea</KEYWORD><KEYWORD>Normativa retroattiva di uno Stato membro che prescrive la nullità di detti contratti ove contengano elementi internazionali</KEYWORD><KEYWORD>Ricevibilità</KEYWORD></INDEX></INTERMEDIATE><CONTENTS.CONCLUSION><GR.SEQ LEVEL="1"><TITLE><TI><NP><NO.P><HT TYPE="BOLD">I.</HT></NO.P><TXT><HT TYPE="BOLD">Introduzione</HT></TXT></NP></TI></TITLE><NP.ECR IDENTIFIER="NP0001"><NO.P>1.</NO.P><TXT>La presente domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Općinski sud u Rijeci (Tribunale municipale, Fiume, Croazia; in prosieguo: il <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0001" REF.END="QE0001"/>giudice del rinvio<QUOT.END REF.START="QS0001" CODE="00BB" ID="QE0001"/>) verte, in sostanza, sulla compatibilità con il diritto dell’Unione di una normativa croata che prevede la nullità, con effetto dalla data di stipulazione, di contratti di mutuo garantiti da ipoteche su beni immobili croati, conclusi tra debitori croati e soggetti eroganti esteri non autorizzati dalla Hrvatska narodna banka (in prosieguo: la <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0002" REF.END="QE0002"/>Banca nazionale croata<QUOT.END REF.START="QS0002" CODE="00BB" ID="QE0002"/>) a fornire servizi di credito in Croazia. Sono altresì rilevanti le disposizioni del Trattato di adesione della Croazia all’Unione europea<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0002"><P><REF.DOC.OJ COLL="L" NO.OJ="112" PAGE.FIRST="21" DATE.PUB="2012">GU 2012, L 112, pag. 21</REF.DOC.OJ>.</P></NOTE>, atteso che la legge controversa si applica ai contratti di mutuo stipulati precedentemente all’adesione della Croazia il <DATE ISO="20130701">1<HT TYPE="SUP">o</HT> luglio 2013</DATE>.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0002"><NO.P>2.</NO.P><TXT>Il giudice del rinvio ha sottoposto tre questioni pregiudiziali aventi ad oggetto l’interpretazione del regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del <DATE ISO="20121212">12 dicembre 2012</DATE>, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0003"><P><REF.DOC.OJ COLL="L" NO.OJ="351" PAGE.FIRST="1" DATE.PUB="2012">GU 2012, L 351, pag. 1</REF.DOC.OJ>.</P></NOTE>, e una questione pregiudiziale riguardante l’elemento della controversia enunciato supra, il quale richiede che sia presa in considerazione la normativa dell’Unione in materia di libera circolazione e la giurisprudenza della Corte sugli effetti ratione temporis del diritto dell’Unione a seguito dell’adesione di un nuovo Stato membro. Come richiesto dalla Corte, nelle presenti conclusioni mi limiterò a esaminare questi ultimi aspetti.</TXT></NP.ECR><?PAGE NO="2"?><GR.SEQ LEVEL="2"><TITLE><TI><NP><NO.P><HT TYPE="BOLD"><HT TYPE="ITALIC">A.</HT></HT></NO.P><TXT><HT TYPE="BOLD"><HT TYPE="ITALIC">Quadro giuridico</HT></HT></TXT></NP></TI></TITLE><GR.SEQ LEVEL="3"><TITLE><TI><NP><NO.P><HT TYPE="ITALIC">1.</HT></NO.P><TXT><HT TYPE="ITALIC">Diritto dell’Unione</HT></TXT></NP></TI></TITLE><NP.ECR IDENTIFIER="NP0003"><NO.P>3.</NO.P><TXT>L’articolo 56, primo comma, TFUE stabilisce:</TXT><P><QUOT.S LEVEL="1"><ALINEA><QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0003" REF.END="QE0003"/>Nel quadro delle disposizioni seguenti, le restrizioni alla libera prestazione dei servizi all’interno dell’Unione sono vietate nei confronti dei cittadini degli Stati membri stabiliti in uno Stato membro che non sia quello del destinatario della prestazione<QUOT.END REF.START="QS0003" CODE="00BB" ID="QE0003"/>.</ALINEA></QUOT.S></P></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0004"><NO.P>4.</NO.P><TXT>L’articolo 63, paragrafo 1, TFUE stabilisce:</TXT><P><QUOT.S LEVEL="1"><ALINEA><QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0004" REF.END="QE0004"/>Nell’ambito delle disposizioni previste dal presente capo sono vietate tutte le restrizioni ai movimenti di capitali tra Stati membri, nonché tra Stati membri e paesi terzi<QUOT.END REF.START="QS0004" CODE="00BB" ID="QE0004"/>.</ALINEA></QUOT.S></P></NP.ECR></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="3"><TITLE><TI><NP><NO.P><HT TYPE="ITALIC">2.</HT></NO.P><TXT><HT TYPE="ITALIC">Diritto dello Stato membro</HT></TXT></NP></TI></TITLE><NP.ECR IDENTIFIER="NP0005"><NO.P>5.</NO.P><TXT>Il Zakon o ništetnosti ugovora o kreditu s međunarodnim obilježjima sklopljenih u Republici Hrvatskoj s neovlaštenim vjerovnikom (legge in materia di nullità dei contratti di mutuo che presentano elementi internazionali, conclusi nella Repubblica di Croazia con un creditore non autorizzato; in prosieguo: la <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0005" REF.END="QE0005"/>legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE><QUOT.END REF.START="QS0005" CODE="00BB" ID="QE0005"/>)<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0004"><P><HT TYPE="ITALIC">Narodne novine</HT> (Gazzetta ufficiale) n. 72/2017.</P></NOTE>, dispone quanto segue all’articolo 1, primo comma, agli articoli da 2 a 5 e da 7 a 11:</TXT><P><QUOT.S LEVEL="1"><P><QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0006" REF.END="QE0006"/>Legge in materia di nullità dei contratti di mutuo che presentano elementi internazionali, conclusi nella Repubblica di Croazia con un creditore non autorizzato</P><P>Oggetto della legge</P><ARTICLE IDENTIFIER="001"><TI.ART>Articolo 1</TI.ART><PARAG IDENTIFIER="001.001"><NO.PARAG>1)</NO.PARAG><ALINEA><P>La presente legge si applica ai contratti di credito che presentano elementi internazionali, conclusi nella Repubblica di Croazia tra debitori e soggetti eroganti non autorizzati, ad eccezione dei contratti conclusi dai seguenti debitori;</P><P>(…)</P></ALINEA></PARAG><PARAG IDENTIFIER="001.002"><NO.PARAG>2)</NO.PARAG><ALINEA>La presente legge si applica parimenti ad altri atti giuridici stipulati nella Repubblica di Croazia tra debitori e soggetti eroganti non autorizzati finalizzati a un contratto di credito che presenta elementi internazionali ai sensi del primo paragrafo del presente articolo o che sono fondati su un siffatto contratto.</ALINEA></PARAG></ARTICLE><P>Definizioni</P><?PAGE NO="3"?><ARTICLE IDENTIFIER="002"><TI.ART>Articolo 2</TI.ART><ALINEA><P>Ai sensi della presente legge, si intende per:</P><LIST TYPE="NDASH"><ITEM><P><QUOT.START CODE="201C" ID="QS0007" REF.END="QE0007"/>debitore<QUOT.END REF.START="QS0007" CODE="201D" ID="QE0007"/>: ogni persona fisica o giuridica a cui sia stato concesso il credito in virtù di un contratto di credito che presenta elementi internazionali, o tutti i soggetti che traggono beneficio dalla persona cui il suddetto credito è stato concesso in quanto condebitore, creditore del debitore, creditore del condebitore o garante.</P></ITEM><ITEM><P><QUOT.START CODE="201C" ID="QS0008" REF.END="QE0008"/>soggetto erogante non autorizzato<QUOT.END REF.START="QS0008" CODE="201D" ID="QE0008"/>: ogni persona giuridica che abbia concesso un credito a un debitore ai sensi di un contratto di credito che presenta elementi internazionali, la cui sede sociale sia situata al di fuori della Repubblica di Croazia alla data del contratto di credito che presenta elementi internazionali, e che offra o presti servizi di credito nella Repubblica di Croazia, anche ove detto creditore non soddisfi le condizioni richieste dalla normativa per la prestazione di tali servizi, e più precisamente, non disponga delle autorizzazioni e/o dei permessi delle autorità competenti della Repubblica di Croazia.</P></ITEM></LIST></ALINEA></ARTICLE><P>Nullità dei contratti di credito</P><ARTICLE IDENTIFIER="003"><TI.ART>Articolo 3</TI.ART><PARAG IDENTIFIER="003.001"><NO.PARAG>1)</NO.PARAG><ALINEA>I contratti di credito contenenti elementi internazionali che sono stati conclusi nella Repubblica di Croazia tra debitori e soggetti eroganti non autorizzati sono nulli.</ALINEA></PARAG><PARAG IDENTIFIER="003.002"><NO.PARAG>2)</NO.PARAG><ALINEA>In deroga al paragrafo 1 del presente articolo, la nullità non può essere invocata quando un contratto è stato integralmente eseguito.</ALINEA></PARAG></ARTICLE><P>Nullità di altri atti giuridici</P><ARTICLE IDENTIFIER="004"><TI.ART>Articolo 4</TI.ART><ALINEA>Tutti gli atti notarili rogati sulla base di, o aventi un legame con, un contratto nullo ai sensi dell’articolo 3 della presente legge sono nulli.</ALINEA></ARTICLE><P>Esclusione dell’esecuzione forzata</P><ARTICLE IDENTIFIER="005"><TI.ART>Articolo 5</TI.ART><ALINEA>Con il passaggio in giudicato di una sentenza che accerta la nullità di un contratto o la nullità di un atto notarile basato su un contratto nullo, tutte le procedure di esecuzione dirette contro il debitore dinanzi agli organi giurisdizionali o alle autorità tributarie sono chiuse su richiesta del debitore.</ALINEA></ARTICLE><P>(…)</P><P>Effetti della nullità</P><ARTICLE IDENTIFIER="007"><TI.ART>Articolo 7</TI.ART><ALINEA>Ciascuna parte contraente è tenuta a restituire alla controparte quanto ha ricevuto in forza del contratto nullo, e se ciò non è possibile o se la natura dell’oggetto dell’esecuzione è tale da precludere la restituzione, è fornita un’adeguata indennità pecuniaria da stabilirsi in funzione del prezzo corrente alla data in cui è stata emessa la decisione giurisdizionale.</ALINEA></ARTICLE><P>Competenza</P><?PAGE NO="4"?><ARTICLE IDENTIFIER="008"><TI.ART>Articolo 8</TI.ART><PARAG IDENTIFIER="008.001"><NO.PARAG>1)</NO.PARAG><ALINEA>Nell’ambito del contenzioso relativo ai contratti di credito che presentano elementi internazionali, ai sensi della presente legge, un’azione avviata dal debitore nei confronti di un soggetto erogante non autorizzato può essere promossa alternativamente dinanzi ai giudici dello Stato nel cui territorio il soggetto erogante non autorizzato ha la propria sede sociale (indipendentemente dalla sede sociale del creditore non autorizzato) o dinanzi al giudice del luogo in cui il debitore ha il suo domicilio o la sua sede sociale.</ALINEA></PARAG><PARAG IDENTIFIER="008.002"><NO.PARAG>2)</NO.PARAG><ALINEA>L’azione avviata nei confronti del debitore dal soggetto erogante non autorizzato, ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo, può essere proposta solo dinanzi ai giudici dello Stato nel cui territorio il debitore ha il proprio domicilio o la propria sede sociale. La legge applicabile ai contratti nulli ai sensi della presente legge è, esclusivamente, la legge croata e il giudice investito di un’azione di accertamento della nullità di un siffatto contratto applica la presente legge a tale azione, senza esaminare se sussistano i presupposti per l’applicabilità della legge del luogo della conclusione del contratto in forza di altri atti legislativi.</ALINEA></PARAG></ARTICLE><P>Disposizioni transitorie e finali</P><ARTICLE IDENTIFIER="009"><TI.ART>Articolo 9</TI.ART><ALINEA>La presente legge non pregiudica i diritti conferiti ai debitori da leggi speciali se più favorevoli per questi ultimi.</ALINEA></ARTICLE><ARTICLE IDENTIFIER="010"><TI.ART>Articolo 10</TI.ART><PARAG IDENTIFIER="010.001"><NO.PARAG>1)</NO.PARAG><ALINEA>I contratti di credito che presentano elementi internazionali, ai sensi della presente legge, conclusi nella Repubblica di Croazia, prima dell’entrata in vigore della presente legge, tra debitori e creditori non autorizzati sono nulli dalla data della loro conclusione, con gli effetti di cui all’articolo 7.</ALINEA></PARAG><PARAG IDENTIFIER="010.002"><NO.PARAG>2)</NO.PARAG><ALINEA>Altri atti giuridici adottati nella Repubblica di Croazia, prima dell’entrata in vigore della presente legge, tra debitori e creditori non autorizzati, derivanti da un contratto di credito che presenta elementi internazionali di cui al paragrafo 1 del presente articolo, o fondati su un siffatto contratto, sono nulli dalla data della loro adozione, con gli effetti di cui all’articolo 7.</ALINEA></PARAG></ARTICLE><ARTICLE IDENTIFIER="011"><TI.ART>Articolo 11</TI.ART><ALINEA>La presente legge entra in vigore 8 giorni dopo la pubblicazione nella <QUOT.START CODE="201C" ID="QS0009" REF.END="QE0009"/><HT TYPE="ITALIC">Narodne novine</HT><QUOT.END REF.START="QS0009" CODE="201D" ID="QE0009"/>.</ALINEA><ALINEA>Zagabria, <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE><QUOT.END REF.START="QS0006" CODE="00BB" ID="QE0006"/>.</ALINEA></ARTICLE></QUOT.S></P></NP.ECR></GR.SEQ></GR.SEQ></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="1"><TITLE><TI><NP><NO.P><HT TYPE="BOLD">II.</HT></NO.P><TXT><HT TYPE="BOLD">Fatti del procedimento principale e questioni pregiudiziali</HT></TXT></NP></TI></TITLE><NP.ECR IDENTIFIER="NP0006"><NO.P>6.</NO.P><TXT>Il <DATE ISO="20070105">5 gennaio 2007</DATE> la sig.ra Anica Milivojević (in prosieguo: la <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0010" REF.END="QE0010"/>ricorrente<QUOT.END REF.START="QS0010" CODE="00BB" ID="QE0010"/>), cittadina della Repubblica di Croazia, e il coniuge, nel frattempo deceduto, hanno stipulato con la Raiffeisenbank St. Stefan‑Jagerberg‑Wolfsberg eGen (in prosieguo: la <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0011" REF.END="QE0011"/>convenuta<QUOT.END REF.START="QS0011" CODE="00BB" ID="QE0011"/>), avente sede sociale nella Repubblica d’Austria, un contratto unico di mutuo per un valore di EUR <FT TYPE="NUMBER">47000</FT>. L’importo è stato erogato in contanti presso l’ufficio della convenuta in Austria e il contratto controverso è stato concluso con l’aiuto di un intermediario residente in Croazia, al quale è stata pagata una commissione<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0005"><P>Secondo le osservazioni scritte della Commissione, che non sono state contestate sul punto.