11.3.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

CE 72/101


Giovedì 25 ottobre 2012
Tutela consolare dei cittadini dell'Unione all'estero *

P7_TA(2012)0394

Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 25 ottobre 2012 sulla proposta di direttiva del Consiglio sulla tutela consolare dei cittadini dell'Unione all'estero (COM(2011)0881 – C7-0017/2012 – 2011/0432(CNS))

2014/C 72 E/18

(Procedura legislativa speciale – consultazione)

Il Parlamento europeo,

vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2011)0881),

visto l'articolo 23 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C7-0017/2012),

visto l'articolo 55 del suo regolamento,

visti la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni e i pareri della commissione per gli affari esteri e della commissione giuridica (A7-0288/2012),

1.

approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.

invita la Commissione a modificare di conseguenza la sua proposta, in conformità dell'articolo 293, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

3.

invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

4.

chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente la proposta della Commissione;

5.

incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio, alla Commissione e ai parlamenti nazionali.

TESTO DELLA COMMISSIONE

EMENDAMENTO

Emendamento 1

Proposta di direttiva

Considerando 6 bis (nuovo)

 

(6 bis)

Ai sensi dell'articolo 35 del trattato sull'Unione europea, le missioni diplomatiche e consolari degli Stati membri e le delegazioni dell'Unione nei paesi terzi cooperano e contribuiscono all'attuazione del diritto di tutela dei cittadini dell'Unione nel territorio di paesi terzi.

Emendamento 2

Proposta di direttiva

Considerando 7

(7)

Qualora un cittadino non rappresentato abbia bisogno di tutela in un paese terzo, sono necessarie una cooperazione e un coordinamento efficienti. Lo Stato membro che fornisce l'assistenza, presente nel paese terzo, e lo Stato membro d'origine del cittadino possono dover cooperare strettamente. La cooperazione consolare locale può essere più complessa nel caso di cittadini non rappresentati, in quanto implica un coordinamento con autorità non rappresentate in loco. Per colmare le lacune legate alla mancanza di un'ambasciata o di un consolato dello Stato membro d'origine occorre istituire un quadro stabile.

(7)

Qualora un cittadino non rappresentato abbia bisogno di tutela in un paese terzo, sono necessarie una cooperazione e un coordinamento efficienti. Lo Stato membro che fornisce l'assistenza e la delegazione dell'Unione , presenti nel paese terzo, e lo Stato membro d'origine del cittadino dovrebbero cooperare strettamente.

Emendamento 3

Proposta di direttiva

Considerando 7 bis (nuovo)

 

(7 bis)

La cooperazione consolare locale può essere più complessa nel caso di cittadini non rappresentati, in quanto implica un coordinamento con autorità non rappresentate in loco. Per colmare le lacune legate all'assenza di un'ambasciata o di un consolato dello Stato membro d'origine occorre istituire un quadro stabile. La cooperazione consolare locale dovrebbe dedicare debita attenzione ai cittadini non rappresentati, ad esempio raccogliendo le informazioni di contatto delle ambasciate e dei consolati degli Stati membri più vicini nella regione.

Emendamento 4

Proposta di direttiva

Considerando 7 ter (nuovo)

 

(7 ter)

Al fine di agevolare e migliorare la tutela consolare, prestando particolare attenzione alla situazione dei cittadini non rappresentati, la Commissione dovrebbe definire linee guida pratiche.

Emendamento 5

Proposta di direttiva

Considerando 8

(8)

Il cittadino dell'Unione si considera non rappresentato se lo Stato membro di cui ha la cittadinanza non ha un'ambasciata o un consolato accessibili in un paese terzo. Il concetto di accessibilità dovrebbe essere interpretato in modo da garantire la tutela del cittadino.

(8)

Un cittadino dell'Unione si considera non rappresentato se lo Stato membro di cui ha la cittadinanza non ha un'ambasciata o un consolato accessibili in un paese terzo o se l'accesso all'ambasciata o al consolato comporterebbe per il cittadino di un dato Stato membro un uso non necessario di tempo prezioso e risorse finanziarie in casi di emergenza . Il concetto di accessibilità dovrebbe essere interpretato in modo da garantire la tutela del cittadino.

Emendamento 6

Proposta di direttiva

Considerando 9

(9)

Conformemente al diritto al rispetto della vita privata e familiare sancito dall'articolo 7 della Carta, lo Stato membro che fornisce l'assistenza dovrebbe garantire una tutela ai cittadini di paesi terzi familiari di cittadini dell'Unione alle stesse condizioni dei cittadini di paesi terzi familiari di suoi cittadini. La definizione di "familiare" dovrebbe ispirarsi agli articoli 2 e 3 della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri. Gli Stati membri potrebbero non essere in grado di garantire tutti i tipi di tutela consolare ai familiari cittadini di paesi terzi, in particolare l'emissione di documenti di viaggio provvisori. Conformemente all'articolo 24 della Carta, l'interesse superiore del minore, quale riconosciuto dalla convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, deve essere considerato preminente.

(9)

Conformemente al diritto al rispetto della vita privata e familiare sancito dall'articolo 7 della Carta, lo Stato membro che fornisce l'assistenza dovrebbe garantire una tutela ai cittadini di paesi terzi familiari di cittadini dell'Unione , come definito nella direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri , alle stesse condizioni dei cittadini di paesi terzi familiari di suoi cittadini, tenendo conto del fatto che gli Stati membri potrebbero non essere in grado di garantire tutti i tipi di tutela consolare ai familiari cittadini di paesi terzi, come i documenti di viaggio provvisori. Ciononostante, gli Stati membri dovrebbero intraprendere ogni azione in loro potere per garantire l'integrità della famiglia del cittadino. Conformemente all'articolo 24 della Carta, l'interesse superiore del minore, quale riconosciuto dalla convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, deve essere considerato preminente.

