Bruxelles, 24.5.2023

COM(2023) 614 final

Raccomandazione di

RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO

relativa al programma nazionale di riforma 2023 della Lettonia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità della Lettonia

{SWD(2023) 614 final}


Raccomandazione di

RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO

relativa al programma nazionale di riforma 2023 della Lettonia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità della Lettonia

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,

visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche 1 , in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,

visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici 2 , in particolare l'articolo 6, paragrafo 1,

vista la raccomandazione della Commissione europea,

viste le risoluzioni del Parlamento europeo,

viste le conclusioni del Consiglio europeo,

visto il parere del comitato per l'occupazione,

visto il parere del comitato economico e finanziario,

visto il parere del comitato per la protezione sociale,

visto il parere del comitato di politica economica,

considerando quanto segue:

(1)Il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio 3 che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza è entrato in vigore il 19 febbraio 2021. Il dispositivo per la ripresa e la resilienza fornisce sostegno finanziario agli Stati membri per l'attuazione di riforme e investimenti, producendo uno stimolo di bilancio finanziato dall'UE. In linea con le priorità del semestre europeo, contribuisce alla ripresa economica e sociale e all'attuazione di investimenti e riforme sostenibili, volti in particolare a promuovere la transizione verde e digitale e a rendere più resilienti le economie degli Stati membri. Contribuisce inoltre a consolidare le finanze pubbliche e a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro nel medio e lungo periodo, a migliorare la coesione territoriale all'interno dell'UE e a continuare l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali. Il contributo finanziario massimo per ciascuno Stato membro nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza è stato aggiornato il 30 giugno 2022 a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2021/241.

(2)Il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita sostenibile 2023 4 , segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2023. Il 23 marzo 2023 il Consiglio europeo ha approvato le priorità dell'analisi in funzione delle quattro dimensioni della sostenibilità competitiva. Sempre il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta 2023, in cui annoverava la Lettonia tra gli Stati membri che possono presentare squilibri o correre il rischio di presentarli e che devono essere sottoposti a esame approfondito. Il 24 febbraio 2023 la Commissione ha adottato anche un parere sul documento programmatico di bilancio 2023 della Lettonia. La Commissione ha inoltre adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro, che il Consiglio europeo ha adottato il 23 marzo 2023 e il Consiglio ha adottato il 16 maggio 2023, nonché la proposta di relazione comune sull'occupazione 2023, che analizza l'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e i principi del pilastro europeo dei diritti sociali, adottata dal Consiglio il 13 marzo 2023.

(3)Sebbene le economie dell'UE diano prova di notevole resilienza, il contesto geopolitico continua ad avere un impatto negativo. Nella sua agenda di politica economica e sociale l'UE, fermamente al fianco dell'Ucraina, mira, nel breve periodo, a ridurre gli effetti negativi degli shock energetici su famiglie e imprese vulnerabili e, nel medio periodo, a proseguire gli sforzi per realizzare la transizione verde e digitale, favorire una crescita sostenibile e inclusiva, salvaguardare la stabilità macroeconomica e accrescere la resilienza. L'agenda è fortemente incentrata anche sull'aumento della competitività e della produttività dell'UE.

(4)Il 1º febbraio 2023 la Commissione ha pubblicato la comunicazione "Un piano industriale del Green Deal per l'era a zero emissioni nette" 5 al fine di stimolare la competitività dell'industria dell'UE a zero emissioni nette e sostenere la transizione rapida verso la neutralità climatica. Il piano integra gli attuali sforzi nell'ambito del Green Deal europeo e di REPowerEU. Esso intende creare un contesto più favorevole che consenta di aumentare la capacità dell'UE di produrre le tecnologie e i prodotti a zero emissioni nette necessari per conseguire gli ambiziosi obiettivi climatici dell'Unione, nonché di garantire l'accesso alle materie prime critiche necessarie, in particolare diversificando l'approvvigionamento, sfruttando adeguatamente le risorse geologiche negli Stati membri e massimizzando il riciclaggio delle materie prime. Il piano si basa su quattro pilastri: un contesto normativo prevedibile e semplificato, un accesso più rapido ai finanziamenti, migliori competenze e un commercio aperto per catene di approvvigionamento resilienti. Il 16 marzo 2023 la Commissione ha inoltre pubblicato la comunicazione "Competitività a lungo termine dell'UE: prospettive oltre il 2030" 6 , articolata attorno a nove fattori sinergici, con l'obiettivo di adoperarsi in favore di un quadro normativo propizio alla crescita. La comunicazione definisce le priorità politiche per provvedere in modo attivo a miglioramenti strutturali, investimenti ben mirati e misure normative per la competitività a lungo termine dell'UE e degli Stati membri. Le raccomandazioni formulate di seguito contribuiscono a rispondere a tali priorità.

(5)Nel 2023 il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche continua a evolvere in linea con l'attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza. La piena attuazione dei piani per la ripresa e la resilienza rimane fondamentale per realizzare le priorità politiche del semestre europeo; i piani infatti rispondono a tutte le raccomandazioni specifiche per paese formulate negli ultimi anni o a un insieme significativo di esse. Le raccomandazioni specifiche per paese 2019, 2020 e 2022 sono ugualmente pertinenti per i piani per la ripresa e la resilienza riveduti, aggiornati o modificati a norma degli articoli 14, 18 e 21 del regolamento (UE) 2021/241.

(6)Il regolamento REPowerEU 7 , adottato il 27 febbraio 2023, mira a una progressiva e rapida eliminazione della dipendenza dell'UE dalle importazioni di combustibili fossili russi. Ciò contribuirà alla sicurezza energetica e alla diversificazione dell'approvvigionamento di energia dell'UE, aumentando nel contempo la diffusione delle energie rinnovabili, le capacità di stoccaggio dell'energia e l'efficienza energetica. Il regolamento consente agli Stati membri di aggiungere ai rispettivi piani nazionali per la ripresa e la resilienza un nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU, onde finanziare riforme e investimenti chiave che contribuiranno al conseguimento degli obiettivi di REPowerEU. Tali riforme e investimenti contribuiranno inoltre a stimolare la competitività dell'industria dell'UE a zero emissioni nette, come indicato nel piano industriale del Green Deal per l'era a zero emissioni nette, e a dare seguito alle raccomandazioni specifiche per paese in materia di energia rivolte agli Stati membri nel 2022 e, se del caso, nel 2023. Il regolamento REPowerEU introduce una nuova categoria di sostegno finanziario non rimborsabile, messo a disposizione degli Stati membri per finanziare nuove riforme e nuovi investimenti connessi al settore dell'energia nell'ambito dei rispettivi piani per la ripresa e la resilienza.