</P></NOTE>. Il credito è<?PAGE NO="5"?> stato contratto per ampliare e ristrutturare la casa della ricorrente, in parte per fini privati e in parte per la locazione di appartamenti ad uso turistico<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0006"><P>Ibidem.</P></NOTE>. È pacifico che la convenuta non possedesse un’autorizzazione rilasciata dalla Banca nazionale croata per fornire servizi finanziari comprendenti la concessione di mutui ipotecari nel territorio della Repubblica di Croazia.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0007"><NO.P>7.</NO.P><TXT>A titolo di garanzia per il rimborso del prestito, il <DATE ISO="20070112">12 gennaio 2007</DATE> la ricorrente ha firmato una dichiarazione di garanzia dinanzi al notaio, che è servita come base per l’iscrizione dell’ipoteca sui beni immobili di sua proprietà nel registro immobiliare.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0008"><NO.P>8.</NO.P><TXT>Il <DATE ISO="20150423">23 aprile 2015</DATE> la ricorrente ha proposto dinanzi al giudice del rinvio un ricorso nei confronti della convenuta, chiedendo che venisse dichiarata la nullità del contratto unico di mutuo del <DATE ISO="20070105">5 gennaio 2007</DATE> (in prosieguo: il <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0012" REF.END="QE0012"/>contratto<QUOT.END REF.START="QS0012" CODE="00BB" ID="QE0012"/>) e della dichiarazione di garanzia redatta dinanzi al notaio il <DATE ISO="20070112">12 gennaio 2007</DATE>, nonché la cancellazione dell’iscrizione ipotecaria dal registro immobiliare.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0009"><NO.P>9.</NO.P><TXT>Il giudice a quo ha concluso il procedimento il <DATE ISO="20170703">3 luglio 2017</DATE>, riaprendolo tuttavia con decisione del <DATE ISO="20170810">10 agosto 2017</DATE> a seguito dell’entrata in vigore della legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE>, in quanto le disposizioni di detta legge avrebbero potuto risultare applicabili alla controversia principale. Il governo della Repubblica di Croazia ha dichiarato, nel suo parere del <DATE ISO="20170525">25 maggio 2017</DATE>, che l’allora proposta di legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> avrebbe dovuto avere effetti retroattivi, dato che lo scopo della misura non avrebbe potuto essere conseguito in altro modo.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0010"><NO.P>10.</NO.P><TXT>Secondo l’ordinanza di rinvio, dal parere del governo della Repubblica di Croazia non si evince alcuna tutela dei diritti del debitore (dei consumatori e/o dei piccoli imprenditori) di cui trattasi nei confronti di pratiche sleali che potrebbero essere riconosciute dal diritto dell’Unione europea come eccezione alla libera prestazione dei servizi. I contratti controversi sono quelli stipulati nel periodo compreso tra il 2000 e il 2010; successivamente a tale periodo la Repubblica di Croazia ha aderito all’Unione europea, sicché gli enti creditizi stranieri possono prestare temporaneamente servizi finanziari senza dover ottenere un permesso dalla Banca nazionale croata.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0011"><NO.P>11.</NO.P><TXT>L’articolo 3, paragrafo 1, della legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> prevede la nullità dei contratti di mutuo che presentano elementi internazionali conclusi nella Repubblica di Croazia fra un debitore e un creditore non autorizzato. A norma dell’articolo 10, la nullità ha effetto a partire dal momento in cui è stato stipulato il contratto e si estende agli altri atti giuridici conseguenti al contratto.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0012"><NO.P>12.</NO.P><TXT>A tenore dell’articolo 2, secondo trattino, della legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE>, per creditore non autorizzato s’intende una persona giuridica che, mediante un contratto di mutuo che presenta elementi internazionali, ha concesso un mutuo al debitore e che, all’atto della stipula di siffatto contratto, aveva la propria sede sociale al di fuori della Repubblica di Croazia e che presta o offre servizi che comprendono la concessione di mutui in tale paese, sebbene non soddisfi i requisiti richiesti dalle disposizioni in materia per offrire tali servizi oppure non sia in possesso dei permessi e/o delle autorizzazioni prescritti rilasciati dalle autorità competenti della Repubblica di Croazia.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0013"><NO.P>13.</NO.P><TXT>Infine, il giudice del rinvio riferisce che gli organi giurisdizionali croati hanno statuito che i contratti di mutuo non sono nulli ai sensi della normativa dello Stato membro vigente al momento dell’esecuzione di detti contratti. Il giudice del rinvio menziona anche il punto 3.2 della conclusione del <DATE ISO="20160412">12 aprile 2016</DATE> della Corte suprema della Repubblica di Croazia, anteriore alla legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE>, redatta a seguito di una riunione tra il Presidente della sezione civile della Corte suprema della Repubblica di Croazia e i presidenti delle sezioni civili dei tribunali di comitato; da tale punto si<?PAGE NO="6"?> evince che detti contratti non sono nulli, in quanto una siffatta conseguenza non era prevista nel Zakon o bankama (legge sulle banche) o nel Zakon o kreditnim institucijama (legge sugli enti creditizi) fino al <DATE ISO="20150930">30 settembre 2015</DATE>, quando essa è stata introdotta dalla legge di modifica del Zakon o potrošačkom kreditiranju (legge sul credito al consumo).</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0014"><NO.P>14.</NO.P><TXT>Tuttavia, il giudice del rinvio rileva che rimane da chiarire se, vista l’asserzione del governo della Repubblica di Croazia nel citato parere secondo cui, a seguito dell’efficacia retroattiva della legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0013" REF.END="QE0013"/>si istituisce un regime giuridico identico<QUOT.END REF.START="QS0013" CODE="00BB" ID="QE0013"/>, le modifiche della condizione giuridica del creditore nel procedimento pendente e le perdite economiche da esso subite sotto forma di lucro cessante a causa del mancato pagamento degli interessi contrattuali abbiano determinato una discriminazione a suo danno.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0015"><NO.P>15.</NO.P><TXT>Attraverso la dichiarazione di nullità dei contratti di mutuo e degli altri atti giuridici connessi si impedisce alla convenuta di continuare a prestare servizi finanziari. Pertanto, il giudice del rinvio si chiede se ciò sia contrario alla libera prestazione dei servizi nel mercato interno dell’Unione ed, eventualmente, alla libera circolazione dei capitali.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0016"><NO.P>16.</NO.P><TXT>È controverso tra le parti se la legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> si applichi alla convenuta, se al contratto si applichi la normativa della Croazia o quella dell’Austria, e se l’attribuzione della competenza ai giudici della Croazia, a norma dell’articolo 8, paragrafi 1 e 2, della legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> sia compatibile con il regolamento n. 1215/2012.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0017"><NO.P>17.</NO.P><TXT>Il giudice del rinvio ha pertanto sottoposto alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali.</TXT><QUOT.S LEVEL="1"><LIST TYPE="OTHER"><ITEM><NP><NO.P><QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0014" REF.END="QE0014"/>1)</NO.P><TXT>Se gli articoli 56 e 63 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea debbano essere interpretati nel senso che ostano alle disposizioni della legge sulla nullità dei contratti di mutuo che presentano aspetti internazionali stipulati nella Repubblica di Croazia con un creditore non autorizzato (…), in particolare al disposto dell’articolo 10 di tale legge, che prevede la nullità dei contratti di mutuo e di altri atti giuridici redatti in conseguenza del contratto di mutuo concluso tra un debitore (ai sensi degli articoli 1 e 2, primo trattino, della citata legge) e il creditore non autorizzato (ai sensi dell’articolo 2, secondo trattino, della legge medesima) o sono basati su di esso, sebbene siano stati conclusi prima dell’entrata in vigore di detta legge e con effetto a partire dalla loro stipulazione, con la conseguenza che ognuna delle parti contraenti è obbligata a restituire alla controparte tutto quello che ha ricevuto in forza del contratto nullo e che, qualora ciò non risulti possibile o nel caso in cui la natura della prestazione eseguita osti alla restituzione, impone il pagamento di un indennizzo pecuniario adeguato in funzione dei prezzi correnti al momento in cui viene emessa la decisione giurisdizionale.</TXT></NP></ITEM><ITEM><NP><NO.P>2)</NO.P><TXT>Se il [regolamento n. 1215/2012], in particolare gli articoli 4, paragrafo 1, e 25, debba essere interpretato nel senso che osta al disposto dell’articolo 8, paragrafi 1 e 2, della legge in materia di nullità dei contratti di mutuo che presentano elementi internazionali, conclusi nella Repubblica di Croazia con un creditore non autorizzato, in cui si stabilisce che, nelle controversie riguardanti contratti di mutuo che presentano aspetti internazionali ai sensi di tale legge, il debitore può citare il creditore non autorizzato dinanzi ai giudici dello Stato in cui questo è domiciliato o, a prescindere dal domicilio del creditore non autorizzato, dinanzi ai giudici del luogo in cui il debitore abbia stabilito il domicilio personale o la sede sociale, mentre il creditore non autorizzato, ai sensi della citata legge, può avviare un procedimento nei confronti del debitore unicamente dinanzi ai giudici dello Stato in cui lo stesso abbia stabilito il domicilio personale o la sede sociale.</TXT></NP></ITEM><ITEM><NP><NO.P>3)</NO.P><TXT>Se esista un contratto stipulato da un consumatore ai sensi del disposto dell’articolo 17, paragrafo 1, del regolamento n. 1215/2012 e delle restanti disposizioni dell’acquis dell’Unione, allorché il beneficiario del prestito sia una persona fisica che ha concluso un contratto di mutuo al fine di investire in appartamenti per vacanze onde esercitare attività di locazione e offrire un servizio di alloggio privato a turisti.</TXT></NP></ITEM><?PAGE NO="7"?><ITEM><NP><NO.P>4)</NO.P><TXT>Se il disposto dell’articolo 24, punto 1), del regolamento n. 1215/2012 debba essere interpretato nel senso che i giudici della Repubblica di Croazia sono competenti a conoscere di un procedimento diretto a far dichiarare la nullità di un contratto di mutuo e delle corrispondenti dichiarazioni di garanzia e altresì alla cancellazione di un’iscrizione di ipoteca nel registro immobiliare, nel caso in cui, al fine di garantire l’adempimento degli obblighi derivanti dal contratto di mutuo, tale ipoteca sia stata costituita su immobili del debitore situati nel territorio della Repubblica di Croazia.</TXT></NP></ITEM></LIST></QUOT.S></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0018"><NO.P>18.</NO.P><TXT>Come osservato supra, la Corte ha chiesto che fossero presentate conclusioni solo con riferimento alla prima questione. Hanno presentato osservazioni scritte alla Corte la convenuta, la Repubblica di Croazia e la Commissione europea. Tutte sono altresì comparse all’udienza che si è tenuta il <DATE ISO="20180905">5 settembre 2018</DATE>.</TXT></NP.ECR></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="1"><TITLE><TI><NP><NO.P><HT TYPE="BOLD">III.</HT></NO.P><TXT><HT TYPE="BOLD">Sintesi delle osservazioni scritte sulla prima questione</HT></TXT></NP></TI></TITLE><NP.ECR IDENTIFIER="NP0019"><NO.P>19.</NO.P><TXT>La convenuta sostiene che la legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> non è applicabile nei suoi confronti per due motivi. In primo luogo, la convenuta non è un soggetto erogante non autorizzato ai sensi dell’articolo 2 di detta legge e, in secondo luogo, il contratto non è stato concluso in Croazia, bensì in Austria, e pertanto esula dall’ambito di applicazione della legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> a norma dell’articolo 1 della stessa legge.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0020"><NO.P>20.</NO.P><TXT>La convenuta afferma di non aver mai proposto o fornito servizi di credito nel territorio della Croazia, sicché non può essere considerata un soggetto erogante non autorizzato. La richiesta di credito è stata firmata dalla ricorrente e poi trasmessa alla convenuta nella sua sede in Austria. Dal testo del contratto risulta che esso è stato concluso nella Repubblica d’Austria.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0021"><NO.P>21.</NO.P><TXT>La convenuta opera soltanto nel territorio dell’Austria, in conformità con il diritto austriaco. Il fatto che il contratto sia stato concluso con cittadini croati non implica che la convenuta abbia operato in Croazia. La convenuta sostiene che la normativa croata consente attivamente ai cittadini croati di stipulare contratti con soggetti eroganti esteri<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0007"><P>In proposito si rinvia all’articolo 28, paragrafo 3, del Zakona o deviznom poslovanju (legge croata sulle operazioni in valuta estera).