Emendamento 7

Proposta di direttiva

Considerando 9 bis (nuovo)

 

(9 bis)

Lo Stato membro che presta l'assistenza dovrebbe prendere in esame la fornitura di tutela a rifugiati e apolidi riconosciuti e ad altre persone che non hanno la cittadinanza di alcuno Stato membro ma che soggiornano in uno degli Stati membri e sono titolari di un documento di viaggio rilasciato da tale Stato membro, tenendo conto della loro particolare situazione.

Emendamento 8

Proposta di direttiva

Considerando 10

(10)

I cittadini non rappresentati dovrebbero poter scegliere liberamente l'ambasciata o il consolato cui chiedere la tutela consolare. È opportuno consentire agli Stati membri di concludere accordi di ripartizione degli oneri. Tali accordi tuttavia dovrebbero essere trasparenti per i cittadini e non dovrebbero pregiudicare l'efficacia della tutela consolare. Vanno quindi notificati alla Commissione e pubblicati sul suo sito web dedicato.

(10)

I cittadini non rappresentati dovrebbero poter scegliere liberamente l'ambasciata , il consolato o, se del caso, la delegazione dell'Unione cui chiedere la tutela consolare. È opportuno consentire agli Stati membri di concludere accordi di ripartizione degli oneri. Tali accordi dovrebbero essere distribuiti equamente e tener conto delle capacità di ogni Stato membro. Tali accordi tuttavia dovrebbero essere trasparenti per i cittadini e non dovrebbero pregiudicare l'efficacia della tutela consolare. Essi dovrebbero quindi essere notificati alla Commissione e pubblicati sul suo sito web dedicato , nonché sui relativi siti internet degli Stati membri e del Consiglio .

Emendamento 9

Proposta di direttiva

Considerando 12

(12)

La tutela dovrebbe essere accordata se il richiedente dimostra di essere cittadino dell'Unione. Il cittadino non rappresentato che necessita di tutela consolare potrebbe non essere più in possesso dei documenti di identità. Lo status fondamentale di cittadinanza dell'Unione è conferito direttamente dal diritto dell'Unione e i documenti di identità hanno valore puramente dichiarativo. Il richiedente che non è in grado di presentare un documento di identità dovrebbe poter dimostrare la propria identità con qualsiasi altro mezzo, se necessario previa verifica con le autorità dello Stato membro di cui si dichiara cittadino.

(12)

La tutela dovrebbe essere accordata se il richiedente dimostra di essere cittadino dell'Unione. Il cittadino non rappresentato che necessita di tutela consolare potrebbe non essere più in possesso dei documenti di identità. Lo status fondamentale di cittadinanza dell'Unione è conferito direttamente dal diritto dell'Unione e i documenti di identità hanno valore puramente dichiarativo. Il richiedente che non è in grado di presentare un documento di identità dovrebbe poter dimostrare la propria identità con qualsiasi altro mezzo, se necessario previa verifica con le autorità dello Stato membro di cui si dichiara cittadino. L'ambasciata o il consolato che fornisce l'assistenza dovrebbe fornire ai cittadini non rappresentati gli strumenti necessari alla verifica della propria identità.

Emendamento 10

Proposta di direttiva

Considerando 14

(14)

Al fine di chiarire quali misure di coordinamento e cooperazione siano necessarie, è opportuno specificare l'ambito di cooperazione e coordinamento. La tutela consolare dei cittadini non rappresentati comprende l'assistenza in una serie di situazioni tipiche, come in caso di arresto o detenzione, incidente o malattia grave e decesso, nonché l'aiuto e il rimpatrio in caso di difficoltà e l'emissione di documenti provvisori. Poiché la tutela necessaria dipende sempre dalla situazione concreta, la tutela consolare non dovrebbe essere limitata alle situazioni specificamente elencate nella presente direttiva.

(14)

Al fine di chiarire quali misure di coordinamento e cooperazione siano necessarie, è opportuno specificare l'ambito di cooperazione e coordinamento. La tutela consolare dei cittadini non rappresentati comprende l'assistenza in una serie di situazioni tipiche, come in caso di arresto o detenzione, incidente o malattia grave e decesso, nonché l'aiuto e il rimpatrio in caso di difficoltà e l'emissione di documenti provvisori , come pure in situazioni di crisi . Poiché la tutela necessaria dipende sempre dalla situazione concreta, la tutela consolare non dovrebbe essere limitata alle situazioni specificamente elencate nella presente direttiva.

Emendamento 11

Proposta di direttiva

Considerando 14 bis (nuovo)

 

(14 bis)

Nel fornire tutela consolare in caso di arresto o detenzione, si dovrebbe tener conto di situazioni particolari, segnatamente quando le vittime della tratta di esseri umani sono arrestate o poste in detenzione per aver commesso reati come diretta conseguenza del loro essere oggetto della tratta. I cittadini non rappresentati potrebbero trovarsi in una situazione più vulnerabile non disponendo di una rappresentanza diretta.

Emendamento 12

Proposta di direttiva

Considerando 15

(15)

Per garantire un coordinamento e una cooperazione efficaci tra le autorità consolari degli Stati membri è necessario stabilire previamente i diversi tipi di assistenza che possono essere forniti in situazioni specifiche. Questi dovrebbero corrispondere alle pratiche comuni degli Stati membri, fatto salvo l'articolo 23 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea che fa obbligo agli Stati membri di garantire una tutela alle stesse condizioni di cui beneficiano i loro cittadini.

