23.12.2015   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 434/142


P7_TA(2012)0509

Industria siderurgica dell'UE

Risoluzione del Parlamento europeo del 13 dicembre 2012 sull'industria siderurgica dell'UE (2012/2833(RSP))

(2015/C 434/15)

Il Parlamento europeo,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che trova le sue origini nel trattato CECA,

viste le sue precedenti risoluzioni sul settore siderurgico nonché la ristrutturazione, il trasferimento e la chiusura di imprese nell'UE,

vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e la Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori,

vista la comunicazione della Commissione del 2 febbraio 2011 dal titolo «Affrontare le sfide relative ai mercati dei prodotti di base e alle materie prime» (COM(2011)0025),

vista la Strategia Europa 2020,

vista la comunicazione della Commissione del 10 ottobre 2012 al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, dal titolo «Un'industria europea più forte per la crescita e la ripresa economica» (COM(2012)0582),

vista l'interrogazione alla Commissione sulla siderurgia nell'Unione (O-000184/2012 — B7-0368/2012),

visti l'articolo 115, paragrafo 5, e l'articolo 110, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.

considerando che, a seguito della scadenza del trattato CECA, i settori del carbone e dell'acciaio sono disciplinati dalle disposizioni del trattato UE;

B.

considerando che uno degli obiettivi dell'Unione europea è quello di sostenere l'industria manifatturiera e di renderla competitiva, sostenibile e in grado di rispondere alle mutevoli condizioni di mercato europee e non europee, dal momento che essa è fondamentale per la crescita e la prosperità in Europa;

C.

considerando che l'industria siderurgica europea soffre di un calo sostanziale della domanda, che sta provocando una perdita progressiva di posti di lavoro e di competitività;

D.

considerando che l'industria siderurgica è di importanza strategica per l'economia dell'UE e considerando che è nell'interesse di tutta l'Unione europea preservare le attività che costituiscono il suo tessuto industriale e assicurare la sicurezza dell'approvvigionamento grazie alla produzione interna;

E.

considerando che un'industria siderurgica europea competitiva costituisce la spina dorsale dello sviluppo e della creazione di valore per numerosi settori industriali importanti, come il settore automobilistico, edilizio e dell'ingegneria meccanica;

F.

considerando che l'industria siderurgica affronta sfide significative, come un calo sostanziale della domanda, la forte concorrenza delle importazioni provenienti da paesi terzi con regolamenti e norme differenti, la difficoltà di accesso alle materie prime e un aumento dei costi che hanno portato alla ristrutturazione, alle fusioni industriali e a perdite di posti di lavoro;

G.

considerando che l'occupazione nel settore siderurgico è passata da 1 milione di posti di lavoro nel 1970 a circa 369 mila posti nel 2012 e che il numero di lavoratori nelle industrie a valle è di vari milioni;

H.

considerando che, secondo i dati pubblicati dalla Commissione, nel 2010 le esportazioni di acciaio dell'UE sono state pari a 33,7 milioni di tonnellate (32 miliardi di euro) ed erano dirette verso i più grandi mercati per le esportazioni di acciaio dell'UE che sono la Turchia, gli Stati Uniti, l'Algeria, la Svizzera, la Russia e l'India, mentre, nello stesso anno, le importazioni di acciaio dell'Unione europea sono state pari a 26,8 milioni di tonnellate (18 miliardi di euro) e provenivano principalmente dalla Russia, dall'Ucraina, dalla Cina, dalla Turchia, dalla Corea del Sud, dalla Svizzera e dalla Serbia;

I.

considerando che l'attuale crisi sta creando un enorme disagio sociale per i lavoratori e le regioni colpiti e che le imprese che attuano ristrutturazioni dovrebbero agire in modo socialmente responsabile, poiché l'esperienza dimostra che, senza un sufficiente dialogo sociale, non è possibile realizzare una ristrutturazione riuscita;

J.

considerando che le industrie ad alta tecnologia — di cui il settore siderurgico è un esempio — sono considerate un modello di know-how tecnologico, e devono quindi essere mantenute adottando misure immediate per evitare la loro delocalizzazione al di fuori del territorio dell'UE;

1.

chiede alla Commissione di fornire, a breve termine, un quadro chiaro della situazione per quanto riguarda i principali cambiamenti che si verificano nel settore siderurgico in Europa; sottolinea che è importante che la commissione controlli gli sviluppi in corso con attenzione al fine di salvaguardare il patrimonio industriale europeo e la mano d'opera interessata;

2.

ricorda che la Commissione ha facoltà, in seguito alla scadenza del trattato CECA, di affrontare l'impatto economico e sociale degli sviluppi nell'industria siderurgica europea e chiede alla Commissione di tener conto dell'esperienza positiva della CECA e di istituire un organo tripartito (sindacati, industria e Commissione) che operi a favore di un maggiore sviluppo dell'industria siderurgica europea, svolga funzioni di previsione, consultazione e informazione per i lavoratori e garantisca il pieno rispetto dei requisiti legali della direttiva riguardante l'istituzione di un comitato aziendale europeo (1);

3.

invita la Commissione a riflettere attentamente sulle iniziative a medio e a lungo termine per sostenere e preservare l'industria siderurgica e il suo indotto;

4.

esorta la Commissione ad accordare maggiore importanza alla politica industriale in modo da rilanciare la competitività dell'industria europea sul mercato mondiale al fine di garantire una effettiva parità di condizioni assicurando, al contempo, norme sociali e ambientali di livello elevato e operando ai fini della reciprocità nei paesi terzi;

5.

è convinto che la ripresa economica europea dipenda anche da un'industria manifatturiera più forte; sottolinea che l'acciaio svolge un ruolo chiave nel garantire la competitività delle industrie strategiche a valle, che soffrirebbero le conseguenze di una contrazione della siderurgia europea e diventerebbero dipendenti dalle importazioni da paesi terzi, il che le renderebbe vulnerabili;

6.

accoglie con favore l'iniziativa della Commissione di elaborare, entro il giugno 2013, un Piano europeo d'azione a favore della siderurgia ma sottolinea la necessità di presentarlo il prima possibile;

7.

invita la Commissione a riconsiderare la propria decisione di non prorogare oltre il 31 dicembre 2012 il sistema di vigilanza preventiva sulle importazioni di prodotti siderurgici e tubi siderurgici, come stabilito dal regolamento (UE) n. 1241/2009 (2) della Commissione, e ad inserire tale sistema nel Piano d'azione;

8.

esorta la Commissione a includere nel suo Piano d'azione la mobilitazione di tutti gli strumenti disponibili dell'UE, quali un aumento della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione, in particolare nei settori dell'efficienza energetica e dell'uso efficiente delle risorse, investimenti mirati da parte della Banca europea per gli investimenti, una politica attiva per l'acquisizione di competenze, la riqualificazione e una nuova formazione dei lavoratori, l'uso potenziale, qualora necessario, di strumenti finanziari dell'UE quali il Fondo sociale europeo e il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, e altri incentivi per assistere l'industria negli investimenti e nella modernizzazione;

9.

ritiene che tale Piano d'azione dovrebbe anche considerare i modi per affrontare e mitigare i costi elevati dell'energia e delle materie prime, che costituiscono una minaccia per la competitività dell'industria siderurgica; pone l'accento, a tale riguardo, sul fatto che l'efficienza energetica e l'efficienza delle risorse possono generare notevoli risparmi sui costi e si compiace, a tale proposito, per il partenariato europeo pubblico — privato SPIRE, esortando, tuttavia, la Commissione e lo stesso settore siderurgico a continuare a studiare le possibilità esistenti, ad incoraggiare la creazione di consorzi imprenditoriali e a promuovere un sistema di produzione a circuito chiuso finalizzato al recupero e al riutilizzo dei rottami, data la limitazione presente e futura dell'approvvigionamento di materie prime;

10.

invita la Commissione a tener presente l'industria siderurgica nella sua revisione in corso delle norme vigenti in materia di aiuti statali, e ad esaminare la fattibilità di introdurre una certificazione di qualità per i prodotti connessi con l'acciaio;

11.

invita la Commissione a monitorare le attività di ristrutturazione o di delocalizzazione e a garantire, caso per caso, che siano svolte nel pieno rispetto del diritto dell'Unione in materia di concorrenza; è del parere che debbano essere monitorati anche eventuali abusi di posizione dominante sul mercato;

12.

accoglie con favore progetti come il consorzio ULCOS (Ultra-low Carbon Dioxide Steelmaking — Processi siderurgici a emissioni ultraridotte di CO2), che costituisce un esempio di iniziativa innovativa nell'ambito della ricerca e dello sviluppo per aiutare l'industria siderurgica a ridurre le sue emissioni di CO2 e sottolinea la necessità di continui investimenti in attività di ricerca e di innovazione, fondamentali per il rilancio e il rinnovamento di questo settore;

13.

invita la Commissione a monitorare da vicino gli sviluppi futuri negli stabilimenti di Florange, Liegi, Terni, Galați, Schifflange, Piombino, Câmpia Turzii, Rodange, Oțelu Roşu, Trieste, Silesia, Reşiţa, Targoviste, Călăraşi, Hunedoara, Buzău, Braila, Borlänge, Luleå, Oxelösund e altrove, la cui integrità è a rischio, onde assicurare che la competitività del settore siderurgico europeo e la sua importanza in quanto settore occupazionale non siano minacciate;

14.

incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.


(1)  GU L 254 del 30.9.1994, pag. 64.

(2)  GU L 332 del 17.12.2009, pag. 54.