(7)L'8 marzo 2023 la Commissione ha adottato una comunicazione che fornisce orientamenti di politica di bilancio per il 2024. Essi mirano a sostenere la preparazione dei programmi di stabilità e convergenza degli Stati membri e a rafforzare in tal modo il coordinamento delle politiche 8 . La Commissione ha inoltre ricordato che la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita sarà disattivata alla fine del 2023. Per il periodo 2023-2024 ha sollecitato politiche di bilancio che garantiscano la sostenibilità del debito a medio termine e aumentino la crescita potenziale in modo sostenibile. Gli Stati membri sono stati invitati a precisare nei rispettivi programmi di stabilità e convergenza per il 2023 le modalità con cui i loro piani di bilancio garantiranno il rispetto del valore di riferimento del 3 % del PIL per il disavanzo unitamente alla riduzione plausibile e costante del debito, o in che modo intendano mantenere il debito a livelli prudenti a medio termine. La Commissione ha esortato gli Stati membri a eliminare gradualmente le misure di bilancio nazionali introdotte per proteggere le famiglie e le imprese dallo shock dei prezzi dell'energia, iniziando da quelle meno mirate. Ha precisato che, qualora fosse necessaria una proroga delle misure di sostegno a causa di nuove pressioni causate dai prezzi dell'energia, gli Stati membri dovrebbero far sì che dette misure siano mirate più che in passato alle famiglie e alle imprese vulnerabili. Nella comunicazione sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE 9 , la Commissione ha proposto che le raccomandazioni di bilancio siano quantificate e differenziate nonché formulate sulla base della spesa primaria netta. Ha raccomandato che tutti gli Stati membri continuino a tutelare gli investimenti finanziati a livello nazionale e a garantire l'uso efficace del dispositivo per la ripresa e la resilienza e di altri fondi dell'UE, soprattutto in considerazione degli obiettivi in materia di transizione verde e digitale e di resilienza. Ha inoltre indicato che proporrà al Consiglio di avviare, nella primavera del 2024, le procedure per i disavanzi eccessivi basate sul disavanzo in base ai dati di consuntivo per il 2023, in linea con le disposizioni giuridiche vigenti.

(8)Il 26 aprile 2023 la Commissione ha presentato proposte legislative volte ad attuare una riforma globale delle norme sulla governance economica dell'UE. L'obiettivo centrale di queste proposte è rafforzare la sostenibilità del debito pubblico e promuovere una crescita sostenibile e inclusiva in tutti gli Stati membri attraverso riforme e investimenti. Le proposte mirano a conferire agli Stati membri un maggiore controllo sull'elaborazione dei loro piani a medio termine, introducendo nel contempo un regime di applicazione delle norme più rigoroso per garantire che gli Stati membri rispettino gli impegni assunti nei loro piani strutturali di bilancio a medio termine. L'obiettivo è quello di concludere i lavori legislativi nel 2023.

(9)Il 30 aprile 2021 la Lettonia ha presentato alla Commissione il piano nazionale per la ripresa e la resilienza, conformemente all'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/241. A norma dell'articolo 19 del medesimo regolamento, la Commissione ha valutato la pertinenza, l'efficacia, l'efficienza e la coerenza del piano, conformemente agli orientamenti per la valutazione di cui all'allegato V del regolamento. Il 13 luglio 2021 il Consiglio ha adottato la decisione relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza della Lettonia 10 . L'erogazione delle rate è subordinata a una decisione della Commissione adottata a norma dell'articolo 24, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2021/241 che stabilisca che la Lettonia ha conseguito in misura soddisfacente i traguardi e gli obiettivi indicati nella decisione di esecuzione del Consiglio. Il conseguimento soddisfacente presuppone che non siano annullati i traguardi e gli obiettivi conseguiti in precedenza.

(10)Il 25 aprile 2023 la Lettonia ha presentato il programma nazionale di riforma 2023 e il 17 dello stesso mese il programma di stabilità 2023, in linea con l'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1466/97. I due programmi sono stati valutati congiuntamente per tener conto delle correlazioni. In conformità dell'articolo 27 del regolamento (UE) 2021/241, il programma nazionale di riforma 2023 rispecchia anche la relazione semestrale della Lettonia in merito ai progressi compiuti nella realizzazione del piano per la ripresa e la resilienza.

(11)Il 24 maggio 2023 la Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2023 relativa alla Lettonia 11 , nella quale valuta i progressi compiuti dalla Lettonia nel dar seguito alle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio tra il 2019 e il 2022 e fa il punto dell'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza. Sulla scorta di questa analisi la relazione per paese ha individuato lacune rispetto alle sfide non affrontate o solo parzialmente affrontate nel piano per la ripresa e la resilienza, e anche a sfide nuove ed emergenti. Ha valutato quindi i progressi compiuti dalla Lettonia nell'attuare il pilastro europeo dei diritti sociali, conseguire gli obiettivi principali dell'UE in materia di occupazione, competenze e riduzione della povertà e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