(15)

Per garantire un coordinamento e una cooperazione efficaci tra le autorità consolari degli Stati membri è necessario stabilire previamente i diversi tipi di assistenza che possono essere forniti in situazioni specifiche. Questi dovrebbero corrispondere alle pratiche comuni degli Stati membri, fatto salvo l'articolo 23 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea che fa obbligo agli Stati membri di garantire una tutela alle stesse condizioni di cui beneficiano i loro cittadini. Occorre garantire che le barriere linguistiche siano superate e che ai cittadini non rappresentati sia fornita l'interpretazione o altra assistenza necessaria.

Emendamento 13

Proposta di direttiva

Considerando 18 bis (nuovo)

 

(18 bis)

È opportuno che gli Stati membri esaminino l'eventualità di istituire un "fondo fiduciario" per la tutela consolare, da cui l'ambasciata o il consolato dello Stato membro che fornisce l'assistenza possano attingere per le spese relative all'assistenza di un cittadino non rappresentato a cui gli Stati membri del cittadino non rappresentato assistito dovrebbero rimborsare l'anticipo finanziario. È opportuno che la Commissione, agendo in cooperazione con gli Stati membri, stabilisca regole chiare che definiscano la ripartizione degli oneri finanziari per il buon funzionamento di tale fondo.

Emendamento 14

Proposta di direttiva

Considerando 20

(20)

Per quanto concerne il coordinamento locale e nelle situazioni di crisi, occorre chiarire le competenze e i ruoli rispettivi per garantire che i cittadini non rappresentati siano pienamente assistiti. La cooperazione consolare locale dovrebbe dedicare la debita attenzione ai cittadini non rappresentati, ad esempio raccogliendo le informazioni di contatto delle ambasciate e dei consolati degli Stati membri più vicini nella regione.

(20)

Per quanto concerne il coordinamento nelle situazioni di crisi, occorre chiarire le competenze e i ruoli rispettivi per garantire che i cittadini non rappresentati siano pienamente assistiti. In situazioni di crisi, le delegazioni dell'Unione dovrebbero garantire il necessario coordinamento tra gli Stati membri. Per poter svolgere tale ruolo, al Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) dovrebbero essere forniti i necessari mezzi finanziari, anche per corsi di formazione destinati al personale consolare degli Stati membri.

Emendamento 15

Proposta di direttiva

Considerando 21

(21)

In caso di crisi, sono indispensabili una preparazione adeguata e una ripartizione chiara delle responsabilità. La pianificazione di emergenza in caso di crisi dovrebbe pertanto tenere pienamente conto dei cittadini non rappresentati e i piani di emergenza nazionali dovrebbero essere coordinati. In questo contesto occorre sviluppare ulteriormente il concetto di Stato guida.

(21)

In caso di crisi, sono indispensabili una preparazione adeguata e una ripartizione chiara delle responsabilità. La pianificazione di emergenza in caso di crisi dovrebbe pertanto tenere pienamente conto dei cittadini non rappresentati e i piani di emergenza nazionali dovrebbero essere coordinati dal SEAE .

Emendamento 16

Proposta di direttiva

Considerando 22 bis (nuovo)

 

(22 bis)

Il SEAE dovrebbe organizzare corsi di formazione per il personale consolare al fine di facilitare l'assistenza ai cittadini, compresi i cittadini non rappresentati, come parte della preparazione per le situazioni di crisi.

Emendamento 17

Proposta di direttiva

Considerando 22 ter (nuovo)

 

(22 ter)

È opportuno organizzare corsi di formazione per il personale consolare onde migliorare la cooperazione e dotarli di maggiori conoscenze quanto ai diritti di cui godono i cittadini in virtù dei trattati e della presente direttiva.

Emendamento 18

Proposta di direttiva

Considerando 23

(23)

Nei paesi terzi l'Unione è rappresentata dalle sue delegazioni, che assieme alle missioni diplomatiche e consolari degli Stati membri contribuiscono all'attuazione del diritto di tutela consolare dei cittadini dell'Unione ai sensi dell'articolo 35 del trattato sull'Unione europea. Conformemente alla convenzione di Vienna sulle relazioni consolari, gli Stati membri possono fornire la tutela consolare per conto di un altro Stato membro, a meno che il paese terzo interessato vi si opponga. Gli Stati membri dovrebbero prendere le misure necessarie in relazione ai paesi terzi al fine di poter assicurare la tutela consolare per conto di altri Stati membri.

(23)

Nei paesi terzi l'Unione è rappresentata dalle sue delegazioni, che assieme alle missioni diplomatiche e consolari degli Stati membri contribuiscono all'attuazione del diritto di tutela consolare dei cittadini dell'Unione ai sensi dell'articolo 35 del trattato sull'Unione europea. Le delegazioni dell'Unione dovrebbero garantire il necessario coordinamento tra gli Stati membri e, ove del caso, possono essere incaricate di funzioni consolari. Per poter svolgere tale ruolo, è opportuno che il SEAE sia dotato dei mezzi finanziari necessari.

Emendamento 19

Proposta di direttiva

Considerando 25

(25)

La presente direttiva non dovrebbe pregiudicare disposizioni nazionali più favorevoli, purché compatibili con la presente direttiva.

(25)

La presente direttiva non dovrebbe pregiudicare disposizioni nazionali più favorevoli, purché compatibili con la presente direttiva. La presente direttiva non dovrebbe imporre agli Stati membri alcun obbligo di fornire ai cittadini non rappresentati le tipologie di assistenza che non sono fornite ai propri cittadini.

Emendamento 20

Proposta di direttiva

Considerando 25 bis (nuovo)

 

(25 bis)

La presente direttiva non dovrebbe incidere sull'obbligo e/o sul diritto degli Stati membri non rappresentati di prestare direttamente assistenza ai loro cittadini qualora necessario e/o auspicabile. Gli Stati membri non rappresentati dovrebbero apportare un sostegno permanente agli Stati membri che forniscono un'assistenza consolare ai loro cittadini.

