<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><CONCLUSION xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xsi:noNamespaceSchemaLocation="http://formex.publications.europa.eu/schema/formex-04.cj-20080212.xd"><BIB.CONCLUSION><REF.CASE FILE="ECRCJ1979ITA.0100077101.case.xml"><NO.CASE>163/78</NO.CASE></REF.CASE><NO.CELEX>61978C0163</NO.CELEX><NO.SEQ>0026.0002</NO.SEQ><PAGE.FIRST>776</PAGE.FIRST><PAGE.SEQ>1</PAGE.SEQ><PAGE.LAST>776</PAGE.LAST><PAGE.TOTAL>1</PAGE.TOTAL></BIB.CONCLUSION><CURR.TITLE><LEFT>CONCLUSIONI DEL SIC WARNER — CAUSA 163/78</LEFT><RIGHT><IE/></RIGHT></CURR.TITLE><CONTENTS.CONCLUSION><TITLE><TI><P><HT TYPE="UC">Conclusioni dell'avvocato generale</HT></P><P><HT TYPE="UC">Jean-Pierre Warner</HT></P><P><HT TYPE="UC">Del <DATE ISO="19790201">1<HT TYPE="SUP">o</HT> febbraio 1979</DATE></HT><NOTE NOTE.ID="E0002"><P>Traduzione dall'inglese.</P></NOTE></P></TI></TITLE><P><HT TYPE="ITALIC">Signor Presidente</HT>,</P><P><HT TYPE="ITALIC">Signori Giudici</HT>,</P><P>In questa causa c'è ben poco da dire. La Repubblica italiana ammette di non aver posto in vigore le norme nazionali necessarie per ottemperare alla direttiva. Essa dichiara che il ritardo è dovuto a difficoltà interne, ma ammette che difficoltà del genere non possono essere invocate per giustificare l'inadempimento, da parte di uno Stato membro, di un obbligo imposto dal Trattato.</P><P>A mio parere, stando così le cose non potete far altro che emettere la declaratoria chiesta dalla Commissione e porre le spese a carico della Repubblica italiana.</P></CONTENTS.CONCLUSION></CONCLUSION>