(12)La Commissione ha effettuato un esame approfondito a norma dell'articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011 per la Lettonia e ne ha pubblicato i risultati il 24 maggio 2023 12 , concludendo che la Lettonia non presenta squilibri macroeconomici. In particolare, le vulnerabilità relative ai prestiti esterni e agli alloggi rimangono lievi; i rischi per la competitività sono pertinenti, ma nel complesso sembrano contenuti per il prossimo futuro. Pur avendo registrato recentemente un incremento significativo, secondo le previsioni quest'anno il disavanzo delle partite correnti dovrebbe ridursi drasticamente e continuare a farlo nel 2024. La posizione patrimoniale netta sull'estero della Lettonia, che è sensibilmente migliorata negli ultimi dieci anni, dovrebbe rimanere sostanzialmente stabile. Tuttavia, se le pressioni inflazionistiche e salariali persisteranno, la competitività del paese potrebbe risultarne compromessa, soprattutto a causa di un'inflazione di fondo ben superiore alla media della zona euro. I prezzi delle abitazioni hanno subito un recente rialzo, ma non sembrano eccessivamente sopravvalutati. Inoltre, alla fine del 2022 gli aumenti sono rallentati, l'accensione di mutui ipotecari è stata modesta e il debito delle famiglie è ora limitato e in calo rispetto al loro reddito. La Lettonia si trova di fronte a importanti sfide economiche strutturali connesse a un calo dell'offerta di manodopera, che ha contribuito ad accelerare gli aumenti del costo del lavoro per unità di prodotto e rischia di compromettere la competitività a medio termine. Il contesto politico è nel complesso favorevole, anche se ulteriori sforzi potrebbero contribuire ad arginare i rischi derivanti dalle vulnerabilità individuate. A questo proposito sarebbe importante introdurre politiche che tutelino la competitività, tra cui misure volte a migliorare la qualità e la quantità dell'offerta di manodopera. Abbreviare l'iter di concessione delle licenze edilizie contribuirebbe a stimolare l'offerta di abitazioni e migliorerebbe la situazione del mercato degli alloggi.

(13)Sulla base dei dati convalidati da Eurostat 13 , il disavanzo pubblico della Lettonia è diminuito, tra il 2021 e il 2022, dal 7,1 % al 4,4 % del PIL, mentre il debito delle amministrazioni pubbliche è sceso dal 43,7 % del PIL alla fine del 2021 al 40,8 % del PIL alla fine del 2022. Il 24 maggio 2023 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, TFUE 14 in cui ha esaminato la situazione di bilancio della Lettonia, poiché nel 2022 il suo disavanzo delle amministrazioni pubbliche aveva superato il valore di riferimento del 3 % del PIL stabilito dal trattato. La relazione ha concluso che il criterio del disavanzo non era soddisfatto. In linea con la sua comunicazione dell'8 marzo 2023 15 , nella primavera del 2023 la Commissione non ha proposto di avviare nuove procedure per i disavanzi eccessivi; ha invece dichiarato che avrebbe proposto al Consiglio di avviare, nella primavera del 2024, le procedure per i disavanzi eccessivi basate sul disavanzo in base ai dati di consuntivo per il 2023. La Lettonia dovrebbe tenerne conto nell'esecuzione del bilancio 2023 e nel predisporre i documenti programmatici di bilancio per il 2024.

(14)Le misure di politica di bilancio adottate per mitigare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia hanno inciso sul saldo delle amministrazioni pubbliche. Nel 2022 queste misure di incremento della spesa hanno incluso: una compensazione per i costi di riscaldamento (a seconda della fonte di energia utilizzata) e una riduzione in bolletta per i costi di energia elettrica a carico delle famiglie; indennità mensili per le famiglie vulnerabili e per quelle con figli minorenni e un'indicizzazione anticipata delle pensioni; sovvenzioni alle imprese ad alta intensità energetica e compensazioni per l'aumento dei costi di elettricità a carico delle imprese. Secondo le stime della Commissione, nel 2022 il costo netto di bilancio di tali misure è stato pari all'1,5 % del PIL. Il costo di bilancio della protezione temporanea offerta agli sfollati provenienti dall'Ucraina, stimato allo 0,2 % del PIL nel 2022, ha anch'esso inciso sul saldo delle amministrazioni pubbliche. Contestualmente, nel 2022 il costo stimato delle misure di emergenza temporanee legate alla pandemia di COVID-19 è sceso all'1,2 % del PIL rispetto al 5,0 % del 2021.

(15)Il 18 giugno 2021 il Consiglio ha raccomandato alla Lettonia 16 di mantenere, nel 2022, un orientamento della politica di bilancio a sostegno della ripresa, segnatamente l'impulso impresso dal dispositivo per la ripresa e la resilienza, e di preservare gli investimenti finanziati a livello nazionale. Ha inoltre raccomandato alla Lettonia di tenere sotto controllo l'aumento della spesa corrente finanziata a livello nazionale.

(16)Secondo le stime della Commissione, l'orientamento della politica di bilancio 17 nel 2022 è stato neutro, poiché si è attestato sullo 0,0 % del PIL, vale a dire su un valore appropriato in un contesto di inflazione elevata. Come raccomandato dal Consiglio, la Lettonia ha continuato a sostenere la ripresa con investimenti finanziati dal dispositivo per la ripresa e la resilienza. Nel 2022 la spesa finanziata dalle sovvenzioni del dispositivo e da altri fondi dell'UE è stata pari all'1,1 % del PIL (contro l'1,3 % del PIL nel 2021). A causa di limiti a livello di capacità e dell'aumento dei prezzi dell'edilizia, alcuni investimenti finanziati dalle sovvenzioni del dispositivo per la ripresa e la resilienza e da altri fondi dell'UE nel 2022 hanno subito ritardi, generando un lieve calo della spesa. Gli investimenti finanziati a livello nazionale hanno dato all'orientamento della politica di bilancio un contributo restrittivo di 1,2 punti percentuali 18 . La Lettonia non ha perciò preservato gli investimenti finanziati a livello nazionale, discostandosi così dalla raccomandazione del Consiglio. Nel contempo, la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle nuove misure sul lato delle entrate) ha dato all'orientamento della politica di bilancio un contributo restrittivo di 0,3 punti percentuali. La Lettonia ha pertanto tenuto sotto controllo l'aumento della spesa corrente finanziata a livello nazionale.

(17)Lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio del programma di stabilità per il 2023 e gli anni successivi è prudente. Il governo prevede un ristagno del PIL reale nel 2023 e una crescita del 2,0 % nel 2024. A titolo di confronto, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano una crescita del PIL reale più elevata (1,4 % nel 2023 e 2,8 % nel 2024), che rispecchia l'integrazione dei nuovi dati pubblicati rispetto al programma di stabilità, in particolare le revisioni dei dati sulla crescita del PIL 2022 e la stima rapida riguardante il primo trimestre del 2023, indicanti in entrambi i casi una crescita del PIL superiore a quella precedentemente prevista. In termini nominali, invece, la crescita del PIL è più simile in entrambe le previsioni, in particolare: l'11,7 % nel 2023 e il 5,5 % nel 2024 nel programma di stabilità e il 10,5 % e il 5,6 % per i corrispondenti due anni secondo le previsioni della Commissione.