Emendamento 21

Proposta di direttiva

Considerando 25 ter (nuovo)

 

(25 ter)

Al fine di garantire il funzionamento rapido ed efficace della presente direttiva, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea riguardo a qualsiasi modifica degli allegati. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti. Nella preparazione e nell'elaborazione degli atti delegati la Commissione dovrebbe provvedere alla contestuale, tempestiva e appropriata trasmissione dei documenti pertinenti al Parlamento europeo e al Consiglio.

Emendamento 22

Proposta di direttiva

Considerando 27

(27)

In conformità del divieto di discriminazione contemplato dalla Carta, gli Stati membri danno attuazione alla presente direttiva senza operare tra i beneficiari della stessa alcuna discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale,

(27)

In conformità del divieto di discriminazione contemplato dalla Carta, in particolare dall'articolo 21, gli Stati membri , le delegazioni dell'Unione e, se del caso, il SEAE dovrebbero sempre dare attuazione alla presente direttiva senza operare tra i beneficiari della stessa alcuna discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale,

Emendamento 23

Proposta di direttiva

Considerando 27 bis (nuovo)

 

(27 bis)

Gli Stati membri dovrebbero incoraggiare i propri cittadini a registrarsi sul sito web dei propri ministeri degli affari esteri prima di recarsi in paesi terzi al fine di facilitare la loro assistenza in caso di necessità, in particolare in situazioni di crisi.

Emendamento 24

Proposta di direttiva

Considerando 27 ter (nuovo)

 

(27 ter)

La Commissione dovrebbe prendere in esame l'istituzione di una linea telefonica diretta 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, al fine di rendere le informazioni facilmente accessibili per i cittadini che richiedono tutela consolare nei casi di emergenza.

Emendamento 25

Proposta di direttiva

Articolo 1

La presente direttiva stabilisce le misure di coordinamento e cooperazione necessarie per facilitare l'esercizio del diritto dei cittadini dell'Unione di godere, nel territorio di un paese terzo nel quale lo Stato membro di cui hanno la cittadinanza non è rappresentato, della tutela delle autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato.

La presente direttiva stabilisce le misure di coordinamento e cooperazione necessarie per facilitare la tutela dei cittadini dell'Unione nel territorio di un paese terzo nel quale lo Stato membro di cui hanno la cittadinanza non è rappresentato, da parte delle autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato. Se del caso, le delegazioni dell'Unione possono altresì ricevere funzioni consolari al servizio dei cittadini non rappresentati.

Emendamento 26

Proposta di direttiva

Articolo 2 – paragrafo 1

1.   Ogni cittadino avente la cittadinanza di uno Stato membro dell'Unione che non è rappresentato da un'autorità diplomatica o consolare in un paese terzo (di seguito, "cittadino non rappresentato") gode della tutela delle autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato.

1.   Ogni cittadino avente la cittadinanza di uno Stato membro dell'Unione che non è rappresentato da un'autorità diplomatica o consolare in un paese terzo (in prosieguo, "cittadino non rappresentato") è tutelato dalle autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato , e dalla delegazione dell'Unione .

Emendamento 27

Proposta di direttiva

Articolo 2 – paragrafo 3

3.   I familiari del cittadino non rappresentato che non sono cittadini dell'Unione godono della tutela consolare alle stesse condizioni dei familiari del cittadino dello Stato membro che presta l'assistenza che non sono cittadini di detto Stato .

3.   I familiari del cittadino non rappresentato che non sono cittadini dell'Unione godono della tutela consolare alle stesse condizioni dei familiari del cittadino dello Stato membro d'origine o della tutela consolare di una delegazione dell'Unione .

Emendamento 28

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 3

3.   Il console onorario è assimilato all'ambasciata o al consolato accessibile nei limiti delle sue competenze, conformemente alle normative e pratiche nazionali.

3.   Il console onorario è assimilato all'ambasciata o al consolato accessibile nella misura in cui è dotato delle competenze pertinenti , conformemente al diritto e alle pratiche nazionali.

Emendamento 29

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1

1.   Il cittadino non rappresentato può scegliere l'ambasciata o il consolato dello Stato membro cui chiedere la tutela consolare.

1.   Il cittadino non rappresentato può scegliere l'ambasciata o il consolato dello Stato membro cui chiedere la tutela consolare. Egli può anche richiedere assistenza alla delegazione dell'Unione, laddove necessario e opportuno. Gli Stati membri mettono a disposizione, sui siti web dei propri ministeri degli affari esteri, informazioni riguardanti il diritto dei propri cittadini di richiedere, in un paese terzo in cui detti Stati membri non siano rappresentati, la tutela consolare presso le autorità diplomatiche o consolari di un altro Stato membro, in conformità della presente direttiva, indicando altresì le condizioni dell'esercizio di tale diritto.

Emendamento 30

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 2

2.    Uno Stato membro può rappresentare un altro Stato membro in modo permanente e le ambasciate e i consolati degli Stati membri presenti in un paese terzo possono concludere accordi di ripartizione degli oneri, a condizione che sia garantito il trattamento efficace delle domande . Gli Stati membri informano la Commissione europea di tali accordi affinché siano pubblicati nel suo sito Internet dedicato .

2.    Al fine di fornire tutela consolare a cittadini non rappresentati e di garantire il trattamento efficace delle domande , le rappresentanze degli Stati membri e, se del caso, la delegazione dell'Unione possono concludere accordi locali sulla ripartizione degli oneri e sullo scambio di informazioni. Dopo la notifica alle autorità locali, tali accordi locali sono comunicati alla Commissione e al SEAE e pubblicati sul sito web della Commissione e sui pertinenti siti degli Stati membri interessati . Tali accordi rispettano pienamente le disposizioni della presente direttiva.

