<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><CONCLUSION NNC="YES" xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xsi:noNamespaceSchemaLocation="http://formex.publications.europa.eu/schema/formex-05.00-20081231.xd"><BIB.CONCLUSION><REF.CASE FILE="ECRCJ2006ITA.0200138501.case.xml"><NO.CASE>C-415/04</NO.CASE></REF.CASE><NO.CELEX>62004C0415</NO.CELEX><NO.SEQ>0006.0001</NO.SEQ><PAGE.FIRST.ECR>1387</PAGE.FIRST.ECR><PAGE.SEQ>1</PAGE.SEQ><PAGE.LAST.ECR>1400</PAGE.LAST.ECR><PAGE.TOTAL>14</PAGE.TOTAL></BIB.CONCLUSION><CURR.TITLE><LEFT>CONCLUSIONI DELL'AVV. GEN. JACOBS — CAUSA C-415/04</LEFT><RIGHT>KINDEROPVANG ENSCHEDE</RIGHT></CURR.TITLE><CONTENTS.CONCLUSION><TITLE><TI><P><HT TYPE="UC">Conclusioni dell'avvocato generale</HT></P><P><HT TYPE="UC">F.G. Jacobs</HT></P><P>presentate il <DATE ISO="20050915">15 settembre 2005</DATE><NOTE NOTE.ID="E0001" NUMBERING.CONTINUED="YES"><P>Lingua originale: l'inglese.</P></NOTE></P></TI></TITLE><NP><NO.P>1.</NO.P><TXT>La presente domanda di pronuncia pregiudiziale riguarda un'organizzazione che fornisce direttamente accoglienza a bambini in età prescolare — nonché, al di fuori dell'orario scolastico, anche a bambini in età scolare — e inoltre mette in contatto i genitori con persone che, a titolo indipendente, forniscono il medesimo servizio durante il giorno. In questo secondo caso, tale organizzazione addebita ai genitori un importo orario, aggiuntivo rispetto a quello che essi versano agli ospitanti, sebbene essa non svolga altra funzione nel rapporto tra genitori e ospitanti, né si assuma alcuna responsabilità per il servizio svolto da questi ultimi.</TXT></NP><NP><NO.P>2.</NO.P><TXT>Nel giudizio a quo si deve decidere se tale importo orario addebitato dall'organizzazione ai genitori debba essere assoggettato all'imposta sul valore aggiunto (in prosieguo: l'<QUOT.START ID="QS0001" REF.END="QE0001" CODE="00AB"/>IVA<QUOT.END ID="QE0001" REF.START="QS0001" CODE="00BB"/>). In tale contesto, lo Hoge Raad olandese (Corte di cassazione dei Paesi Bassi) chiede se i servizi svolti dall'organizzazione come intermediaria tra genitori e ospitanti siano esenti da IVA in quanto servizi strettamente connessi all'assistenza sociale, alla protezione o all'educazione dell'infanzia.</TXT></NP><GR.SEQ LEVEL="1"><TITLE><TI><P>Contesto normativo</P></TI></TITLE><NP><NO.P>3.</NO.P><TXT>Ai sensi dell'art. 2, n. 1, della sesta direttiva IVA<NOTE NOTE.ID="E0002" NUMBERING.CONTINUED="YES"><P>Sesta direttiva del Consiglio <DATE ISO="19770517">17 maggio 1977</DATE>, 77/388/CEE, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari — Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme (<REF.DOC.OJ COLL="L" NO.OJ="145" DATE.PUB="1977" PAGE.FIRST="1">GU L 145, pag. 1</REF.DOC.OJ>; in prosieguo: la <QUOT.START ID="QS0002" REF.END="QE0002" CODE="00AB"/>sesta direttiva<QUOT.END ID="QE0002" REF.START="QS0002" CODE="00BB"/>).</P></NOTE>, le prestazioni di servizi effettuate a titolo oneroso da un soggetto passivo che agisce in quanto tale sono soggette ad IVA.</TXT></NP><NP><NO.P>4.</NO.P><TXT>Un soggetto passivo è definito all'art. 4, nn. 1 e 2, come chiunque eserciti in modo indipendente e in qualsiasi luogo un'attività economica — vale a dire tutte le attività di produttore, di commerciante o di prestatore di servizi, comprese le attività estrattive,<?PAGE NO="I-1388"?> agricole, nonché quelle delle professioni liberali o assimilate — indipendentemente dallo scopo o dai risultati di detta attività.</TXT></NP><NP><NO.P>5.</NO.P><TXT>Ai sensi dell'art. 11, parte A, n. 1, fatte salve alcune eccezioni e alcuni requisiti che non rilevano in questo caso, la base imponibile per una prestazione di servizi è costituita dal corrispettivo versato al prestatore da parte del destinatario.</TXT></NP><NP><NO.P>6.</NO.P><TXT>L'art. 13, parte A, della sesta direttiva esenta da IVA alcune attività di interesse pubblico. Il n. 1 di tale disposizione, per quanto qui di interesse, prevede che:</TXT><P><QUOT.S LEVEL="1"><P><QUOT.START ID="QS0003" REF.END="QE0003" CODE="00AB"/>(...) Gli Stati membri esonerano, alle condizioni da essi stabilite per assicurare la corretta e semplice applicazione delle esenzioni previste in appresso e per prevenire ogni possibile frode, evasione ed abuso:</P><P>(...)</P><LIST TYPE="alpha"><ITEM><NP><NO.P>g)</NO.P><TXT>le prestazioni di servizi e le cessioni di beni strettamente connesse con l'assistenza sociale e la sicurezza sociale, comprese quelle fornite dalle case di riposo, effettuate da organismi di diritto pubblico o da altri organismi riconosciuti come aventi carattere sociale dallo Stato membro interessato;</TXT></NP></ITEM><ITEM><NP><NO.P>h)</NO.P><TXT>le prestazioni di servizi e le forniture di beni strettamente connesse con la protezione dell'infanzia e della gioventù, effettuate da organismi di diritto pubblico o da altri organismi riconosciuti dallo Stato membro interessato come aventi carattere sociale;</TXT></NP></ITEM><ITEM><NP><NO.P>i)</NO.P><TXT>l'educazione dell'infanzia e della gioventù, l'insegnamento scolastico o universitario, la formazione o la riqualificazione professionale nonché le prestazioni di servizi e le forniture di beni con essi strettamente connesse compiuti da organismi di diritto pubblico, o da altri organismi riconosciuti dallo Stato membro interessato come aventi finalità simili;</TXT></NP></ITEM></LIST><P>(...)<QUOT.END ID="QE0003" REF.START="QS0003" CODE="00BB"/>.</P></QUOT.S></P></NP><?PAGE NO="I-1389"?><NP><NO.P>7.</NO.P><TXT>Il n. 2, lett. b), tuttavia, prevede quanto segue:</TXT><P><QUOT.S LEVEL="1"><P><QUOT.START ID="QS0004" REF.END="QE0004" CODE="00AB"/>Sono escluse dal beneficio dell'esenzione prevista alle lettere b), g), h), i), 1), m) e n) del paragrafo 1 le prestazioni di servizi e le forniture di beni che:</P><LIST TYPE="DASH"><ITEM><P>non siano indispensabili all'espletamento delle operazioni esentate;</P></ITEM><ITEM><P>siano essenzialmente destinate a procurare all'ente entrate supplementari mediante la realizzazione di operazioni effettuate in concorrenza diretta con le imprese commerciali sottoposte all'imposta sul valore aggiunto<QUOT.END ID="QE0004" REF.START="QS0004" CODE="00BB"/>.</P></ITEM></LIST></QUOT.S></P></NP></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="1"><TITLE><TI><P>Fatti e procedimento</P></TI></TITLE><NP><NO.P>8.</NO.P><TXT>Stando alla sentenza di rinvio, la Stichting Kinderopvang Enschede (in prosieguo: la <QUOT.START ID="QS0005" REF.END="QE0005" CODE="00AB"/>Fondazione<QUOT.END ID="QE0005" REF.START="QS0005" CODE="00BB"/>) è un ente senza scopo di lucro. I suoi obiettivi sono essenzialmente la fornitura e lo sviluppo di una serie di servizi di assistenza all'infanzia rispondenti alle esigenze di genitori che lavorano, nonché l'intermediazione tra genitori e privati ospitanti.</TXT></NP><NP><NO.P>9.</NO.P><TXT>La Fondazione gestisce direttamente una serie di centri per l'accoglienza di bambini in età prescolare e, al di fuori dell'orario scolastico, per bambini in età scolare. Essa mantiene inoltre un elenco di privati ospitanti<NOTE NOTE.ID="E0003" NUMBERING.CONTINUED="YES"><P>Noti anche come <QUOT.START ID="QS0006" REF.END="QE0006" CODE="00AB"/>genitori ospitanti<QUOT.END ID="QE0006" REF.START="QS0006" CODE="00BB"/>; li indicherò tuttavia come <QUOT.START ID="QS0007" REF.END="QE0007" CODE="00AB"/>privati ospitanti<QUOT.END ID="QE0007" REF.START="QS0007" CODE="00BB"/> per evitare ogni confusione tra genitori c genitori ospitanti.</P></NOTE>, che accolgono i bambini nelle proprie case. Gli ospitanti sono selezionati dalla Fondazione prima di essere inclusi nell'elenco. I potenziali ospitanti possono frequentare un corso a spese della Fondazione.</TXT></NP><NP><NO.P>10.</NO.P><TXT>In presenza della richiesta di un genitore<NOTE NOTE.ID="E0004" NUMBERING.CONTINUED="YES"><P>O di un datore di lavoro: a quanto pare taluni datori di lavoro si avvalgono dei servizi della Fondazione per custodire i figli dei propri dipendenti. In prosieguo, <QUOT.START ID="QS0008" REF.END="QE0008" CODE="00AB"/>genitore<QUOT.END ID="QE0008" REF.START="QS0008" CODE="00BB"/> andrà inteso come indicante anche un tale datore di lavoro.</P></NOTE>, la Fondazione illustra prima di tutto le varie forme di accoglienza che essa offre. Se il genitore decide di avvalersi di un privato ospitante, uno specialista della Fondazione discute le esigenze del genitore. Sulla base di tali esigenze la Fondazione mette in contatto il genitore con l'ospitante più adeguato. Se l'incontro risulta soddisfacente per entrambe le parti, viene concluso un contratto scritto<?PAGE NO="I-1390"?> tra l'ospitante e il genitore, in base al quale il genitore deve versare un importo orario per la custodia di ciascun bambino. Nel 1998 tale importo orario era di 5 fiorini olandesi (NLG)<NOTE NOTE.ID="E0005" NUMBERING.CONTINUED="YES"><P>Circa EUR 2,27. Dal sito web della Fondazione risulta che l'importo per il 2005 è pari a EUR 2,50 o 3,30 all'ora, in base al numero dei bambini.</P></NOTE>.</TXT></NP><NP><NO.P>11.</NO.P><TXT>La Fondazione non si assume alcuna responsabilità per eventi connessi con il contratto, né garantisce che la custodia da parte del privato venga effettivamente esercitata nel periodo richiesto; essa si assume solo l'onere di cercare di mettere in contatto un genitore con un ospitante adeguato. Un genitore può tuttavia avvalersi dei servizi della Fondazione qualora una delle due parti intenda interrompere il rapporto, o nel caso in cui i termini contrattuali non siano rispettati.</TXT></NP><NP><NO.P>12.</NO.P><TXT>Nel 1998 la Fondazione ha addebitato, per i servizi forniti ai genitori, NLG 3,45<NOTE NOTE.ID="E0006" NUMBERING.CONTINUED="YES"><P>Circa EUR 1,57. L'importo per il 2005 è di EUR 2,89, IVA inclusa. Il totale orario varia dunque tra EUR 5,39 e EUR 6,19. II costo orario per la custodia fornita direttamente dalla Fondazione per il 2005 varia, nei casi ordinari, tra EUR 5,34 e EUR 6,07.</P></NOTE> per bambino per ogni ora di utilizzo del servizio di un privato ospitante. Nessuna parte di tale somma veniva trasferita all'ospitante.</TXT></NP><NP><NO.P>13.</NO.P><TXT>Con riferimento a tale prestazione di servizi la Fondazione ha ricevuto un accertamento IVA pari a NLG <FT TYPE="NUMBER">6424</FT><NOTE NOTE.ID="E0007" NUMBERING.CONTINUED="YES"><P>Circa EUR <FT TYPE="NUMBER">2920</FT>.</P></NOTE> per il periodo gennaio — marzo 1998. Essa ha impugnato l'accertamento, sostenendo che i servizi in questione erano esenti da IVA, ai sensi della legislazione olandese di recepimento dell'art. 13, parte A, n. 1, lett. g) e h), della sesta direttiva.</TXT></NP><NP><NO.P>14.</NO.P><TXT>La Corte di appello competente ha rilevato che la Fondazione opera nell'ambito dell'assistenza all'infanzia, e ha ritenuto che le sue attività di intermediazione rispetto ai privati ospitanti non possano essere facilmente qualificate <QUOT.START ID="QS0009" REF.END="QE0009" CODE="00AB"/>non esclusivamente funzionali all'accoglienza di bambini<QUOT.END ID="QE0009" REF.START="QS0009" CODE="00BB"/><NOTE NOTE.ID="E0008" NUMBERING.CONTINUED="YES"><P><QUOT.START ID="QS0010" REF.END="QE0010" CODE="00AB"/>(...) Niet uitsluitend aan de kinderopvang dienstbaar<QUOT.END ID="QE0010" REF.START="QS0010" CODE="00BB"/>, secondo le parole dello Hoge Raad.</P></NOTE>, sebbene non comportino lo svolgimento diretto di tale funzione. Di conseguenza, tali attività sono state ritenute comprese nell'ambito della citata esenzione.</TXT></NP><NP><NO.P>15.</NO.P><TXT>L'amministrazione fiscale ha quindi presentato ricorso, per motivi di diritto, dinanzi allo Hoge Raad, sostenendo che, quando agisce da intermediaria, la Fondazione fornisce un distinto servizio commerciale, facendo incontrare la domanda e l'offerta in uno specifico settore. Tale servizio non costituisce fornitura di assistenza all'infanzia, e non è svolto dalla Fondazione in qualità di<?PAGE NO="I-1391"?> <QUOT.START ID="QS0011" REF.END="QE0011" CODE="00AB"/>ente di assistenza all'infanzia che opera in quanto tale<QUOT.END ID="QE0011" REF.START="QS0011" CODE="00BB"/>, come previsto dalla legislazione olandese che recepisce l'esenzione in parola. Né il servizio è così strettamente collegato a quello di assistenza all'infanzia fornito direttamente dalla Fondazione da poterlo ritenere prestato da parte di un ente impegnato, in quanto tale, nella fornitura di assistenza all'infanzia.</TXT></NP><NP><NO.P>16.</NO.P><TXT>Lo Hoge Raad ritiene che l'impugnazione ponga il problema di determinare se il servizio in esame ricada nell'esenzione di cui all'art. 13, parte A, n. 1, lett. g), o eventualmente h) o i), della sesta direttiva. Esso ha perciò sollevato la seguente questione pregiudiziale:</TXT><P><QUOT.S LEVEL="1"><P><QUOT.START ID="QS0012" REF.END="QE0012" CODE="00AB"/>Se l'art. 13, parte A, n. 1, lett. g), h) e i), della sesta direttiva debba essere interpretato nel senso che va considerata un servizio, ai sensi di una o più di tali disposizioni, la prestazione di servizi prima descritta, consistente in attività d'intermediazione nel campo dell'accoglienza, presso privati, di bambini in età prescolare e, fuori dell'orario scolastico, di bambini in età scolare<QUOT.END ID="QE0012" REF.START="QS0012" CODE="00BB"/>.</P></QUOT.S></P></NP><NP><NO.P>17.</NO.P><TXT>Lo Hoge Raad evidenzia che è pacifico che i servizi di assistenza all'infanzia forniti direttamente dalla Fondazione sono esenti e che, sotto tale profilo, la Fondazione va considerata un ente riconosciuto ai fini delle disposizioni della sesta direttiva che qui interessano; per la legislazione olandese essa è un ente riconosciuto per la prestazione di servizi di assistenza all'infanzia, e ciò sia con riferimento ai servizi diretti di assistenza all'infanzia che ai servizi qui in esame.</TXT></NP><NP><NO.P>18.</NO.P><TXT>Hanno presentato osservazioni scritte la Fondazione, il governo olandese e la Commissione. Non sono state richieste udienze, e non se ne sono tenute.</TXT></NP></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="1"><TITLE><TI><P>Valutazione</P></TI></TITLE><GR.SEQ LEVEL="2"><TITLE><TI><P>Considerazioni preliminari</P></TI></TITLE><NP><NO.P>19.</NO.P><TXT>La questione sollevata dallo Hoge Raad riguarda la classificazione del servizio fornito dalla Fondazione quando essa opera quale intermediaria tra genitori e privati ospitanti.</TXT></NP><NP><NO.P>20.</NO.P><TXT>La controversia tra la Fondazione e l'amministrazione fiscale riguarda l'applicabilità dell'IVA alle somme addebitate dalla Fondazione ai genitori per ogni ora durante la quale un bambino è accolto da un privato ospitante.</TXT></NP><?PAGE NO="I-1392"?><NP><NO.P>21.</NO.P><TXT>Dagli artt. 2, n. 1, e 11, parte A, n. 1, della sesta direttiva appare chiaro che, quando un servizio è imponibile, ciò che è gravato d'imposta è il corrispettivo per il servizio. Di conseguenza, una prestazione di servizi è imponibile solo in presenza di un legame diretto tra il servizio prestato e il corrispettivo ricevuto<NOTE NOTE.ID="E0009" NUMBERING.CONTINUED="YES"><P>V. anche sentenze <DATE ISO="19880308">8 marzo 1988</DATE>, causa <REF.DOC.ECR EDITION="GEN" NO.CASE="102/86" YEAR="1988" PAGE.ECR="1443">C-102/86, Apple and Pear Development Council (Racc. pag. 1443, punti 11 e 12)</REF.DOC.ECR>, <DATE ISO="19940303">3 marzo 1994</DATE>, causa <REF.DOC.ECR EDITION="GEN" NO.CASE="C-16/93" YEAR="1994" PAGE.ECR="I-743">C-16/93, Tolsma (Racc. pag. I-743, punto 13)</REF.DOC.ECR>, e <DATE ISO="20020321">21 marzo 2002</DATE>, causa <REF.DOC.ECR EDITION="GEN" NO.CASE="C-174/00" YEAR="2002" PAGE.ECR="I-3293">C-174/00, Kennemer Golf (Racc. pag. I-3293, punto 39)</REF.DOC.ECR>.</P></NOTE>.</TXT></NP><NP><NO.P>22.</NO.P><TXT>L'esistenza di un legame diretto tra i servizi della Fondazione quale intermediaria e le somme da essa ricevute per ogni ora di assistenza all'infanzia da parte di privati non è messa in dubbio nella sentenza di rinvio, e non sembra oggetto di discussione di fronte allo Hoge Raad. Né a tale proposito è stata sottoposta alla Corte alcuna osservazione.</TXT></NP><NP><NO.P>23.</NO.P><TXT>Di conseguenza, limiterò la mia analisi alla questione effettivamente sollevata dallo Hoge Raad.</TXT></NP><NP><NO.P>24.</NO.P><TXT>Mi limito tuttavia ad osservare che vi sono alcuni aspetti della vicenda che possono suggerire l'inesistenza di un legame sostanziale tra il servizio e il corrispettivo in esame. Ad esempio, il pagamento non è effettuato al momento dell'iniziale prestazione di servizi, ma in ripetute occasioni successive; esso può variare in modo considerevole sia nella durata che nell'ammontare, ma la variazione non è determinata da alcuna caratteristica del servizio iniziale; il suo ammontare è relativamente elevato, ed appare calcolato per fare in modo che, per i genitori, il costo orario sia lo stesso tanto nel caso il cui l'assistenza sia prestata direttamente dalla Fondazione quanto nel caso in cui a fornirla sia un privato; inoltre la Fondazione non si assume responsabilità per l'assistenza privata fornita, sulla base della quale l'importo è calcolato.</TXT></NP></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="2"><TITLE><TI><P>La questione sollevata</P></TI></TITLE><GR.SEQ LEVEL="3"><TITLE><TI><P>Campo di applicazione</P></TI></TITLE><NP><NO.P>25.</NO.P><TXT>La questione posta è se i servizi prestati dalla Fondazione in qualità di intermediaria, quali sono descritti nella sentenza di rinvio, siano esenti ai sensi dell'art. 13, parte A, n. 1, lett. g), h) o i).</TXT></NP><NP><NO.P>26.</NO.P><TXT>Per poter dare una risposta in senso affermativo, è necessario che essi siano strettamente connessi (o correlati<NOTE NOTE.ID="E0010" NUMBERING.CONTINUED="YES"><P>L'uso del termine <QUOT.START ID="QS0013" REF.END="QE0013" CODE="00AB"/>correlati<QUOT.END ID="QE0013" REF.START="QS0013" CODE="00BB"/> (<QUOT.START ID="QS0014" REF.END="QE0014" CODE="00AB"/>related<QUOT.END ID="QE0014" REF.START="QS0014" CODE="00BB"/>) alla lett. i), mentre alle lettere g) e h) è usato <QUOT.START ID="QS0015" REF.END="QE0015" CODE="00AB"/>connessi<QUOT.END ID="QE0015" REF.START="QS0015" CODE="00BB"/> (<QUOT.START ID="QS0016" REF.END="QE0016" CODE="00AB"/>linked<QUOT.END ID="QE0016" REF.START="QS0016" CODE="00BB"/>), appare una particolarità della versione inglese: le altre versioni linguistiche usano lo stesso termine nelle tre disposizioni, e non vi è ragione di ritenere che vi sia alcuna differenza di significato.</P></NOTE>) ad un'attività definita in una di tali lettere.</TXT></NP><?PAGE NO="I-1393"?><NP><NO.P>27.</NO.P><TXT>I servizi svolti dalla fondazione quale intermediaria sono indicati dallo Hoge Raad come effettuati <QUOT.START ID="QS0017" REF.END="QE0017" CODE="00AB"/>nel campo dell'accoglienza, presso privati, di bambini<QUOT.END ID="QE0017" REF.START="QS0017" CODE="00BB"/>.</TXT></NP><NP><NO.P>28.</NO.P><TXT>Essi non possono dunque essere connessi all'assistenza all'infanzia che la Fondazione effettua direttamente — rispetto alla quale non può dirsi che essa agisca quale <QUOT.START ID="QS0018" REF.END="QE0018" CODE="00AB"/>intermediaria<QUOT.END ID="QE0018" REF.START="QS0018" CODE="00BB"/>, e per la quale essa non addebita l'importo orario di cui si discute — ma solo all'assistenza fornita da privati.</TXT></NP><NP><NO.P>29.</NO.P><TXT>Concordo con il governo olandese sul fatto che non c'è ragione di ritenere che tale assistenza all'infanzia possa ricadere nella categoria dell'educazione di cui all'art. 13, parte A, n. 1, lett. i), della sesta direttiva. È naturalmente possibile combinare l'assistenza all'infanzia con elementi di tipo educativo, quale che sia l'età del bambino, e può anche succedere che taluni privati ospitanti si sentano in effetti investiti di un ruolo educativo, ma non si sostiene che l'educazione sia considerata parte integrante dell'assistenza all'infanzia di cui si discute nel presente caso.</TXT></NP><NP><NO.P>30.</NO.P><TXT>Tuttavia, in linea di principio l'assistenza all'infanzia appare in grado di rientrare nell'ambito della <QUOT.START ID="QS0019" REF.END="QE0019" CODE="00AB"/>assistenza sociale e (...) sicurezza sociale<QUOT.END ID="QE0019" REF.START="QS0019" CODE="00BB"/> e/o della <QUOT.START ID="QS0020" REF.END="QE0020" CODE="00AB"/>protezione dell'infanzia e della gioventù<QUOT.END ID="QE0020" REF.START="QS0020" CODE="00BB"/>, ai sensi dell'art. 13, parte A, n. 1, lett. g) e h), rispettivamente, e nessuno ha sostenuto il contrario. Poiché le condizioni per applicare queste due esenzioni sono identiche, non è necessario decidersi per l'una o per l'altra.</TXT></NP><NP><NO.P>31.</NO.P><TXT>Nessuno contesta il fatto che la Fondazione sia riconosciuta come ente avente carattere sociale da parte dello Stalo membro interessato, ai sensi dell'art. 13, parte A, n. 1, lett. g) e h).</TXT></NP><NP><NO.P>32.</NO.P><TXT>La Fondazione sottolinea inoltre che è solo attraverso le sue attività di intermediazione che i genitori possono accedere ai servizi dei privati ospitanti inseriti nel suo elenco e, in particolare, attraverso la sua attività di selezione e consulenza, a quelli degli ospitanti più adeguati. Il suo servizio è dunque da considerarsi un momento preliminare per la fornitura di servizi all'infanzia, e quindi come attività accessoria rispetto ad essa.</TXT></NP><NP><NO.P>33.</NO.P><TXT>Sia il governo olandese che la Commissione, però, sostengono che le attività di intermediazione svolte dalla Fondazione non possono ritenersi <QUOT.START ID="QS0021" REF.END="QE0021" CODE="00AB"/>strettamente connesse<QUOT.END ID="QE0021" REF.START="QS0021" CODE="00BB"/> all'assistenza all'infanzia fornita da privati ospitanti, e che tale assistenza all'infanzia<?PAGE NO="I-1394"?> non può costituire la base per esentare attività connesse, poiché essa stessa non è un servizio esente.</TXT></NP><NP><NO.P>34.</NO.P><TXT>Il governo olandese sostiene inoltre, in via subordinata, che l'esenzione è impedita dall'art. 13, parte A, n. 2, lett. b): ciò in quanto, da un lato, il servizio non è indispensabile per fornire l'assistenza all'infanzia in parola e, dall'altro, esso è destinato a procurare alla Fondazione entrate supplementari attraverso la fornitura di un servizio in concorrenza con servizi commerciali sottoposti a IVA.</TXT></NP><NP><NO.P>35.</NO.P><TXT>Mi sembra quindi che, sebbene le attività di intermediazione svolte dalla Fondazione possano essere chiaramente connesse, almeno in senso lato, ai servizi privati di assistenza all'infanzia, vi siano numerosi possibili ostacoli ad un'esenzione. A tale proposito, sono rilevanti le seguenti questioni:</TXT><P><LIST TYPE="roman"><ITEM><NP><NO.P>i)</NO.P><TXT>i servizi di intermediazione sono attività <QUOT.START ID="QS0022" REF.END="QE0022" CODE="00AB"/>strettamente connesse<QUOT.END ID="QE0022" REF.START="QS0022" CODE="00BB"/> ai servizi di assistenza all'infanzia?</TXT></NP></ITEM><ITEM><NP><NO.P>ii)</NO.P><TXT>può un'esenzione basarsi su di un legame con i servizi di assistenza all'infanzia qualora questi non siano essi stessi esenti?</TXT></NP></ITEM><ITEM><NP><NO.P>iii)</NO.P><TXT>i servizi di intermediazione sono essenziali per i servizi di assistenza all'infanzia?</TXT></NP></ITEM><ITEM><NP><NO.P>iv)</NO.P><TXT>l'obiettivo essenziale è quello di ottenere entrate supplementari, e vi è concorrenza con servizi commerciali sottoposti ad IVA?</TXT></NP></ITEM></LIST></P></NP><NP><NO.P>36.</NO.P><TXT>Se la risposta anche ad una sola delle prime tre domande è negativa, o se quella alla quarta è affermativa, non vi può essere esenzione per i servizi descritti. Rispondere a tali domande comporta la necessità di una valutazione di merito ma, almeno per ciò che concerne le prime tre, vi sono anche alcune questioni interpretative su cui la Corte può fare chiarezza.</TXT></NP><NP><NO.P>37.</NO.P><TXT>Infine, si può osservare come gli effetti dell'esenzione dall'IVA possano variare in base alle circostanze. Quando una specifica operazione è esente, il fornitore non può dedurre ogni imposta pagata a monte sui beni o servizi che egli ha acquistato per tale operazione, né il consumatore potrà dedurre tutto ciò che di tali imposte rimarrà, nascosto e invisibile, nel costo dell'operazione. Si può ritenere che la Fondazione abbia ponderato la propria situazione nel<?PAGE NO="I-1395"?> richiedere l'esenzione per i servizi di cui si discute, ma è difficile prevedere che tale esenzione possa sempre essere vantaggiosa per altri soggetti fornitori di simili servizi. È quindi necessario un approccio equilibrato ed imparziale all'interpretazione delle disposizioni rilevanti.</TXT></NP><GR.SEQ LEVEL="4"><TITLE><TI><NP><NO.P>i)</NO.P><TXT>Se i servizi di intermediazione siano attività <QUOT.START ID="QS0023" REF.END="QE0023" CODE="00AB"/>strettamente connesse<QUOT.END ID="QE0023" REF.START="QS0023" CODE="00BB"/> ai servizi di assistenza all'infanzia</TXT></NP></TI></TITLE><NP><NO.P>38.</NO.P><TXT>L'elenco di esenzioni di cui all'art. 13, parte A, n. 1, fa ampio riferimento a prestazioni che sono in qualche modo connesse con attività di interesse pubblico.</TXT></NP><NP><NO.P>39.</NO.P><TXT>Oltre alle lett. g), h) e i), anche le lett. b), 1), m) ed n), richiedono che vi sia una <QUOT.START ID="QS0024" REF.END="QE0024" CODE="00AB"/>stretta<QUOT.END ID="QE0024" REF.START="QS0024" CODE="00BB"/> connessione. La terminologia utilizzata non è sempre la medesima, e le varianti non sono le stesse nelle varie lingue, ma a mio parere si deve in ogni situazione far riferimento al medesimo concetto.</TXT></NP><NP><NO.P>40.</NO.P><TXT>Per contro, in altre lettere è richiesta una connessione più blanda, indicata da espressioni come <QUOT.START ID="QS0025" REF.END="QE0025" CODE="00AB"/>accessori<QUOT.END ID="QE0025" REF.START="QS0025" CODE="00BB"/>, <QUOT.START ID="QS0026" REF.END="QE0026" CODE="00AB"/>per fini di<QUOT.END ID="QE0026" REF.START="QS0026" CODE="00BB"/>, <QUOT.START ID="QS0027" REF.END="QE0027" CODE="00AB"/>in occasione di<QUOT.END ID="QE0027" REF.START="QS0027" CODE="00BB"/> (lett. a), k) e o), rispettivamente; anche qui ci sono differenze tra le differenti versioni linguistiche).</TXT></NP><NP><NO.P>41.</NO.P><TXT>Alla luce di ciò, non ritengo che la sentenza Dudda<NOTE NOTE.ID="E0011" NUMBERING.CONTINUED="YES"><P>Sentenza <DATE ISO="19960926">26 settembre 1996</DATE>, causa <REF.DOC.ECR EDITION="GEN" NO.CASE="C-327/94" YEAR="1996" PAGE.ECR="I-4595">C-327/94 (Racc. pag. I-4595)</REF.DOC.ECR>.</P></NOTE>, dalla quale la Fondazione cerca di ricavare un'analogia, possa essere di aiuto. Essa non solo si occupava più del problema della determinazione del luogo della prestazione che di quello dell'esistenza di un'esenzione, ma era incentrata in particolare sulla prestazione di servizi definiti come attività <QUOT.START ID="QS0028" REF.END="QE0028" CODE="00AB"/>aventi per oggetto<QUOT.END ID="QE0028" REF.START="QS0028" CODE="00BB"/> [<QUOT.START ID="QS0029" REF.END="QE0029" CODE="00AB"/>relating<QUOT.END ID="QE0029" REF.START="QS0029" CODE="00BB"/>, nel testo inglese] o <QUOT.START ID="QS0030" REF.END="QE0030" CODE="00AB"/>accessorie<QUOT.END ID="QE0030" REF.START="QS0030" CODE="00BB"/> rispetto ad attività culturali o affini, ai sensi dell'art. 9, n. 2, lett. e), della sesta direttiva. In quel caso, il grado di connessione richiesto è chiaramente più blando, e non più elevato.</TXT></NP><NP><NO.P>42.</NO.P><TXT>La Commissione e il governo olandese richiamano la sentenza Commissione/Germania<NOTE NOTE.ID="E0012" NUMBERING.CONTINUED="YES"><P>Sentenza <DATE ISO="20020620">20 giugno 2002</DATE>, causa <REF.DOC.ECR EDITION="GEN" NO.CASE="C-287/00" YEAR="2002" PAGE.ECR="I-5811">C-287/00 (Racc. pag. I-5811</REF.DOC.ECR>, in particolare punti 45 e segg.). V. anche sentenza <DATE ISO="20010111">11 gennaio 2001</DATE>, causa <REF.DOC.ECR EDITION="GEN" NO.CASE="C-76/99" YEAR="2001" PAGE.ECR="I-249">C-76/99, Commissione/Francia (Racc. pag. I-249)</REF.DOC.ECR>.</P></NOTE>, nella quale la Corte ha affermato che attività di ricerca svolte da università statali a titolo oneroso non sono strettamente connesse all'insegnamento universitario ai sensi dell'art. 13, parte A, n. 1, lett. i): ciò perché, in primo luogo, l'esenzione ha lo scopo di fare in modo che l'accesso all'educazione non sia ostacolato dai maggiori costi che si determinerebbero se beni o servizi<?PAGE NO="I-1396"?> strettamente connessi fossero sottoposti a IVA (e tassare attività di ricerca che generano profitto non produce simili ostacoli) e, in secondo luogo, perché tali progetti, per quanto siano di sostegno all'insegnamento universitario, non sono essenziali per conseguire l'obiettivo di istruire gli studenti al fine di consentire loro lo svolgimento di un'attività professionale.</TXT></NP><NP><NO.P>43.</NO.P><TXT>Per quanto riguarda il primo aspetto, mi sembra si possa sostenere che tassare un singolo importo versato per il servizio consistente nel mettere in contatto un genitore con un privato ospitante non ostacolerebbe l'accesso all'assistenza all'infanzia. Nel caso in cui il corrispettivo per il servizio rappresenti però una parte significativa dell'importo da corrispondere per ogni ora di custodia, e per tutta la durata di questa, il discorso può essere diverso. In tal caso, però, si ripropone il problema del legame tra il servizio e il pagamento<NOTE NOTE.ID="E0013" NUMBERING.CONTINUED="YES"><P>V. le mie osservazioni supra, al paragrafo 24.</P></NOTE>.</TXT></NP><NP><NO.P>44.</NO.P><TXT>Per quanto riguarda il secondo aspetto, avrei qualche problema a condividere l'affermazione che l'esistenza di una stretta connessione tra una prestazione ed un'attività implichi necessariamente che la prestazione debba essere indispensabile per raggiungere gli obiettivi dell'attività.</TXT></NP><NP><NO.P>45.</NO.P><TXT>Tuttavia, poiché tutte le disposizioni di cui all'art. 13, parte A, n. 1, che utilizzano il criterio della stretta connessione sono anche sottoposte alla condizione di cui al primo trattino dell'art. 13, parte A, n. 2, lett. b), secondo il quale le prestazioni devono essere indispensabili all'espletamento delle operazioni esentate, la questione non è pertinente in questa sede. Me ne occuperò in seguito, al punto (iii).</TXT></NP></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="4"><TITLE><TI><NP><NO.P>ii)</NO.P><TXT>Se un'esenzione possa basarsi su di un legame con i servizi di assistenza all'infanzia qualora questi non siano essi stessi esenti</TXT></NP></TI></TITLE><NP><NO.P>46.</NO.P><TXT>La Commissione e il governo olandese sostengono che, anche sé vi fosse una stretta connessione tra i servizi di intermediazione svolti dalla Fondazione e l'assistenza all'infanzia fornita da privati, perché il servizio connesso sia esente è necessario che l'assistenza in questione sia di per sé esente ai sensi dell'art. 13, parte A, n. 1, lett. g) e h). In altri termini, l'assistenza all'infanzia deve essere fornita da <QUOT.START ID="QS0031" REF.END="QE0031" CODE="00AB"/>organismi di diritto pubblico o da altri organismi riconosciuti come aventi carattere sociale<QUOT.END ID="QE0031" REF.START="QS0031" CODE="00BB"/>.</TXT></NP><?PAGE NO="I-1397"?><NP><NO.P>47.</NO.P><TXT>Le disposizioni di cui all'art. 13, parte A, n. 1, lett. b), g), h), i), 1), m) ed n), hanno in comune il fatto che utilizzano tutte il concetto di stretta connessione tra una prestazione e un'attività di interesse pubblico e, inoltre, il fatto che la prestazione deve essere effettuata da un ente di natura pubblica, sociale, culturale, associativa, senza scopo di lucro o simile; deve infine essere sempre soddisfatta la condizione di cui all'art. 13, parte A, n. 2, lett. b).</TXT></NP><NP><NO.P>48.</NO.P><TXT>In esse, tuttavia, varia il modo in cui la connessione è espressa: <QUOT.START ID="QS0032" REF.END="QE0032" CODE="00AB"/>l'ospedalizzazione e le cure mediche nonché le operazioni ad esse strettamente connesse<QUOT.END ID="QE0032" REF.START="QS0032" CODE="00BB"/> [lett. b)]; <QUOT.START ID="QS0033" REF.END="QE0033" CODE="00AB"/>le prestazioni di servizi e le cessioni di beni strettamente connesse con<QUOT.END ID="QE0033" REF.START="QS0033" CODE="00BB"/> l'assistenza sociale, la protezione dell'infanzia e attività simili [lett. g) e h)]; l'educazione <QUOT.START ID="QS0034" REF.END="QE0034" CODE="00AB"/>nonché le prestazioni di servizi e le forniture di beni con ess [a] strettamente connesse<QUOT.END ID="QE0034" REF.START="QS0034" CODE="00BB"/> [lett. i)]; i servizi <QUOT.START ID="QS0035" REF.END="QE0035" CODE="00AB"/>e le forniture di beni loro strettamente connesse <QUOT.END ID="QE0035" REF.START="QS0035" CODE="00BB"/> a favore dei membri di determinati enti [lett. 1)]; <QUOT.START ID="QS0036" REF.END="QE0036" CODE="00AB"/>talune prestazioni di servizi strettamente connesse con la pratica dello sport o dell'educazione fìsica<QUOT.END ID="QE0036" REF.START="QS0036" CODE="00BB"/> [lett. m)]; taluni servizi culturali <QUOT.START ID="QS0037" REF.END="QE0037" CODE="00AB"/>e le forniture di beni loro strettamente connesse<QUOT.END ID="QE0037" REF.START="QS0037" CODE="00BB"/> [lett. n)].</TXT></NP><NP><NO.P>49.</NO.P><TXT>Sulla base di un'analisi letterale si potrebbe concludere che le lett. b), i), 1) ed n) esentano una specifica attività per ragioni di interesse pubblico, insieme con altre prestazioni strettamente connesse a tale attività esente, mentre le lett. g), h) ed m) esentano certi servizi strettamente connessi ad una specifica attività, tanto nel caso che quest'ultima sia esente quanto nel caso che non lo sia.</TXT></NP><NP><NO.P>50.</NO.P><TXT>L'ultima parte del ragionamento, tuttavia, non sembra accettabile. Essa risulta infatti incompatibile, come evidenzia la Commissione, con la logica delle disposizioni nonché, come sottolinea il governo olandese, con il tenore letterale del primo trattino dell'art. 13, parte A, n. 2, lett. b), il quale prevede che le prestazioni in questione devono essere <QUOT.START ID="QS0038" REF.END="QE0038" CODE="00AB"/>indispensabili all'espletamento delle operazioni esentate<QUOT.END ID="QE0038" REF.START="QS0038" CODE="00BB"/>.</TXT></NP><NP><NO.P>51.</NO.P><TXT>Sembra dunque che, perché le prestazioni strettamente connesse possano essere esenti, l'attività principale debba a sua volta essere esente e debba quindi soddisfare tutte le condizioni per l'esenzione — ivi compresa la necessità di essere svolta da un organismo di diritto pubblico o da altri enti riconosciuti come aventi carattere sociale<NOTE NOTE.ID="E0014" NUMBERING.CONTINUED="YES"><P>V. ancho sentenza <DATE ISO="20050526">26 maggio 2005</DATE>, causa <REF.DOC.ECR EDITION="GEN" NO.CASE="C-498/03" YEAR="2005" PAGE.ECR="I-4427">C-498/03, Kingscrest (Racc. pag. I-4427, punto 30)</REF.DOC.ECR>.</P></NOTE>.</TXT></NP><?PAGE NO="I-1398"?><NP><NO.P>52.</NO.P><TXT>Pertanto, affinché l'attività della Fondazione quale intermediaria possa essere esentata ai sensi dell'art. 13, parte A, n. 1, lett. g) o h), i privati ospitanti devono a loro volta possedere i requisiti per essere esentati sulla base di tali disposizioni.</TXT></NP><NP><NO.P>53.</NO.P><TXT>Chiaramente i privati ospitanti non sono organismi di diritto pubblico. Non spetta alla Corte stabilire se essi siano riconosciuti quali enti aventi carattere sociale. Il riconoscimento è di competenza delle autorità nazionali, che godono di un certo margine di discrezionalità, da utilizzare nel rispetto del diritto comunitario e fatto salvo il controllo giurisdizionale<NOTE NOTE.ID="E0015" NUMBERING.CONTINUED="YES"><P>V. sentenza Kingscrest, cit., in particolare punti 48 e segg.</P></NOTE>. Per quanto riguarda la possibilità di attribuire il riconoscimento ai privati ospitanti, si possono richiamare le sentenze della Corte nei casi Bulthuis-Griffioen<NOTE NOTE.ID="E0016" NUMBERING.CONTINUED="YES"><P>Sentenza <DATE ISO="19950811">11 agosto 1995</DATE>, causa <REF.DOC.ECR EDITION="GEN" NO.CASE="C-453/93" YEAR="1995" PAGE.ECR="I-2341">C-453/93 (Race. pag. I-2341)</REF.DOC.ECR>.</P></NOTE> e Gregg<NOTE NOTE.ID="E0017" NUMBERING.CONTINUED="YES"><P>Sentenza <DATE ISO="19990907">7 settembre 1999</DATE>, causa <REF.DOC.ECR EDITION="GEN" NO.CASE="C-216/97" YEAR="1999" PAGE.ECR="I-4947">C-216/97 (Race. pag. I-4947</REF.DOC.ECR>, in particolare punti 14-19).</P></NOTE>, dalle quali risulta che le persone fisiche possono ottenere tale riconoscimento solo se <QUOT.START ID="QS0039" REF.END="QE0039" CODE="00AB"/>gestiscono un'impresa<QUOT.END ID="QE0039" REF.START="QS0039" CODE="00BB"/>.</TXT></NP></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="4"><TITLE><TI><NP><NO.P>iii)</NO.P><TXT>Se i servizi di intermediazione siano essenziali per i servizi di assistenza all'infanzia</TXT></NP></TI></TITLE><NP><NO.P>54.</NO.P><TXT>Sembra difficile immaginare che un genitore possa ricorrere a servizi di assistenza all'infanzia senza essere stato prima messo in contatto con chi li fornisce. La Fondazione sottolinea che i servizi di assistenza all'infanzia di cui si discute sono accessibili soltanto attraverso la sua attività di intermediazione. Il governo olandese sostiene però che esistono altri canali, inclusi pubblicità ed agenzie.</TXT></NP><NP><NO.P>55.</NO.P><TXT>Mi sembra che, se l'attività della Fondazione consiste semplicemente nel conservare un elenco di persone che offrono assistenza all'infanzia, e nel mettere tale elenco a disposizione dei genitori, il servizio non possa in alcun modo essere definito essenziale. Vi sono infatti molti altri modi in cui i genitori possono mettersi in contatto con potenziali ospitanti.</TXT></NP><NP><NO.P>56.</NO.P><TXT>Tuttavia, se le attività di selezione e formazione della Fondazione sono tali per cui i suoi servizi di intermediazione consentono ai genitori di entrare in contatto con privati ospitanti aventi un livello di competenza e affidabilità che non potrebbe in altro modo essere garantito, i servizi di intermediazione potrebbero ritenersi essenziali per l'accesso ad un'assistenza all'infanzia di tale<?PAGE NO="I-1399"?> qualità, e ciò sebbene la Fondazione non si assuma nessuna responsabilità per qualsiasi inconveniente si dovesse in concreto verificare nell'assistenza effettivamente prestata.</TXT></NP><NP><NO.P>57.</NO.P><TXT>Ritengo pertanto che ciò che va verificato, nel merito, sia se l'assistenza alla quale si accede è di un tipo o di un livello qualitativo che non potrebbero essere garantiti ai genitori senza l'attività di intermediazione della Fondazione.</TXT></NP></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="4"><TITLE><TI><NP><NO.P>iv)</NO.P><TXT>Se l'obiettivo essenziale sia quello di ottenere entrate supplementari, e se vi sia concorrenza con servizi commerciali sottoposti ad IVA</TXT></NP></TI></TITLE><NP><NO.P>58.</NO.P><TXT>Anche questa è una questione di merito, che non può essere risolta dalla Corte, e rispetto alla quale non si è posto, nel caso presente, alcun particolare problema di interpretazione. Nella documentazione prodotta agli atti non vi è una conferma del fatto che vi siano agenzie che forniscano un servizio simile a quello della Fondazione, sebbene il governo olandese sostenga che avviene così. Qualora sia necessario valutare lo scopo del servizio offerto, potrebbe essere opportuno considerare, da un lato, la natura di ente senza scopo di lucro della Fondazione e, dall'altro, l'ammontare e il metodo di calcolo dell'importo di cui è causa.</TXT></NP></GR.SEQ></GR.SEQ></GR.SEQ></GR.SEQ><GR.SEQ LEVEL="1"><TITLE><TI><P>Conclusioni</P></TI></TITLE><NP><NO.P>59.</NO.P><TXT>Alla luce delle considerazioni che precedono propongo pertanto alla Corte di rispondere alla questione pregiudiziale sollevata dallo Hoge Raad nei seguenti termini:</TXT><P>Quando un organismo di diritto pubblico, o un altro ente riconosciuto dallo Stato membro interessato come avente carattere sociale, agisce da intermediario tra<?PAGE NO="I-1400"?> persone che cercano e persone che offrono servizi di assistenza all'infanzia, la sua attività di intermediazione può essere esente da IVA, ai sensi dell'art. 13, parte A, n. 1, lett. g) o h), della sesta direttiva del Consiglio 77/388/CEE, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari — Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme, solo se:</P><P><LIST TYPE="DASH"><ITEM><P>l'assoggettamento all'IVA possa ostacolare l'accesso ai servizi di assistenza all'infanzia, facendone aumentare i costi;</P></ITEM><ITEM><P>i servizi di assistenza all'infanzia in quanto tali siano esenti in base alla/e stessa/e disposizione/i;</P></ITEM><ITEM><P>i servizi di assistenza all'infanzia siano di un tipo o di una qualità che non possano essere garantiti a coloro che sono alla ricerca di tali servizi se questi ultimi non ricorrano al servizio di intermediazione; e</P></ITEM><ITEM><P>i servizi di intermediazione non siano essenzialmente destinati a procurare entrate supplementari mediante la realizzazione di operazioni effettuate in concorrenza diretta con imprese soggette all'IVA.</P></ITEM></LIST></P></NP></GR.SEQ></CONTENTS.CONCLUSION></CONCLUSION>