</P></NOTE>, e che la normativa croata dispone inoltre che i contratti di mutuo si considerano conclusi nel luogo in cui si trova la sede sociale o il domicilio del soggetto erogante al momento della presentazione dell’offerta<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0008"><P>In proposito si rinvia all’articolo 252, paragrafo 2, del Zakon o obveznim odnosima (legge croata sulle obbligazioni), <HT TYPE="ITALIC">Narodne novine</HT> nn. 35/2005, 41/2008, 125/2011, 78/2015.</P></NOTE>. La convenuta rileva che la ricorrente stessa si è recata in Austria e solleva la questione del motivo per cui la legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> è diretta alla convenuta e non alla ricorrente.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0022"><NO.P>22.</NO.P><TXT>La convenuta sostiene inoltre che la sua posizione è corroborata da tre sentenze di giudici croati emesse dopo l’entrata in vigore della legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE><NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0009"><P>In proposito si rinvia alla sentenza del <DATE ISO="20170926">26 settembre 2017</DATE>, emessa dal Županijski sud u Zagrebu (Tribunale di comitato, Zagabria, Croazia) nella causa Gž‑3798/15 e alle sentenze pronunciate il <DATE ISO="20171018">18 ottobre 2017</DATE> nella causa Gž‑1811/17 e il <DATE ISO="20171130">30 novembre 2017</DATE> nella causa Gž‑2459/2017 dal Županijski sud u Splitu (Tribunale di comitato, Spalato, Croazia) e a varie sentenze pronunciate in primo grado, ossia le sentenze rese dall’Općinski građanski sud u Zagrebu (Tribunale municipale civile, Zagabria, Croazia) nelle cause P‑7448/14, P‑123/17, P‑4873/13 e P‑1677/16, la sentenza emessa dall’Općinski građanski sud u Zagrebu, Stalna služba u Sesvetama (Tribunale municipale civile, Zagabria, sede permanente di Sesvete) nella causa P‑2334/2015 e le sentenze pronunciate dall’Općinski građanski sud u Varaždinu (Tribunale municipale civile, Varaždin, Croazia) nelle cause P‑137/16 e P‑1095/14.</P></NOTE>, e in questo contesto chiede se gli Stati membri possano derogare alle norme dell’Unione in materia di scelta della legge applicabile al contratto<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0010"><P>La convenuta si riferisce al regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del <DATE ISO="20080617">17 giugno 2008</DATE>, sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (Roma I) (<REF.DOC.OJ COLL="L" NO.OJ="177" PAGE.FIRST="6" DATE.PUB="2008">GU 2008, L 177, pag. 6</REF.DOC.OJ>).</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><?PAGE NO="8"?><NP.ECR IDENTIFIER="NP0023"><NO.P>23.</NO.P><TXT>La libera prestazione dei servizi vieta sia le restrizioni a detta libertà nei vari Stati membri che le discriminazioni nei confronti di prestatori di servizi che non sono stabiliti nello Stato in cui la prestazione viene fornita<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0011"><P>La convenuta si riferisce alle sentenze del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="19741203">3 dicembre 1974</DATE>, <NAME.CASE>van Binsbergen</NAME.CASE> (<NO.CASE>33/74</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1974:131">EU:C:1974:131</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0022">22</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>), e del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="19910725">25 luglio 1991</DATE>, <NAME.CASE>Collectieve Antennevoorziening Gouda</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑288/89</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1991:323">EU:C:1991:323</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0010">10</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>. Gli effetti della legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> sono più importanti per i prestatori di servizi stranieri che per quelli stabiliti in Croazia, per cui si determina una discriminazione indiretta<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0012"><P>La convenuta si riferisce alla sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="19820203">3 febbraio 1982</DATE>, <NAME.CASE>Seco e Desquenne &amp; Giral</NAME.CASE> (<NO.CASE>62/81 e 63/81</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1982:34">EU:C:1982:34</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>, ma sussiste discriminazione diretta anche a causa della definizione di <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0015" REF.END="QE0015"/>soggetto erogante non autorizzato<QUOT.END REF.START="QS0015" CODE="00BB" ID="QE0015"/>, di cui all’articolo 2 della legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE>. Ai sensi del diritto dell’Unione, un prestatore di servizi in possesso di tutte le autorizzazioni nello Stato membro in cui questi è stabilito è parimenti autorizzato a prestare servizi in altri Stati membri<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0013"><P>La convenuta si riferisce alle sentenze del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="19910725">25 luglio 1991</DATE>, <NAME.CASE>Säger</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑76/90</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1991:331">EU:C:1991:331</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0012">12</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="19991026">26 ottobre 1999</DATE>, <NAME.CASE>Eurowings Luftverkehr</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑294/97</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1999:524">EU:C:1999:524</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0033">33</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); e del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20051020">20 ottobre 2005</DATE>, <NAME.CASE>Commissione/Francia</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑264/03</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2005:620">EU:C:2005:620</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0066">66</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>. La convenuta sostiene altresì che la legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> rende meno attrattiva la prestazione di servizi in Croazia.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0024"><NO.P>24.</NO.P><TXT>La convenuta afferma che il legislatore croato non ha mai spiegato i motivi per cui ritiene che il regime speciale applicabile ai cittadini stranieri ai sensi della legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> sia giustificato al fine di tutelare l’ordine pubblico, la pubblica sicurezza o la sanità pubblica della Repubblica di Croazia, e che neanche il principio di proporzionalità è stato rispettato<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0014"><P>La convenuta si riferisce alla sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20030513">13 maggio 2003</DATE>, <NAME.CASE>Müller‑Fauré e van Riet</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑385/99</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2003:270">EU:C:2003:270</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0068">68</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>. La convenuta sostiene che si è determinata una restrizione della concorrenza.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0025"><NO.P>25.</NO.P><TXT>La Croazia contesta la ricevibilità delle prime tre questioni pregiudiziali. Per quanto riguarda la prima questione, essa sostiene che la Corte è competente a interpretare il diritto dell’Unione a decorrere dalla data di adesione di uno Stato membro all’Unione europea<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0015"><P>La Croazia fa valere l’ordinanza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20141105">5 novembre 2014</DATE>, <NAME.CASE>VG Vodoopskrba</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑254/14</NO.CASE>, non pubblicata, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2014:2354">EU:C:2014:2354</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0010">10</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR> e giurisprudenza ivi citata).</P></NOTE>. Atteso che la Croazia ha aderito all’Unione europea il <DATE ISO="20130701">1<HT TYPE="SUP">o</HT> luglio 2013</DATE> e che la nullità del contratto interviene a partire dalla data della sua conclusione, cioè il <DATE ISO="20070105">5 gennaio 2007</DATE>, la Corte non è competente a rispondere alla prima questione pregiudiziale.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0026"><NO.P>26.</NO.P><TXT>La Croazia fa inoltre valere che la prima questione è di natura ipotetica. Il giudice del rinvio deve ancora accertare se il contratto sia stato concluso in Croazia<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0016"><P>La Croazia si riferisce all’articolo 1 della legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> e alla sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20021210">10 dicembre 2002</DATE>, <NAME.CASE>British American Tobacco (Investments) e Imperial Tobacco</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑491/01</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2002:741">EU:C:2002:741</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0035">35</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR> e giurisprudenza ivi citata).</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0027"><NO.P>27.</NO.P><TXT>Quanto al merito, la Croazia deduce che la legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> è stata adottata per il legittimo obiettivo di tutelare i numerosi cittadini croati che, nel periodo anteriore all’adesione della Croazia all’Unione, hanno stipulato contratti di credito con soggetti eroganti che esercitavano la propria attività senza le autorizzazioni richieste dalle autorità croate.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0028"><NO.P>28.</NO.P><TXT>Per la Croazia gli articoli 53 e 63 TFUE possono essere invocati solo per tutelare attività lecite e non già attività illecite, e nessun operatore economico può far valer un legittimo affidamento con riguardo a queste ultime<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0017"><P>La Croazia si riferisce alla sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20050630">30 giugno 2005</DATE>, <NAME.CASE>Branco/Commissione</NAME.CASE> (<NO.CASE>T‑347/03</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:T:2005:265">EU:T:2005:265</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0102">102</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>. La Croazia aggiunge che la legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> è stata adottata dopo avere esaurito tutte le altre alternative legali per tutelare i cittadini croati nei confronti di queste attività illecite.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0029"><NO.P>29.</NO.P><TXT>Infine, la Croazia rileva che la retroattività della legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> si rivela essere <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0016" REF.END="QE0016"/>falsa<QUOT.END REF.START="QS0016" CODE="00BB" ID="QE0016"/> o <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0017" REF.END="QE0017"/>imperfetta<QUOT.END REF.START="QS0017" CODE="00BB" ID="QE0017"/>, atteso che la legge in materia di nullità non si applica alle situazioni giuridiche estinte. Non esiste un registro dei soggetti eroganti non autorizzati in Croazia, per cui la retroattività <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0018" REF.END="QE0018"/>imperfetta<QUOT.END REF.START="QS0018" CODE="00BB" ID="QE0018"/> era l’unico modo efficace per tutelare i debitori. L’inesistenza di un registro dei soggetti eroganti esteri comporta anche l’impossibilità di imporre sanzioni o misure amministrative in modo uniforme.</TXT></NP.ECR><?PAGE NO="9"?><NP.ECR IDENTIFIER="NP0030"><NO.P>30.</NO.P><TXT>La Commissione non ha addotto argomenti specifici in merito alla ricevibilità della prima questione. Tuttavia, essa precisa che se il giudice nazionale dovesse decidere per l’applicabilità del diritto austriaco, il diritto dell’Unione non rileverebbe ai fini della controversia. La Commissione, pertanto, risponde alle questioni sollevate sulla base del presupposto che il contratto sia disciplinato dal diritto croato.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0031"><NO.P>31.