Emendamento 31

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 2

2.   Se il cittadino dell'Unione non è in grado di presentare un passaporto o una carta d'identità in corso di validità, la cittadinanza può essere dimostrata con qualsiasi altro mezzo, se necessario previa verifica con le autorità diplomatiche e consolari dello Stato membro di cui il richiedente si dichiara cittadino.

2.   Se il cittadino dell'Unione non è in grado di presentare un passaporto o una carta d'identità in corso di validità, la cittadinanza può essere dimostrata con qualsiasi altro mezzo, se necessario previa verifica con le autorità diplomatiche e consolari dello Stato membro di cui il richiedente si dichiara cittadino. L'ambasciata o il consolato che fornisce l'assistenza fornisce ai cittadini non rappresentati gli strumenti necessari alla verifica della propria identità.

Emendamento 32

Proposta di direttiva

Capo 1 bis e articolo 5 bis (nuovo)

 

CAPO 1 bis

Cooperazione e coordinamento della tutela consolare locale

Articolo 5 bis

Principio generale

Le autorità diplomatiche e consolari degli Stati membri cooperano e si coordinano strettamente tra loro e con l'Unione per garantire la tutela dei cittadini non rappresentati alle stesse condizioni dei loro cittadini. Le delegazioni dell'Unione agevolano la cooperazione e il coordinamento tra gli Stati membri e tra gli Stati membri e l'Unione per garantire la tutela dei cittadini non rappresentati alle stesse condizioni dei loro cittadini. Quando un'ambasciata o un consolato o, se del caso, la delegazione dell'Unione, fornisce assistenza a un cittadino non rappresentato, l'ambasciata o il consolato più vicino competente a livello regionale o il ministero degli affari esteri dello Stato membro cui appartiene il cittadino, nonché la delegazione dell'Unione, sono contattate e cooperano al fine di definire le misure da adottare. Gli Stati membri notificano le informazioni relative alle persone di contatto dei ministeri degli affari esteri al SEAE, che le aggiorna regolarmente nel suo sito internet sicuro.

 

(L'articolo 7 della proposta della Commissione diviene obsoleto.)

Emendamento 33

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 2 – parte introduttiva

2.   La tutela consolare di cui al paragrafo 1 comprende l'assistenza nelle seguenti situazioni:

2.   La tutela consolare di cui al paragrafo 1 comprende , in particolare, l'assistenza nelle seguenti situazioni:

Emendamento 34

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 2 – lettera b

b)

qualora il richiedente sia vittima di reato;

b)

qualora il richiedente sia vittima di reato o corra il rischio di essere vittima di reato ;

Emendamento 35

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 2 – comma 1 bis (nuovo)

 

Tale tutela consolare si estende altresì a tutte le altre situazioni in cui gli Stati membri rappresentati presterebbero abitualmente assistenza ai propri cittadini.

Emendamento 36

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 1

1.   Qualora il cittadino non rappresentato sia arrestato o detenuto, le ambasciate e i consolati degli Stati membri, fatto salvo l'articolo 6, paragrafo 1, provvedono in particolare a quanto segue:

1.   Qualora il cittadino non rappresentato sia arrestato o altrimenti detenuto, le ambasciate e i consolati degli Stati membri, fatto salvo l'articolo 6, paragrafo 1, provvedono in particolare a quanto segue:

a)

su richiesta del cittadino, aiutano a informare i familiari o altre persone significative;

a)

su richiesta del cittadino, aiutano a informare i familiari o altre persone significative;

b)

rendono visita al cittadino e controllano il rispetto delle norme minime sul trattamento nelle carceri ;

b)

rendono visita al cittadino e garantiscono il rispetto delle norme minime sulle condizioni di detenzione ;

c)

forniscono al cittadino informazioni sui diritti dei detenuti.

c)

forniscono al cittadino informazioni sui suoi diritti ;

 

c bis)

si accertano che il cittadino abbia accesso ad un'adeguata assistenza legale.

Emendamento 37

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 3

3.   L'ambasciata o il consolato riferisce allo Stato membro cui il cittadino appartiene di ogni visita al cittadino e dell'esito del controllo del rispetto delle norme minime sul trattamento nelle carceri . Informa immediatamente lo Stato membro cui il cittadino appartiene di qualunque denuncia di trattamento contrario alle suddette norme minime.

3.   L'ambasciata o il consolato riferisce allo Stato membro cui il cittadino appartiene di ogni visita al cittadino e dell'esito del controllo del rispetto delle norme minime sulle condizioni di detenzione . Informa immediatamente lo Stato membro cui il cittadino appartiene di qualunque denuncia di trattamento contrario alle suddette norme minime e delle azioni intraprese al fine di evitare tale trattamento e assicurare l'applicazione delle norme minime sulle condizioni di detenzione .

Emendamento 38

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 4

4.   L'ambasciata o il consolato informa lo Stato membro cui il cittadino appartiene delle informazioni fornite al cittadino sui suoi diritti. L'ambasciata o il consolato agisce in qualità di intermediario, in particolare per aiutare il cittadino a redigere domande di grazia o di liberazione anticipata e qualora il cittadino intenda chiedere il trasferimento. Se necessario, agisce in qualità di intermediario per le spese legali depositate tramite le autorità diplomatiche o consolari dello Stato membro cui il cittadino appartiene.

4.   L'ambasciata o il consolato informa lo Stato membro cui il cittadino appartiene delle informazioni fornite al cittadino sui suoi diritti. L'ambasciata o il consolato agisce in qualità di intermediario, in particolare per garantire che il cittadino abbia accesso ad un'adeguata assistenza legale e all'assistenza, anche nel redigere domande di grazia o di liberazione anticipata e qualora il cittadino intenda chiedere il trasferimento. Se necessario, agisce in qualità di intermediario per le spese legali depositate tramite le autorità diplomatiche o consolari dello Stato membro cui il cittadino appartiene.