(18)Nel programma di stabilità 2023 il governo prevede che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche si ridurrà al 4,0 % del PIL nel 2023. L'aggiustamento del disavanzo nel 2023 rispecchia principalmente l'andamento della spesa. Un contributo alla riduzione del disavanzo dovrebbe giungere presumibilmente dalla graduale cessazione di gran parte delle misure di sostegno connesse alla pandemia e dal fatto che, per il 2023, non sarà più prevista la spesa forfettaria sostenuta nel 2022 per la creazione di una riserva nazionale di gas. Questi risparmi sono destinati a essere in parte compensati da misure di spesa comprese nel pacchetto di bilancio 2023, quali l'aumento delle retribuzioni per il personale dell'amministrazione pubblica e degli operatori sanitari, la maggiore spesa corrente per i servizi sanitari, la scienza, la ricerca e l'istruzione superiore e un cospicuo pacchetto di investimenti pubblici per la difesa e la sicurezza interna. Si prevedono inoltre spese più elevate per pensioni e indennità, a causa dell'aumento dei coefficienti di indicizzazione. Secondo il programma, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe ridursi dal 40,8 % alla fine del 2022 al 39,6 % alla fine del 2023. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano, per il 2023, un disavanzo pubblico del 3,8 % del PIL - dato in linea con il disavanzo previsto nel programma di stabilità - e un rapporto debito pubblico/PIL leggermente superiore, pari al 39,8 % alla fine del 2023.

(19)Secondo le previsioni, le misure adottate per mitigare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia continueranno ad incidere sul saldo delle amministrazioni pubbliche nel 2023. Si tratta principalmente di misure prorogate dal 2022. Nelle previsioni di primavera 2023 della Commissione, il costo di bilancio netto delle misure di sostegno è stimato all'1,0 % del PIL per il 2023 19 . La maggior parte delle misure previste per il 2023 non sembra mirare al sostegno delle famiglie o delle imprese più vulnerabili e non preserva completamente il segnale di prezzo per ridurre la domanda di energia e accrescere l'efficienza energetica. Di conseguenza, le previsioni di primavera 2023 della Commissione stimano che l'ammontare delle misure di sostegno mirate, da prendere in considerazione nella valutazione della conformità alla raccomandazione per il 2023, sarà pari allo 0,1 % del PIL nel 2023 (rispetto allo 0,5 % del PIL del 2022). Secondo le proiezioni, il costo di bilancio della protezione temporanea offerta agli sfollati provenienti dall'Ucraina aumenterà di 0,1 punti percentuali di PIL rispetto al 2022. Infine, il saldo delle amministrazioni pubbliche nel 2023 dovrebbe beneficiare della graduale cessazione delle misure temporanee di emergenza connesse alla pandemia di COVID-19, che assorbono l'1,2 % del PIL.

(20)Il 12 luglio 2022 il Consiglio ha raccomandato 20 alla Lettonia di prendere provvedimenti per garantire, nel 2023, che la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale fosse in linea con un orientamento della politica complessivamente neutro 21 , tenendo conto del costante sostegno temporaneo e mirato alle famiglie e alle imprese più esposte agli aumenti dei prezzi dell'energia, nonché alle persone in fuga dall'Ucraina. La Lettonia avrebbe dovuto essere pronta ad adeguare la spesa corrente all'evoluzione della situazione. Alla Lettonia è stato anche raccomandato di aumentare gli investimenti pubblici per la transizione verde e digitale e per la sicurezza energetica, tenendo conto dell'iniziativa REPowerEU, anche avvalendosi del dispositivo per la ripresa e la resilienza e di altri fondi dell'Unione.

(21)Stando alle previsioni di primavera 2023 della Commissione, in un contesto di inflazione elevata l'orientamento della politica di bilancio nel 2023 sarà espansivo (‑0,9 % del PIL), a fronte di un orientamento neutro nel 2022 (0,0 % del PIL). Nel 2023, inoltre, si prevede che la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate) darà all'orientamento generale della politica di bilancio un contributo espansivo dello 0,5 % del PIL. Tale dato include il minor costo delle misure di sostegno mirate alle famiglie e alle imprese più esposte alle impennate dei prezzi dell'energia (0,4 % del PIL) e i maggiori costi riguardanti la protezione temporanea offerta agli sfollati provenienti dall'Ucraina (lo 0,1 % del PIL). Il contributo espansivo della spesa primaria corrente netta finanziata a livello nazionale, pertanto, non è dovuto al sostegno mirato alle famiglie e alle imprese più esposte ai rincari dei prezzi dell'energia e alle persone in fuga dall'Ucraina. La crescita espansiva della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate) è trainata dalle misure di spesa comprese nel pacchetto di bilancio 2023, quali gli aumenti delle retribuzioni per il personale medico e amministrativo, la spesa corrente supplementare per i finanziamenti alla medicina oncologica, alla scienza e alla ricerca e altre spese correnti discrezionali per l'amministrazione nazionale, nonché la maggiore spesa per pensioni e indennità. In sintesi, la crescita prevista della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale non è in linea con la raccomandazione del Consiglio. Secondo le previsioni, la spesa finanziata dalle sovvenzioni del dispositivo per la ripresa e la resilienza e da altri fondi dell'UE ammonterà al 2,2 % del PIL nel 2023, mentre gli investimenti finanziati a livello nazionale forniranno all'orientamento della politica di bilancio un contributo espansivo di 1,0 punti percentuali 22 . La Lettonia prevede pertanto di finanziare ulteriori investimenti attraverso il dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi dell'UE e di preservare gli investimenti finanziati a livello nazionale. Prevede inoltre di finanziare gli investimenti pubblici per la transizione verde e digitale e per la sicurezza energetica, quali l'acquisto di veicoli elettrici per il trasporto pubblico, il miglioramento dell'efficienza energetica dei condomini e degli immobili commerciali, l'ammodernamento delle reti di trasmissione e distribuzione dell'elettricità, il potenziamento della capacità di risposta dei servizi di soccorso, la centralizzazione dei sistemi e delle piattaforme digitali di governance nel settore pubblico, lo sviluppo delle competenze digitali e della digitalizzazione dei processi nelle imprese, lo sviluppo delle infrastrutture a banda larga e la promozione della digitalizzazione nel settore dell'istruzione - elementi per i quali il dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi dell'UE stanziano cospicui finanziamenti.