</NO.P><TXT>La Commissione sostiene che il diritto dell’Unione è applicabile ratione temporis al procedimento principale dato che, in mancanza di una disposizione contraria contenuta nel Trattato di adesione di un nuovo Stato membro, il diritto dell’Unione si applica a decorrere dalla data di adesione agli effetti futuri delle situazioni sorte prima dell’adesione di detto nuovo Stato membro all’Unione europea<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0018"><P>La Commissione si riferisce alle sentenze del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="19971002">2 ottobre 1997</DATE>, <NAME.CASE>Saldanha e MTS</NAME.CASE>, (<NO.CASE>C‑122/96</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1997:458">EU:C:1997:458</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0014">14</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="19990429">29 aprile 1999</DATE>, <NAME.CASE>Ciola</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑224/97</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1999:212">EU:C:1999:212</NO.ECLI>, punti da <REF.NP.ECR REF="NP0027">27</REF.NP.ECR> a <REF.NP.ECR REF="NP0034">34</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>), e del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20020129">29 gennaio 2002</DATE>, <NAME.CASE>Pokrzeptowicz-Meyer</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑162/00</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2002:57">EU:C:2002:57</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0050">50</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>. Non esiste alcuna deroga di questo tipo nel Trattato di adesione della Croazia<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0019"><P>V. supra, nota 2.</P></NOTE>. Atteso che gli effetti del contratto controverso non erano estinti il <DATE ISO="20130701">1<HT TYPE="SUP">o</HT> luglio 2013</DATE>, il procedimento principale è disciplinato dal diritto dell’Unione. La Commissione, inoltre, fa valere più in generale che la legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> è entrata in vigore successivamente all’adesione della Croazia.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0032"><NO.P>32.</NO.P><TXT>La Commissione è del parere che, nel contesto della libera prestazione di servizi ai sensi dell’articolo 56 TFUE, la legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> discrimini in base alla cittadinanza dello Stato membro in cui il prestatore del servizio è stabilito<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0020"><P>In questo contesto, la Commissione rinvia alla sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="19910725">25 luglio 1991</DATE>, <NAME.CASE>Collectieve Antennevoorziening Gouda</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑288/89</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1991:323">EU:C:1991:323</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0010">10</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE> e rappresenti al contempo una misura applicabile indistintamente che limita la libera prestazione dei servizi<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0021"><P>In questo contesto, la Commissione rinvia alle sentenze del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="19950510">10 maggio 1995</DATE>, <NAME.CASE>Alpine Investments</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑384/93</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1995:126">EU:C:1995:126</NO.ECLI>, punti <REF.NP.ECR REF="NP0028">28</REF.NP.ECR> e <REF.NP.ECR REF="NP0034">34</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20060615">15 giugno 2006</DATE>, <NAME.CASE>Commissione/Francia</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑255/04</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2006:401">EU:C:2006:401</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0037">37</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20090625">25 giugno 2009</DATE>, <NAME.CASE>Commissione/Austria</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑356/08</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2009:401">EU:C:2009:401</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0039">39</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20120712">12 luglio 2012</DATE>, <NAME.CASE>HIT e HIT LARIX</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑176/11</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2012:454">EU:C:2012:454</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0016">16</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>), e del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20180118">18 gennaio 2018</DATE>, <NAME.CASE>Wind 1014 e Daell</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑249/15</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2018:21">EU:C:2018:21</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0021">21</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0033"><NO.P>33.</NO.P><TXT>Per quanto riguarda il primo aspetto, la Commissione afferma che i soggetti eroganti non autorizzati stabiliti al di fuori della Croazia sono trattati in modo meno favorevole rispetto ai soggetti eroganti non autorizzati stabiliti in detto paese, poiché nella legge non è previsto l’effetto retroattivo della nullità di determinati contratti stipulati da soggetti eroganti non autorizzati stabiliti in Croazia<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0022"><P>La Commissione fa riferimento all’articolo 19 j della legge sul credito al consumo (Gazzetta ufficiale della Repubblica di Croazia nn. 75/2009, 112/2012, 143/2013, 147/2013, 9/2015, 78/2015, 102/2015 e 52/2016), introdotto dalla legge che modifica e integra la legge sul credito al consumo (Gazzetta ufficiale della Repubblica di Croazia n. 102/2015).</P></NOTE>, e in ogni caso, secondo la conclusione della Corte Suprema del <DATE ISO="20160412">12 aprile 2016</DATE>, la nullità può essere applicata solo ai contratti di credito al consumo.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0034"><NO.P>34.</NO.P><TXT>Per quanto concerne il secondo aspetto, la Commissione sostiene che impedire a futuri soggetti eroganti in possesso di tutte le necessarie autorizzazioni rilasciate dal rispettivo Stato membro d’origine di fornire servizi di mutuo in Croazia rappresenta una violazione manifesta del riconoscimento reciproco e una violazione della libera prestazione dei servizi<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0023"><P>La Commissione fa riferimento all’articolo 33 e all’allegato 1 della direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del <DATE ISO="20130626">26 giugno 2013</DATE>, sull’accesso all’attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento, che modifica la direttiva 2002/87/CE e abroga le direttive 2006/48/CE e 2006/49/CE (<REF.DOC.OJ COLL="L" NO.OJ="176" PAGE.FIRST="338" DATE.PUB="2013">GU 2013, L 176, pag. 338</REF.DOC.OJ>); sentenze del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20000309">9 marzo 2000</DATE>, <NAME.CASE>Commissione/Belgio</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑355/98</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2000:113">EU:C:2000:113</NO.ECLI>, punti <REF.NP.ECR REF="NP0037">37</REF.NP.ECR> e <REF.NP.ECR REF="NP0038">38</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>), e del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="19910725">25 luglio 1991</DATE>, <NAME.CASE>Säger</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑76/90</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1991:331">EU:C:1991:331</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0014">14</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>. Inoltre, la nullità a partire dalla data di conclusione del contratto di credito e gli obblighi di restituzione imposti dalla legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> rendono meno attrattiva, o addirittura impossibile, la prestazione di servizi.</TXT></NP.ECR><?PAGE NO="10"?><NP.ECR IDENTIFIER="NP0035"><NO.P>35.</NO.P><TXT>La Commissione afferma che, se una disposizione restrittiva è discriminatoria, essa può essere giustificata solo per motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza o di sanità pubblica, previsti all’articolo 52 TFUE<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0024"><P>La Commissione fa riferimento alle sentenze del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20030923">23 settembre 2003</DATE>, <NAME.CASE>Ospelt e Schlössle Weissenberg</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑452/01</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2003:493">EU:C:2003:493</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0034">34</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>), e del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20160128">28 gennaio 2016</DATE>, <NAME.CASE>Laezza</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑375/14</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2016:60">EU:C:2016:60</NO.ECLI>, punti <REF.NP.ECR REF="NP0025">25</REF.NP.ECR> e <REF.NP.ECR REF="NP0026">26</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>. Motivi imperativi di interesse generale tali da giustificare una restrizione delle libertà garantite dagli articoli 49 e 56 TFUE non possono giustificare restrizioni discriminatorie<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0025"><P>Sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20160128">28 gennaio 2016</DATE>, <NAME.CASE>Laezza</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑375/14</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2016:60">EU:C:2016:60</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0025">25</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0036"><NO.P>36.</NO.P><TXT>La Commissione dà atto che, per quanto riguarda gli ostacoli indistintamente applicabili alla libera prestazione dei servizi, la Corte ha riconosciuto taluni motivi imperativi di interesse generale idonei a giustificare una restrizione alla libera prestazione dei servizi, come ad esempio la lealtà dei contratti commerciali, la tutela dei consumatori, la tutela dei destinatari dei servizi da servizi prestati da soggetti non qualificati, la salvaguardia della buona reputazione del settore finanziario nazionale, nonché il buon funzionamento dei servizi finanziari<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0026"><P>La Commissione fa riferimento alle sentenze del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="19950510">10 maggio 1995</DATE>, <NAME.CASE>Alpine Investments</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑384/93</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1995:126">EU:C:1995:126</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0044">44</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="19970709">9 luglio 1997</DATE>, <NAME.CASE>De Agostini e TV-Shop</NAME.CASE> (<NO.CASE>da C‑34/95 a C‑36/95</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1997:344">EU:C:1997:344</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0053">53</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="19910725">25 luglio 1991</DATE>, <NAME.CASE>Collectieve Antennevoorziening Gouda</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑288/89</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1991:323">EU:C:1991:323</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0014">14</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20060330">30 marzo 2006</DATE>, <NAME.CASE>Servizi Ausiliari Dottori Commercialisti</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑451/03</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2006:208">EU:C:2006:208</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0038">38</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20130718">18 luglio 2013</DATE>, <NAME.CASE>Citroën Belux</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑265/12</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2013:498">EU:C:2013:498</NO.ECLI>, punti da <REF.NP.ECR REF="NP0038">38</REF.NP.ECR> a <REF.NP.ECR REF="NP0040">40</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>), nonché sentenza della Corte EFTA, Netfonds (E‑08/16, EFTA Court Report 2017, pag. 163, punto 113).</P></NOTE>. Tuttavia, la legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> non menziona nessuno di questi obiettivi né li tutela in modo coerente, ed è sproporzionata, in particolare se si considera che il suo campo di applicazione si estende a tutti i contratti di credito che presentano un elemento di estraneità. La retroattività della legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> viola anche la certezza del diritto.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0037"><NO.P>37.