Emendamento 39

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 1

1.   Qualora il cittadino non rappresentato sia vittima di reato, le ambasciate e i consolati degli Stati membri, fatto salvo l'articolo 6, paragrafo 1, provvedono in particolare a quanto segue:

1.   Qualora il cittadino non rappresentato sia vittima di reato o corra il rischio di essere vittima di reato , le ambasciate e i consolati degli Stati membri, fatto salvo l'articolo 6, paragrafo 1, provvedono in particolare a quanto segue:

a)

se il cittadino lo desidera, aiutano a informare i familiari o altre persone significative;

a)

se il cittadino lo desidera, aiutano a informare i familiari o altre persone significative;

b)

forniscono al cittadino informazioni e/o assistenza in relazione agli aspetti giuridici e all'assistenza sanitaria del caso .

b)

forniscono al cittadino informazioni e/o assistenza in relazione all'assistenza sanitaria.

 

b bis)

forniscono al cittadino informazioni sui suoi diritti sull'accesso ad un'adeguata assistenza e consulenza legali.

Emendamento 40

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 2

2.   L'ambasciata o il consolato informa lo Stato membro cui il cittadino appartiene del fatto, della sua gravità e dell'assistenza fornita e cura i collegamenti con i familiari o altre persone significative per il cittadino qualora questo , ove possibile, vi abbia acconsentito .

2.   L'ambasciata o il consolato informa lo Stato membro cui il cittadino appartiene del fatto, della sua gravità e dell'assistenza fornita . Detto Stato membro cura i collegamenti con i familiari o altre persone significative per il cittadino , salvo che questo abbia negato il consenso .

Emendamento 41

Proposta di direttiva

Articolo 10 – paragrafo 2

2.   L'ambasciata o il consolato informa lo Stato membro cui il cittadino appartiene del fatto, della sua gravità e dell'assistenza fornita e, se del caso, provvede ai contatti con i familiari o altre persone significative per la vittima. Informa lo Stato membro cui il cittadino appartiene dell'eventuale necessità di un'evacuazione medica. L'evacuazione medica è subordinata al previo consenso dello Stato membro cui il cittadino appartiene, salvo in caso di estrema urgenza.

2.   L'ambasciata o il consolato informa lo Stato membro cui il cittadino appartiene del fatto, della sua gravità e dell'assistenza fornita . Detto Stato membro provvede ai contatti con i familiari o altre persone significative per la vittima , salvo che il cittadino abbia negato il consenso . Informa lo Stato membro cui il cittadino appartiene dell'eventuale necessità di un'evacuazione medica. L'evacuazione medica è subordinata al previo consenso dello Stato membro cui il cittadino appartiene, salvo in caso di estrema urgenza.

Emendamento 42

Proposta di direttiva

Articolo 11 bis (nuovo)

 

Articolo 11 bis

Cooperazione locale

Le riunioni di cooperazione locale comprendono uno scambio regolare di informazioni sui cittadini non rappresentati in relazione ad aspetti quali la sicurezza dei cittadini, le condizioni di detenzione o l'accesso ai servizi consolari. Salvo altrimenti concordato a livello centrale dai ministri degli affari esteri, la presidenza è assunta da un rappresentante di uno Stato membro o della delegazione dell'Unione designato a livello locale. Il presidente raccoglie e aggiorna regolarmente le informazioni di contatto, in particolare quelle dei punti di contatto degli Stati membri non rappresentati, e le comunica alle ambasciate e ai consolati locali.

Emendamento 43

Proposta di direttiva

Capo 3 e articolo 12

CAPO 3

Procedure finanziarie

Articolo 12

Norme generali

Qualora un cittadino non rappresentato chieda assistenza sotto forma di anticipo pecuniario o di rimpatrio, si applica la seguente procedura, fatto salvo l'articolo 6, paragrafo 1:

a)

il cittadino non rappresentato si impegna a restituire allo Stato membro cui appartiene l'importo integrale dell'anticipo pecuniario o dei costi sostenuti, se del caso maggiorato dei diritti consolari, utilizzando il modulo standard di cui all'allegato 1;

b)

su richiesta dell'ambasciata o del consolato che fornisce l'assistenza, lo Stato membro cui il cittadino appartiene fornisce senza indugio le informazioni necessarie relative alla domanda, precisando se si applicano diritti consolari;

c)

l'ambasciata o il consolato che fornisce l'assistenza informa lo Stato membro cui il cittadino appartiene di qualunque domanda di anticipo pecuniario o rimpatrio cui ha dato seguito;

d)

su richiesta scritta dell'ambasciata o del consolato che fornisce l'assistenza, presentata secondo il modulo di cui all'allegato 1, lo Stato membro cui il cittadino appartiene rimborsa l'importo integrale dell'anticipo pecuniario o dei costi sostenuti.

soppresso

Emendamento 44

Proposta di direttiva

Articolo 13

Articolo 13

Procedura semplificata nelle situazioni di crisi

1.     Nelle situazioni di crisi l'ambasciata o il consolato che fornisce l'assistenza coordina le operazioni di evacuazione del cittadino non rappresentato, o qualunque altra misura di sostegno necessaria, con lo Stato membro cui il cittadino appartiene.

Lo Stato membro che presta l'assistenza presenta domanda di rimborso dei costi sostenuti per le operazioni di evacuazione o le misure di sostegno al ministero degli Affari esteri dello Stato membro cui il cittadino appartiene. Lo Stato membro che presta l'assistenza può chiedere il rimborso anche se il cittadino non rappresentato non ha firmato una promessa di restituzione ai sensi dell'articolo 12, lettera a).