(22)Secondo il programma di stabilità, nel 2024 il disavanzo delle amministrazioni pubbliche dovrebbe scendere al 2,5 % del PIL. La diminuzione prevista è legata principalmente alla graduale cessazione delle misure di sostegno volte ad attenuare l'impatto degli alti prezzi dell'energia, all'assenza di spesa corrente connessa alla pandemia di COVID-19 e al completamento, nel 2023, degli investimenti a sostegno della ripresa dalla pandemia. Secondo il programma, alla fine del 2024 il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe salire leggermente, attestandosi al 39,7 %. Sulla base delle misure politiche note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano, per il 2024, un disavanzo pubblico del 2,7 % del PIL, in linea con il disavanzo previsto nel programma. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL superiore, pari al 40,5 % alla fine del 2024, principalmente a causa del PIL nominale inferiore.

(23)Il programma di stabilità prevede una graduale cessazione di tutte le misure di sostegno connesse all'energia nel 2024. La stessa Commissione ne ipotizza la cessazione definitiva nel 2024. Tale previsione si basa sull'assunto che non vi siano nuovi aumenti dei prezzi dell'energia.

(24)Il regolamento del Consiglio (CE) n. 1466/97 auspica un miglioramento annuo del saldo di bilancio strutturale verso l'obiettivo di bilancio a medio termine con lo 0,5 % del PIL come parametro di riferimento 23 . Tenendo conto di considerazioni di sostenibilità di bilancio 24 e della necessità di ridurre il disavanzo al di sotto del valore di riferimento del 3 % del PIL, per il 2024 sarebbe adeguato un miglioramento del bilancio strutturale pari ad almeno lo 0,5 % del PIL. Per garantire simile miglioramento, nel 2024 la crescita della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale 25 non dovrebbe superare il 3,0 %, come indicato nella presente raccomandazione. In tal modo si contribuirà anche a ridurre l'inflazione di fondo, che è ben superiore alla media della zona euro e che, se persistente, potrebbe determinare perdite di competitività. Allo stesso tempo è opportuno eliminare gradualmente le rimanenti misure di sostegno connesse all'energia (attualmente stimate dalla Commissione all'1,0 % del PIL nel 2023), in funzione degli sviluppi del mercato dell'energia e a partire da quelle meno mirate, e utilizzare i relativi risparmi per ridurre il disavanzo pubblico. Secondo le stime della Commissione, ciò porterebbe a una crescita della spesa primaria netta inferiore al tasso di crescita massimo raccomandato per il 2024. Nelle previsioni di primavera 2023, inoltre, la Commissione segnala una crescita della spesa primaria corrente netta finanziata a livello nazionale nel 2023 non in linea con la raccomandazione del Consiglio. Se questa previsione venisse confermata, una crescita inferiore della spesa primaria netta nel 2024 risulterebbe adeguata.

(25)A politiche invariate, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prevedono che la spesa primaria netta finanziata a livello nazionale crescerà fino all'1,3 % nel 2024, valore inferiore al tasso di crescita raccomandato.

(26)Secondo il programma, gli investimenti pubblici dovrebbero aumentare dal 5,5 % del PIL nel 2023 al 6,1 % del PIL nel 2024, come conseguenza di un aumento sia degli investimenti finanziati a livello nazionale che degli investimenti finanziati dall'UE, anche attraverso il dispositivo per la ripresa e la resilienza.

(27)Il programma di stabilità delinea un percorso di bilancio nel medio periodo, fino al 2026. Secondo il programma, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche dovrebbe scendere al 2,2 % del PIL nel 2025 e allo 0,7 % entro il 2026. Si prevede pertanto che tale disavanzo scenderà al di sotto del 3 % del PIL nel 2024, rimanendo al di sotto di questa soglia nel periodo di riferimento. Sempre secondo il programma, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe ridursi dal 39,7 % alla fine del 2024 al 38,9 % entro la fine del 2026.

(28)Il gettito fiscale della Lettonia in percentuale del PIL è notevolmente inferiore alla media dell'UE, il che limita l'erogazione di servizi pubblici, soprattutto per quanto riguarda l'assistenza sanitaria e la protezione sociale. Poiché l'imposizione fiscale su capitali e immobili è relativamente bassa rispetto alla media UE, vi è un margine di manovra per incrementare il gettito fiscale. La Lettonia, inoltre, raccoglie entrate relativamente modeste dalla tassazione sul lavoro, nonostante aliquote fiscali piuttosto elevate. Ciò suggerisce la necessità di proseguire gli sforzi volti a migliorare l'adempimento degli obblighi fiscali e a contrastare l'economia sommersa. Povertà e disuguaglianza rimangono gravi, soprattutto a causa dell'esiguità della spesa a favore della protezione sociale. L'adeguatezza degli ammortizzatori sociali è migliorata, ma il rischio di povertà o esclusione sociale è ancora alto, in particolare per i più vulnerabili. Tale rischio in età avanzata è il più alto di tutta l'UE (45,9 % rispetto al 19,5 % dell'UE nel 2021) e resta altissimo per le persone con disabilità (41,2 % rispetto al 29,7 % dell'UE nel 2021). L'accesso a servizi sociali di qualità e personalizzati in base alle esigenze rimane una sfida a causa della carenza di assistenti sociali e del cospicuo carico di lavoro che grava sulle loro spalle, nonché delle disparità tra un comune e l'altro. Il sistema di assistenza a lungo termine è frammentato e si registrano progressi limitati nella transizione dall'assistenza in istituto all'assistenza domiciliare e sul territorio. L'adeguatezza e la disponibilità di alloggi sociali sono limitate a causa della carenza di finanziamenti a lungo termine. La spesa pubblica per l'assistenza sanitaria come quota del PIL è modesta rispetto alla media UE e i documenti programmatici di bilancio a medio termine ne prevedono una diminuzione, in particolare dal 5,6 % del PIL nel 2022 al 3,6 % nel 2026 secondo il programma di stabilità 2023. Questo dato, inoltre, è sensibilmente inferiore ai finanziamenti pubblici necessari per l'assistenza sanitaria (6 % del PIL entro il 2027, come indicato negli orientamenti di politica sanitaria pubblica 2021-2027). Anche se la diminuzione dipende principalmente dalla graduale cessazione del sostegno temporaneo connesso alla pandemia di COVID-19, mancano comunque piani per un finanziamento sostenibile dell'assistenza sanitaria. La Lettonia, infine, lamenta carenze di personale sanitario, soprattutto infermieristico. Di conseguenza, l'accesso tempestivo e paritario all'assistenza sanitaria è limitato.