</NO.P><TXT>Infine la Commissione dà atto che la Corte, in linea di principio, esaminerà il provvedimento controverso con riferimento ad una sola delle due libertà, ossia la libera prestazione dei servizi o la libera circolazione dei capitali qualora risulti, nelle circostanze del caso di specie, che una di esse sia del tutto secondaria rispetto all’altra e possa esserle ricollegata<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0027"><P>Sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20061003">3 ottobre 2006</DATE>, <NAME.CASE>Fidium Finanz</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑452/04</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2006:631">EU:C:2006:631</NO.ECLI>, punti <REF.NP.ECR REF="NP0030">30</REF.NP.ECR> e <REF.NP.ECR REF="NP0034">34</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>. Essa aggiunge che, comunque, la legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> è anche in contrasto con la libera circolazione dei capitali di cui all’articolo 63, paragrafo 1, TFUE<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0028"><P>La Commissione si riferisce, tra l’altro, alle sentenze del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="19990316">16 marzo 1999</DATE>, <NAME.CASE>Trummer e Mayer</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑222/97</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1999:143">EU:C:1999:143</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0023">23</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20120426">26 aprile 2012</DATE>, <NAME.CASE>van Putten</NAME.CASE> (<NO.CASE>da C‑578/10 a C‑580/10</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2012:246">EU:C:2012:246</NO.ECLI>, punti da <REF.NP.ECR REF="NP0032">32</REF.NP.ECR> a <REF.NP.ECR REF="NP0036">36</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20131003">3 ottobre 2013</DATE>, <NAME.CASE>Itelcar</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑282/12</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2013:629">EU:C:2013:629</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0014">14</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20000926">26 settembre 2000</DATE>, <NAME.CASE>Commissione/Belgio</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑478/98</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2000:497">EU:C:2000:497</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0018">18</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20030513">13 maggio 2003</DATE>, <NAME.CASE>Commissione/Regno Unito</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑98/01</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2003:273">EU:C:2003:273</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0043">43</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20020604">4 giugno 2002</DATE>, <NAME.CASE>Commissione/Francia</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑483/99</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2002:327">EU:C:2002:327</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0040">40</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20100701">1<HT TYPE="SUP">o</HT> luglio 2010</DATE>, <NAME.CASE>Dijkman e Dijkman‑Lavaleije</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑233/09</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2010:397">EU:C:2010:397</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0031">31</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20020604">4 giugno 2002</DATE>, <NAME.CASE>Commissione/Portogallo</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑367/98</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2002:326">EU:C:2002:326</NO.ECLI>, punti <REF.NP.ECR REF="NP0044">44</REF.NP.ECR> e <REF.NP.ECR REF="NP0045">45</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20060928">28 settembre 2006</DATE>, <NAME.CASE>Commissione/Paesi Bassi</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑282/04 e C‑283/04</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2006:608">EU:C:2006:608</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0018">18</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); dell’<REF.DOC.ECR><DATE ISO="20100708">8 luglio 2010</DATE>, <NAME.CASE>Commissione/Portogallo</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑171/08</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2010:412">EU:C:2010:412</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0048">48</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20170125">25 gennaio 2017</DATE>, <NAME.CASE>Festersen</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑370/05</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2007:59">EU:C:2007:59</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0024">24</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); dell’<REF.DOC.ECR><DATE ISO="20130508">8 maggio 2013</DATE>, <NAME.CASE>Libert e a.</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑197/11 e C‑203/11</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2013:288">EU:C:2013:288</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0044">44</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>), del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20131022">22 ottobre 2013</DATE>, <NAME.CASE>Essent e a.</NAME.CASE> (<NO.CASE>da C‑105/12 a C‑107/12</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2013:677">EU:C:2013:677</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0039">39</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR> e giurisprudenza ivi citata).</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="1"><TITLE><TI><NP><NO.P><HT TYPE="BOLD">IV.</HT></NO.P><TXT><HT TYPE="BOLD">Valutazione</HT></TXT></NP></TI></TITLE><GR.SEQ LEVEL="2"><TITLE><TI><NP><NO.P><HT TYPE="BOLD"><HT TYPE="ITALIC">A.</HT></HT></NO.P><TXT><HT TYPE="BOLD"><HT TYPE="ITALIC">Osservazioni preliminari</HT></HT></TXT></NP></TI></TITLE><GR.SEQ LEVEL="3"><TITLE><TI><NP><NO.P><HT TYPE="ITALIC">1.</HT></NO.P><TXT><HT TYPE="ITALIC">Ricevibilità</HT></TXT></NP></TI></TITLE><NP.ECR IDENTIFIER="NP0038"><NO.P>38.</NO.P><TXT>Le argomentazioni svolte dalla Croazia, secondo cui l’ordinanza di rinvio sarebbe di natura ipotetica poiché il giudice del rinvio deve ancora decidere se il contratto controverso sia disciplinato dalla legge della Croazia o dell’Austria, devono essere respinte. La presunzione di rilevanza non deve essere esclusa<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0029"><P>V., per analogia, sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20161027">27 ottobre 2016</DATE>, <NAME.CASE>Audace e a.</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑114/15</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2016:813">EU:C:2016:813</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0034">34</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><?PAGE NO="11"?><NP.ECR IDENTIFIER="NP0039"><NO.P>39.</NO.P><TXT>I fatti oggetto del procedimento principale non sono di natura ipotetica<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0030"><P>V. sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20060928">28 settembre 2006</DATE>, <NAME.CASE>Gasparini e a.</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑467/04</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2006:610">EU:C:2006:610</NO.ECLI>, punti <REF.NP.ECR REF="NP0044">44</REF.NP.ECR> e <REF.NP.ECR REF="NP0045">45</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE> e le norme dell’Unione la cui interpretazione è stata chiesta dal giudice del rinvio già producono effetti giuridici<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0031"><P>V., in tal senso, le conclusioni presentate dall’avvocato generale Szpunar nella causa <REF.DOC.ECR><NAME.CASE>RO</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑327/18 PPU</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2018:644">EU:C:2018:644</NO.ECLI>, paragrafo <REF.NP.ECR REF="NP0034">34</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>. Il fatto che la Corte possa essere obbligata a prendere in considerazione ipotesi<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0032"><P>Ibidem, paragrafo 36.</P></NOTE>, ad esempio che il giudice del rinvio finirà col decidere che il contratto è disciplinato dalla legge croata, non rende la sentenza di carattere consultivo<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0033"><P>V. conclusioni da me presentate nella causa <REF.DOC.ECR><NAME.CASE>Minister for Justice and Equality (Carenze del sistema giudiziario)</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑216/18 PPU</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2018:517">EU:C:2018:517</NO.ECLI>, paragrafo <REF.NP.ECR REF="NP0032">32</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>), che rinviano alle sentenze dell’<REF.DOC.ECR><DATE ISO="20100908">8 settembre 2010</DATE>, <NAME.CASE>Winner Wetten</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑409/06</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2010:503">EU:C:2010:503</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0038">38</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>), e del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20140227">27 febbraio 2014</DATE>, <NAME.CASE>Pohotovost<QUOT.END REF.START="QS0014" CODE="2019" ID="QE0014"/></NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑470/12</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2014:101">EU:C:2014:101</NO.ECLI>, punti <REF.NP.ECR REF="NP0028">28</REF.NP.ECR> e <REF.NP.ECR REF="NP0029">29</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>, in particolare perché il regolamento n. 593/2008 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali, fatto valere dalla convenuta, è strettamente connesso con il regolamento n. 1215/2012, relativamente al quale il giudice del rinvio ha sottoposto tre questioni pregiudiziali.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0040"><NO.P>40.</NO.P><TXT>Una risposta alla prima questione è pertanto necessaria per dirimere concretamente la controversia<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0034"><P>Sentenza dell’<REF.DOC.ECR><DATE ISO="20100908">8 settembre 2010</DATE>, <NAME.CASE>Winner Wetten</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑409/06</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2010:503">EU:C:2010:503</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0038">38</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR> e giurisprudenza ivi citata).</P></NOTE>, segnatamente quando, secondo una costante giurisprudenza della Corte, tenuto conto della separazione delle funzioni tra i giudici nazionali e la Corte, <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0019" REF.END="QE0019"/>non può pretendersi che, prima di adire la Corte, il giudice del rinvio proceda a tutti i rilievi in fatto e a tutte le valutazioni in diritto ad esso incombenti nell’ambito della propria funzione giurisdizionale. È infatti sufficiente che l’oggetto della causa principale nonché la sue principali questioni riguardo all’ordinamento giuridico [dell’Unione] emergano dalla domanda di pronuncia pregiudiziale al fine di consentire agli Stati membri di presentare le loro osservazioni, conformemente all’articolo 23 dello Statuto della Corte di giustizia, e di partecipare efficacemente al procedimento dinanzi alla medesima<QUOT.END REF.START="QS0019" CODE="00BB" ID="QE0019"/><NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0035"><P>Ibidem, punto 39 e la giurisprudenza ivi citata. V. anche, recentemente, la sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20180920">20 settembre 2018</DATE>, <NAME.CASE>Danko e Danková</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑448/17</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2018:745">EU:C:2018:745</NO.ECLI>, punti da <REF.NP.ECR REF="NP0055">55</REF.NP.ECR> a <REF.NP.ECR REF="NP0058">58</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>), in cui una questione sottoposta è stata dichiarata ricevibile dalla Corte pur essendo stato sostenuto che il giudice del rinvio non avrebbe potuto statuire sul carattere abusivo della corrispondente clausola contrattuale qualora fosse stata riconosciuta la legittimazione ad agire di un’organizzazione di consumatori.</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0041"><NO.P>41.</NO.P><TXT>Pertanto, la prima questione pregiudiziale è ricevibile.</TXT></NP.ECR></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="3"><TITLE><TI><NP><NO.P><HT TYPE="ITALIC">2.</HT></NO.P><TXT><HT TYPE="ITALIC">Applicabilità ratione temporis del diritto dell’Unione</HT></TXT></NP></TI></TITLE><NP.ECR IDENTIFIER="NP0042"><NO.P>42.</NO.P><TXT>Come sostenuto dalla Commissione (v. paragrafo 31 supra), secondo una costante giurisprudenza della Corte in mancanza di una contraria disposizione del Trattato di adesione di un nuovo Stato membro, il diritto dell’Unione si applica sin dalla data di adesione agli <HT TYPE="ITALIC">effetti futuri</HT> delle situazioni sorte prima dell’adesione di detto Stato membro all’Unione europea<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0036"><P>Il corsivo è mio. Come osservato supra, la Commissione si riferisce alle sentenze del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="19971002">2 ottobre 1997</DATE>, <NAME.CASE>Saldanha e MTS</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑122/96</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1997:458">EU:C:1997:458</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0014">14</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="19990429">29 aprile 1999</DATE>, <NAME.CASE>Ciola</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑224/97</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1999:212">EU:C:1999:212</NO.ECLI>, punti da <REF.NP.ECR REF="NP0027">27</REF.NP.ECR> a <REF.NP.ECR REF="NP0034">34</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>), e del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20020129">29 gennaio 2002</DATE>, <NAME.CASE>Pokrzeptowicz-Meyer</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑162/00</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2002:57">EU:C:2002:57</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0050">50</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>. In udienza non è stato presentato nessun elemento che indicasse che la posizione dei debitori, quali la ricorrente, fosse stata oggetto di negoziati con la Croazia. Come rilevato nelle osservazioni scritte della Commissione, non vi è alcuna deroga di questo tipo nel Trattato di adesione della Croazia<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0037"><P>V. paragrafo 31 supra.