Il presente paragrafo non osta a che lo Stato membro cui il cittadino appartiene si rivalga in base alle norme nazionali.

2.     In caso di crisi grave, su richiesta dello Stato membro che presta l'assistenza, i costi sostenuti per le operazioni di evacuazione o le misure di sostegno sono rimborsati dallo Stato membro cui il cittadino appartiene secondo un criterio pro quota, dividendo l'importo dei costi totali per il numero di cittadini assistiti.

3.     Qualora i costi non possano essere calcolati, lo Stato membro che presta l'assistenza può chiedere un rimborso basato sugli importi forfettari corrispondenti al tipo di sostegno fornito di cui all'allegato 2.

4.     Qualora lo Stato membro che presta l'assistenza abbia ricevuto, ai fini dell'assistenza, sostegno finanziario dal meccanismo di protezione civile dell'Unione europea, il contributo dello Stato membro cui il cittadino appartiene è determinato previa deduzione del contributo dell'Unione.

5.     Le domande di rimborso sono presentate usando i moduli comuni di cui all'allegato 2.

soppresso

Emendamento 45

Proposta di direttiva

Capo 4 – titolo

Cooperazione e coordinamento locali e nelle situazioni di crisi

Cooperazione e coordinamento nelle situazioni di crisi

Emendamento 46

Proposta di direttiva

Articolo 14

Articolo 14

Cooperazione locale

Le riunioni di cooperazione locale comprendono uno scambio regolare di informazioni sui cittadini non rappresentati in relazione ad aspetti quali la sicurezza dei cittadini, le condizioni di detenzione o l'accesso ai servizi consolari. Salvo altrimenti concordato a livello centrale dai ministri degli Affari esteri, la presidenza è assunta da un rappresentante di uno Stato membro o della delegazione dell'Unione designato a livello locale. Il presidente raccoglie e aggiorna regolarmente le informazioni di contatto, in particolare quelle dei punti di contatto degli Stati membri non rappresentati, e le comunica alle ambasciate e ai consolati locali.

soppresso

Emendamento 47

Proposta di direttiva

Articolo 15 – paragrafo 1

1.   Al fine di garantire una preparazione completa, la pianificazione di emergenza locale tiene conto dei cittadini non rappresentati. Gli Stati membri rappresentati in un paese terzo coordinano i piani di emergenza tra loro e con la delegazione dell'Unione. Essi concordano i rispettivi compiti affinché i cittadini non rappresentati siano pienamente assistiti in caso di crisi, designano i rappresentanti per i punti di raccolta e informano i cittadini non rappresentati delle misure di preparazione alle crisi alle stesse condizioni dei loro cittadini.

1.    Le delegazioni dell'Unione coordinano la pianificazione di emergenza tra gli Stati membri al fine di garantire una preparazione completa, compresa la ripartizione dei compiti affinché i cittadini non rappresentati siano pienamente assistiti in caso di crisi, la nomina dei rappresentanti per i punti di raccolta e le informazioni da fornire ai cittadini non rappresentati sulle misure di preparazione alle crisi alle stesse condizioni dei loro cittadini.

Emendamento 48

Proposta di direttiva

Articolo 15 – paragrafo 2

2.   In caso di crisi, gli Stati membri e l'Unione cooperano strettamente per garantire l'assistenza efficace dei cittadini non rappresentati. Gli Stati membri e l' Unione si informano reciprocamente , in tempo utile, delle capacità di evacuazione disponibili . Su richiesta, gli Stati membri possono ricevere sostegno dalle squadre d'intervento esistenti a livello di Unione, che comprendono esperti consolari provenienti in particolare dagli Stati membri non rappresentati.

2.   In caso di crisi, gli Stati membri e il SEAE cooperano strettamente per garantire l'assistenza efficace dei cittadini non rappresentati. La delegazione dell' Unione assicura , in tempo utile, il coordinamento dello scambio di informazioni sulle capacità di evacuazione disponibili , il coordinamento dell'evacuazione stessa e fornisce l'assistenza necessaria ai fini dell'evacuazione, con l'eventuale sostegno delle squadre d'intervento esistenti a livello di Unione, che comprendono esperti consolari provenienti in particolare dagli Stati membri non rappresentati.

Emendamento 49

Proposta di direttiva

Articolo 16 – titolo

Stato guida

Coordinamento per la preparazione alle crisi e in caso di crisi

Emendamento 50

Proposta di direttiva

Articolo 16 – paragrafo 1

 

1.    Ai fini della presente direttiva, sono "Stati guida" gli Stati membri in un determinato paese terzo incaricati del coordinamento e della conduzione delle operazioni di assistenza per la preparazione alle crisi e in caso di crisi, con un ruolo specifico in relazione ai cittadini non rappresentati.

1.    Le delegazioni dell'Unione sono incaricate del coordinamento e della fornitura di assistenza per la preparazione alle crisi e in caso di crisi, con un ruolo specifico in relazione ai cittadini non rappresentati.

Emendamento 51

Proposta di direttiva

Articolo 16 – paragrafo 2

2.     Uno Stato membro è designato Stato guida in un determinato paese terzo se notifica la sua intenzione in tal senso mediante la rete di comunicazione sicura esistente, a meno che un altro Stato membro vi si opponga entro 30 giorni o lo Stato guida proposto vi rinunci mediante la rete di comunicazione sicura. Se più Stati membri desiderano assumere congiuntamente il ruolo di Stato guida, lo notificano congiuntamente mediante la rete di comunicazione sicura. In caso dicrisi, uno o più Stati membri possono assumere immediatamente tale ruolo e procedono alla notifica entro 24 ore. Gli Stati membri possono rifiutare l'offerta, ma i loro cittadini e gli altri potenziali beneficiari continuano ad avere titolo, conformemente all'articolo 6, paragrafo 1, all'assistenza dello Stato guida. In mancanza di uno Stato guida, gli Stati membri rappresentati in loco designano di comune accordo lo Stato membro che coordinerà l'assistenza per i cittadini non rappresentati.

soppresso

Emendamento 52

Proposta di direttiva

Articolo 16 – paragrafo 3

3.   Ai fini della preparazione alle crisi, lo Stato guida garantisce che la pianificazione di emergenza delle ambasciate e dei consolati tenga debitamente conto dei cittadini non rappresentati, che i piani di emergenza siano compatibili e che le ambasciate, i consolati e le delegazioni dell'Unione siano debitamente informati di tali misure.

3.   Ai fini della preparazione alle crisi, la delegazione dell'Unione garantisce che la pianificazione di emergenza delle ambasciate e dei consolati tenga debitamente conto dei cittadini non rappresentati, che i piani di emergenza siano compatibili e che le ambasciate, i consolati e le delegazioni dell'Unione siano debitamente informati di tali misure.

Emendamento 53

Proposta di direttiva

Articolo 16 – paragrafo 4

4.   In caso di crisi, lo Stato guida o lo Stato membro che coordina le operazioni di assistenza provvede a coordinare e condurre le operazioni di assistenza, di raccolta e , se del caso, di evacuazione dei cittadini non rappresentati verso un luogo sicuro, con il sostegno degli altri Stati membri interessati. Inoltre istituisce un punto di contatto per gli Stati membri non rappresentati tramite il quale questi possano ricevere informazioni sui loro cittadini e coordinare le operazioni di assistenza necessarie. Lo Stato guida o lo Stato membro che coordina le operazioni di assistenza dei cittadini non rappresentati può , se opportuno, ottenere sostegno dal meccanismo di protezione civile dell'Unione europea e dalle strutture di gestione delle crisi del servizio europeo per l'azione esterna. Gli Stati membri forniscono allo Stato guida o allo Stato membro che coordina le operazioni di assistenza tutte le informazioni pertinenti sui loro cittadini non rappresentati presenti in una situazione di crisi.

4.   In caso di crisi, la delegazione dell'Unione provvede a coordinare e condurre le operazioni di assistenza, di raccolta e di coordinamento dell' evacuazione dei cittadini non rappresentati verso un luogo sicuro, con il sostegno degli Stati membri interessati. Inoltre istituisce un punto di contatto per gli Stati membri non rappresentati tramite il quale questi possano ricevere informazioni sui loro cittadini e coordinare le operazioni di assistenza necessarie. La delegazione dell'Unione e gli Stati membri interessati possono , se opportuno, ottenere sostegno dal meccanismo di protezione civile dell'Unione europea e dalle strutture di gestione delle crisi del servizio europeo per l'azione esterna. Gli Stati membri forniscono alla delegazione dell'Unione tutte le informazioni pertinenti sui loro cittadini non rappresentati presenti in una situazione di crisi.

Emendamento 54

Proposta di direttiva

Capo 4 bis (nuovo)

 

CAPO 4 bis

Procedure finanziarie

Emendamento 55

Proposta di direttiva

Articolo 16 bis (nuovo)

 

Articolo 16 bis

Norme generali

Qualora un cittadino non rappresentato chieda assistenza sotto forma di anticipo pecuniario o di rimpatrio, si applica la seguente procedura, alle condizioni di cui all'articolo 6, paragrafo 1:

a)

il cittadino non rappresentato si impegna a restituire allo Stato membro cui appartiene l'importo integrale dell'anticipo pecuniario o dei costi sostenuti, se del caso maggiorato dei diritti consolari, utilizzando il modulo standard di cui all'allegato 1;

b)

su richiesta dell'ambasciata o del consolato che fornisce l'assistenza, lo Stato membro cui il cittadino appartiene fornisce senza indugio le informazioni necessarie relative alla domanda, precisando se si applicano diritti consolari;

c)

l'ambasciata o il consolato che fornisce l'assistenza informa lo Stato membro cui il cittadino appartiene di qualunque domanda di anticipo pecuniario o rimpatrio cui ha dato seguito;

d)

su richiesta scritta dell'ambasciata o del consolato che fornisce l'assistenza, presentata secondo il modulo di cui all'allegato 1, lo Stato membro cui il cittadino appartiene rimborsa l'importo integrale dell'anticipo pecuniario o dei costi sostenuti.

Emendamento 56

Proposta di direttiva

Articolo 16 ter (nuovo)

 

Articolo 16 ter

Procedura semplificata nelle situazioni di crisi

1.     Nelle situazioni di crisi la delegazione dell'Unione coordina le operazioni di evacuazione del cittadino non rappresentato, o qualunque altra misura di sostegno necessaria, con lo Stato membro cui il cittadino appartiene.

2.     Il SEAE dispone dei mezzi finanziari necessari per coordinare e fornire assistenza in merito alla preparazione alle crisi e in situazioni di crisi.

Emendamento 57

Proposta di direttiva

Articolo 18 bis (nuovo)

 

Articolo 18 bis

Modifiche degli allegati

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 18 ter riguardo a qualsiasi modifica degli allegati.

Emendamento 58

Proposta di direttiva

Articolo 18 ter (nuovo)

 

Articolo 18 ter

Esercizio della delega

1.     Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.

2.     Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 18 bis è conferito alla Commissione per un periodo indeterminato a decorrere da … (1).

3.     La delega di potere di cui all'articolo 18 bis può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

4.     Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.

5.     L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 18 bis entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.


(1)   Data di entrata in vigore della presente direttiva.