(29)Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera b), e all'allegato V, criterio 2.2, del regolamento (UE) 2021/241, il piano per la ripresa e la resilienza comprende un'ampia gamma di riforme e investimenti che si rafforzano reciprocamente, da attuare entro il 2026. L'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza della Lettonia è a buon punto. La Lettonia ha presentato una richiesta di pagamento corrispondente a nove traguardi, per un'erogazione complessiva pari a 201 milioni di EUR. A causa di circostanze oggettive legate agli incrementi dei prezzi dell'energia e dei materiali da costruzione e di strozzature nella catena di approvvigionamento provocate dall'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina, la Lettonia intende presentare modifiche al piano, nonché un capitolo dedicato a REPowerEU volto ad accelerare la decarbonizzazione dell'economia e a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. La rapida inclusione del nuovo capitolo dedicato a REPowerEU nel piano per la ripresa e la resilienza consentirà di finanziare ulteriori riforme e investimenti a sostegno degli obiettivi strategici della Lettonia in materia di energia e transizione verde. Il coinvolgimento sistematico ed efficace delle autorità locali e regionali, delle parti sociali e di altri portatori di interessi pertinenti rimane importante per l'attuazione efficace del piano per la ripresa e la resilienza e di altre politiche economiche e occupazionali che vanno al di là del piano, e per assicurare un'ampia titolarità dell'agenda politica generale.

(30)Nel 2022 la Commissione ha approvato tutti i documenti di programmazione della politica di coesione della Lettonia. Procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in complementarità e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza, compreso il capitolo dedicato a REPowerEU, è fondamentale per realizzare la transizione verde e digitale, accrescere la resilienza economica e sociale e conseguire uno sviluppo territoriale equilibrato in Lettonia.

(31)Oltre alle sfide economiche e sociali affrontate dal piano per la ripresa e la resilienza, la Lettonia si trova di fronte a sfide connesse all'accesso ai finanziamenti, all'energia e alla transizione verde.

(32)Nel 2021 il flusso dei prestiti nel settore privato è stato pari all'1 % del PIL, valore considerevolmente inferiore al tasso di crescita dell'economia. Ne è conseguita un'ulteriore riduzione del debito del settore privato, che è tra i più bassi dell'UE. Questa debole crescita del credito rispecchia in qualche misura la debolezza della domanda, ma è influenzata anche da una serie di problemi sul lato dell'offerta. Per le piccole e medie imprese è stato particolarmente difficile ottenere prestiti, in parte a causa del loro maggiore rischio di credito, ma anche in conseguenza del costo elevato del credito e di una burocrazia onerosa. Inoltre, la scarsa liquidità degli attivi offerti in garanzia rende particolarmente difficile ottenere credito al di fuori della regione di Riga, il che costituisce un ostacolo significativo sia per i mutui ipotecari che per i prestiti alle imprese. Gli sforzi a livello politico si sono concentrati principalmente sul sostegno al prestito, combinandolo con sovvenzioni pubbliche. Tuttavia ciò comporta un costo significativo per il bilancio pubblico e non rappresenta pertanto un modo sostenibile per stimolare l'erogazione di prestiti. L'allentamento dei vincoli all'offerta di credito richiede un miglioramento generale della trasparenza e della fiducia nel contesto imprenditoriale, compresa una riduzione delle dimensioni dell'economia sommersa. Inoltre, il miglioramento della procedura di insolvenza per ottenere un tasso elevato di ristrutturazione delle imprese, eventualmente associato a tassi più alti di recupero dei prestiti, ridurrebbe i rischi percepiti dalle banche e stimolerebbe il prestito. Regimi mirati di prestito e garanzia potrebbero contribuire a ridurre i rischi di liquidità cui sono esposte le banche quando accettano garanzie su mercati relativamente illiquidi. I regimi di prestito pubblici per settori di investimento di importanza strategica, come la transizione verde e lo sviluppo regionale, potrebbero aumentare la concorrenza effettiva nel mercato bancario o colmare una carenza di mercato in cui il finanziamento bancario è troppo costoso o non disponibile. Inoltre i regimi di garanzia e di prestito pubblici offrono un modo molto più efficiente sotto il profilo dei costi per sostenere l'assunzione di prestiti privati rispetto ai regimi di sovvenzioni. Oltre agli ostacoli al finanziamento bancario, il mercato lettone delle fonti di finanziamento alternative è poco sviluppato e ha il potenziale per migliorare l'accesso delle imprese ai finanziamenti.