</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0043"><NO.P>43.</NO.P><TXT>Gli effetti del contratto controverso non erano estinti il <DATE ISO="20130701">1<HT TYPE="SUP">o</HT> luglio 2013</DATE>, sicché il procedimento principale è disciplinato dal diritto dell’Unione. L’approccio generale riguardo all’applicabilità ratione temporis del diritto dell’Unione allorché uno Stato membro aderisce all’Unione europea è fondato sugli effetti giuridici perduranti. I rapporti giuridici non ancora estinti al momento dell’adesione dello<?PAGE NO="12"?> Stato membro <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0020" REF.END="QE0020"/>devono essere adattati al nuovo quadro giuridico<QUOT.END REF.START="QS0020" CODE="00BB" ID="QE0020"/><NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0038"><P>Conclusioni presentate dall’avvocato generale Bobek nella causa <REF.DOC.ECR><NAME.CASE>Nemec</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑256/15</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2016:619">EU:C:2016:619</NO.ECLI>, paragrafo <REF.NP.ECR REF="NP0040">40</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>). V. in particolare, a tale proposito, sentenze del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="19971002">2 ottobre 1997</DATE>, <NAME.CASE>Saldahna e MTS</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑122/96</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1997:458">EU:C:1997:458</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20070614">14 giugno 2007</DATE>, <NAME.CASE>Téléfonica O2 Czech Republic</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑64/06</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2007:348">EU:C:2007:348</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20091112">12 novembre 2009</DATE>, <NAME.CASE>Elektrownia Pątnów II</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑441/08</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2009:698">EU:C:2009:698</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20100415">15 aprile 2010</DATE>, <NAME.CASE>CIBA</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑96/08</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2010:185">EU:C:2010:185</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20130912">12 settembre 2013</DATE>, <NAME.CASE>Kuso</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑614/11</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2013:544">EU:C:2013:544</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20120214">14 febbraio 2012</DATE>, <NAME.CASE>Toshiba Corporation e a.</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑17/10</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2012:72">EU:C:2012:72</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>). Tralascio la sentenza della Grande Sezione della Corte del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20060110">10 gennaio 2006</DATE>, <NAME.CASE>Ynos</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑302/04</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2006:9">EU:C:2006:9</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>), poiché i fatti rilevanti si sono verificati dopo l’armonizzazione dell’ordinamento giuridico dell’Ungheria con la direttiva pertinente, ma prima dell’adesione dell’Ungheria all’Unione europea, il <DATE ISO="20040501">1<HT TYPE="SUP">o</HT> maggio 2004</DATE>.</P></NOTE>. È incontestabile che il contratto controverso abbia effetti giuridici perduranti, atteso che è ancora garantito da un’ipoteca, di cui la ricorrente chiede la cancellazione nel procedimento principale, e che nello stesso contratto si afferma che esso si estingue il <DATE ISO="20211031">31 ottobre 2021</DATE>. La Corte ha dichiarato che il mancato pagamento di un debito contrattuale successivamente all’adesione, relativo ad un contratto stipulato anteriormente all’adesione, è disciplinato dal diritto dell’Unione<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0039"><P>V. sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20161215">15 dicembre 2016</DATE>, <NAME.CASE>Nemec</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑256/15</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2016:954">EU:C:2016:954</NO.ECLI>, punti da <REF.NP.ECR REF="NP0021">21</REF.NP.ECR> a <REF.NP.ECR REF="NP0027">27</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>, in particolare punto 23).</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0044"><NO.P>44.</NO.P><TXT>Il diritto dell’Unione è quindi applicabile ratione temporis al procedimento principale.</TXT></NP.ECR></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="3"><TITLE><TI><NP><NO.P><HT TYPE="ITALIC">3.</HT></NO.P><TXT><HT TYPE="ITALIC">Quali sono le disposizioni rilevanti del diritto dell’Unione?</HT></TXT></NP></TI></TITLE><NP.ECR IDENTIFIER="NP0045"><NO.P>45.</NO.P><TXT>Per giurisprudenza costante, quando un settore è stato oggetto di un’armonizzazione esaustiva a livello dell’Unione, qualsiasi misura nazionale ad essa relativa deve essere valutata alla luce delle disposizioni di tale misura di armonizzazione e non alla luce del diritto primario<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0040"><P>Sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20170622">22 giugno 2017</DATE>, <NAME.CASE>E. ON Biofor Sverige AB</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑549/15</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2017:490">EU:C:2017:490</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0076">76</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR> e giurisprudenza ivi citata).</P></NOTE>, quale l’articolo 56 TFUE, relativo alla libera prestazione dei servizi, e l’articolo 63 TFU, relativo alla libera circolazione dei capitali.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0046"><NO.P>46.</NO.P><TXT>La direttiva 2013/36 è entrata in vigore il <DATE ISO="20130717">17 luglio 2013</DATE> e, a talune condizioni, garantisce la prestazione di servizi transfrontalieri di credito<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0041"><P>Articolo 33 e allegato 1 della direttiva 2013/36.</P></NOTE>. Tuttavia, il contratto controverso è stato firmato il <DATE ISO="20070105">5 gennaio 2007</DATE>, data in cui è stato erogato il finanziamento, e comunque la direttiva 2013/36 non è una misura che prevede un’armonizzazione esaustiva.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0047"><NO.P>47.</NO.P><TXT>La Corte ha statuito recentemente che <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0021" REF.END="QE0021"/>[d]al considerando 15 della [direttiva 2013/36] emerge (…) che quest’ultima mira a conseguire <HT TYPE="ITALIC">il livello di armonizzazione necessario e sufficiente</HT> per pervenire ad un mutuo riconoscimento delle autorizzazioni e dei sistemi di vigilanza prudenziale che consenta il rilascio di un’unica autorizzazione valida in tutta l’Unione e l’applicazione del principio della vigilanza da parte dello Stato membro d’origine<QUOT.END REF.START="QS0021" CODE="00BB" ID="QE0021"/><NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0042"><P>Il corsivo è mio. V. sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20180913">13 settembre 2018</DATE>, <NAME.CASE>Buccioni</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑594/16</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2018:717">EU:C:2018:717</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0023">23</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0048"><NO.P>48.</NO.P><TXT>Di conseguenza, la controversia principale deve essere decisa in applicazione del diritto primario dell’Unione e, più specificamente, dell’articolo 56 TFUE, relativo alla libera prestazione dei servizi, e dell’articolo 63 TFUE, relativo all’esclusione delle restrizioni alla libera circolazione dei capitali<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0043"><P>Va rilevato che il <DATE ISO="20070105">5 gennaio 2007</DATE>, data di stipula del contratto, la Croazia era tenuta, ai sensi dell’articolo 57, paragrafo 1, dell’Accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Croazia, dall’altra (<REF.DOC.OJ COLL="L" NO.OJ="026" PAGE.FIRST="3" DATE.PUB="2005">GU 2005, L 26, pag. 3</REF.DOC.OJ>), ad astenersi dall’adottare <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0022" REF.END="QE0022"/>misure o azioni che rendano le condizioni per la prestazione di servizi da parte di cittadini o società della Comunità e della Croazia stabiliti<QUOT.END REF.START="QS0022" CODE="00BB" ID="QE0022"/> in una Parte dell’accordo <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0023" REF.END="QE0023"/>diversa da quella del destinatario dei servizi nettamente più restrittive rispetto alla situazione esistente il giorno precedente all’entrata in vigore dell’accordo<QUOT.END REF.START="QS0023" CODE="00BB" ID="QE0023"/>, ossia il <DATE ISO="20050201">1<HT TYPE="SUP">o</HT> febbraio 2005</DATE> (http://europa.eu/rapid/press-release_IP-05-122_en.htm?locale=en). Ai sensi dell’articolo 57, paragrafo 2, i disaccordi con riferimento all’articolo 57, paragrafo 1, dovevano essere risolti mediante consultazioni tra le parti.</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0049"><NO.P>49.</NO.P><TXT>Secondo una giurisprudenza consolidata, per determinare se una normativa nazionale rientri nell’una o nell’altra delle libertà fondamentali garantite dal Trattato CE, occorre prendere in considerazione l’oggetto della normativa di cui al procedimento principale<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0044"><P>V., di recente, conclusioni presentate dall’avvocato generale Mengozzi nella causa <REF.DOC.ECR><NAME.CASE>Fidelity Funds</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑480/16</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2017:1015">EU:C:2017:1015</NO.ECLI>, paragrafo <REF.NP.ECR REF="NP0017">17</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>), che rinvia alle sentenze del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20100701">1<HT TYPE="SUP">o</HT> luglio 2010</DATE>, <NAME.CASE>Dijkman e Dijkman-Lavaleije</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑233/09</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2010:397">EU:C:2010:397</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0026">26</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>), e del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20150521">21 maggio 2015</DATE>, <NAME.CASE>Wagner‑Raith</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑560/13</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2015:347">EU:C:2015:347</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0031">31</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><?PAGE NO="13"?><NP.ECR IDENTIFIER="NP0050"><NO.P>50.</NO.P><TXT>La Corte ha dichiarato che <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0024" REF.END="QE0024"/>alla luce delle norme del Trattato in materia di libera prestazione dei servizi, secondo la costante giurisprudenza della Corte l’attività di un ente creditizio consistente nella concessione di crediti costituisce un servizio ai sensi dell’articolo 56 TFUE<QUOT.END REF.START="QS0024" CODE="00BB" ID="QE0024"/><NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0045"><P>Sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20120712">12 luglio 2012</DATE>, <NAME.CASE>SC Volksbank România</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑602/10</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2012:443">EU:C:2012:443</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0072">72</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR> e giurisprudenza ivi citata).</P></NOTE>. Una normativa nazionale <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0025" REF.END="QE0025"/>il cui oggetto verta principalmente sulla prestazione di servizi finanziari rientra nelle disposizioni del trattato relative alla libera prestazione di servizi, anche quando può comportare o implicare movimenti di capitali<QUOT.END REF.START="QS0025" CODE="00BB" ID="QE0025"/><NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0046"><P>Sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20150521">21 maggio 2015</DATE>, <NAME.CASE>WagnerRaith</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑560/13</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2015:347">EU:C:2015:347</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0032">32</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>. Per contro, <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0026" REF.END="QE0026"/>rientrano nell’ambito di applicazione dell’articolo 64, paragrafo 1, TFUE le misure nazionali il cui oggetto verta almeno principalmente sui movimenti di capitali<QUOT.END REF.START="QS0026" CODE="00BB" ID="QE0026"/><NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0047"><P>Ibidem, punto 34.</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0051"><NO.P>51.