(33)La Lettonia si è assicurata l'indipendenza dal gas russo in seguito a una decisione parlamentare che, nel luglio 2022, ha bloccato gli acquisti di gas naturale russo a partire dal 1° gennaio 2023. I fornitori nazionali di gas sono riusciti a reperire fonti alternative di gas naturale grazie alle importazioni di gas naturale liquefatto (GNL) dal terminale lituano di GNL a Klaipeda e dal nuovo terminale finlandese di GNL a Inkoo. La situazione attuale ha dimostrato l'esigenza di accelerare la lenta entrata in funzione degli impianti di produzione di elettricità da fonti di energia rinnovabile. La Lettonia dispone di una delle quote di energia rinnovabile che, pur essendo rimasta immutata nel periodo dal 2020 al 2021, è una delle più elevate dell'UE. Per il paese sarebbe utile accelerare gli sforzi per la diffusione dell'energia eolica e solare, che rappresenta la soluzione a lungo termine più praticabile per incrementare la quota di energia rinnovabile. Nel suo piano per la ripresa e la resilienza la Lettonia ha già inserito misure miranti a rimuovere gli ostacoli normativi alla diffusione dell'energia eolica onshore, ma potrebbe fare di più per accelerare la diffusione dell'energia rinnovabile per la produzione di elettricità, il riscaldamento e il raffrescamento. Ciò significherebbe ammodernare la rete elettrica, promuovere la produzione decentrata di elettricità da fonti rinnovabili, rendere flessibile il sistema elettrico (gestione della domanda e stoccaggio dell'energia), migliorare ulteriormente le procedure di rilascio delle autorizzazioni e istituire un quadro giuridico per le comunità energetiche introducendo anche incentivi per promuoverle. Il completamento della sincronizzazione della Lettonia con la rete elettrica dell'UE aumenterebbe la capacità di trasmissione, consentendo di integrare nella rete una quota crescente di energie rinnovabili offshore e onshore. La rete elettrica lettone, come quella degli altri Stati membri baltici, rimane esposta poiché sincronizzata con la rete elettrica BRELL (Bielorussia, Russia, Estonia, Lituania e Lettonia). La sincronizzazione regionale della rete elettrica con il resto dell'UE sta compiendo progressi, ma dev'essere ancora portata a termine. A tale scopo è necessario cooperare con l'Estonia e la Lituania. Nel periodo agosto 2022-marzo 2023 il consumo di gas naturale del paese è diminuito del 30 % rispetto al consumo medio di gas nello stesso periodo dei cinque anni precedenti, superando l'obiettivo di riduzione del 15 %. La Lettonia potrebbe continuare ad adoperarsi per ridurre temporaneamente la domanda di gas fino al 31 marzo 2024 26 .

(34)La Lettonia dovrebbe intensificare gli sforzi per potenziare le misure di efficienza energetica volte a decarbonizzare il suo parco immobiliare, nonché i trasporti e l'industria, e introdurre nuove misure di finanziamento e sostegno per conseguire gli obiettivi della sua strategia di ristrutturazione a lungo termine.

(35)La carenza di manodopera e di competenze nei settori e nelle professioni fondamentali per la transizione verde, tra cui la produzione, la diffusione e la manutenzione delle tecnologie a zero emissioni nette, sta creando strozzature nella transizione a un'economia a zero emissioni nette. Sistemi di istruzione e formazione di qualità elevata che rispondano alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro e misure mirate per la riqualificazione e il miglioramento delle competenze sono cruciali per ridurre le carenze di competenze e promuovere l'inclusione lavorativa e la riallocazione della forza lavoro. Per sbloccare il potenziale inutilizzato dell'offerta di lavoro, tali misure devono essere accessibili, in particolare per le persone e nei settori e nelle regioni maggiormente interessati dalla transizione verde. Nel 2022 sono state segnalate carenze di manodopera per 25 professioni su 436 che richiedevano competenze o conoscenze specifiche per la transizione verde, tra cui elettricisti e ingegneri meccanici. Le carenze di manodopera sono state indicate tra i fattori che hanno limitato la produzione nell'industria e nell'edilizia.

(36)Alla luce della valutazione della Commissione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità 2022 e il suo parere 27 trova riscontro nella raccomandazione di cui al punto 1.

(37)Date le strette correlazioni tra le economie degli Stati membri della zona euro e il loro contributo collettivo al funzionamento dell'Unione economica e monetaria, il Consiglio ha raccomandato a tali Stati membri di prendere provvedimenti, anche tramite i piani per la ripresa e la resilienza, al fine di i) preservare la sostenibilità del debito e astenersi da un sostegno generalizzato alla domanda aggregata nel 2023, orientare in modo più mirato le misure di bilancio adottate per attenuare l'impatto degli elevati prezzi dell'energia e riflettere su modalità adeguate per eliminare gradualmente il sostegno con il diminuire delle pressioni causate dai prezzi dell'energia; ii) mantenere ingenti investimenti pubblici e promuovere investimenti privati a sostegno della transizione verde e digitale; iii) sostenere dinamiche salariali che attenuino la perdita di potere d'acquisto limitando nel contempo gli effetti di secondo impatto sull'inflazione, migliorare ulteriormente le politiche attive del mercato del lavoro e colmare le carenze di competenze; iv) migliorare il contesto imprenditoriale e garantire che il sostegno per l'energia destinato alle imprese sia efficace sotto il profilo dei costi, temporaneo, mirato alle imprese economicamente sostenibili e che siano mantenuti incentivi per la transizione verde; e v) preservare la stabilità macrofinanziaria e monitorare i rischi, continuando nel contempo a lavorare al completamento dell'Unione bancaria. Per la Lettonia le raccomandazioni di cui ai punti 1, 2, 3 e 4 contribuiscono all'attuazione della prima, seconda, terza e quarta raccomandazione per la zona euro,

RACCOMANDA alla Lettonia di prendere provvedimenti nel 2023 e nel 2024 al fine di:

1.eliminare gradualmente, entro la fine del 2023, le misure di sostegno vigenti connesse all'energia, utilizzando i relativi risparmi per ridurre il disavanzo pubblico; garantire che le misure di sostegno eventualmente necessarie nel caso in cui si verificassero nuovi aumenti dei prezzi dell'energia siano mirate alla protezione delle famiglie e delle imprese vulnerabili, siano sostenibili dal punto di vista di bilancio e preservino gli incentivi per il risparmio energetico;

garantire una politica di bilancio prudente, in particolare limitando a non più del 3,0 % l'aumento nominale della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale nel 2024;

preservare gli investimenti pubblici finanziati a livello nazionale e garantire l'effettivo assorbimento delle sovvenzioni del dispositivo per la ripresa e la resilienza e di altri fondi dell'UE, in particolare per promuovere la transizione verde e digitale;

per il periodo successivo al 2024, continuare a perseguire una strategia di bilancio a medio termine volta ad un consolidamento graduale e sostenibile, combinata a investimenti e riforme che favoriscano una crescita sostenibile più vigorosa, al fine di conseguire una posizione di bilancio prudente nel medio periodo;

ampliare la tassazione, anche per quanto riguarda i capitali e gli immobili, e rafforzare l'adeguatezza dell'assistenza sanitaria e della protezione sociale;