</NO.P><TXT>La legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> non presenta elementi che indichino che essa mira alla regolamentazione del mercato dei capitali. Al contrario, essa si riferisce alle relazioni tra <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0027" REF.END="QE0027"/>debitori e soggetti eroganti non autorizzati<QUOT.END REF.START="QS0027" CODE="00BB" ID="QE0027"/>, è limitata ai <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0028" REF.END="QE0028"/>contratti di credito<QUOT.END REF.START="QS0028" CODE="00BB" ID="QE0028"/> e non riguarda in modo più generale l’intero mercato dei capitali. Solo i contratti di credito devono essere dichiarati nulli.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0052"><NO.P>52.</NO.P><TXT>Dal momento che la legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> impedisce alle società stabilite al di fuori della Croazia l’accesso al mercato croato relativo alla concessione di credito, essa incide primariamente sulla libera circolazione di servizi, ed è pacifico che detto effetto sia meramente secondario rispetto ad un qualunque impedimento alla libera circolazione dei capitali<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0048"><P>V. sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20160526">26 maggio 2016</DATE>, <NAME.CASE>NN (L) International</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑48/15</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2016:356">EU:C:2016:356</NO.ECLI>, punti da <REF.NP.ECR REF="NP0039">39</REF.NP.ECR> a <REF.NP.ECR REF="NP0041">41</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>. Gli effetti restrittivi di detto regime sulla libera circolazione dei capitali sono soltanto una conseguenza ineluttabile della restrizione imposta nei riguardi delle prestazioni di servizi e non occorre esaminare la compatibilità di tale regime con l’articolo 63 TFUE<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0049"><P>V., mutatis mutandis, sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20061003">3 ottobre 2006</DATE>, <NAME.CASE>Fidium Finanz</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑452/04</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2006:631">EU:C:2006:631</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0049">49</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0053"><NO.P>53.</NO.P><TXT>È opportuno rilevare che, in ogni caso, le restrizioni alla libera circolazione dei capitali sono soggette al rispetto del principio di proporzionalità<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0050"><P>V., per analogia, sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20131003">3 ottobre 2013</DATE>, <NAME.CASE>Itelcar</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑282/12</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2013:629">EU:C:2013:629</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0032">32</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>, così come le restrizioni alla libera prestazione dei servizi. Come osservato dall’avvocato generale Kokott nella conclusioni da lei presentate nella causa Trustees of the P Panayi Accumulation &amp; Maintenance Settlements, in situazioni puramente interne all’Unione, come quella di cui trattasi, non occorre esaminare la questione dei rapporti tra la libertà di stabilimento e la libera circolazione dei capitali, né quella relativa alla libera prestazione dei servizi, dato che i criteri di verifica di tali libertà fondamentali sono in larga parte identici<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0051"><P><REF.DOC.ECR><NO.CASE>C‑646/15</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2016:1000">EU:C:2016:1000</NO.ECLI>, paragrafo <REF.NP.ECR REF="NP0041">41</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>. L’avvocato generale si riferisce alle conclusioni da lei presentate nella causa <REF.DOC.ECR><NAME.CASE>SGI</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑311/08</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2009:545">EU:C:2009:545</NO.ECLI>, paragrafi <REF.NP.ECR REF="NP0037">37</REF.NP.ECR> e <REF.NP.ECR REF="NP0038">38</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>), in cui la Corte ha ritenuto applicabile esclusivamente la libertà di stabilimento — sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20100121">21 gennaio 2010</DATE>, <NAME.CASE>SGI</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑311/08</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2010:26">EU:C:2010:26</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0036">36</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0054"><NO.P>54.</NO.P><TXT>Pertanto, qualora la Corte non condividesse questo aspetto della mia analisi e stabilisse che il procedimento principale è disciplinato dalla libera circolazione dei capitali e non dalla libera prestazione di servizi, la legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> sarebbe comunque incompatibile con il diritto dell’Unione in quanto non conforme al principio di proporzionalità (v. l’analisi infra, paragrafi da 66 a 69).</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0055"><NO.P>55.</NO.P><TXT>Infine, la convenuta afferma erroneamente che essa si è semplicemente limitata a fornire servizi di credito in Austria, facendo così intendere che l’elemento transfrontaliero – indispensabile ai fini dell’applicabilità dell’articolo 56 TFUE – fosse assente nel procedimento principale.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0056"><NO.P>56.</NO.P><TXT>È pacifico che il mutuo è stato ottenuto tramite un intermediario residente in Croazia e che esso è stato oggetto di garanzia ipotecaria gravante su un immobile situato in Croazia, paese di residenza del debitore. Ciò è sufficiente in considerazione del fatto che, secondo la giurisprudenza consolidata della Corte, l’applicabilità dell’articolo 56 TFUE <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0029" REF.END="QE0029"/>richiede la presenza di un elemento di estraneità<QUOT.END REF.START="QS0029" CODE="00BB" ID="QE0029"/><NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0052"><P>Sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20170613">13 giugno 2017</DATE>, <NAME.CASE>The Gibraltar Betting and Gaming Association</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑591/15</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2017:449">EU:C:2017:449</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0046">46</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>, nel<?PAGE NO="14"?> senso che l’articolo 56 TFUE vieta le restrizioni alla libera prestazione dei servizi all’interno dell’Unione nei confronti dei cittadini degli Stati membri stabiliti in uno Stato membro diverso da quello del destinatario della prestazione, e non deve trattarsi di una fattispecie i cui elementi si collocano <HT TYPE="ITALIC">tutti</HT> all’interno di un solo Stato membro<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0053"><P>Il corsivo è mio. Ibidem, punti 32 e 33 e giurisprudenza ivi citata.</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR></GR.SEQ></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="2"><TITLE><TI><NP><NO.P><HT TYPE="BOLD"><HT TYPE="ITALIC">B.</HT></HT></NO.P><TXT><HT TYPE="BOLD"><HT TYPE="ITALIC">Sul merito</HT></HT></TXT></NP></TI></TITLE><NP.ECR IDENTIFIER="NP0057"><NO.P>57.</NO.P><TXT>La nozione di restrizione si estende alle misure adottate da uno Stato membro che, per quanto indistintamente applicabili, pregiudichino l’accesso al mercato per le imprese di altri Stati membri, ostacolando in tal modo il commercio all’interno dell’Unione<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0054"><P>Conclusioni presentate dall’avvocato generale Wahl nella causa <REF.DOC.ECR><NAME.CASE>Laezza</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑375/14</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2015:788">EU:C:2015:788</NO.ECLI>, paragrafo <REF.NP.ECR REF="NP0056">56</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>), con rinvio alle sentenze del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20131212">12 dicembre 2013</DATE>, <NAME.CASE>SOA Nazionale Costruttori</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑327/12</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2013:827">EU:C:2013:827</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0045">45</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR> e giurisprudenza ivi citata), e del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20151015">15 ottobre 2015</DATE>, <NAME.CASE>Grupo Itevelesa e a.</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑168/14</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2015:685">EU:C:2015:685</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0067">67</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0058"><NO.P>58.</NO.P><TXT>La legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> istituisce una restrizione poiché i contratti conclusi senza l’autorizzazione da parte della Banca nazionale croata sono dichiarati nulli. Alle parti è preclusa l’esecuzione delle clausole di un contratto di servizio relativamente a cittadini di uno Stato membro (Austria) stabiliti in uno Stato membro (Austria) diverso da quello del destinatario dei servizi (Croazia).</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0059"><NO.P>59.</NO.P><TXT>La legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE>, tuttavia, discrimina le imprese stabilite al di fuori della Croazia che intendono fornire servizi di credito in tale Stato membro per due motivi.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0060"><NO.P>60.</NO.P><TXT>In primo luogo, la definizione di <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0030" REF.END="QE0030"/>soggetto erogante non autorizzato<QUOT.END REF.START="QS0030" CODE="00BB" ID="QE0030"/>, di cui all’articolo 2 della legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE>, si riferisce a <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0031" REF.END="QE0031"/>ogni persona giuridica (…) la cui sede sociale sia situata al di fuori della Repubblica di Croazia<QUOT.END REF.START="QS0031" CODE="00BB" ID="QE0031"/>. Ciò significa che la legge non si applica ai soggetti eroganti stabiliti in Croazia.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0061"><NO.P>61.</NO.P><TXT>In secondo luogo, come ha evidenziato la Commissione (v. supra, paragrafo 33), sembrerebbe che i soggetti eroganti non autorizzati stabiliti al di fuori della Croazia siano trattati in modo meno favorevole rispetto ai soggetti eroganti non autorizzati stabiliti all’interno della Croazia, poiché nella legge non è prevista l’applicazione retroattiva della nullità a determinati contratti stipulati da soggetti eroganti stabiliti in Croazia<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0055"><P>La Commissione si riferisce all’articolo 19j della legge sul credito al consumo (<HT TYPE="ITALIC">Narodne novine</HT> nn. 75/2009, 112/2012, 143/2013, 147/2013, 9/2015, 78/2015, 102/2015 e 52/2016), introdotto dalla legge che modifica e integra la legge sul credito al consumo (<HT TYPE="ITALIC">Narodne novine</HT> n. 102/2015).</P></NOTE>, e in considerazione della sentenza della Corte suprema del <DATE ISO="20160412">12 aprile 2016</DATE>, secondo la quale la nullità può essere applicata solo ai contratti di credito al consumo.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0062"><NO.P>62.</NO.P><TXT>Pertanto, nei limiti in cui la legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> è giustificabile, essa può esserlo solo per motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza o sanità pubblica, previsti all’articolo 52, paragrafo 1, TFUE<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0056"><P>Sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20160128">28 gennaio 2016</DATE>, <NAME.CASE>Laezza</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑375/14</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2016:60">EU:C:2016:60</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0026">26</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>, ad esclusione di taluni motivi imperativi di interesse generale idonei a giustificare le restrizioni indistintamente applicabili alla libera prestazione dei servizi, come la lealtà dei contratti commerciali, la tutela dei consumatori, la tutela dei destinatari dei servizi da servizi prestati da soggetti non qualificati, la salvaguardia della buona reputazione del settore finanziario nazionale, nonché il buon funzionamento dei servizi finanziari<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0057"><P>La Commissione si riferisce alle sentenze del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="19970709">9 luglio 1997</DATE>, <NAME.CASE>De Agostini e TV-Shop</NAME.CASE> (<NO.CASE>da C‑34/95 a C‑36/95</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1997:344">EU:C:1997:344</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0053">53</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="19910725">25 luglio 1991</DATE>, <NAME.CASE>Collectieve Antennevoorziening Gouda</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑288/89</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1991:323">EU:C:1991:323</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0014">14</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20130718">18 luglio 2013</DATE> (<NAME.CASE>Citroën Belux</NAME.CASE>, <NO.CASE>C‑265/12</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2013:498">EU:C:2013:498</NO.ECLI>, punti da <REF.NP.ECR REF="NP0038">38</REF.NP.ECR> a <REF.NP.ECR REF="NP0040">40</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20060330">30 marzo 2006</DATE>, <NAME.CASE>Servizi Ausiliari Dottori Commercialisti</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑451/03</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2006:208">EU:C:2006:208</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0038">38</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="19950510">10 maggio 1995</DATE>, <NAME.CASE>Alpine Investments</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑384/93</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1995:126">EU:C:1995:126</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0044">44</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>), nonché sentenza della Corte EFTA Netfonds (E‑08/16, EFTA Court Report 2017, pag. 163, punto 113).</P></NOTE> (v. le osservazioni della Commissione citate supra al paragrafo 36).</TXT></NP.ECR><?PAGE NO="15"?><NP.ECR IDENTIFIER="NP0063"><NO.P>63.</NO.P><TXT>In udienza la Croazia ha fatto riferimento alla tutela dell’ordine pubblico, alla salvaguardia della reputazione del settore finanziario e del suo funzionamento, alla protezione dei diritti fondamentali dei cittadini croati e, in particolare, della parte più debole del contratto, nonché alla tutela dei consumatori. È stato inoltre menzionato il fatto che tra il 2000 e il 2010 i cittadini croati avevano ottenuto tremila crediti da soggetti eroganti non autorizzati, per un valore di circa 360 milioni di euro, ma che non erano disponibili dati precisi a causa della natura illecita delle attività. Si è ritenuto che ciò costituisse prova del fatto che l’attività aveva ripercussioni sul funzionamento dei servizi finanziari in Croazia e sulla creazione di un sistema parallelo di crediti illeciti che danneggiava il sistema finanziario dello Stato e l’ordine pubblico.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0064"><NO.P>64.</NO.P><TXT>La Croazia ha sostenuto, inoltre, che ciò avrebbe segnato il destino di molte migliaia di cittadini croati e che la legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> è stata una misura di extrema ratio. Detto Stato ha anche alluso al fatto che potenziali soggetti eroganti di dubbia affidabilità creditizia sono stati contattati per acquisire i loro beni, come dimostra il fatto che sull’isola di Rab 220 immobili sono stati pignorati in questo modo, con l’avvio di 344 procedure.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0065"><NO.P>65.</NO.P><TXT>Come già indicato, non è possibile invocare motivi imperativi di interesse generale (v. paragrafo 62 supra) nel caso di restrizioni discriminatorie alla libera prestazione di servizi, né le considerazioni dedotte dalla Croazia sono sufficienti a giustificare la legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> per motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza o salute pubblica, di cui all’articolo 52, primo comma, TFUE, vista l’ampiezza dell’ambito di applicazione della legge.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0066"><NO.P>66.</NO.P><TXT>Nessuno di detti elementi è sufficiente per costituire un motivo legittimo di ordine pubblico ai fini dell’adozione di una legge che prevede la nullità di <HT TYPE="ITALIC">tutti</HT> i contratti di mutuo che presentano elementi internazionali e si estende a ritroso a contratti stipulati fino a 17 anni prima. I ripetuti e generalizzati riferimenti alle difficoltà che figurano nelle osservazioni scritte della Croazia (v. paragrafo 27 supra) non sono stati circostanziati in udienza in modo sufficiente a dimostrare il fondamento legittimo della deroga, se commisurati all’entità dell’ostacolo alla libera prestazione dei servizi imposto dalla legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE>.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0067"><NO.P>67.</NO.P><TXT>Secondo la giurisprudenza consolidata della Corte, specifici obblighi in materia di qualifiche o autorizzazioni imposti dallo Stato membro in cui sono prestati i servizi devono essere obiettivamente necessari e non devono andare oltre quanto è necessario per raggiungere questi obiettivi<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0058"><P>Sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="19910725">25 luglio 1991</DATE>, <NAME.CASE>Säger</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑76/90</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1991:331">EU:C:1991:331</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0015">15</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0068"><NO.P>68.</NO.P><TXT>A causa della sua natura generale, la legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE> eccede manifestamente quanto necessario per raggiungere il legittimo obiettivo che avrebbe perseguito.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0069"><NO.P>69.</NO.P><TXT>La mitigazione del pregiudizio (di ordine pubblico) perseguita potrebbe essere giustificata solo da una norma generale in forza della quale sono dichiarati nulli tutti i contratti di mutuo che presentano elementi internazionali che risalgono fino a 17 anni prima (e che hanno continuato a produrre effetti per diversi anni nonostante la mancata autorizzazione da parte della Banca nazionale croata), qualora la Croazia avesse prodotto prove concludenti dell’esistenza di un problema di tale urgenza da richiedere una misura estrema. Secondo una costante giurisprudenza, <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0032" REF.END="QE0032"/>lo Stato membro intenzionato a far valere un obiettivo idoneo a legittimare l’ostacolo alla libertà di prestazione dei servizi è tenuto a fornire al giudice chiamato a pronunciarsi al riguardo tutti gli elementi atti a consentirgli di accertarsi che la misura soddisfi effettivamente le condizioni imposte dal principio di proporzionalità<QUOT.END REF.START="QS0032" CODE="00BB" ID="QE0032"/><NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0059"><P>Sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20140430">30 aprile 2014</DATE>, <NAME.CASE>Pfleger e altri</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑390/12</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2014:281">EU:C:2014:281</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0050">50</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR> e giurisprudenza ivi citata).</P></NOTE>. Siffatti elementi non sono stati forniti.</TXT></NP.ECR><?PAGE NO="16"?><NP.ECR IDENTIFIER="NP0070"><NO.P>70.</NO.P><TXT>Inoltre, quando gli Stati membri intendono giustificare una normativa che limiti la libera prestazione dei servizi, essi sono tenuti a osservare i principi generali del diritto, compreso quello della certezza del diritto<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0060"><P>V., per analogia, sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20171220">20 dicembre 2017</DATE>, <NAME.CASE>Global Starnet</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑322/16</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2017:985">EU:C:2017:985</NO.ECLI>, punti <REF.NP.ECR REF="NP0044">44</REF.NP.ECR> e <REF.NP.ECR REF="NP0045">45</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR> e giurisprudenza ivi citata).</P></NOTE>. Secondo la classica formulazione della Corte nella causa Fedesa, <QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0033" REF.END="QE0033"/>benché in linea di massima il principio della certezza delle situazioni giuridiche osti a che l’efficacia nel tempo di un atto comunitario decorra da una data anteriore alla sua pubblicazione, una deroga è possibile, in via eccezionale, qualora lo esiga lo scopo da raggiungere e purché il legittimo affidamento degli interessati sia debitamente rispettato<QUOT.END REF.START="QS0033" CODE="00BB" ID="QE0033"/><NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0061"><P>V. sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="19901113">13 novembre 1990</DATE>, <NAME.CASE>Fédesa e a.</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑331/88</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:1990:391">EU:C:1990:391</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0045">45</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0071"><NO.P>71.</NO.P><TXT>Dal contesto del procedimento principale si evince che lo Stato membro non ha rispettato il principio di certezza del diritto nel giustificare la restrizione alla libera circolazione, ma ciò non è rilevante ai fini dell’applicazione della norma sostanziale<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0062"><P>V., per analogia, sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20180920">20 settembre 2018</DATE>, <NAME.CASE>Motter</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑466/17</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2018:758">EU:C:2018:758</NO.ECLI>, punto <REF.NP.ECR REF="NP0052">52</REF.NP.ECR></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>. Dal fascicolo della causa non emergono elementi che dimostrino che il legittimo affidamento della convenuta sia stato preso in considerazione, sebbene il contratto controverso fosse in vigore da dieci anni nel momento in cui il legislatore croato ha deciso, adottando la legge del <DATE ISO="20170714">14 luglio 2017</DATE>, di dichiararlo nullo con effetto retroattivo.</TXT></NP.ECR><NP.ECR IDENTIFIER="NP0072"><NO.P>72.</NO.P><TXT>Infine, è opportuno ricordare che il diritto dell’Unione protegge i debitori che hanno subito un comportamento iniquo nel contesto di contratti di credito al consumo, compresi quelli che presentano un elemento di estraneità. Ciò è dimostrato dalla copiosa giurisprudenza della Corte sull’interpretazione della direttiva 93/13/CEE concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0063"><P><REF.DOC.OJ COLL="L" NO.OJ="095" PAGE.FIRST="29" DATE.PUB="1993">GU 1993, L 95, pag. 29</REF.DOC.OJ>.</P></NOTE>, in un tale contesto di fatto<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0064"><P>V., ad esempio, di recente, sentenze del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20180920">20 settembre 2018</DATE>, <NAME.CASE>OTP Bank e OTP Faktoring</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑51/17</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2018:750">EU:C:2018:750</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>); del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20180531">31 maggio 2018</DATE>, <NAME.CASE>Sziber</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑483/16</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2018:367">EU:C:2018:367</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>), nonché del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20170920">20 settembre 2017</DATE>, <NAME.CASE>Andriciuc e a.</NAME.CASE> (<NO.CASE>C‑186/16</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2017:703">EU:C:2017:703</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>. Se tali condizioni dovessero verificarsi in Croazia, la suddetta giurisprudenza troverebbe ovviamente applicazione<NOTE TYPE="FOOTNOTE" NUMBERING="ARAB" NUMBERING.CONTINUED="YES" NOTE.ID="E0065"><P>V. anche, ad esempio, direttiva 2008/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del <DATE ISO="20080423">23 aprile 2008</DATE>, relativa ai contratti di credito ai consumatori e che abroga la direttiva 87/102/CEE (<REF.DOC.OJ COLL="L" NO.OJ="133" PAGE.FIRST="66" DATE.PUB="2008">GU 2008, L 133, pag. 66</REF.DOC.OJ>), nonché la sentenza del <REF.DOC.ECR><DATE ISO="20120712">12 luglio 2012</DATE> (<NAME.CASE>SC Volksbank România</NAME.CASE>, <NO.CASE>C‑602/10</NO.CASE>, <NO.ECLI ECLI="ECLI:EU:C:2012:443">EU:C:2012:443</NO.ECLI></REF.DOC.ECR>).</P></NOTE>.</TXT></NP.ECR></GR.SEQ></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="1"><TITLE><TI><NP><NO.P><HT TYPE="BOLD">V.</HT></NO.P><TXT><HT TYPE="BOLD">Conclusioni</HT></TXT></NP></TI></TITLE><NP.ECR IDENTIFIER="NP0073"><NO.P>73.</NO.P><TXT>Alla luce delle considerazioni che precedono, propongo di rispondere alla prima questione sollevata dall’Općinski sud u Rijeci (Tribunale municipale di Fiume, Croazia) nel modo seguente:</TXT><P><QUOT.START CODE="00AB" ID="QS0034" REF.END="QE0034"/>Nelle circostanze di cui al procedimento principale, l’articolo 56 TFUE deve essere interpretato nel senso che osta alla normativa di uno Stato membro che prevede la nullità dei contratti di mutuo, con effetto retroattivo dalla data di conclusione, e la nullità degli altri atti giuridici che sono conseguenti a tali contratti di mutuo, quando sono stipulati con un soggetto erogante stabilito in uno Stato membro diverso da quello del destinatario dei servizi, anche se il soggetto erogante, al momento della conclusione del contratto, non era in possesso delle autorizzazioni richieste dalle autorità competenti di tale Stato membro<QUOT.END REF.START="QS0034" CODE="00BB" ID="QE0034"/>.</P></NP.ECR></GR.SEQ></CONTENTS.CONCLUSION></CONCLUSION>