2.proseguire l'attuazione costante del piano nazionale per la ripresa e la resilienza e concludere rapidamente la messa a punto del capitolo REPowerEU al fine di avviarne rapidamente l'attuazione; procedere con la rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in stretta complementarità e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza;

3.migliorare l'accesso ai finanziamenti per le piccole e medie imprese attraverso regimi di prestito e di garanzia pubblici volti ad agevolare gli investimenti di importanza strategica, in particolare nei settori della transizione verde e dello sviluppo regionale;

4.ridurre la dipendenza complessiva dai combustibili fossili accelerando la diffusione delle energie rinnovabili, in particolare l'energia eolica onshore e offshore e l'energia solare, e potenziando le misure di efficienza energetica, ad esempio tramite nuove misure di finanziamento e sostegno, al fine di conseguire gli obiettivi della strategia di ristrutturazione a lungo termine; garantire una sufficiente capacità di interconnessione ai fini di un incremento della sicurezza dell'approvvigionamento e continuare la sincronizzazione con la rete elettrica dell'UE; intensificare le iniziative a livello politico volte all'offerta e all'acquisizione delle competenze necessarie per la transizione verde.

Fatto a Bruxelles, il

   Per il Consiglio

   Il presidente

(1)    GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
(2)    GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
(3)    Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17).
(4)    COM(2022) 780 final.
(5)    COM(2023) 62 final.
(6)    COM(2023) 168 final.
(7)    Regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 febbraio 2023, che modifica il regolamento (UE) 2021/241 per quanto riguarda l'inserimento di capitoli dedicati al piano REPowerEU nei piani per la ripresa e la resilienza e che modifica i regolamenti (UE) n. 1303/2013, (UE) 2021/1060 e (UE) 2021/1755, e la direttiva 2003/87/CE (GU L 63 del 28.2.2023, pag. 1).
(8)    COM(2023) 141 final.
(9)    COM(2022) 583 final.
(10)    Decisione di esecuzione del Consiglio, del 13 luglio 2021, relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza della Lettonia (ST 10157/21; ST 10157/21 ADD 1; ST 10157/21 ADD 1 COR 1).
(11)    SWD(2023) 614 final.
(12)    SWD(2023) 636 final.
(13)    Eurostat, Euroindicatori 47/2023, 21.4.2023.
(14)    COM(2023) 631 final del 24.5.2023.
(15)    COM(2023) 141 final dell'8.3.2023.
(16)    Raccomandazione del Consiglio, del 18 giugno 2021, che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2021 della Lettonia (GU C 304 del 29.7.2021, pag. 63).
(17)    L'orientamento della politica di bilancio è misurato come variazione della spesa primaria (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate), escluse le misure temporanee di emergenza connesse alla crisi della pandemia di COVID-19 ma inclusa la spesa finanziata dal sostegno non rimborsabile (sovvenzioni) del dispositivo per la ripresa e la resilienza e di altri fondi dell'UE, rispetto alla crescita potenziale a medio termine. Per maggiori dettagli, cfr. riquadro 1 delle tabelle statistiche di bilancio.
(18)    Questo contributo restrittivo dipende in particolare dalla contrazione della spesa per progetti di investimento cofinanziati dai fondi dell'UE, che ha inciso anche sull'andamento dei cofinanziamenti nazionali (in particolare, a livello di amministrazioni locali), nonché dal trasferimento di materiale militare all'Ucraina, che è registrato come FLCF negativa compensata da un trasferimento di capitale.    Contestualmente, altre spese in conto capitale finanziate a livello nazionale hanno invece fornito un contributo espansivo pari a 1,7 punti percentuali del PIL. L'aumento delle altre spese in conto capitale è largamente imputabile a due fattori: la creazione di riserve di gas naturale per la sicurezza dell'approvvigionamento energetico nazionale e la fornitura di materiale militare all'Ucraina.
(19)    Questo dato corrisponde al livello dei costi annuali di bilancio di tali misure, comprese le entrate e le spese correnti nonché, se del caso, le misure di spesa in conto capitale.
(20)    Raccomandazione del Consiglio, del 12 luglio 2022, sul programma nazionale di riforma 2022 della Lettonia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2022 della Lettonia (GU C 334 dell'1.9.2022, pag. 112).
(21)    Secondo le previsioni di primavera 2023 della Commissione, la crescita della produzione potenziale a medio termine (media su 10 anni) della Lettonia, utilizzata per misurare l'orientamento della politica di bilancio, è stimata all'11,5 % in termini nominali.
(22)    Altre spese in conto capitale finanziate a livello nazionale apporteranno, secondo le previsioni, un contributo restrittivo pari a 1,7 punti percentuali di PIL, giacché le previsioni della Commissione per il 2023 non contemplano la creazione di riserve di gas naturale per la sicurezza dell'approvvigionamento energetico e l'assistenza militare all'Ucraina.
(23)    L'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio prevede anche un aggiustamento superiore allo 0,5 % del PIL per gli Stati membri con un livello di indebitamento superiore al 60 % del PIL o che presentino rischi considerevoli in termini di sostenibilità del debito.
(24)    La Commissione ha stimato che alla Lettonia occorrerebbe un aumento medio annuo del saldo primario strutturale pari a 0,0 punti percentuali di PIL per garantire che, nel medio periodo, il debito pubblico si mantenga su livelli prudenziali. Tale stima, basata sulle previsioni d'autunno 2022 della Commissione, è partita da una previsione del disavanzo pubblico e del debito per il 2024 in cui si ipotizzava, in tale anno, una revoca delle misure di sostegno connesse all'energia.
(25)    Per "spesa primaria netta" si intende la spesa finanziata a livello nazionale al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate, esclusa la spesa per interessi e la spesa ciclica derivante dalla disoccupazione.
(26)    Regolamento (UE) 2022/1369 del Consiglio e regolamento (UE) 2023/706 del Consiglio.
(27)    A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, e dell'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio.