02015R0035 — IT — 30.07.2020 — 007.001


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►B

REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2015/35 DELLA COMMISSIONE

del 10 ottobre 2014

che integra la direttiva 2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e di riassicurazione (Solvibilità II)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(GU L 012 del 17.1.2015, pag. 1)

Modificato da:

 

 

Gazzetta ufficiale

  n.

pag.

data

►M1

REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2016/467 DELLA COMMISSIONE del 30 settembre 2015

  L 85

6

1.4.2016

 M2

REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2016/2283 DELLA COMMISSIONE del 22 agosto 2016

  L 346

111

20.12.2016

 M3

REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2017/669 DELLA COMMISSIONE del 16 dicembre 2016

  L 97

3

8.4.2017

►M4

REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2017/1542 DELLA COMMISSIONE dell'8 giugno 2017

  L 236

14

14.9.2017

►M5

REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2018/1221 DELLA COMMISSIONE del 1o giugno 2018

  L 227

1

10.9.2018

►M6

REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2019/981 DELLA COMMISSIONE dell'8 marzo 2019

  L 161

1

18.6.2019

 M7

REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2019/1865 DELLA COMMISSIONE del 6 giugno 2019

  L 289

3

8.11.2019

►M8

REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2020/442 DELLA COMMISSIONE del 17 dicembre 2019

  L 92

1

26.3.2020

 M9

REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2020/988 DELLA COMMISSIONE del 12 marzo 2020

  L 221

3

10.7.2020


Rettificato da:

►C1

Rettifica, GU L 264, 13.10.2017, pag.  24 (2017/1542)

►C2

Rettifica, GU L 168, 25.6.2019, pag.  16 (2019/981)




▼B

REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2015/35 DELLA COMMISSIONE

del 10 ottobre 2014

che integra la direttiva 2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e di riassicurazione (Solvibilità II)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

INDICE

TITOLO I

VALUTAZIONE E REQUISITI PATRIMONIALI BASATI SUL RISCHIO(PRIMO PILASTRO), RAFFORZAMENTO DELLA GOVERNANCE (SECONDO PILASTRO) E MAGGIORE TRASPARENZA (TERZO PILASTRO)

CAPO I

Disposizioni generali

SEZIONE 1

Definizioni e principi generali

SEZIONE 2

Valutazioni esterne del merito di credito

CAPO II

Valutazione delle attività e delle passività

CAPO III

Norme relative alle riserve tecniche

SEZIONE 1

Disposizioni generali

SEZIONE 2

Qualità dei dati

SEZIONE 3

Metodologie per il calcolo delle riserve tecniche

SOTTOSEZIONE 1

Ipotesi sottese al calcolo delle riserve tecniche

SOTTOSEZIONE 2

Informazioni sottese al calcolo delle migliori stime

SOTTOSEZIONE 3

Proiezioni dei flussi di cassa per il calcolo della migliore stima

SOTTOSEZIONE 4

Margine di rischio

SOTTOSEZIONE 5

Calcolo delle riserve tecniche come elemento unico

SOTTOSEZIONE 6

Importi recuperabili da contratti di riassicurazione e da società veicolo

SEZIONE 4

Pertinente struttura per scadenza dei tassi di interesse privi di rischio

SOTTOSEZIONE 1

Disposizioni generali

SOTTOSEZIONE 2

Struttura per scadenza dei tassi di interesse privi di rischio di base

SOTTOSEZIONE 3

Aggiustamento per la volatilità

SOTTOSEZIONE 4

Aggiustamento di congruità

SEZIONE 5

Aree di attività

SEZIONE 6

Pproporzionalità e semplificazioni

CAPO IV

Fondi propri

SEZIONE 1

Determinazione dei fondi propri

SOTTOSEZIONE 1

Approvazione dei fondi propri accessori da parte delle autorità di vigilanza

SOTTOSEZIONE 2

Trattamento delle partecipazioni ai fini del calcolo dei fondi propri

SEZIONE 2

Classificazione dei fondi propri

SEZIONE 3

Ammissibilità dei fondi propri

SOTTOSEZIONE 1

Fondi separati (Ring-Fenced)

SOTTOSEZIONE 2

Limiti quantitativi

CAPO V

Formula standard per il requisito patrimoniale di solvibilità

SEZIONE 1

Disposizioni generali

SOTTOSEZIONE 1

Calcoli basati su scenari

SOTTOSEZIONE 2

Metodo look-through

SOTTOSEZIONE 3

Amministrazioni regionali e autorità locali

SOTTOSEZIONE 4

Rischio di base rilevante

SOTTOSEZIONE 5

Calcolo del requisito patrimoniale di solvibilità di base

SOTTOSEZIONE 6

Proporzionalità e semplificazioni

SOTTOSEZIONE 7

Ambito di applicazione dei moduli del rischio di sottoscrizione

SEZIONE 2

Modulo del rischio di sottoscrizione per l'assicurazione non vita

SEZIONE 3

Modulo del rischio di sottoscrizione per l'assicurazione vita

SEZIONE 4

Modulo del rischio di sottoscrizione per l'assicurazione malattia

SEZIONE 5

Modulo del rischio di mercato

SOTTOSEZIONE 1

Coefficienti di correlazione

SOTTOSEZIONE 1 bis

Investimenti infrastrutturali ammissibili

SOTTOSEZIONE 2

Sottomodulo del rischio di tasso di interesse

SOTTOSEZIONE 3

Sottomodulo del rischio azionario

SOTTOSEZIONE 4

Sottomodulo del rischio immobiliare

SOTTOSEZIONE 5

Sottomodulo del rischio di spread

SOTTOSEZIONE 6

Sottomodulo delle concentrazioni del rischio di mercato

SOTTOSEZIONE 7

Sottomodulo del rischio valutario

SEZIONE 6

Modulo del rischio di inadempimento della controparte

SOTTOSEZIONE 1

Disposizioni generali

SOTTOSEZIONE 2

Esposizioni di tipo 1

SOTTOSEZIONE 3

Esposizioni di tipo 2

SEZIONE 7

Modulo relativo alle attività immateriali

SEZIONE 8

Rischio operativo

SEZIONE 9

Aggiustamento per la capacità di assorbimento di perdite delle riserve tecniche e delle imposte differite

SEZIONE 10

Tecniche di attenuazione del rischio

SEZIONE 11

Fondi separati

SEZIONE 12

Parametri specifici dell'impresa

SEZIONE 13

Procedura per l'aggiornamento dei parametri di correlazione

CAPO VI

Requisito patrimoniale di solvibilità — modelli interni completi e parziali

SEZIONE 1

Definizioni

SEZIONE 2

Prova dell'utilizzo

SEZIONE 3

Standard di qualità statistica

SEZIONE 4

Standard di calibrazione

SEZIONE 5

Integrazione di modelli interni parziali

SEZIONE 6

Assegnazione di utili e perdite

SEZIONE 7

Standard di convalida

SEZIONE 8

Standard in materia di documentazione

SEZIONE 9

Modelli e dati esterni

CAPO VII

Requisito patrimoniale minimo

CAPO VIII

Investimenti in posizioni verso cartolarizzazioni

CAPO IX

Sistema di governance

SEZIONE 1

Elementi del sistema di governance

SEZIONE 2

Funzioni

SEZIONE 3

Requisiti di competenza e onorabilità

SEZIONE 4

Esternalizzazione

SEZIONE 5

Politica di retribuzione

CAPO X

Maggiorazione del capitale

SEZIONE 1

Circostanze per l'imposizione di maggiorazioni di capitale

SEZIONE 2

Metodologie per il calcolo delle maggiorazioni di capitale

CAPO XI

Estensione del periodo di risanamento

CAPO XII

Informativa al pubblico

SEZIONE 1

Relazione relativa alla solvibilità e alla condizione finanziaria: struttura e contenuto

SEZIONE 2

Relazione relativa alla solvibilità e alla condizione finanziaria: non pubblicazione di informazioni

SEZIONE 3

Relazione relativa alla solvibilità e alla condizione finanziaria: termini, mezzi di pubblicazione e aggiornamenti

CAPO XIII

Informazioni periodiche da fornire alle autorità di vigilanza

SEZIONE 1

Elementi e contenuto

SEZIONE 2

Termini e mezzi di comunicazione

CAPO XIV

Trasparenza e responsabilità delle autorità di vigilanza

CAPO XV

Società veicolo

SEZIONE 1

Autorizzazione

SEZIONE 2

Condizioni contrattuali obbligatorie

SEZIONE 3

Sistema di governance

SEZIONE 4

Informazioni da fornire alle autorità di vigilanza

SEZIONE 5

Requisiti di solvibilità

TITOLO II

GRUPPI ASSICURATIVI

CAPO I

Calcolo della solvibilità a livello di gruppo

SEZIONE 1

Solvibilità a livello di gruppo: scelta del metodo di calcolo e principi generali

SEZIONE 2

Solvibilità a livello di gruppo: metodi di calcolo

CAPO II

Modelli interni per il calcolo del requisito patrimoniale di solvibilità di gruppo consolidato

SEZIONE 1

Modelli interni completi e parziali utilizzati per calcolare unicamente il requisito patrimoniale di solvibilità di gruppo

SEZIONE 2

Utilizzo di un modello interno di gruppo

CAPO III

Vigilanza sulla solvibilità di gruppo per gruppi con gestione centralizzata del rischio

CAPO IV

Coordinamento della vigilanza di gruppo

SEZIONE 1

Collegi delle autorità di vigilanza

SEZIONE 2

Scambio di informazioni

SEZIONE 3

Vigilanza a livello di sottogruppo nazionale o regionale

CAPO V

Iinformativa al pubblico

SEZIONE 1

Relazione relativa alla solvibilità e alla condizioni finanziaria del gruppo

SEZIONE 2

Relazione unica relativa alla solvibilità e alla condizione finanziaria

CAPO VI

Relazioni di gruppo alle autorità di vigilanza

SEZIONE 1

Relazioni periodiche

SEZIONE 2

Relazione sulle concentrazioni di rischio e sulle operazioni infragruppo

TITOLO III

EQUIVALENZA DEI PAESI TERZI E DISPOSIZIONI FINALI

CAPO I

Imprese che esercitano attività di riassicurazione aventi sede in un paese terzo

CAPO II

Imprese di assicurazione e di riassicurazione partecipate di paesi terzi

CAPO III

Imprese di assicurazione e di riassicurazione con imprese madri con sede fuori dall'UNIONE

CAPO IV

Disposizioni finali



TITOLO I

VALUTAZIONE E REQUISITI PATRIMONIALI BASATI SUL RISCHIO (PRIMO PILASTRO), RAFFORZAMENTO DELLA GOVERNANCE (SECONDO PILASTRO) E MAGGIORE TRASPARENZA (TERZO PILASTRO)



CAPO I

DISPOSIZIONI GENERALI



SEZIONE 1

Definizioni e principi generali

Articolo 1

Definizioni

Ai fini del presente regolamento si intende per:

1. 

«metodi alternativi di valutazione»: i metodi di valutazione conformi all'articolo 75 della direttiva 2009/138/CE, diversi da quelli che utilizzano esclusivamente i prezzi di mercato quotati per le stesse attività o passività o per attività e passività simili;

2. 

«analisi di scenario»: l'analisi dell'impatto di una combinazione di eventi sfavorevoli;

3. 

«obbligazione di assicurazione malattia»: un'obbligazione di assicurazione che copre una delle seguenti opzioni o entrambe:

i) 

l'erogazione di trattamenti o assistenza medici compresi i trattamenti e l'assistenza medici preventivi o curativi in seguito a malattia, incidente, disabilità o infermità, o una compensazione finanziaria per tali trattamenti o assistenza;

ii) 

una compensazione finanziaria derivante da malattia, incidente, disabilità o infermità;

4. 

«obbligazione di assicurazione per le spese mediche»: un'obbligazione di assicurazione che copre l'erogazione o la compensazione finanziaria di cui al punto 3, i);

5. 

«obbligazione di assicurazione di protezione del reddito»: un'obbligazione di assicurazione che copre la compensazione finanziaria di cui al punto 3, ii), diversa dalla compensazione finanziaria di cui al punto 3, i);

6. 

«obbligazione di assicurazione di risarcimento dei lavoratori»: un'obbligazione di assicurazione che copre l'erogazione o la compensazione finanziaria di cui al punto 3, i) e ii), e che deriva unicamente da infortuni su lavoro e malattie professionali;

7. 

«obbligazione di riassicurazione malattia»: un'obbligazione di riassicurazione derivante dalla riassicurazione accettata a copertura delle obbligazioni di assicurazione malattia;

8. 

«obbligazione di riassicurazione per le spese mediche»: un'obbligazione di riassicurazione derivante dalla riassicurazione accettata a copertura delle obbligazioni di assicurazione per le spese mediche;

9. 

«obbligazione di riassicurazione di protezione del reddito»: un'obbligazione di riassicurazione derivante dalla riassicurazione accettata a copertura delle obbligazioni di assicurazione di protezione del reddito;

10. 

«obbligazione di riassicurazione di risarcimento dei lavoratori»: un'obbligazione di riassicurazione derivante dalla riassicurazione accettata a copertura delle obbligazioni di assicurazione di risarcimento dei lavoratori;

11. 

«premi contabilizzati»: i premi dovuti a un'impresa di assicurazione o di riassicurazione durante un periodo di tempo specificato a prescindere dal fatto che i premi si riferiscano in tutto o in parte alla copertura assicurativa o riassicurativa fornita in un periodo di tempo diverso;

12. 

«premi acquisiti»: i premi relativi al rischio coperto dall'impresa di assicurazione o di riassicurazione durante un periodo di tempo specificato;

13. 

«riscatto»: tutti i modi possibili per disdire del tutto o in parte una polizza, fra cui:

i) 

disdetta volontaria della polizza con o senza il pagamento di un valore di riscatto;

ii) 

cambiamento dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione da parte del contraente;

iii) 

disdetta della polizza derivante dal rifiuto del contraente di pagare il premio;

14. 

«cessazione» di una polizza di assicurazione: riscatto, estinzione anticipata senza il pagamento di un valore, contratto liberato dal pagamento dei premi, clausole di decadenza automatica, esercizio di altre opzioni di cessazione o mancato esercizio di opzioni di continuità;

15. 

«opzioni di cessazione»: tutti i diritti legali o contrattuali del contraente che consentono a quest'ultimo di terminare, riscattare, diminuire, restringere o sospendere, del tutto o in parte, la copertura assicurativa o di permettere l'estinzione anticipata della polizza di assicurazione;

16. 

«opzioni di continuità»: tutti i diritti legali o contrattuali del contraente che consentono a quest'ultimo di istituire, rinnovare, aumentare, estendere o riprendere, del tutto o in parte, la copertura assicurativa o riassicurativa;

17. 

«copertura di un modello interno»: i rischi che sono rispecchiati nella distribuzione di probabilità prevista sottesa al modello interno;

18. 

«ambito di applicazione di un modello interno»: i rischi per la cui copertura il modello interno è approvato; detto ambito può includere sia i rischi che sono rispecchiati nella formula standard per il requisito patrimoniale di solvibilità sia quelli che non lo sono;

▼M5

18 bis

«cartolarizzazione»: un'operazione o uno schema ai sensi dell'articolo 2, punto 1, del regolamento (UE) 2017/2402 ( 1 );

18 ter

«cartolarizzazione STS»: una cartolarizzazione classificata come «semplice, trasparente e standardizzata» o «STS» conformemente ai requisiti di cui all'articolo 18 del regolamento (UE) 2017/2402;

▼M5

19. 

«posizione verso una cartolarizzazione»: una posizione verso una cartolarizzazione ai sensi dell'articolo 2, punto 19, del regolamento (UE) 2017/2402;

▼M5

19 bis

«posizione verso una cartolarizzazione senior»: una posizione verso una cartolarizzazione senior ai sensi dell'articolo 242, punto 6, del regolamento (UE) n. 575/2013 ( 2 );

▼M5

20. 

«posizione verso una ricartolarizzazione»: un'esposizione verso una ricartolarizzazione ai sensi dell'articolo 2, punto 4, del regolamento (UE) 2017/2402;

21. 

«cedente»: un cedente ai sensi dell'articolo 2, punto 3, del regolamento (UE) 2017/2402;

22. 

«promotore»: un promotore ai sensi dell'articolo 2, punto 5, del regolamento (UE) 2017/2402;

23. 

«segmento»: un segmento ai sensi dell'articolo 2, punto 6, del regolamento (UE) 2017/2402;

▼B

24. 

«banca centrale»: una banca centrale ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, punto 46, del regolamento (UE) n. 575/2013;

25. 

«rischio di base»: il rischio derivante dalla situazione in cui l'esposizione coperta dalla tecnica di attenuazione del rischio non corrisponde all'esposizione al rischio dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione;

26. 

«contratti di garanzia collaterale»: contratti in base ai quali il fornitore di una garanzia collaterale esegue una delle seguenti azioni:

(a) 

trasferisce la piena proprietà della garanzia collaterale al beneficiario di quest'ultima al fine di garantire o altrimenti coprire l'adempimento di un'obbligazione pertinente;

(b) 

fornisce una garanzia collaterale a titolo di garanzia reale a favore del beneficiario della garanzia o gliela consegna e il fornitore della garanzia o un depositario conservano la proprietà di quest'ultima quando il diritto di garanzia è costituito;

27. 

in relazione a una serie di elementi, per «tutte le possibili combinazioni di due» di tali elementi s'intendono tutte le coppie ordinate di elementi di detta serie;

28. 

«accordo di pooling»: un accordo in base al quale varie imprese di assicurazione o di riassicurazione concordano di condividere rischi assicurativi individuati in proporzioni definite. Le parti assicurate dai membri dell'accordo di pooling non sono esse stesse membri di tale accordo;

29. 

«esposizione appartenente a un pool di tipo A»: il rischio ceduto da un'impresa di assicurazione o di riassicurazione a un accordo di pooling quando l'impresa di assicurazione o di riassicurazione non fa parte di tale accordo;

30. 

«esposizione appartenente a un pool di tipo B»: il rischio ceduto da un'impresa di assicurazione o di riassicurazione a un altro membro di un accordo di pooling quando l'impresa di assicurazione o di riassicurazione fa parte di tale accordo;

31. 

«esposizione appartenente a un pool di tipo C»: il rischio ceduto da un'impresa di assicurazione o di riassicurazione che fa parte di un accordo di pooling a un'altra impresa di assicurazione o di riassicurazione che non è membro di tale accordo;

32. 

«mercato idoneo per spessore»: un mercato in cui si possono effettuare operazioni riguardanti una considerevole quantità di strumenti finanziari senza che il prezzo degli strumenti ne risulti significativamente influenzato;

33. 

«mercato idoneo per liquidità»: un mercato in cui gli strumenti finanziari sono facilmente convertibili attraverso un atto d'acquisto o di vendita senza determinare una variazione significativa del prezzo;

34. 

«mercato idoneo per trasparenza»: un mercato in cui sono facilmente disponibili al pubblico, in particolare alle imprese di assicurazione o di riassicurazione, informazioni sugli scambi e i prezzi correnti;

35. 

«future partecipazioni agli utili a carattere discrezionale»: le future partecipazioni agli utili diverse dalle prestazioni collegate a un indice o a quote di contratti di assicurazione o di riassicurazione aventi una delle seguenti caratteristiche:

(a) 

sono giuridicamente e contrattualmente basate su uno o più dei seguenti risultati:

i) 

la performance di un gruppo specifico di contratti o di un tipo specifico di contratto o di un singolo contratto;

ii) 

i redditi realizzati o non realizzati sugli investimenti su uno specifico pool di attività detenuto dall'impresa di assicurazione o di riassicurazione;

iii) 

gli utili o le perdite dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione o del fondo corrispondente al contratto;

(b) 

sono basate su una dichiarazione dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione e i tempi o l'importo delle partecipazioni agli utili sono determinati pienamente o parzialmente a discrezione dell'impresa;

36. 

«struttura per scadenza dei tassi di interesse privi di rischio di base»: una struttura per scadenza dei tassi di interesse privi di rischio derivata alla stregua della pertinente struttura per scadenza dei tassi di interesse privi di rischio da utilizzare per calcolare la migliore stima di cui all'articolo 77, paragrafo 2, della direttiva 2009/138/CE, ma senza applicazione di un aggiustamento di congruità o di un aggiustamento per la volatilità o di un aggiustamento transitorio alla struttura del tasso d'interesse privo di rischio pertinente ai sensi dell'articolo 308 quater di detta direttiva;

37. 

«portafoglio soggetto ad aggiustamento di congruità»: un portafoglio di obbligazioni di assicurazione o di riassicurazione cui si applica l'aggiustamento di congruità e il portafoglio di attività dedicato di cui all'articolo 77 ter, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2009/138/CE;

38. 

«obbligazioni di assicurazione malattia SLT»: obbligazioni di assicurazione malattia assegnate alle aree di attività per le obbligazioni di assicurazione vita ai sensi dell'articolo 55, paragrafo 1;

39. 

«obbligazioni di assicurazione malattia NSLT»: obbligazioni di assicurazione malattia assegnate alle aree di attività per le obbligazioni di assicurazione non vita ai sensi dell'articolo 55, paragrafo 1;

40. 

«organismo di investimento collettivo»: un organismo di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) di cui all'articolo 1, paragrafo 2, della direttiva 2009/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio ( 3 ) o un fondo d'investimento alternativo (FIA) di cui all'articolo 4, punto 1, lettera a), della direttiva 2011/61/UE del Parlamento europeo e del Consiglio ( 4 );

41. 

in relazione a un'impresa di assicurazione o di riassicurazione, per «settore di attività principale» s'intende un segmento definito dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione che opera indipendentemente da altre parti dell'impresa e ha risorse e procedure di governance dedicate all'interno dell'impresa e contiene rischi significativi in rapporto all'intera attività dell'impresa;

42. 

in relazione a un gruppo di imprese di assicurazione o di riassicurazione, per «settore di attività principale» s'intende un segmento definito del gruppo che opera indipendentemente da altre parti del gruppo e ha risorse e procedure di governance dedicate all'interno del gruppo e contiene rischi significativi in rapporto all'intera attività del gruppo; ogni soggetto giuridico appartenente al gruppo costituisce un settore di attività principale o consiste di diversi settori di attività principali;

43. 

«organo amministrativo, direttivo o di vigilanza»: qualora la legge nazionale preveda un sistema duale comprendente un organo direttivo e un organo di vigilanza, l'organo direttivo o l'organo di vigilanza o entrambi come specificato nella legislazione nazionale pertinente o, qualora la legislazione nazionale non specifichi alcun organo, l'organo direttivo;

44. 

«esposizione massima al rischio aggregata»: la somma dei pagamenti massimi, comprese le spese che le società veicolo possono sostenere, escluse le spese che soddisfano tutti i seguenti criteri:

(a) 

la società veicolo ha il diritto di richiedere all'impresa di assicurazione o di riassicurazione che ha trasferito i rischi alla società veicolo di pagare le spese;

(b) 

la società veicolo non è tenuta a pagare le spese a meno che e fintantoché non si riceva un importo pari alle spese dall'impresa di assicurazione o di riassicurazione che ha trasferito i rischi alla società veicolo;

(c) 

l'impresa di assicurazione o di riassicurazione che ha trasferito i rischi alla società veicolo non include le spese come importo recuperabile dalla società veicolo ai sensi dell'articolo 41 del presente regolamento;

45. 

«contratto di assicurazione o di riassicurazione esistente»: un contratto di assicurazione o di riassicurazione per il quale sono state riconosciute obbligazioni di assicurazione o di riassicurazione;

46. 

«utili attesi inclusi nei premi futuri»: il valore attuale atteso dei flussi di cassa futuri derivante dall'inclusione nelle riserve tecniche dei premi relativi a contratti di assicurazione e di riassicurazione esistenti la cui riscossione è attesa in un momento futuro, ma che potrebbero non essere riscossi per qualsiasi motivo diverso dal verificarsi dell'evento assicurato, indipendentemente dai diritti legali o contrattuali del contraente di disdire la polizza;

47. 

«assicurazione su ipoteche»: un'assicurazione dei crediti che offre una copertura ai prestatori in caso di inadempimento relativo a prestiti ipotecari;

48. 

«impresa figlia»: un'impresa figlia ai sensi dell'articolo 22, paragrafi 1 e 2, della direttiva 2013/34/UE, comprese le relative imprese figlie;

49. 

«impresa partecipata»: un'impresa figlia o un'altra impresa in cui si detiene una partecipazione o un'impresa collegata a un'altra impresa da un rapporto di cui all'articolo 22, paragrafo 7, della direttiva 2013/34/UE;

50. 

«impresa regolamentata»: un «ente regolamentato» ai sensi dell'articolo 2, punto 4, della direttiva 2002/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio ( 5 );

51. 

«impresa non regolamentata»: un'impresa diversa da quelle di cui all'articolo 2, punto 4, della direttiva 2002/87/CE;

52. 

«impresa non regolamentata che svolge attività finanziarie»: un'impresa non regolamentata che svolge una o più attività di cui all'allegato I della direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio ( 6 ) qualora tali attività costituiscano una parte rilevante della sua attività complessiva;

53. 

«impresa strumentale»: un'impresa non regolamentata la cui attività principale consiste nella proprietà e nella gestione di immobili, nella gestione di servizi di elaborazione dati, in servizi sanitari e assistenziali o in qualsiasi altra attività analoga di natura ausiliaria rispetto all'attività principale di uno o più imprese di assicurazione o di riassicurazione;

54. 

«società di gestione di OICVM»: una società di gestione ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 2009/65/CE o una società d'investimento autorizzata ai sensi dell'articolo 27 della stessa direttiva a condizione che non abbia designato una società di gestione ai sensi di tale direttiva;

55. 

«gestore di fondi di investimento alternativi»: un gestore di fondi di investimento alternativi ai sensi dell'articolo 4, punto 1, lettera b), della direttiva 2011/61/UE;

▼M4

55. bis 

«attività infrastrutturali»: attività fisiche, strutture fisiche o impianti, sistemi e reti che forniscono o sostengono servizi pubblici essenziali;

55. ter 

«entità infrastrutturale»: un'entità o un gruppo di imprese che, sulla base dell'esercizio finanziario più recente di tale entità o gruppo per il quale sono disponibili dati o sulla base di una proposta di finanziamento, deriva la maggioranza sostanziale delle sue entrate dal possesso, dal finanziamento, dallo sviluppo o dalla gestione di attività infrastrutturali;

▼B

56. 

«enti pensionistici aziendali o professionali»: enti ai sensi dell'articolo 6, lettera a), della direttiva 2003/41/CE del Parlamento europeo e del Consiglio ( 7 );

57. 

«impresa di assicurazione nazionale»: un'impresa autorizzata e vigilata da autorità di vigilanza di paesi terzi che richiederebbe un'autorizzazione quale impresa di assicurazione conformemente all'articolo 14 della direttiva 2009/138/CE se la sua sede fosse situata nell'Unione;

58. 

«impresa di riassicurazione nazionale»: un'impresa autorizzata e vigilata da autorità di vigilanza di paesi terzi che richiederebbe un'autorizzazione quale impresa di riassicurazione conformemente all'articolo 14 della direttiva 2009/138/CE se la sua sede fosse situata nell'Unione;

▼M6

59. 

«CCP»: una CCP ai sensi dell'articolo 2, punto 1, del regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio ( 8 );

60. 

«non aggredibile in caso di procedura concorsuale» in relazione ad attività dei clienti, che esistono disposizioni efficaci che assicurano che tali attività non saranno a disposizione dei creditori di una CCP o di un partecipante diretto in caso di insolvenza di tale CCP o partecipante diretto rispettivamente o che le attività non saranno a disposizione del partecipante diretto per coprire le perdite sostenute in seguito all'inadempimento di uno o più clienti diversi da quelli che hanno costituito tali attività;

61. 

«cliente»: un cliente ai sensi dell'articolo 2, punto 15, del regolamento (UE) n. 648/2012 o un'impresa che ha stabilito accordi di compensazione indiretti con un partecipante diretto, in virtù dell'articolo 4, paragrafo 3, di tale regolamento;

62. 

«partecipante diretto»: un partecipante diretto ai sensi dell'articolo 2, punto 14, del regolamento (UE) n. 648/2012;

63. 

«operazione relativa a CCP»: un contratto o un'operazione di cui all'articolo 301, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 575/2013 tra un cliente e un partecipante diretto che siano direttamente collegati a un contratto o ad un'operazione elencati in tale paragrafo tra tale partecipante diretto e una CCP.

▼B

Articolo 2

Giudizio degli esperti

1.  Quando le imprese di assicurazione e di riassicurazione formulano ipotesi sulle norme relative alla valutazione delle attività e delle passività, delle riserve tecniche, dei fondi propri, dei requisiti patrimoniali di solvibilità, dei requisiti patrimoniali minimi e sulle norme relative agli investimenti, tali ipotesi si basano sulla competenza di persone con conoscenze pertinenti, esperienza e comprensione dei rischi inerenti alle attività di assicurazione o di riassicurazione.

2.  Le imprese di assicurazione e di riassicurazione, tenendo debito conto del principio di proporzionalità, garantiscono che gli utenti interni delle ipotesi pertinenti siano informati del loro contenuto, del loro grado di attendibilità e delle loro limitazioni. A tale scopo, i fornitori di servizi ai quali sono state esternalizzate funzioni o attività sono considerati utenti interni.



SEZIONE 2

Valutazioni esterne del merito di credito

Articolo 3

Associazione delle valutazioni del merito di credito alle classi di merito di credito

La scala delle classi di merito di credito di cui all'articolo 109 bis, paragrafo 1, della direttiva 2009/138/CE include le classi di merito di credito da 0 a 6.

Articolo 4

Requisiti generali sull'uso delle valutazioni del merito di credito

1.  Le imprese di assicurazione o di riassicurazione possono utilizzare una valutazione esterna del merito di credito per il calcolo del requisito patrimoniale di solvibilità secondo la formula standard solo se è stata emessa da un'agenzia esterna di valutazione del merito di credito (ECAI) o è stata approvata da un'ECAI ai sensi del regolamento (CE) n. 1060/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio ( 9 ).

2.  Le imprese di assicurazione o di riassicurazione prescelgono una o più ECAI ai fini del calcolo del requisito patrimoniale di solvibilità secondo la formula standard.

3.  L'utilizzo delle valutazioni del merito di credito è coerente e tali valutazioni non sono utilizzate selettivamente.

4.  Nell'utilizzo delle valutazioni del merito di credito, le imprese di assicurazione e di riassicurazione rispettano tutti i seguenti obblighi:

(a) 

se un'impresa di assicurazione o di riassicurazione decide di utilizzare le valutazioni del merito di credito di un'ECAI prescelta per una certa classe di elementi, le utilizza in modo coerente per tutti gli elementi appartenenti a tale classe;

(b) 

se un'impresa di assicurazione o di riassicurazione decide di utilizzare le valutazioni del merito di credito di un'ECAI prescelta, le utilizza in modo continuo e coerente nel tempo;

(c) 

un'impresa di assicurazione o di riassicurazione utilizza solo le valutazioni del merito di credito dell'ECAI prescelta che tengono conto degli importi complessivi ad essa dovuti a titolo di capitale e di interessi;

(d) 

qualora per un elemento provvisto di rating esista una sola valutazione del merito di credito ad opera di un'ECAI prescelta, tale valutazione è impiegata per determinare i requisiti patrimoniali per l'elemento in questione;

(e) 

qualora per un elemento provvisto di rating esistano due valutazioni del merito di credito da parte di ECAI prescelte ed esse corrispondano a parametri differenti, si utilizza la valutazione corrispondente al requisito patrimoniale più alto;

(f) 

qualora per un elemento provvisto di rating esistano più di due valutazioni del merito di credito da parte di ECAI prescelte, si utilizzano le due valutazioni corrispondenti ai due requisiti patrimoniali più bassi. Se i due requisiti patrimoniali più bassi sono diversi, tra le due valutazioni del merito di credito si utilizza quella corrispondente al requisito patrimoniale più elevato. Se i due requisiti patrimoniali più bassi sono identici, si utilizza la valutazione corrispondente a tale requisito patrimoniale;

(g) 

le imprese di assicurazione e di riassicurazione utilizzano, se disponibili, le valutazioni del merito di credito richieste e non richieste.

5.  Qualora un elemento faccia parte delle esposizioni più grandi o più complesse dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione, l'impresa effettua la propria valutazione interna del merito di credito dell'elemento e lo attribuisce a una delle sette classi di una scala di valutazione del merito di credito. Qualora la valutazione interna del merito di credito corrisponda a un requisito patrimoniale più basso di quello risultante dalle valutazioni del merito di credito di ECAI prescelte, ai fini del presente regolamento la valutazione interna del merito di credito viene ignorata.

▼M5

6.  Ai fini del paragrafo 5, le esposizioni più grandi o più complesse di un'impresa comprendono le posizioni verso una cartolarizzazione di cui all'articolo 178, paragrafi 8 e 9, e le posizioni verso una ricartolarizzazione;

▼B

Articolo 5

Valutazione del merito di credito per emittente e per emissione

1.  Se esiste una valutazione del merito di credito per uno specifico programma di emissione o linea di credito cui appartiene l'elemento che costituisce l'esposizione, si utilizza tale valutazione.

2.  Ove per un determinato elemento non esista una valutazione del merito di credito direttamente applicabile, ma esista una valutazione per uno specifico programma di emissione o linea di credito ai quali l'elemento che costituisce l'esposizione non appartiene o esista una valutazione generale del merito di credito per l'emittente, tale valutazione è utilizzata in uno dei seguenti casi:

(a) 

determina un requisito patrimoniale identico o superiore a quanto accadrebbe altrimenti e l'esposizione in questione è di rango pari (pari passu) o inferiore (junior), sotto ogni profilo, al programma di emissione o alla linea di credito specifici o alle esposizioni di primo rango (senior) non garantite di tale emittente, a seconda dei casi;

(b) 

determina un requisito patrimoniale identico o inferiore a quanto accadrebbe altrimenti e l'esposizione in questione è di rango pari (pari passu) o superiore (senior), sotto ogni profilo, al programma di emissione o alla linea di credito specifici o alle esposizioni di primo rango (senior) non garantite di tale emittente, a seconda dei casi.

In tutti gli altri casi, le imprese di assicurazione o di riassicurazione tengono conto che per l'esposizione non è disponibile alcuna valutazione del merito di credito da parte di un'ECAI prescelta.

3.  Le valutazioni del merito di credito assegnate a emittenti che rientrano in un gruppo societario non sono utilizzate come valutazioni del merito di credito per un altro emittente dello stesso gruppo.

Articolo 6

Doppio rating del credito per le posizioni verso una cartolarizzazione

In deroga all'articolo 4, paragrafo 4, lettera d), se è disponibile solo una valutazione del merito di credito da parte di un'ECAI prescelta per una posizione verso una cartolarizzazione, tale valutazione non viene utilizzata. I requisiti patrimoniali per l'elemento in questione si determinano come se non fossero disponibili valutazioni del merito di credito da parte di un'ECAI prescelta.



CAPO II

VALUTAZIONE DELLE ATTIVITÀ E DELLE PASSIVITÀ

Articolo 7

Ipotesi di valutazione

Le imprese di assicurazione e di riassicurazione valutano le attività e le passività in base al presupposto della continuità aziendale dell'impresa interessata.

Articolo 8

Ambito di applicazione

Gli articoli da 9 a 16 si applicano alla contabilizzazione e alla valutazione delle attività e delle passività diverse dalle riserve tecniche.

Articolo 9

Metodologia di valutazione — principi generali

1.  Le imprese di assicurazione e di riassicurazione contabilizzano le attività e le passività conformemente ai principi contabili internazionali adottati dalla Commissione a norma del regolamento (CE) n. 1606/2002.

2.  Le imprese di assicurazione e di riassicurazione valutano le attività e passività conformemente ai principi contabili internazionali adottati dalla Commissione a norma del regolamento (CE) n. 1606/2002, a condizione che tali principi includano metodi di valutazione coerenti con l'approccio di valutazione di cui all'articolo 75 della direttiva 2009/138/CE. Qualora tali principi ammettano l'uso di più metodi di valutazione, le imprese di assicurazione e di riassicurazione utilizzano solo i metodi conformi all'articolo 75 della direttiva 2009/138/CE.

3.  Se i metodi di valutazione inclusi nei principi contabili internazionali adottati dalla Commissione a norma del regolamento (CE) n. 1606/2002 sono temporaneamente o permanentemente difformi dall'approccio di valutazione di cui all'articolo 75 della direttiva 2009/138/CE, le imprese di assicurazione e di riassicurazione utilizzano altri metodi di valutazione considerati conformi all'articolo 75 della direttiva 2009/138/CE.

4.  In deroga ai paragrafi 1 e 2, in particolare rispettando il principio di proporzionalità di cui all'articolo 29, paragrafi 3 e 4, della direttiva 2009/138/CE, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono contabilizzare e valutare un'attività o una passività sulla base del metodo di valutazione che utilizzano per redigere i propri bilanci annuali o consolidati a condizione che:

(a) 

il metodo di valutazione sia conforme all'articolo 75 della direttiva 2009/138/CE;

(b) 

il metodo di valutazione sia proporzionato alla natura, alla portata e alla complessità dei rischi inerenti all'attività dell'impresa;

(c) 

l'impresa non valuti tale attività o passività nel suo bilancio utilizzando i principi contabili internazionali adottati dalla Commissione a norma del regolamento (CE) n. 1606/2002;

(d) 

la valutazione delle attività e delle passività attraverso l'utilizzo di principi contabili internazionali imporrebbe all'impresa costi che sarebbero sproporzionati rispetto alle spese amministrative totali.

5.  Le imprese di assicurazione e di riassicurazione valutano le singole attività separatamente.

6.  Le imprese di assicurazione e di riassicurazione valutano le singole passività separatamente.

Articolo 10

Metodologia di valutazione — gerarchia di valutazione

1.  In sede di valutazione delle attività e delle passività conformemente all'articolo 9, paragrafi 1, 2 e 3, le imprese di assicurazione e di riassicurazione seguono la gerarchia di valutazione di cui ai paragrafi da 2 a 7, tenendo conto delle caratteristiche dell'attività o della passività qualora gli operatori di mercato le prendano in considerazione nel fissare il prezzo delle attività o delle passività alla data di valutazione, comprese la condizione e l'ubicazione dell'attività o della passività e le eventuali limitazioni, se presenti, alla vendita o all'utilizzo dell'attività.

2.  Come metodo di valutazione per difetto, le imprese di assicurazione e di riassicurazione valutano le attività e le passività utilizzando prezzi di mercato quotati in mercati attivi per le stesse attività o passività.

3.  Quando l'uso dei prezzi di mercato quotati in mercati attivi per le stesse attività o passività è impossibile, le imprese di assicurazione e di riassicurazione valutano le attività e le passività utilizzando prezzi di mercato quotati in mercati attivi per attività e passività simili con adeguamenti per riflettere le differenze. Tali adeguamenti rispecchiano i fattori specifici dell'attività o della passività che comprendono tutti i seguenti elementi:

(a) 

la condizione o l'ubicazione dell'attività o della passività;

(b) 

la misura in cui gli input riguardano elementi comparabili all'attività o alla passività e

(c) 

il volume o il livello di attività nei mercati in cui gli input sono osservati.

4.  L'uso dei prezzi di mercato quotati da parte delle imprese di assicurazione e di riassicurazione si basa sui criteri relativi ai mercati attivi quali definiti nei principi contabili internazionali adottati dalla Commissione conformemente al regolamento (CE) n. 1606/2002.

5.  Se i criteri di cui al paragrafo 4 non sono soddisfatti, le imprese di assicurazione e di riassicurazione utilizzano metodi alternativi di valutazione, salvo se altrimenti previsto nel presente capo.

6.  Quando utilizzano metodi alternativi di valutazione, le imprese di assicurazione e di riassicurazione si avvalgono il meno possibile degli input specifici all'impresa e il più possibile degli input di mercato rilevanti, compresi quelli indicati di seguito:

(a) 

prezzi quotati per attività o passività identiche o simili in mercati non attivi;

(b) 

input diversi dai prezzi quotati osservabili per l'attività o la passività, compresi i tassi d'interesse e le curve di rendimento osservabili a intervalli comunemente quotati, volatilità implicite e spread di credito;

(c) 

input corroborati dal mercato, che possono non essere direttamente osservabili, ma sono basati su dati di mercato osservabili o da essi supportati.

Tutti tali input di mercato sono rettificati in virtù dei fattori di cui al paragrafo 3.

Nella misura in cui non siano disponibili input osservabili rilevanti, compreso in situazioni di eventuale scarsa attività del mercato per l'attività o la passività alla data di valutazione, le imprese utilizzano gli input non osservabili che riflettono le ipotesi che gli operatori di mercato utilizzerebbero nel determinare il prezzo dell'attività o della passività, incluse le ipotesi sul rischio. Qualora si utilizzino input non osservabili, le imprese rettificano i dati propri dell'impresa se informazioni ragionevolmente disponibili indicano che altri operatori di mercato utilizzerebbero dati diversi o se sono presenti elementi specifici dell'impresa non disponibili ad altri operatori di mercato.

Nel valutare le ipotesi sul rischio di cui al presente paragrafo, le imprese tengono conto del rischio inerente a una particolare tecnica di valutazione utilizzata per misurare il valore equo (fair value) e il rischio inerente agli input della tecnica di valutazione.

7.  Nell'utilizzare metodi alternativi di valutazione, le imprese si avvalgono di tecniche di valutazione coerenti con uno o più dei seguenti metodi:

(a) 

metodo di mercato, che utilizza i prezzi e le altre informazioni pertinenti derivanti da operazioni di mercato riguardanti attività, passività o un gruppo di attività e passività identiche o simili. Le tecniche di valutazione coerenti con il metodo di mercato comprendono la determinazione di prezzi a matrice;

(b) 

metodo reddituale, che converte importi futuri, come i flussi di cassa o i ricavi e i costi, in un unico importo corrente. Il valore equo riflette le attuali aspettative di mercato su tali importi futuri. Le tecniche di valutazione coerenti con il metodo reddituale comprendono le tecniche del valore attuale, i modelli di determinazione del prezzo delle opzioni e il metodo degli utili in eccesso per esercizi multipli;

(c) 

metodo del costo o metodo del costo corrente di sostituzione, che riflette l'importo che sarebbe attualmente richiesto per sostituire la capacità di servizio di un'attività. Dalla prospettiva di un operatore di mercato venditore, il prezzo che egli percepirebbe per l'attività si basa sul costo che un operatore di mercato acquirente dovrebbe sostenere per acquisire o costruire un'attività sostitutiva di qualità comparabile, rettificato per tener conto del livello di obsolescenza.

Articolo 11

Rilevazione di passività potenziali

1.  Le imprese di assicurazione e di riassicurazione rilevano come passività le passività potenziali ai sensi dell'articolo 9 del presente regolamento che siano rilevanti.

2.  Le passività potenziali sono rilevanti se informazioni in merito alle dimensioni attuali o potenziali o alla natura di tali passività potrebbero influenzare le decisioni o il giudizio del previsto utente di tali informazioni, ivi comprese le autorità di vigilanza.

Articolo 12

Metodi di valutazione per l'avviamento e le attività immateriali

Le imprese di assicurazione e di riassicurazione valutano a zero le seguenti attività:

1. 

avviamento;

2. 

attività immateriali diverse dall'avviamento, salvo se l'attività immateriale può essere venduta separatamente e le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono dimostrare l'esistenza di un valore per attività identiche o simili che è stato calcolato conformemente all'articolo 10, paragrafo 2, nel qual caso l'attività è valutata conformemente all'articolo 10.

Articolo 13

Metodi di valutazione per le imprese partecipate

1.  Ai fini della valutazione delle attività delle singole imprese di assicurazione e di riassicurazione, le imprese di assicurazione e di riassicurazione valutano le partecipazioni in imprese partecipate ai sensi dell'articolo 212, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 2009/138/CE conformemente alla seguente gerarchia di metodi:

(a) 

utilizzando il metodo di valutazione per difetto di cui all'articolo 10, paragrafo 2, del presente regolamento;

(b) 

utilizzando il metodo del patrimonio netto aggiustato di cui al paragrafo 3 quando la valutazione conformemente alla lettera a) è impossibile;

(c) 

utilizzando il metodo di valutazione di cui all'articolo 10, paragrafo 3, del presente regolamento o i metodi alternativi di valutazione di cui all'articolo 10, paragrafo 5, del presente regolamento, purché siano soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

i) 

la valutazione a norma della lettera a) o della lettera b) non è possibile;

ii) 

l'impresa non è un'impresa figlia ai sensi dell'articolo 212, paragrafo 2, della direttiva 2009/138/CE.

2.  In deroga al paragrafo 1, ai fini della valutazione delle attività delle singole imprese di assicurazione e di riassicurazione, le imprese di assicurazione e di riassicurazione valutano a zero le partecipazioni nelle seguenti imprese:

▼M1

(a) 

imprese che sono escluse dall'ambito della vigilanza di gruppo a norma dell'articolo 214, paragrafo 2, della direttiva 2009/138/CE;

▼B

(b) 

imprese che sono dedotte dai fondi propri ammissibili per la solvibilità di gruppo a norma dell'articolo 229 della direttiva 2009/138/CE.

3.  Il metodo del patrimonio netto aggiustato di cui al paragrafo 1, lettera b), impone all'impresa partecipante di valutare le sue partecipazioni in imprese partecipate sulla base della quota dell'eccedenza di attività rispetto alle passività dell'impresa partecipata detenuta dall'impresa partecipante.

4.  In sede di calcolo dell'eccedenza di attività rispetto alle passività per le imprese partecipate, l'impresa partecipante valuta le singole attività e passività dell'impresa conformemente all'articolo 75 della direttiva 2009/138/CE e, se l'impresa partecipata è un'impresa di assicurazione o di riassicurazione o una società veicolo di cui all'articolo 211 di detta direttiva, le riserve tecniche conformemente agli articoli da 76 a 85 di tale direttiva.

5.  In sede di calcolo dell'eccedenza di attività rispetto alle passività per le imprese partecipate diverse dalle imprese di assicurazione o di riassicurazione, l'impresa partecipante può considerare il metodo del patrimonio netto come prescritto nei principi contabili internazionali adottati dalla Commissione conformemente al regolamento (CE) n. 1606/2002 in linea con l'articolo 75 della direttiva 2009/138/CE, se la valutazione delle singole attività e passività conformemente al paragrafo 4 non è praticabile. In tali casi l'impresa partecipante deduce dal valore dell'impresa partecipata il valore dell'avviamento e delle altre attività immateriali che sarebbero valutate a zero conformemente all'articolo 12, paragrafo 2, del presente regolamento.

▼M1

6.  Quando sono soddisfatti i criteri di cui all'articolo 9, paragrafo 4, del presente regolamento e l'uso dei metodi di valutazione di cui al paragrafo 1, lettere a) e b), non è possibile, le partecipazioni in imprese partecipate possono essere valutate in base al metodo di valutazione che l'impresa di assicurazione o di riassicurazione utilizza per la preparazione del bilancio d'esercizio o consolidato. In tali casi l'impresa partecipante deduce dal valore dell'impresa partecipata il valore dell'avviamento e di altre attività immateriali che sarebbero valutate pari a zero conformemente all'articolo 12, paragrafo 2, del presente regolamento.

▼B

Articolo 14

Metodi di valutazione per passività specifiche

1.  Le imprese di assicurazione e di riassicurazione valutano le passività finanziarie di cui ai principi contabili internazionali adottati dalla Commissione a norma del regolamento (CE) n. 1606/2002 conformemente all'articolo 9 del presente regolamento al momento della rilevazione iniziale. Non è effettuato alcun aggiustamento per tenere conto della variazione del merito di credito proprio dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione dopo la rilevazione iniziale.

2.  Le imprese di assicurazione e di riassicurazione valutano le passività potenziali che sono state rilevate conformemente all'articolo 11. Il valore delle passività potenziali è pari al valore attuale atteso dei flussi di cassa futuri richiesti per regolare la passività potenziale per la durata di vita di tale passività potenziale, calcolati utilizzando la struttura per scadenza dei tassi di interesse privi di rischio di base.

Articolo 15

Imposte differite

1.  Le imprese di assicurazione e di riassicurazione rilevano e valutano le imposte differite in rapporto a tutte le attività e passività, comprese le riserve tecniche, che sono rilevate a fini fiscali o di solvibilità conformemente all'articolo 9.

2.  Nonostante il paragrafo 1, le imprese di assicurazione e di riassicurazione valutano le imposte differite diverse dalle attività fiscali differite derivanti dal riporto di crediti d'imposta e perdite fiscali non utilizzati sulla base della differenza tra i valori ascritti alle attività e passività rilevate e valutate conformemente all'articolo 75 della direttiva 2009/138/CE e, nel caso delle riserve tecniche, conformemente agli articoli da 76 a 85 di tale direttiva e i valori ascritti alle attività e passività rilevate e valutate a fini fiscali.

3.  Le imprese di assicurazione e di riassicurazione ascrivono un valore positivo alle attività fiscali differite solo se è probabile che vi sarà un utile tassabile futuro a fronte del quale potranno essere utilizzate le attività fiscali differite, tenuto conto degli obblighi legali o regolamentari sui termini per il riporto delle perdite fiscali o dei crediti d'imposta non utilizzati.

Articolo 16

Esclusione di metodi di valutazione

1.  Le imprese di assicurazione e di riassicurazione non valutano le attività finanziarie o le passività finanziarie al costo o al costo ammortizzato.

2.  Le imprese di assicurazione e di riassicurazione non applicano modelli di valutazione che valutano al minore tra il valore contabile e il valore equo al netto dei costi di vendita.

3.  Le imprese di assicurazione e di riassicurazione non valutano gli immobili, gli immobili acquisiti per investimento, gli impianti e i macchinari con modelli di costo in cui il valore delle attività è determinato come costo meno ammortamenti e svalutazioni.

4.  Nel valutare le attività e le passività in un accordo di leasing, le imprese di assicurazione e di riassicurazione che sono locatari in un leasing finanziario o locatori si conformano a tutto quanto segue:

(a) 

le attività in locazione sono valutate al valore equo;

(b) 

al fine di determinare il valore attuale dei pagamenti minimi per operazioni di leasing, si utilizzano input in linea con il mercato e non si effettua alcun aggiustamento successivo per tenere conto del merito di credito proprio dell'impresa;

(c) 

non si applica la valutazione al costo ammortizzato.

5.  Le imprese di assicurazione e di riassicurazione adeguano il valore netto di realizzo per le rimanenze sulla base del costo stimato di completamento e dei costi stimati necessari per effettuare la vendita qualora tali costi siano rilevanti. Tali costi sono considerati rilevanti se la loro mancata inclusione potrebbe influenzare le decisioni o il giudizio degli utenti dello stato patrimoniale, ivi comprese le autorità di vigilanza. Non si applica la valutazione al costo.

6.  Le imprese di assicurazione e di riassicurazione non valutano i contributi non monetari al valore nominale.

7.  Nel valutare le attività biologiche, le imprese di assicurazione e di riassicurazione adeguano il valore aggiungendo i costi stimati di vendita se tali costi sono rilevanti.



CAPO III

NORME RELATIVE ALLE RISERVE TECNICHE



SEZIONE 1

Disposizioni generali

Articolo 17

Rilevazione ed eliminazione contabile delle obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione

Per il calcolo della migliore stima e del margine di rischio delle riserve tecniche, le imprese di assicurazione e di riassicurazione rilevano un'obbligazione di assicurazione o di riassicurazione alla data in cui l'impresa diventa parte del contratto da cui deriva l'obbligazione o, se precedente, alla data in cui inizia la copertura assicurativa o riassicurativa. Le imprese di assicurazione e di riassicurazione rilevano unicamente le obbligazioni rientranti nei limiti del contratto.

Le imprese di assicurazione e di riassicurazione eliminano contabilmente un'obbligazione assicurativa o riassicurativa solo se è estinta, adempiuta, cancellata o scaduta.

Articolo 18

Limiti di un contratto di assicurazione o di riassicurazione

1.  I limiti di un contratto di assicurazione o di riassicurazione si definiscono conformemente ai paragrafi da 2 a 7.

2.  Tutte le obbligazioni relative al contratto, comprese quelle legate ai diritti unilaterali dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione di rinnovare o ampliare l'ambito di applicazione del contratto e quelle inerenti ai premi pagati, fanno parte del contratto, salvo se altrimenti previsto nei paragrafi da 3 a 6.

3.  Le obbligazioni legate alla copertura assicurativa o riassicurativa fornita dall'impresa dopo una delle date di seguito indicate non fanno parte del contratto, salvo che l'impresa possa costringere il contraente a pagare il premio per tali obbligazioni:

(a) 

la data futura in cui l'impresa di assicurazione o di riassicurazione ha il diritto unilaterale di porre termine al contratto;

(b) 

la data futura in cui l'impresa di assicurazione o di riassicurazione ha il diritto unilaterale di rifiutare il pagamento dei premi esigibili nell'ambito del contratto;

(c) 

la data futura in cui l'impresa di assicurazione o di riassicurazione ha il diritto unilaterale di modificare i premi o le prestazioni esigibili nell'ambito del contratto in modo tale che i premi riflettano interamente i rischi.

La lettera c) s'intende applicabile qualora un'impresa di assicurazione o di riassicurazione abbia il diritto unilaterale di modificare in una data futura i premi o le prestazioni di un portafoglio di obbligazioni di assicurazione o di riassicurazione in modo tale che i premi del portafoglio riflettano interamente i rischi coperti dal portafoglio.

Tuttavia, nel caso delle obbligazioni di assicurazione vita, se all'avvio del contratto si effettua una valutazione dei singoli rischi delle obbligazioni relative all'assicurato in base al contratto e la valutazione non può essere ripetuta prima di modificare i premi o le prestazioni, le imprese di assicurazione e di riassicurazione valutano a livello di contratto se i premi riflettono interamente il rischio ai fini della lettera c).

Le imprese di assicurazione e di riassicurazione non tengono conto delle limitazioni del diritto unilaterale di cui alle lettere a), b) e c) del presente paragrafo e delle limitazioni della misura in cui è possibile modificare i premi e le prestazioni che non hanno alcun effetto percepibile sugli aspetti economici del contratto.

4.  Qualora l'impresa di assicurazione o di riassicurazione abbia un diritto unilaterale di cui al paragrafo 3 che riguardi solo una parte del contratto, gli stessi principi di cui al paragrafo 3 si applicano a tale parte del contratto.

5.   ►M6  Le obbligazioni non legate a premi già pagati non fanno parte di un contratto di assicurazione o di riassicurazione se sono soddisfatti tutti i seguenti requisiti:

a) 

il contratto non prevede un risarcimento per un particolare evento incerto che si ripercuote negativamente sull'assicurato;

b) 

il contratto non include una garanzia finanziaria delle prestazioni;

c) 

l'impresa non può costringere il contraente a pagare il premio futuro per tali obbligazioni. ◄

Ai fini delle lettere a) e b), le imprese di assicurazione e di riassicurazione non tengono conto della copertura di eventi e garanzie che non hanno alcun effetto percepibile sugli aspetti economici del contratto.

▼M6

6.  Qualora un contratto di assicurazione o di riassicurazione possa essere suddiviso in due parti e una di tali parti soddisfi i requisiti di cui al paragrafo 5, lettere a), b) e c), le obbligazioni non legate ai premi di detta parte e già pagati non rientrano nel contratto.

▼B

7.  Ai fini del paragrafo 3, le imprese di assicurazione e di riassicurazione considerano che i premi riflettano interamente i rischi coperti da un portafoglio di obbligazioni di assicurazione o di riassicurazione solo se in nessun caso l'importo delle prestazioni e delle spese esigibili nell'ambito del portafoglio supera l'importo dei premi esigibili nell'ambito del portafoglio.



SEZIONE 2

Qualità dei dati

Articolo 19

Dati utilizzati nel calcolo delle riserve tecniche

1.  I dati utilizzati nel calcolo delle riserve tecniche sono considerati completi ai fini dell'articolo 82 della direttiva 2009/138/CE solo se sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

(a) 

i dati includono informazioni storiche sufficienti per valutare le caratteristiche dei rischi sottostanti e per individuare le tendenze dei rischi;

(b) 

i dati sono disponibili per ciascuno dei gruppi di rischi omogenei pertinenti utilizzati nel calcolo delle riserve tecniche e non si esclude senza giustificazione l'uso di dati rilevanti nel calcolo delle riserve tecniche.

2.  I dati utilizzati nel calcolo delle riserve tecniche sono considerati accurati ai fini dell'articolo 82 della direttiva 2009/138/CE solo se sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

(a) 

i dati sono privi di errori materiali;

(b) 

i dati di periodi diversi utilizzati per la stessa stima sono coerenti;

(c) 

i dati sono registrati in modo tempestivo e coerente nel tempo.

3.  I dati utilizzati nel calcolo delle riserve tecniche sono considerati appropriati ai fini dell'articolo 82 della direttiva 2009/138/CE solo se sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

(a) 

i dati sono coerenti con le finalità per le quali saranno utilizzati;

(b) 

l'importo e la natura dei dati garantiscono che le stime fatte nel calcolo delle riserve tecniche sulla base dei dati non contengono un errore di stima materiale;

(c) 

i dati sono coerenti con le ipotesi sottese alle tecniche attuariali e statistiche loro applicate nel calcolo delle riserve tecniche;

(d) 

i dati riflettono adeguatamente i rischi ai quali l'impresa di assicurazione o di riassicurazione è esposta in relazione alle sue obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione;

(e) 

i dati sono stati raccolti, elaborati e applicati in modo trasparente e strutturato, sulla base di una procedura documentata che comprenda tutto quanto segue:

i) 

la definizione di criteri per la qualità dei dati e una valutazione della qualità dei dati, ivi compresi standard qualitativi e quantitativi specifici per le diverse serie di dati;

ii) 

l'uso e la fissazione di ipotesi per la raccolta, l'elaborazione e l'applicazione dei dati;

iii) 

la procedura di aggiornamento dei dati, ivi comprese la frequenza degli aggiornamenti e le circostanze che determinano aggiornamenti aggiuntivi;

(f) 

le imprese di assicurazione o di riassicurazione garantiscono che i loro dati siano utilizzati coerentemente nel tempo nel calcolo delle riserve tecniche.

Ai fini della lettera b), un errore di stima nel calcolo delle riserve tecniche è considerato materiale se potrebbe influenzare le decisioni o il giudizio degli utenti del risultato del calcolo, ivi comprese le autorità di vigilanza.

4.  Le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono utilizzare dati di una fonte esterna a condizione che, oltre ai requisiti di cui ai paragrafi da 1 a 4, siano soddisfatti tutti i seguenti requisiti:

(a) 

le imprese di assicurazione o di riassicurazione possono dimostrare che l'utilizzo di tali dati è più adeguato dell'utilizzo di dati disponibili esclusivamente da una fonte interna;

(b) 

le imprese di assicurazione o di riassicurazione conoscono l'origine di tali dati e le ipotesi o le metodologie utilizzati per la loro elaborazione;

(c) 

le imprese di assicurazione o di riassicurazione individuano le tendenze in tali dati e la variazione, nel tempo o tra i dati, delle ipotesi o delle metodologie nell'utilizzo dei dati;

(d) 

le imprese di assicurazione o di riassicurazione possono dimostrare che le ipotesi e le metodologie di cui alle lettere b) e c) riflettono le caratteristiche del portafoglio di obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione.

Articolo 20

Limitazioni inerenti ai dati

Se i dati non sono conformi all'articolo 19, le imprese di assicurazione e di riassicurazione documentano adeguatamente le limitazioni inerenti ai dati, descrivendo altresì se e come si porrà rimedio a tali limitazioni, nonché le funzioni nel sistema di governance dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione responsabili di tale processo. Prima di essere adeguati per porre rimedio alle limitazioni, i dati sono opportunamente registrati e archiviati.

Articolo 21

Utilizzo appropriato delle approssimazioni ai fini del calcolo della migliore stima

In assenza di dati sufficienti di qualità appropriata per applicare un metodo attuariale affidabile, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono utilizzare approssimazioni adeguate per il calcolo della migliore stima a condizione che siano soddisfatti tutti i seguenti requisiti:

(a) 

l'insufficienza dei dati non è dovuta a procedure e processi interni inadeguati per la raccolta, l'archiviazione o la convalida dei dati utilizzati per la valutazione delle riserve tecniche;

(b) 

non è possibile porre rimedio all'insufficienza dei dati utilizzando dati esterni;

(c) 

non sarebbe fattibile per l'impresa adeguare i dati per porre rimedio all'insufficienza.



SEZIONE 3

Metodologie per il calcolo delle riserve tecniche



Sottosezione 1

Ipotesi sottese al calcolo delle riserve tecniche

Articolo 22

Disposizioni generali

1.  Le ipotesi sono considerate realistiche ai fini dell'articolo 77, paragrafo 2, della direttiva 2009/138/CE solo se sono soddisfatti tutti i seguenti requisiti:

(a) 

le imprese di assicurazione e di riassicurazione sono in grado di spiegare e giustificare ciascuna delle ipotesi utilizzate, tenuto conto della significatività dell'ipotesi, dell'incertezza ad essa inerente e delle ipotesi alternative pertinenti;

(b) 

le circostanze nelle quali le ipotesi verrebbero considerate false possono essere chiaramente individuate;

(c) 

salvo se altrimenti previsto nel presente capo, le ipotesi sono basate sulle caratteristiche del portafoglio di obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione, ove possibile a prescindere dall'impresa di assicurazione o di riassicurazione che detiene il portafoglio;

(d) 

le imprese di assicurazione e di riassicurazione utilizzano le ipotesi coerentemente nel tempo e nell'ambito di aree di attività e gruppi di rischi omogenei, senza modifiche arbitrarie;

(e) 

le ipotesi riflettono adeguatamente qualsiasi incertezza sottesa ai flussi di cassa.

Ai fini della lettera c), le imprese di assicurazione e di riassicurazione utilizzano le informazioni specifiche dell'impresa, ivi comprese informazioni sulla gestione dei sinistri e sulle spese, solo qualora tali informazioni riflettano le caratteristiche del portafoglio di obbligazioni di assicurazione o di riassicurazione meglio delle informazioni non limitate all'impresa specifica o qualora non sia possibile calcolare le riserve tecniche in maniera prudente, attendibile e obiettiva senza utilizzare tali informazioni.

2.  Le ipotesi sono utilizzate ai fini dell'articolo 77, paragrafo 3, della direttiva 2009/138/CE solo se sono conformi al paragrafo 1 del presente articolo.

3.  Le imprese di assicurazione e di riassicurazione stabiliscono ipotesi sui futuri parametri o gli scenari dei mercati finanziari adeguate e coerenti con l'articolo 75 della direttiva 2009/138/CE. Qualora le imprese di assicurazione e di riassicurazione utilizzino un modello per ottenere proiezioni dei futuri parametri dei mercati finanziari, tale modello soddisfa tutti i seguenti requisiti:

(a) 

consente di ottenere prezzi delle attività coerenti con i prezzi delle attività osservati nei mercati finanziari;

(b) 

non presuppone possibilità di arbitraggio;

(c) 

la calibrazione dei parametri e degli scenari è coerente con la struttura per scadenza dei tassi di interesse privi di rischio pertinente utilizzata per calcolare la migliore stima di cui all'articolo 77, paragrafo 2, della direttiva 2009/138/CE.

Articolo 23

Future misure di gestione

1.  Le ipotesi sulle future misure di gestione sono considerate realistiche ai fini dell'articolo 77, paragrafo 2, della direttiva 2009/138/CE solo se sono soddisfatti tutti i seguenti requisiti:

(a) 

le ipotesi sulle future misure di gestione sono determinate in modo obiettivo;

(b) 

le future misure di gestione previste sono coerenti con la prassi e la strategia operative attuali dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione, compreso l'uso di tecniche di attenuazione del rischio; qualora sussistano sufficienti prove del fatto che l'impresa modificherà le proprie prassi o strategie, le future misure di gestione previste sono coerenti con le prassi o la strategia modificate;

(c) 

le future misure di gestione previste sono coerenti tra loro;

(d) 

le future misure di gestione previste non sono contrarie a eventuali obbligazioni nei confronti dei contraenti e dei beneficiari o a requisiti giuridici applicabili all'impresa;

(e) 

le future misure di gestione previste tengono conto di eventuali indicazioni pubbliche dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione in merito alle misure che dovrebbe adottare o meno.

2.  Le ipotesi sulle future misure di gestione sono realistiche e includono tutto quanto segue:

i) 

un raffronto delle future misure di gestione previste con le misure di gestione adottate precedentemente dall'impresa di assicurazione o di riassicurazione;

ii) 

un raffronto delle future misure di gestione prese in considerazione nei calcoli attuali e passati della migliore stima;

iii) 

una valutazione dell'impatto delle modifiche nelle ipotesi sulle future misure di gestione sul valore delle riserve tecniche.

Le imprese di assicurazione e di riassicurazione sono in grado di spiegare eventuali scostamenti pertinenti in relazione ai punti i) e ii) su richiesta delle autorità di vigilanza e, qualora le variazioni di un'ipotesi su future misure di gestione abbiano un impatto significativo sulle riserve tecniche, le ragioni di tale sensibilità e come si tenga conto di quest'ultima nei processi decisionali delle imprese di assicurazione o di riassicurazione.

3.  Ai fini del paragrafo 1, le imprese di assicurazione e di riassicurazione stabiliscono un piano completo di future misure di gestione, approvato dall'organo amministrativo, direttivo o di vigilanza dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione, che preveda tutto quanto segue:

(a) 

l'individuazione delle future misure di gestione rilevanti per la valutazione delle riserve tecniche;

(b) 

l'individuazione delle circostanze specifiche nelle quali l'impresa di assicurazione o di riassicurazione prevede ragionevolmente di attuare ciascuna delle rispettive future misure di gestione di cui alla lettera a);

(c) 

l'individuazione delle circostanze specifiche nelle quali l'impresa di assicurazione o di riassicurazione potrebbe non essere in grado di attuare ciascuna delle rispettive future misure di gestione di cui alla lettera a), ed una descrizione di come tali circostanze siano tenute presenti nel calcolo delle riserve tecniche;

(d) 

l'ordine in cui verrebbero attuate le future misure di gestione di cui alla lettera a) e i requisiti di governance applicabili a queste future misure di gestione;

(e) 

la descrizione di eventuali lavori in corso necessari per garantire che l'impresa di assicurazione o di riassicurazione sia in grado di attuare ciascuna delle rispettive future misure di gestione di cui alla lettera a);

(f) 

la descrizione di come le future misure di gestione di cui alla lettera a) siano state rispecchiate nel calcolo della migliore stima;

(g) 

la descrizione delle procedure di segnalazione interne applicabili che riguardano le future misure di gestione di cui alla lettera a) incluse nel calcolo della migliore stima.

4.  Le ipotesi in merito alle future misure di gestione tengono conto del tempo necessario per attuare le misure di gestione e delle spese da loro causate.

5.  Il sistema per garantire la trasmissione delle informazioni è considerato efficace ai fini dell'articolo 41, paragrafo 1, della direttiva 2009/138/CE solo se le procedure di segnalazione di cui al paragrafo 3, lettera g), includono quanto meno una comunicazione annuale all'organo amministrativo, direttivo o di vigilanza.

Articolo 24

Future partecipazioni agli utili a carattere discrezionale

Qualora le future partecipazioni agli utili a carattere discrezionale dipendano dalle attività detenute dall'impresa di assicurazione o di riassicurazione, le imprese basano il calcolo della migliore stima sulle attività attualmente detenute dalle imprese e ipotizzano le future variazioni dell'allocazione delle loro attività conformemente all'articolo 23. Le ipotesi sul futuro rendimento delle attività sono coerenti con la struttura per scadenza dei tassi di interesse privi di rischio pertinente, ivi compreso nei casi in cui sia applicabile un aggiustamento di congruità, un aggiustamento per volatilità o un aggiustamento transitorio al tasso d'interesse privo di rischio, e la valutazione delle attività conforme all'articolo 75 della direttiva 2009/138/CE.

Articolo 25

Calcolo separato delle future partecipazioni agli utili a carattere discrezionale

Nel calcolare le riserve tecniche, le imprese di assicurazione e di riassicurazione determinano separatamente il valore delle future partecipazioni agli utili a carattere discrezionale.

Articolo 26

Comportamento dei contraenti

Nel determinare la probabilità che i contraenti esercitino le opzioni contrattuali, fra cui l'estinzione anticipata e il riscatto, le imprese di assicurazione e di riassicurazione effettuano un'analisi del comportamento passato dei contraenti e una valutazione prospettica del comportamento atteso di tali contraenti. L'analisi tiene conto di tutti i seguenti aspetti:

(a) 

quanto sia stato e quanto sarà vantaggioso l'esercizio delle opzioni per i contraenti nelle circostanze esistenti al momento di tale esercizio;

(b) 

l'influenza di condizioni economiche passate e future;

(c) 

l'impatto di misure di gestione passate e future;

(d) 

ogni altra circostanza che potrebbe influenzare le decisioni dei contraenti sulla possibilità di esercitare le opzioni.

La probabilità è ritenuta indipendente dagli elementi di cui alle lettere da a) a d) solo se sussistono prove empiriche a sostegno di tale ipotesi.



Sottosezione 2

Informazioni sottese al calcolo delle migliori stime

Articolo 27

Credibilità delle informazioni

Le informazioni sono ritenute credibili ai fini dell'articolo 77, paragrafo 2, della direttiva 2009/138/CE solo se le imprese di assicurazione e di riassicurazione dimostrano la credibilità delle stesse, tenendo conto della coerenza e dell'obiettività di tali informazioni, dell'affidabilità della fonte delle informazioni e della trasparenza del modo in cui le informazioni sono generate ed elaborate.



Sottosezione 3

Proiezioni dei flussi di cassa per il calcolo della migliore stima

Articolo 28

Flussi di cassa

La proiezione dei flussi di cassa utilizzata nel calcolo della migliore stima include tutti i seguenti flussi di cassa, nella misura in cui siano legati a contratti di assicurazione e di riassicurazione esistenti:

(a) 

i pagamenti delle prestazioni ai contraenti e ai beneficiari;

(b) 

i pagamenti che l'impresa di assicurazione o di riassicurazione sosterrà per fornire le prestazioni contrattuali pagate in natura;

(c) 

i pagamenti delle spese di cui all'articolo 78, punto 1, della direttiva 2009/138/CE;

(d) 

i pagamenti di premi ed altri eventuali flussi di cassa derivanti da tali premi;

(e) 

i pagamenti tra l'impresa di assicurazione o di riassicurazione e intermediari in relazione a obbligazioni di assicurazione o di riassicurazione;

(f) 

i pagamenti tra l'impresa di assicurazione o di riassicurazione e imprese di investimento in relazione a contratti con prestazioni collegate a un indice e a quote (index-linked e unit-linked);

(g) 

i pagamenti per salvataggio e surrogazione nella misura in cui non siano ammissibili come attività o passività separate conformemente ai principi contabili internazionali approvati dalla Commissione ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002;

(h) 

i pagamenti di imposte che sono, o dovrebbero essere, addebitati ai contraenti o sono necessari per regolare le obbligazioni di assicurazione o di riassicurazione.

Articolo 29

Futuri sviluppi previsti nel contesto esterno

Il calcolo della migliore stima tiene conto dei futuri sviluppi previsti che avranno un impatto sostanziale sulle entrate e le uscite di cassa necessarie per regolare le obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione nel corso della loro durata di vita. A tale scopo, i futuri sviluppi comprendono gli sviluppi demografici, giuridici, medici, tecnologici, sociali, ambientali ed economici, ivi compresa l'inflazione, di cui all'articolo 78, punto 2, della direttiva 2009/138/CE.

Articolo 30

Incertezza dei flussi di cassa

La proiezione dei flussi di cassa utilizzata nel calcolo della migliore stima, esplicitamente o implicitamente, tiene conto di tutte le incertezze dei flussi di cassa, ivi comprese tutte le seguenti caratteristiche:

(a) 

l'incertezza riguardante i tempi, la frequenza e la gravità degli eventi assicurati;

(b) 

l'incertezza riguardante gli importi dei sinistri, compresa quella relativa all'inflazione dei sinistri, e il periodo necessario per regolare e pagare i sinistri:

(c) 

l'incertezza riguardante l'importo delle spese di cui all'articolo 78, punto 1, della direttiva 2009/138/CE;

(d) 

l'incertezza riguardante i futuri sviluppi previsti di cui all'articolo 29 nella misura in cui ciò sia fattibile;

(e) 

l'incertezza riguardante il comportamento dei contraenti;

(f) 

la correlazione tra due o più cause di incertezza;

(g) 

la correlazione tra flussi di cassa e circostanze prima della data del flusso di cassa.

Articolo 31

Spese

1.  Una proiezione dei flussi di cassa utilizzata per calcolare le migliori stime tiene conto di tutte le seguenti spese, che si riferiscono alle obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione rilevate delle imprese di assicurazione e di riassicurazione di cui all'articolo 78, punto 1, della direttiva 2009/138/CE:

(a) 

spese amministrative;

(b) 

spese di gestione degli investimenti;

(c) 

spese di gestione dei sinistri;

(d) 

spese di acquisizione.

Le spese di cui alle lettere da a) a d) tengono conto delle spese generali incorse per far fronte alle obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione.

2.  Le spese generali sono imputate in maniera realistica e obiettiva e in via continuativa nel tempo alle parti della migliore stima alle quali si riferiscono.

3.  Nel calcolo lordo della migliore stima si prendono in considerazione le spese relative ai contratti di riassicurazione e alle società veicolo.

4.  La proiezione delle spese si effettua partendo dal presupposto che l'impresa svolgerà nuove attività in futuro.

Articolo 32

Opzioni contrattuali e garanzie finanziarie

Nel calcolare la migliore stima, le imprese di assicurazione e di riassicurazione tengono conto di tutto quanto segue:

(a) 

tutte le garanzie finanziarie e le opzioni contrattuali incluse nelle loro polizze di assicurazione e di riassicurazione;

(b) 

tutti i fattori che possono influire sulla probabilità che i contraenti eserciteranno le opzioni contrattuali o escuteranno le garanzie finanziarie.

Articolo 33

Valuta dell'obbligazione

La migliore stima si calcola separatamente per i flussi di cassa in valute diverse.

Articolo 34

Metodi di calcolo

1.  La migliore stima si calcola in maniera trasparente e in modo tale da garantire che il metodo di calcolo e i risultati ottenuti possano essere sottoposti all'esame di un esperto qualificato.

2.  La scelta dei metodi attuariali o statistici per il calcolo della migliore stima si basa sull'idoneità a riflettere i rischi che influiscono sui flussi di cassa sottostanti e la natura delle obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione. I metodi attuariali e statistici sono in linea con tutti i dati pertinenti disponibili per il calcolo della migliore stima e si avvalgono di tutti questi dati.

3.  Qualora un metodo di calcolo si basi su dati relativi a polizze raggruppate, le imprese di assicurazione e di riassicurazione garantiscono che il raggruppamento di polizze crei gruppi di rischi omogenei che riflettano in maniera adeguata i rischi delle singole polizze incluse in tali gruppi.

4.  Le imprese di assicurazione e di riassicurazione analizzano la misura in cui il valore attuale dei flussi di cassa dipende dall'esito previsto di eventi e sviluppi futuri e dal modo in cui l'esito effettivo in alcuni scenari potrebbe discostarsi dall'esito previsto.

5.  Qualora il valore attuale dei flussi di cassa dipenda da eventi e sviluppi futuri di cui al paragrafo 4, per il calcolo della migliore stima dei flussi di cassa le imprese di assicurazione e di riassicurazione usano un metodo che tenga conto di tali correlazioni.

Articolo 35

Gruppi di rischi omogenei delle obbligazioni di assicurazione vita

Le proiezioni dei flussi di cassa utilizzate nel calcolo della migliore stima delle obbligazioni di assicurazione vita si effettuano separatamente per ciascuna polizza. Qualora il calcolo separato per ogni polizza costituisca un onere indebito per l'impresa di assicurazione o di riassicurazione, è possibile effettuare la proiezione raggruppando le polizze, a condizione che il raggruppamento sia conforme a tutti i seguenti requisiti:

(a) 

non sussistono differenze sostanziali circa la natura e la complessità dei rischi sottesi alle polizze appartenenti allo stesso gruppo;

(b) 

il raggruppamento di polizze è tale da non snaturare il rischio sotteso alle polizze e da non falsarne le spese;

(c) 

il raggruppamento di polizze dovrebbe dare per il calcolo della migliore stima approssimativamente gli stessi risultati di un calcolo basato sulle singole polizze, in particolare in relazione alle garanzie finanziarie e alle opzioni contrattuali incluse nelle polizze.

Articolo 36

Obbligazioni di assicurazione non vita

1.  La migliore stima per le obbligazioni di assicurazione non vita si calcola separatamente per la riserva premi e per la riserva per sinistri da pagare.

2.  La riserva premi si riferisce a futuri sinistri coperti dalle obbligazioni di assicurazione o di riassicurazione rientranti nell'ambito del contratto di cui all'articolo 18. Le proiezioni dei flussi di cassa per il calcolo della riserva premi includono prestazioni, spese e premi relativi a tali sinistri.

3.  La riserva per i sinistri da pagare si riferisce a sinistri già verificatisi, a prescindere dal fatto che siano stati segnalati o meno.

4.  Le proiezioni dei flussi di cassa per il calcolo della riserva per i sinistri da pagare includono prestazioni, spese e premi relativi ai sinistri di cui al paragrafo 3.



Sottosezione 4

Margine di rischio

Articolo 37

Calcolo del margine di rischio

1.  Il margine di rischio per l'intero portafoglio di obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione si calcola utilizzando la seguente formula:

image

dove:

(a) 

CoC è il tasso del costo del capitale;

(b) 

la somma comprende tutti i numeri interi incluso lo zero;

(c) 

SCR(t) è il requisito patrimoniale di solvibilità di cui all'articolo 38, paragrafo 2, dopo t anni;

(d) 

r(t+1) è il tasso di interesse privo di rischio di base per la scadenza di t+1 anni.

Il tasso di interesse privo di rischio di base r(t+1) è scelto in base alla valuta utilizzata per il bilancio dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione.

2.  Qualora le imprese di assicurazione e di riassicurazione calcolino il proprio requisito patrimoniale di solvibilità utilizzando un modello interno approvato e stabiliscano che il modello è adeguato per calcolare il requisito patrimoniale di solvibilità di cui all'articolo 38, paragrafo 2, per ogni momento della durata di vita delle obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione, le imprese di assicurazione e di riassicurazione utilizzano il modello interno per calcolare gli importi SCR(t) di cui al paragrafo 1.

3.  Le imprese di assicurazione e di riassicurazione imputano il margine di rischio per l'intero portafoglio di obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione alle aree di attività di cui all'articolo 80 della direttiva 2009/138/CE. L'imputazione riflette in modo adeguato i contributi delle aree di attività al requisito patrimoniale di solvibilità di cui all'articolo 38, paragrafo 2, nel corso della durata di vita dell'intero portafoglio di obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione.

Articolo 38

Impresa di riferimento

1.  Il calcolo del margine di rischio è basato su tutte le seguenti ipotesi:

(a) 

l'intero portafoglio di obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione che calcola il margine di rischio (l'impresa originaria) è assunto da un'altra impresa di assicurazione o di riassicurazione (l'impresa di riferimento);

(b) 

nonostante la lettera a), qualora l'impresa originaria svolga simultaneamente attività di assicurazione vita e non vita ai sensi dell'articolo 73, paragrafo 5, della direttiva 2009/138/CE, il portafoglio di obbligazioni di assicurazione relativo alle attività di assicurazione vita e alle obbligazioni di riassicurazione vita e il portafoglio di obbligazioni di assicurazione relativo alle attività di assicurazione non vita e alle obbligazioni di riassicurazione non vita sono assunti separatamente da due diverse imprese di riferimento;

(c) 

il trasferimento di obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione comprende qualsiasi contratto di riassicurazione e accordi con società veicolo riguardanti tali obbligazioni;

(d) 

prima che il trasferimento abbia luogo, l'impresa di riferimento non ha alcuna obbligazione di assicurazione o di riassicurazione né fondi propri;

(e) 

dopo il trasferimento, l'impresa di riferimento non assume nuove obbligazioni di assicurazione o di riassicurazione;

(f) 

dopo il trasferimento, l'impresa di riferimento raccoglie un importo di fondi propri ammissibili pari al requisito patrimoniale di solvibilità necessario per far fronte alle obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione per tutta la loro durata di vita;

(g) 

dopo il trasferimento, l'impresa di riferimento dispone di attività pari alla somma del proprio requisito patrimoniale di solvibilità e delle riserve tecniche al netto degli importi recuperabili da contratti di riassicurazione e da società veicolo;

(h) 

le attività sono scelte in modo tale da ridurre al minimo il requisito patrimoniale di solvibilità per il rischio di mercato cui l'impresa di riferimento è esposta;

(i) 

il requisito patrimoniale di solvibilità dell'impresa di riferimento tiene conto di tutti i seguenti rischi:

i) 

il rischio di sottoscrizione riguardo all'attività trasferita,

ii) 

qualora sia sostanziale, il rischio di mercato di cui alla lettera h), diverso dal rischio di tasso di interesse,

iii) 

il rischio di credito riguardo ai contratti di riassicurazione, agli accordi con società veicolo, agli intermediari, ai contraenti e a ogni altra esposizione sostanziale strettamente correlata alle obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione,

iv) 

il rischio operativo

(j) 

la capacità di assorbimento di perdite delle riserve tecniche, di cui all'articolo 108 della direttiva 2009/138/CE, nell'impresa di riferimento corrisponde per ogni rischio alla capacità di assorbimento di perdite delle riserve tecniche nell'impresa originaria;

(k) 

non vi è capacità di assorbimento di perdite delle imposte differite di cui all'articolo 108 della direttiva 2009/138/CE per l'impresa di riferimento;

(l) 

l'impresa di riferimento, fermo restando quanto indicato alle lettere e) e f), adotterà future misure di gestione coerenti con le future misure di gestione previste, di cui all'articolo 23, dell'impresa originaria.

2.  Nel corso della durata di vita delle obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione, si presume che il requisito patrimoniale di solvibilità necessario per far fronte alle obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione di cui all'articolo 77, paragrafo 5, primo comma, della direttiva 2009/138/CE sia pari al requisito patrimoniale di solvibilità dell'impresa di riferimento sulla base delle ipotesi di cui al paragrafo 1.

3.  Ai fini del paragrafo 1, lettera i), un rischio è ritenuto sostanziale qualora il suo impatto sul calcolo del margine di rischio potrebbe influenzare le decisioni o il giudizio degli utenti di tali informazioni, ivi comprese le autorità di vigilanza.

Articolo 39

Tasso del costo del capitale

Si presume che il tasso del costo del capitale di cui all'articolo 77, paragrafo 5, della direttiva 2009/138/CE sia pari al 6 %.



Sottosezione 5

Calcolo delle riserve tecniche come elemento unico

Articolo 40

Circostanze in cui le riserve tecniche sono calcolate come un elemento unico e i metodi da utilizzare

1.  Ai fini dell'articolo 77, paragrafo 4, secondo comma, della direttiva 2009/138/CE, l'affidabilità è valutata conformemente ai paragrafi 2 e 3 del presente articolo e le riserve tecniche sono valutate conformemente al paragrafo 4 del presente articolo.

2.  La riproduzione dei flussi di cassa è ritenuta attendibile qualora i flussi di cassa possano essere riprodotti per quanto riguarda importo e tempi in relazione ai rischi sottostanti di tali flussi di cassa e in tutti gli scenari possibili. I seguenti flussi di cassa connessi alle obbligazioni di assicurazione o di riassicurazione non possono essere riprodotti in modo affidabile:

(a) 

i flussi di cassa connessi alle obbligazioni di assicurazione o di riassicurazione che dipendono dalla probabilità che i contraenti eserciteranno le opzioni contrattuali, fra cui l'estinzione anticipata e il riscatto;

(b) 

i flussi di cassa connessi alle obbligazioni di assicurazione o di riassicurazione che dipendono dal livello, dalla tendenza o dalla volatilità dei tassi di mortalità, invalidità, malattia e morbilità;

(c) 

tutte le spese che saranno sostenute per far fronte alle obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione.

3.  Gli strumenti finanziari sono ritenuti strumenti finanziari per i quali è osservabile un valore di mercato affidabile qualora tali strumenti finanziari siano scambiati su un mercato attivo, idoneo per spessore, liquidità e trasparenza. I mercati attivi sono anche conformi all'articolo 10, paragrafo 4.

4.  Le imprese di assicurazione e di riassicurazione determinano il valore delle riserve tecniche sulla base del prezzo di mercato degli strumenti finanziari utilizzati nella riproduzione.



Sottosezione 6

Importi recuperabili da contratti di riassicurazione e da società veicolo

Articolo 41

Disposizioni generali

1.  Gli importi recuperabili da contratti di riassicurazione e da società veicolo sono calcolati in modo coerente con i limiti dei contratti di assicurazione o di riassicurazione ai quali tali importi si riferiscono.

2.  Gli importi recuperabili da società veicolo, gli importi recuperabili da contratti di riassicurazione «finite» di cui all'articolo 210 della direttiva 2009/138/CE e gli importi recuperabili da altri contratti di riassicurazione sono calcolati ciascuno separatamente. Gli importi recuperabili da società veicolo non superano l'esposizione massima al rischio aggregata di tali società veicolo nei confronti dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione.

3.  Ai fini del calcolo degli importi recuperabili da contratti di riassicurazione e da società veicolo, i flussi di cassa includono unicamente i pagamenti in relazione al risarcimento per eventi assicurativi e ai crediti di assicurazione non regolati. I pagamenti in relazione ad altri eventi o ai crediti di assicurazione regolati non sono incorporati negli importi recuperabili da contratti di riassicurazione e da società veicolo e in altri elementi delle riserve tecniche. In caso di deposito per i flussi di cassa, gli importi recuperabili sono adeguati di conseguenza per evitare il doppio computo delle attività e delle passività legate al deposito.

4.  Gli importi recuperabili da contratti di riassicurazione e da società veicolo per le obbligazioni di assicurazione non vita sono calcolati separatamente per le riserve premi e per le riserve per sinistri da pagare nel seguente modo:

(a) 

i flussi di cassa relativi alle riserve per sinistri da pagare includono i pagamenti dei risarcimenti legati ai sinistri incorporati nelle riserve lorde per i sinistri da pagare dell'impresa di assicurazione o di riassicurazioni che cede i rischi;

(b) 

i flussi di cassa relativi alle riserve premi includono tutti gli altri pagamenti.

5.  Qualora i flussi di cassa dalle società veicolo verso l'impresa di assicurazione o di riassicurazione non dipendano direttamente dai crediti vantati nei confronti dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione che cede i rischi, si tiene conto degli importi recuperabili da tali società veicolo per crediti futuri solo se è possibile verificare in modo prudente, attendibile e obiettivo che il disallineamento strutturale tra crediti e importi recuperabili non è sostanziale.

Articolo 42

Aggiustamento per inadempimento della controparte

1.  Gli aggiustamenti per tenere conto delle perdite previste a causa dell'inadempimento di una controparte di cui all'articolo 81 della direttiva 2009/138/CE sono calcolati separatamente dal resto degli importi recuperabili.

2.  Gli aggiustamenti per tenere conto delle perdite previste a causa dell'inadempimento di una controparte sono calcolati come il valore attuale atteso della variazione dei flussi di cassa sottesi agli importi recuperabili da tale controparte che deriverebbe dall'inadempimento della controparte, ivi compreso in seguito a insolvenza o controversia, in un determinato momento. A tale scopo, la variazione dei flussi di cassa non tiene conto dell'effetto di alcuna tecnica di attenuazione del rischio di credito della controparte diversa dalle tecniche di attenuazione dei rischi basate sulla detenzione di garanzie collaterali. Le tecniche di attenuazione del rischio non prese in considerazione sono riconosciute separatamente senza aumentare l'importo recuperabile da contratti di riassicurazione e da società veicolo.

3.  Il calcolo di cui al paragrafo 2 tiene conto di possibili eventi qualificati come inadempimenti nel corso della durata di vita del contratto di riassicurazione o dell'accordo con la società veicolo, oltre che della possibilità e del modo in cui l'inadempimento varia nel tempo. Il calcolo è effettuato separatamente per ciascuna controparte e per ogni area di attività. Nell'ambito dell'assicurazione non vita, il calcolo è effettuato separatamente anche per le riserve premi e per le riserve per sinistri da pagare.

4.  La perdita media in caso di inadempimento di una controparte, di cui all'articolo 81 della direttiva 2009/138/CE, non è valutata a un livello inferiore al 50 % degli importi recuperabili escludendo l'aggiustamento di cui al paragrafo 1, salvo che esista una base affidabile per un'altra valutazione.

5.  La probabilità di inadempimento di una società veicolo è calcolata sulla base del rischio di credito inerente alle attività detenute dalla società veicolo.



SEZIONE 4

Pertinente struttura per scadenza dei tassi di interesse privi di rischio



Sottosezione 1

Disposizioni generali

▼M6

Articolo 43

Disposizioni generali

1.  I tassi della struttura per scadenza dei tassi di interesse privi di rischio di base soddisfano tutti i seguenti criteri:

a) 

le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono acquisire i tassi senza rischio nella pratica;

b) 

i tassi sono determinati in modo affidabile sulla base di strumenti finanziari scambiati in un mercato finanziario DLT.

I tassi della struttura per scadenza dei tassi di interesse privi di rischio pertinente sono calcolati separatamente per ogni valuta e scadenza, sulla base di tutte le informazioni e i dati pertinenti per la valuta e la scadenza.

2.  Le tecniche, le specifiche dei dati e i parametri utilizzati per determinare le informazioni tecniche relative alla pertinente struttura per scadenza dei tassi di interesse privi di rischio di cui all'articolo 77 sexies, paragrafo 1, della direttiva 2009/138/CE, compresi il tasso a termine finale (ultimate forward rate — UFR), l'ultima durata per la quale la struttura per scadenza dei tassi di interesse privi di rischio non viene estrapolata e la durata della sua convergenza verso l'UFR, sono trasparenti, prudenti, affidabili, obiettivi e coerenti nel tempo.

3.  L'EIOPA informa la Commissione in merito a qualsiasi variazione sostanziale dei dati utilizzati per determinare le informazioni tecniche relative alla pertinente struttura per scadenza dei tassi di interesse privi di rischio. Per variazione sostanziale si intende qualsiasi variazione che invalidi le tecniche, le specifiche dei dati o i parametri, compresi l'UFR, l'ultima durata per la quale la struttura per scadenza dei tassi di interesse privi di rischio non viene estrapolata e la durata della sua convergenza verso l'UFR.

4.  In caso di variazione sostanziale dei dati di cui al paragrafo 3, l'EIOPA può presentare alla Commissione una proposta contenente le modifiche delle tecniche, delle specifiche dei dati o dei parametri che siano necessarie per rimediare all'invalidità e che siano proporzionate alla variazione sostanziale in questione. Tale proposta è accompagnata da una valutazione dell'opportunità e dell'impatto delle modifiche proposte.

5.  Una tecnica, una specifica dei dati o un parametro, compresi l'UFR, l'ultima durata per la quale la struttura per scadenza dei tassi di interesse privi di rischio non viene estrapolata e la durata della sua convergenza verso l'UFR, sono modificati dall'EIOPA, su richiesta della Commissione, al fine di garantire che i tassi della pertinente struttura per scadenza dei tassi di interesse privi di rischio siano determinati in modo trasparente, prudente, affidabile e obiettivo secondo modalità coerenti nel tempo.

▼B



Sottosezione 2

Struttura per scadenza dei tassi di interesse privi di rischio di base

Articolo 44

Strumenti finanziari pertinenti per dedurre i tassi di interesse privi di rischio di base

1.  Per ogni valuta e scadenza, i tassi di interesse privi di rischio di base sono dedotti sulla base dei tassi swap per i tassi di interesse di tale valuta, aggiustati per tenere conto del rischio di credito.

2.  Per ogni valuta, per le scadenze per le quali non sono disponibili tassi swap per i tassi di interesse da mercati finanziari DLT, per dedurre i tassi di interesse privi di rischio di base si utilizzano i tassi dei titoli di Stato emessi in tale valuta, aggiustati per tenere conto del loro rischio di credito, a condizione che tali tassi dei titoli di Stato siano disponibili da mercati finanziari DLT.

Articolo 45

Aggiustamento per i tassi swap per il rischio di credito

L'aggiustamento per il rischio di credito di cui all'articolo 44, paragrafo 1, è determinato in modo trasparente, prudente, attendibile, obiettivo e coerente nel tempo. L'aggiustamento è determinato sulla base della differenza tra i tassi che tengono conto del rischio di credito riflesso nel tasso variabile dei contratti swap su tassi di interesse e i tassi su contratti swap indicizzati overnight aventi la stessa scadenza, qualora entrambi i tassi siano disponibili da mercati finanziari DLT. Il calcolo dell'aggiustamento è basato sul 50 % della media di tale differenza in un arco temporale di un anno. L'aggiustamento non è inferiore a 10 punti base e non è superiore a 35 punti base.

Articolo 46

Estrapolazione

1.  I principi applicati all'estrapolazione della pertinente struttura per scadenza dei tassi di interesse privi di rischio sono uguali per tutte le valute. Lo stesso dicasi per la determinazione delle scadenze più lunghe per le quali i tassi di interesse possono essere osservati in un mercato DLT e per il meccanismo inteso a garantire una convergenza agevole verso il tasso a termine finale.

2.  Qualora le imprese di assicurazione e di riassicurazione applichino l'articolo 77 quinquies della direttiva 2009/138/CE, l'estrapolazione è applicata ai tassi di interesse privi di rischio che includono l'aggiustamento per la volatilità di cui a tale articolo.

3.  Qualora le imprese di assicurazione e di riassicurazione applichino l'articolo 77 ter della direttiva 2009/138/CE, l'estrapolazione è basata sui tassi di interesse privi di rischio senza un aggiustamento di congruità. L'aggiustamento di congruità di cui a tale articolo si applica ai tassi di interesse privi di rischio estrapolati.

Articolo 47

Tasso a termine finale

1.  Per ogni valuta, il tasso a termine finale di cui all'articolo 46, paragrafo 1, è stabile nel corso del tempo e cambia solo in seguito a variazioni delle aspettative a lungo termine. La metodologia per dedurre il tasso a termine finale è chiaramente specificata al fine di garantire l'efficacia dei calcoli basati su scenari delle imprese di assicurazione e di riassicurazione. La metodologia è determinata in modo trasparente, prudente, attendibile, obiettivo e coerente nel tempo.

2.  Per ogni valuta, il tasso a termine finale tiene conto delle aspettative del tasso di interesse effettivo a lungo termine e dell'inflazione prevista, a condizione che tali aspettative possano essere determinate per la valuta in modo affidabile. Il tasso a termine finale non include un premio a termine per riflettere il rischio aggiuntivo della detenzione di investimenti a lungo termine.

Articolo 48

Struttura per scadenza dei tassi di interesse privi di rischio di base per le valute ancorate all'euro

1.  Per una valuta ancorata all'euro, la struttura per scadenza dei tassi di interesse privi di rischio di base per l'euro, adeguata per il rischio valutario, può essere utilizzata per calcolare la migliore stima in relazione alle obbligazioni di assicurazione o di riassicurazione denominate in tale valuta, purché siano soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

(a) 

l'ancoraggio garantisce che il tasso di cambio tra la valuta e l'euro resti entro un intervallo non superiore al 20 % del limite superiore dell'intervallo;

(b) 

la situazione economica della zona euro e quella della zona della valuta in questione sono sufficientemente simili da garantire che i tassi di interesse per l'euro e la valuta considerata si evolvano in modo simile;

(c) 

il regime di ancoraggio garantisce che le relative variazioni del tasso di cambio su un periodo di un anno non superino l'intervallo di cui alla lettera a) del presente paragrafo, in caso di eventi di mercato estremi, che corrispondono al livello di confidenza di cui all'articolo 101, paragrafo 3, della direttiva 2009/138/CE;

(d) 

è soddisfatto uno dei seguenti criteri:

i) 

la valuta in questione partecipa al meccanismo di cambio europeo (ERM II);

ii) 

esiste una decisione del Consiglio che riconosce gli accordi di ancoraggio tra la valuta in questione e l'euro;

iii) 

il regime di ancoraggio è istituito dalla legge del paese in questione che stabilisce la valuta.

Ai fini della lettera c), occorre tener conto delle risorse finanziarie delle parti che garantiscono l'ancoraggio.

2.  L'aggiustamento per il rischio valutario è negativo e corrisponde al costo di copertura contro il rischio che il valore della valuta ancorata di un investimento denominato in euro diminuisca in seguito a variazioni del livello del tasso di cambio tra l'euro e la valuta ancorata. L'aggiustamento è identico per tutte le imprese di assicurazione e di riassicurazione.



Sottosezione 3

Aggiustamento per la volatilità

Articolo 49

Portafogli di riferimento

1.  I portafogli di riferimento di cui all'articolo 77 quinquies, paragrafi 2 e 4, della direttiva 2009/138/CE sono determinati in modo trasparente, prudente, attendibile, obiettivo e coerente nel tempo. I metodi applicati nel determinare i portafogli di riferimento sono identici per tutte le valute e tutti i paesi.

2.  Per ogni valuta e ogni paese, le attività del portafoglio di riferimento sono valutate conformemente all'articolo 10, paragrafo 1, e sono scambiate in mercati che, ad eccezione dei periodi di liquidità in condizioni di stress, sono conformi all'articolo 40, paragrafo 3. Gli strumenti finanziari scambiati in mercati che cessano temporaneamente di essere conformi all'articolo 40, paragrafo 3, possono essere inclusi nel portafoglio solo qualora si preveda che tali mercati possano essere nuovamente conformi ai criteri entro un periodo di tempo ragionevole.

3.  Per ogni valuta e ogni paese, il portafoglio di riferimento delle attività soddisfa tutti i seguenti requisiti:

(a) 

per ogni valuta, le attività sono rappresentative degli investimenti effettuati dalle imprese di assicurazione e di riassicurazione in tale valuta per coprire la migliore stima per le obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione denominate in detta valuta; per ogni paese, le attività sono rappresentative degli investimenti effettuati dalle imprese di assicurazione e di riassicurazione in tale paese per coprire la migliore stima per le obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione vendute nel mercato assicurativo di detto paese e denominate nella valuta del paese in questione;

(b) 

il portafoglio è basato su indici pertinenti facilmente disponibili al pubblico, se presenti, ed esistono criteri pubblicati riguardo ai tempi e ai modi di variazione degli elementi costitutivi di tali indici;

(c) 

il portafoglio di attività include tutte le seguenti attività:

— 
obbligazioni, cartolarizzazioni e prestiti, ivi compresi i prestiti ipotecari;
— 
azioni;
— 
immobili.

Ai fini delle lettere a) e b), gli investimenti delle imprese di assicurazione e di riassicurazione in organismi di investimento collettivo e altri investimenti «confezionati» come fondi sono trattati come investimenti nelle attività sottostanti.

Articolo 50

Formula per calcolare lo spread sotteso all'aggiustamento per la volatilità

Per ogni valuta e ogni paese lo spread di cui all'articolo 77 quinquies, paragrafi 2 e 4, della direttiva 2009/138/CE è uguale a:

image

dove:

(a) 

wgov è il rapporto tra il valore dei titoli di Stato inclusi nel portafoglio di riferimento delle attività per tale valuta o paese e il valore di tutte le attività incluse nel portafoglio di riferimento;

(b) 

Sgov è lo spread medio valutario sui titoli di Stato inclusi nel portafoglio di riferimento delle attività per tale valuta o paese;

(c) 

wcorp è il rapporto tra il valore di titoli obbligazionari diversi dai titoli di Stato, prestiti e cartolarizzazioni inclusi nel portafoglio di riferimento delle attività per tale valuta o paese e il valore di tutte le attività incluse nel portafoglio di riferimento;

(d) 

Scorp è lo spread medio valutario su titoli obbligazionari diversi dai titoli di Stato, prestiti e cartolarizzazioni inclusi nel portafoglio di riferimento delle attività per tale valuta o paese, determinato in conformità dell'articolo 51 del presente regolamento.

Ai fini del presente articolo, per «titoli di Stato» si intendono le esposizioni verso amministrazioni centrali e banche centrali.

Articolo 51

Spread corretto per il rischio

La parte dello spread valutario medio attribuibile a una valutazione realistica delle perdite previste, del rischio di credito imprevisto o di qualsiasi altro rischio di cui all'articolo 77 quinquies, paragrafi 3 e 4, della direttiva 2009/138/CE è calcolata nello stesso modo dello spread«fondamentale» di cui all'articolo 77 quater, paragrafo 2, della direttiva 2009/138/CE, e all'articolo 54 del presente regolamento.



Sottosezione 4

Aggiustamento di congruità

Articolo 52

Stress legato al rischio di mortalità

1.  Lo stress legato al rischio di mortalità di cui all'articolo 77 ter, paragrafo 1, lettera f), della direttiva 2009/138/CE è il più sfavorevole dei due seguenti scenari in termini di impatto sui fondi propri di base:

(a) 

un incremento permanente istantaneo del 15 % dei tassi di mortalità utilizzati per il calcolo della migliore stima;

(b) 

un incremento istantaneo di 0,15 punti percentuali dei tassi di mortalità (espressi in percentuale) utilizzati nel calcolo delle riserve tecniche per tener conto dei dati tratti dall'esperienza relativi alla mortalità nei 12 mesi successivi.

2.  Ai fini del paragrafo 1, l'incremento dei tassi di mortalità si applica soltanto alle polizze di assicurazione per le quali tale incremento comporta un aumento delle riserve tecniche tenendo conto di tutto quanto segue:

(a) 

le polizze di assicurazione multiple relative alla stessa persona assicurata possono essere trattate come se fossero un'unica polizza di assicurazione;

(b) 

laddove il calcolo delle riserve tecniche si basi su gruppi di polizze, come indicato all'articolo 35, anche l'individuazione delle polizze per le quali le riserve tecniche aumentano in caso di incremento dei tassi di mortalità può basarsi su detti gruppi di polizze, invece che su singole polizze, purché il risultato di tale calcolo non sia sostanzialmente differente.

3.  Per quanto riguarda le obbligazioni di riassicurazione, l'individuazione delle polizze per le quali le riserve tecniche aumentano in caso di incremento dei tassi di mortalità si applica soltanto alle polizze di assicurazione sottostanti e si svolge conformemente al paragrafo 2.

Articolo 53

Calcolo dell'aggiustamento di congruità

1.  Ai fini del calcolo di cui all'articolo 77 quater, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2009/138/CE, le imprese di assicurazione e di riassicurazione considerano soltanto le attività assegnate i cui flussi di cassa previsti devono riprodurre i flussi di cassa del portafoglio di obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione, escludendo qualsiasi attività eccedente rispetto a quelle menzionate. Per «flusso di cassa previsto» di un'attività si intende il flusso di cassa dell'attività adeguato per tenere conto della probabilità di inadempimento relativa all'attività corrispondente all'elemento dello spread«fondamentale» di cui all'articolo 77 quater, paragrafo 2, lettera a), punto i), della direttiva 2009/138/CE o, qualora non sia possibile dedurre uno spread di credito affidabile dalle statistiche relative agli inadempimenti, la parte della media a lungo termine dello spread sul tasso di interesse privo di rischio di cui all'articolo 77 quater, paragrafo 2, lettere b) e c), di detta direttiva.

2.  La deduzione dello spread«fondamentale», di cui all'articolo 77 quater, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 2009/138/CE, dal risultato del calcolo di cui all'articolo 77 quater, paragrafo 1, lettera a), di detta direttiva, include soltanto la parte dello spread«fondamentale» di cui non si è già tenuto conto nell'aggiustamento per i flussi di cassa del portafoglio di attività assegnato, di cui al paragrafo 1 del presente articolo.

Articolo 54

Calcolo dello spread «fondamentale»

1.  Lo spread«fondamentale» di cui all'articolo 77 quater, paragrafo 2, è calcolato in modo trasparente, prudente, attendibile, obiettivo e coerente nel tempo, sulla base degli indici pertinenti eventualmente disponibili. I metodi per dedurre lo spread«fondamentale» di un titolo obbligazionario sono gli stessi per ogni valuta e ogni paese e possono differire per i titoli di Stato e altri titoli obbligazionari.

2.  Il calcolo dello spread di credito di cui all'articolo 77 quater, paragrafo 2, lettera a), punto i), della direttiva 2009/138/CE è basato sull'ipotesi che, in caso di inadempimento, sia possibile recuperare il 30 % del valore di mercato.

3.  La media a lungo termine di cui all'articolo 77 quater, paragrafo 2, lettere b) e c), della direttiva 2009/138/CE è basata sui dati relativi agli ultimi 30 anni. Qualora una parte dei dati non sia disponibile, essa è sostituita da dati ricostruiti. I dati ricostruiti sono basati sui dati disponibili e attendibili relativi agli ultimi 30 anni. I dati non attendibili sono sostituiti da dati ricostruiti utilizzando tale metodologia. I dati ricostruiti sono basati su ipotesi prudenziali.

4.  La perdita prevista di cui all'articolo 77 quater, paragrafo 2, lettera a), punto ii), della direttiva 2009/138/CE corrisponde alla perdita ponderata con la probabilità subita dall'impresa si assicurazione o di riassicurazione nel caso in cui l'attività sia retrocessa a una classe di merito di credito inferiore e subito dopo sia sostituita. Il calcolo della perdita prevista è basato sull'ipotesi che l'attività sostitutiva soddisfi tutti i seguenti criteri:

(a) 

l'andamento dei flussi di cassa dell'attività sostitutiva è identico a quello dell'attività sostituita prima del declassamento;

(b) 

l'attività sostitutiva appartiene alla stessa classe dell'attività sostituita;

(c) 

la classe di merito di credito dell'attività sostitutiva è identica o superiore a quella dell'attività sostituita prima del declassamento.



SEZIONE 5

Aree di attività

Articolo 55

Aree di attività

1.  Le aree di attività di cui all'articolo 80 della direttiva 2009/138/CE sono quelle di cui all'allegato I del presente regolamento.

2.  L'assegnazione di un'obbligazione di assicurazione o di riassicurazione a un'area di attività riflette la natura dei rischi connessi all'obbligazione. La forma giuridica dell'obbligazione non è necessariamente determinante per la natura del rischio.

3.  A condizione che la base tecnica sia in linea con la natura dei rischi connessi all'obbligazione, le obbligazioni di assicurazione malattia praticate su una base tecnica simile a quella dell'assicurazione vita sono assegnate alle aree di attività per l'assicurazione vita e le obbligazioni di assicurazione malattia praticate su una base tecnica simile a quella dell'assicurazione non vita sono assegnate alle aree di attività per l'assicurazione non vita.

4.  Qualora le obbligazioni di assicurazione derivanti dalle operazioni di cui all'articolo 2, paragrafo 3, lettera b), della direttiva 2009/138/CE non possano essere chiaramente assegnate alle aree di attività di cui all'allegato I del presente regolamento sulla base della loro natura, tali obbligazioni sono incluse nell'area di attività 32 di cui a detto allegato.

5.  Qualora un contratto di assicurazione o di riassicurazione copra i rischi dell'assicurazione vita e non vita, le obbligazioni di assicurazione o di riassicurazione sono suddivise nelle loro parti vita e non vita.

6.  Qualora un contratto di assicurazione o di riassicurazione copra i rischi delle aree di attività di cui all'allegato I del presente regolamento, le obbligazioni di assicurazione o di riassicurazione sono, per quanto possibile, suddivise nelle aree di attività appropriate.

7.  Qualora un contratto di assicurazione o di riassicurazione includa obbligazioni di assicurazione o di riassicurazione malattia e altre obbligazioni di assicurazione o di riassicurazione, tali obbligazioni sono, per quanto possibile, suddivise.



SEZIONE 6

Proporzionalità e semplificazioni

Articolo 56

Proporzionalità

1.  Per calcolare le riserve tecniche, le imprese di assicurazione e di riassicurazione utilizzano metodi proporzionati alla natura, alla portata e alla complessità dei rischi sottesi alle loro obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione.

2.  Nel determinare se un metodo di calcolo delle riserve tecniche è proporzionato, le imprese di assicurazione e di riassicurazione effettuano una valutazione che comprende:

(a) 

una valutazione della natura, della portata e della complessità dei rischi sottesi alle loro obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione;

(b) 

una valutazione in termini qualitativi o quantitativi dell'errore introdotto nei risultati del metodo a causa di uno scostamento tra quanto segue:

i) 

le ipotesi sottese al metodo in relazione ai rischi;

ii) 

i risultati della valutazione di cui alla lettera a).

3.  La valutazione di cui al paragrafo 2, lettera a) comprende tutti i rischi che influenzano l'importo, i tempi o il valore delle entrate e delle uscite di cassa necessarie per regolare le obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione nel corso della loro durata di vita. Ai fini del calcolo del margine di rischio, la valutazione comprende tutti i rischi di cui all'articolo 38, paragrafo 1, lettera i), nel corso della durata di vita delle obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione sottostanti. La valutazione è limitata ai rischi pertinenti per la parte del calcolo delle riserve tecniche alla quale si applica il metodo.

4.  Un metodo è ritenuto sproporzionato rispetto alla natura, alla portata e alla complessità dei rischi se l'errore di cui al paragrafo 2, lettera b), comporta un'indicazione errata delle riserve tecniche o delle loro componenti che potrebbe influenzare le decisioni o il giudizio del previsto utente delle informazioni relative al valore delle riserve tecniche, salvo che sia soddisfatta una delle seguenti condizioni:

(a) 

non sono disponibili altri metodi con un errore di minore entità e il metodo non dovrebbe comportare una sottostima dell'importo delle riserve tecniche;

(b) 

il metodo consente di ottenere un importo delle riserve tecniche dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione superiore all'importo che si otterrebbe utilizzando un metodo proporzionato e il metodo non comporta una sottostima del rischio inerente alle obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione alle quali si applica.

Articolo 57

Calcolo semplificato degli importi recuperabili dai contratti di riassicurazione e da società veicolo

1.  Fatto salvo l'articolo 56 del presente regolamento, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare gli importi recuperabili da contratti di riassicurazione e da società veicolo prima di adeguare tali importi per tenere conto della perdita prevista a causa dell'inadempimento della controparte come differenza tra le seguenti stime:

(a) 

la migliore stima calcolata al lordo di cui all'articolo 77, paragrafo 2, della direttiva 2009/138/CE;

(b) 

la migliore stima, dopo aver tenuto conto degli importi recuperabili da contratti di riassicurazione e società veicolo e senza un adeguamento per la perdita prevista a causa dell'inadempimento della controparte (migliore stima netta non adeguata), calcolata conformemente al paragrafo 2.

2.  Le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono utilizzare metodi per dedurre la migliore stima netta non adeguata dalla migliore stima lorda senza una proiezione esplicita dei flussi di cassa sottesi agli importi recuperabili da contratti di riassicurazione e società veicolo. Le imprese di assicurazione e di riassicurazione calcolano la migliore stima netta non adeguata sulla base di gruppi di rischi omogenei. Ciascuno di tali gruppi di rischi omogenei copre non più di un contratto di riassicurazione o di una società veicolo, salvo che tale contratto di riassicurazione o società veicolo comporti un trasferimento di rischi omogenei.

Articolo 58

Calcolo semplificato del margine di rischio

Fatto salvo l'articolo 56, nel calcolare il margine di rischio le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono utilizzare metodi semplificati, tra cui uno o più di quelli elencati di seguito:

(a) 

metodi che utilizzano approssimazioni degli importi rappresentati dai termini SCR(t) di cui all'articolo 37, paragrafo 1;

(b) 

metodi che calcolano per approssimazione la somma attualizzata degli importi rappresentati dai termini SCR(t) di cui all'articolo 37, paragrafo 1 senza calcolare ciascuno di tali importi separatamente.

Articolo 59

Calcoli del margine di rischio durante l'esercizio finanziario

Fatto salvo l'articolo 56, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono dedurre il margine di rischio per i calcoli da eseguire trimestralmente dal risultato di un calcolo precedente del margine di rischio senza un calcolo esplicito della formula di cui all'articolo 37, paragrafo 1.

Articolo 60

Calcolo semplificato della migliore stima per le obbligazioni di assicurazione con meccanismo di adeguamento dei premi

Fatto salvo l'articolo 56, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare la migliore stima delle obbligazioni di assicurazione vita con un accordo in base al quale l'impresa di assicurazione ha il diritto o l'obbligo di adeguare i premi futuri di un contratto di assicurazione per tenere conto di variazioni sostanziali del livello previsto dei sinistri e delle spese (meccanismo di adeguamento dei premi) utilizzando le proiezioni dei flussi di cassa che presuppongono che le variazioni dei livelli dei sinistri e delle spese si verifichino contemporaneamente agli adeguamenti dei premi e che comportano un flusso di cassa netto pari a zero, purché siano soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

(a) 

il meccanismo di adeguamento dei premi compensa interamente l'impresa di assicurazione per eventuali aumenti del livello dei sinistri e delle spese in modo tempestivo;

(b) 

il calcolo non comporta una sottostima della migliore stima;

(c) 

il calcolo non comporta una sottostima del rischio inerente a tali obbligazioni di assicurazione.

Articolo 61

Calcolo semplificato dell'aggiustamento per inadempimento della controparte

Fatto salvo l'articolo 56 del presente regolamento, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare l'aggiustamento per le perdite previste a causa dell'inadempimento della controparte di cui all'articolo 81 della direttiva 2009/138/CE, per una controparte e un gruppo di rischio omogeneo specifico nel seguente modo:

image

dove:

(a) 

PD è la probabilità di inadempimento di tale controparte nel corso dei 12 mesi successivi;

(b) 

Durmod è la durata modificata degli importi recuperabili da contratti di riassicurazione con tale controparte in relazione al gruppo di rischio omogeneo;

(c) 

BErec sono gli importi recuperabili da contratti di riassicurazione con tale controparte in relazione al gruppo di rischio omogeneo.



CAPO IV

FONDI PROPRI



SEZIONE 1

Determinazione dei fondi propri



Sottosezione 1

Approvazione dei fondi propri accessori da parte delle autorità di vigilanza

Articolo 62

Valutazione della domanda

1.  Ai fini della valutazione di cui all'articolo 90, paragrafo 4, della direttiva 2009/138/CE, le autorità di vigilanza tengono conto di tutti i seguenti aspetti:

(a) 

l'efficacia giuridica e l'opponibilità dei termini dell'impegno in tutte le giurisdizioni pertinenti;

(b) 

i termini contrattuali dell'accordo che l'impresa di assicurazione o di riassicurazione ha concluso o concluderà con le controparti per la messa a disposizione di fondi;

(c) 

se del caso, l'atto costitutivo o lo statuto dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione;

(d) 

se l'impresa di assicurazione o di riassicurazione dispone di procedure per informare le autorità di vigilanza di qualsiasi variazione futura che possa avere l'effetto di ridurre la capacità di assorbimento di perdite dell'elemento dei fondi propri accessori con riferimento a quanto segue:

i) 

la struttura o i termini contrattuali dell'accordo;

ii) 

lo status delle controparti interessate;

iii) 

la recuperabilità dell'elemento dei fondi propri accessori.

2.  Le autorità di vigilanza valutano inoltre la conformità all'articolo 90 della direttiva 2009/138/CE tenendo conto della gamma di circostanze in cui l'elemento può essere richiamato per assorbire le perdite.

3.  Quando l'impresa di assicurazione o di riassicurazione chiede l'approvazione di un metodo con il quale determinare l'importo di ogni elemento dei fondi propri accessori, le autorità di vigilanza valutano se la procedura dell'impresa per convalidare periodicamente il metodo sia appropriata per garantire che i risultati del metodo riflettano continuativamente la capacità di assorbimento di perdite dell'elemento.

4.  Oltre agli obblighi di cui ai paragrafi da 1 a 3, le autorità di vigilanza valutano la domanda di approvazione di fondi propri accessori sulla base dei criteri di cui agli articoli 63, 64 e 65.

Articolo 63

Valutazione della domanda — Status delle controparti

1.  Ai fini della valutazione della capacità di pagare delle controparti di cui all'articolo 90, paragrafo 4, lettera a), della direttiva 2009/138/CE, le autorità di vigilanza tengono conto di tutti i seguenti aspetti:

(a) 

il rischio di inadempimento delle controparti;

(b) 

il rischio che il ritardo delle controparti nel soddisfare i propri impegni a titolo dell'elemento dei fondi propri accessori determini un inadempimento.

2.  In relazione al paragrafo 1, lettera a), le autorità di vigilanza valutano il rischio di inadempimento delle controparti esaminando la loro probabilità di inadempimento e la perdita per inadempimento (LGD), tenendo conto di tutti i seguenti criteri:

(a) 

il merito di credito delle controparti, purché rifletta in modo adeguato la loro capacità di soddisfare gli impegni a titolo dell'elemento dei fondi propri accessori;

(b) 

se vi siano attualmente, o vi saranno in un futuro prevedibile, ostacoli pratici o giuridici che impediscono alle controparti di soddisfare i loro impegni a titolo dell'elemento dei fondi propri accessori;

(c) 

se le controparti siano soggette ad obblighi legali o regolamentari che ne riducono la capacità di soddisfare gli impegni a titolo dell'elemento dei fondi propri accessori;

(d) 

se la forma giuridica delle controparti pregiudichi l'adempimento dei loro impegni a titolo dell'elemento dei fondi propri accessori;

(e) 

se le controparti siano soggette ad altre esposizioni che ne riducono la capacità di soddisfare i loro impegni a titolo dell'elemento dei fondi propri accessori;

(f) 

se, in relazione all'impegno a titolo dell'elemento dei fondi propri accessori, i termini contrattuali dell'accordo a norma della legge applicabile siano tali che le controparti hanno il diritto di compensare gli importi da loro dovuti a fronte di quelli loro dovuti dall'impresa di assicurazione o di riassicurazione.

3.  In relazione al paragrafo 1, lettera b), le autorità di vigilanza valutano la posizione di liquidità delle controparti, tenendo conto di tutti i seguenti criteri:

(a) 

se vi siano attualmente, o vi saranno in un futuro prevedibile, ostacoli pratici o giuridici che pregiudicano la capacità delle controparti di soddisfare prontamente i loro impegni a titolo dell'elemento dei fondi propri accessori;

(b) 

se le controparti siano soggette ad obblighi legali o regolamentari che potrebbero ridurne la capacità di soddisfare prontamente gli impegni a titolo dell'elemento dei fondi propri accessori;

(c) 

se la forma giuridica delle controparti pregiudichi il pronto adempimento degli impegni a titolo dell'elemento dei fondi propri accessori.

4.  Ai fini della valutazione della disponibilità a pagare delle controparti di cui all'articolo 90, paragrafo 4, lettera a), della direttiva 2009/138/CE, le autorità di vigilanza tengono conto di tutti i seguenti aspetti:

(a) 

la gamma di circostanze in cui l'elemento dei fondi propri accessori può essere richiamato per assorbire le perdite;

(b) 

se esistono incentivi o disincentivi che potrebbero influenzare la disponibilità delle controparti di soddisfare i loro impegni a titolo dell'elemento dei fondi propri accessori;

(c) 

se precedenti operazioni tra le controparti e l'impresa di assicurazione o di riassicurazione, compresi i precedenti casi di adempimento degli impegni a titolo degli elementi dei fondi propri accessori da parte delle controparti, forniscano un'indicazione della disponibilità delle controparti di soddisfare i loro impegni a titolo dell'elemento dei fondi propri accessori.

5.  Nel valutare la capacità e disponibilità di pagare delle controparti, le autorità di vigilanza prendono in considerazione altri eventuali fattori inerenti allo status delle controparti, fra cui, laddove pertinente, il modello di business dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione.

6.  Se un elemento dei fondi propri accessori riguarda un gruppo di controparti, le autorità di vigilanza e le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono valutare lo status del gruppo delle controparti come se fosse un'unica controparte a condizione che siano soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

(a) 

le controparti non siano individualmente importanti;

(b) 

le controparti incluse in tale gruppo siano sufficientemente omogenee;

(c) 

la valutazione di un gruppo di controparti non sovrastimi la capacità e disponibilità di pagare delle controparti incluse in tale gruppo.

7.  Una controparte è considerata importante se è probabile che il suo status individuale abbia un effetto significativo sulla valutazione della capacità e disponibilità di pagare del gruppo di controparti.

Articolo 64

Valutazione della domanda — Recuperabilità dei fondi

Ai fini della valutazione della recuperabilità dei fondi di cui all'articolo 90, paragrafo 4, lettera b), della direttiva 2009/138/CE, le autorità di vigilanza tengono conto di tutti i seguenti aspetti:

(a) 

se la recuperabilità dei fondi sia maggiore a seguito della disponibilità di garanzie reali o di un accordo simile che sia conforme agli articoli da 209 a 214;

(b) 

se vi siano attualmente, o vi saranno in un futuro prevedibile, ostacoli pratici o giuridici che pregiudicano la recuperabilità dei fondi;

(c) 

se la recuperabilità dei fondi sia soggetta a obblighi legali o regolamentari;

(d) 

la capacità dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione di adottare provvedimenti per imporre alle controparti di adempiere ai loro impegni a titolo dell'elemento dei fondi propri accessori.

Articolo 65

Valutazione della domanda — Informazioni sull'esito dei richiami fatti in passato

Ai fini della valutazione delle informazioni sull'esito dei richiami fatti in passato di cui all'articolo 90, paragrafo 4, lettera c), della direttiva 2009/138/CE, le autorità di vigilanza tengono conto di tutti i seguenti aspetti:

(a) 

se l'impresa di assicurazione o di riassicurazione ha fatto in passato richiami dalle stesse controparti o da controparti simili in circostanze identiche o simili;

(b) 

se tali informazioni siano rilevanti e affidabili per quanto riguarda il previsto esito dei richiami futuri.

Articolo 66

Specificazione dell'importo con riferimento a un importo illimitato di fondi propri accessori

1.  Le autorità di vigilanza non approvano un importo illimitato di fondi propri accessori.

2.  Se le autorità di vigilanza approvano un importo di fondi propri accessori, la decisione delle autorità di vigilanza specifica se l'importo approvato è l'importo per il quale l'impresa di assicurazione o di riassicurazione ha presentato domanda o un importo inferiore.

Articolo 67

Specificazione dell'importo e del timing con riferimento all'approvazione di un metodo

Quando le autorità di vigilanza approvano un metodo per determinare l'importo di ciascun elemento dei fondi propri accessori, la decisione delle autorità di vigilanza indica tutti i seguenti dati:

(a) 

l'importo iniziale dell'elemento dei fondi propri accessori che è stato calcolato con tale metodo alla data di concessione dell'approvazione;

(b) 

la frequenza minima per il ricalcolo dell'importo dell'elemento dei fondi propri accessori con tale metodo qualora sia superiore a una volta all'anno, e i motivi di tale frequenza;

(c) 

il periodo per il quale è concesso il calcolo dell'elemento dei fondi propri accessori con tale metodo.



Sottosezione 2

Trattamento delle partecipazioni ai fini del calcolo dei fondi propri

Articolo 68

Trattamento delle partecipazioni ai fini della determinazione dei fondi propri di base

1.  Ai fini della determinazione dei fondi propri di base delle imprese di assicurazione e di riassicurazione, i fondi propri di base di cui all'articolo 88 della direttiva 2009/138/CE sono ridotti dell'intero valore delle partecipazioni ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 2, di detta direttiva detenute in un ente creditizio o finanziario che supera il 10 % degli elementi di cui all'articolo 69, lettera a), punti i), ii), iv) e vi).

2.  Ai fini della determinazione dei fondi propri di base delle imprese di assicurazione e di riassicurazione, i fondi propri di base di cui all'articolo 88 della direttiva 2009/138/CE sono ridotti della parte del valore di tutte le partecipazioni ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 2, di detta direttiva detenute in enti creditizi e finanziari diverse dalle partecipazioni di cui al paragrafo 1 che supera il 10 % degli elementi di cui all'articolo 69, lettera a), punti i), ii), iv) e vi).

▼M1

3.  Nonostante i paragrafi 1 e 2, le imprese di assicurazione e di riassicurazione non deducono partecipazioni di tipo strategico di cui all'articolo 171 e incluse nel calcolo della solvibilità di gruppo sulla base del metodo 1 di cui all'allegato I della direttiva 2002/87/CE o sulla base del metodo 1 di cui all'articolo 230 della direttiva 2009/138/CE.

▼B

4.  Le deduzioni ai sensi del paragrafo 2 si applicano su base proporzionale a tutte le partecipazioni di cui a tale paragrafo.

5.  Le deduzioni ai sensi dei paragrafi 1 e 2 si effettuano dal livello corrispondente in cui la partecipazione ha aumentato i fondi propri della relativa impresa nel seguente modo:

(a) 

gli elementi del capitale primario di classe 1 di enti finanziari e creditizi si deducono dagli elementi di cui all'articolo 69, lettera a) punti i), ii), iv) e vi);

(b) 

gli strumenti aggiuntivi di classe 1 di enti finanziari e creditizi si deducono dagli elementi di cui all'articolo 69, lettera a), punti iii) e v), e lettera b);

(c) 

gli strumenti di classe 2 di enti finanziari e creditizi si deducono dagli elementi dei fondi propri di base di cui all'articolo 72.



SEZIONE 2

Classificazione dei fondi propri

Articolo 69

Livello 1 — Elenco di elementi dei fondi propri

I seguenti elementi dei fondi propri di base sono considerati elementi che possiedono sostanzialmente le caratteristiche di cui all'articolo 93, paragrafo 1, lettere a) e b), della direttiva 2009/138/CE, tenendo conto degli aspetti di cui all'articolo 93, paragrafo 2, di detta direttiva, e sono classificati nel livello 1 qualora presentino tutti gli aspetti di cui all'articolo 71:

(a) 

la parte eccedente di attività rispetto alle passività, valutata conformemente all'articolo 75 e al capo VI, sezione 2, della direttiva 2009/138/CE, compresi i seguenti elementi:

i) 

il capitale sociale ordinario versato e il relativo sovrapprezzo di emissione;

ii) 

i fondi iniziali versati, i contributi dei membri o l'elemento equivalente dei fondi propri di base per le mutue e le imprese a forma mutualistica;

iii) 

i conti subordinati versati dei membri delle mutue;

iv) 

le riserve di utili non considerate come passività assicurative e riassicurative conformemente all'articolo 91, paragrafo 2, della direttiva 2009/138/CE;

v) 

le azioni privilegiate versate e il relativo sovrapprezzo di emissione;

vi) 

una riserva di riconciliazione;

(b) 

le passività subordinate versate valutate conformemente all'articolo 75 della direttiva 2009/138/CE.

Articolo 70

Riserva di riconciliazione

1.  La riserva di riconciliazione di cui all'articolo 69, lettera a), punto vi) è pari all'eccedenza totale di attività rispetto alle passività diminuita di tutti gli elementi di seguito riportati:

(a) 

l'importo delle azioni proprie detenute dall'impresa di assicurazione o di riassicurazione;

(b) 

i dividendi, le distribuzioni e gli oneri prevedibili;

(c) 

gli elementi dei fondi propri di base contemplati dall'articolo 69, lettera a), punti da i) a v), dall'articolo 72, lettera a), e dall'articolo 76, lettera a);

(d) 

gli elementi dei fondi propri di base non contemplati dall'articolo 69, lettera a), punti da i) a v), dall'articolo 72, lettera a), e dall'articolo 76, lettera a), che sono stati approvati dall'autorità di vigilanza ai sensi dell'articolo 79;

(e) 

gli elementi dei fondi propri limitati che soddisfano uno dei seguenti requisiti:

i) 

superano il requisito patrimoniale di solvibilità nozionale nel caso di portafogli soggetti ad aggiustamento di congruità e di fondi separati (ring-fenced) conformemente all'articolo 81, paragrafo 1;

ii) 

sono esclusi conformemente all'articolo 81, paragrafo 2;

(f) 

l'importo delle partecipazioni detenute in enti finanziari e creditizi di cui all'articolo 92, paragrafo 2, della direttiva 2009/138/CE dedotto conformemente all'articolo 68, nella misura in cui non sia già incluso nelle lettere da a) a e).

2.  L'eccedenza di attività rispetto alle passività di cui al paragrafo 1 comprende l'importo che corrisponde agli utili attesi inclusi nei premi futuri in conformità dell'articolo 260, paragrafo 2.

3.  Determinare se, e in che misura, la riserva di riconciliazione presenta gli aspetti di cui all'articolo 71 non equivale a valutare gli aspetti delle attività e delle passività inclusi nel calcolo dell'eccedenza di attività rispetto alle passività o gli elementi sottostanti nel bilancio delle imprese.

Articolo 71

Livello 1 — Aspetti che determinano la classificazione

1.  Gli aspetti di cui al paragrafo 69 sono i seguenti:

(a) 

l'elemento dei fondi propri di base:

i) 

se si tratta di elementi di cui all'articolo 69, lettera a), punti i) e ii), ha un grado inferiore rispetto a tutti gli altri crediti in caso di procedure di liquidazione riguardanti l'impresa di assicurazione o di riassicurazione;

ii) 

se si tratta di elementi di cui all'articolo 69, lettera a), punti iii) e v), e lettera b), ha lo stesso grado, o un grado superiore, rispetto agli elementi di cui all'articolo 69, lettera a), punti i) e ii), ma un grado inferiore rispetto agli elementi di cui agli articoli 72 e 76 che presentano gli aspetti rispettivamente di cui agli articoli 73 e 77 e ai crediti di tutti i contraenti, i beneficiari e i creditori non subordinati;

(b) 

l'elemento dei fondi propri di base non comprende aspetti che possono determinare l'insolvenza dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione o possono accelerare il processo d'insolvenza dell'impresa;

(c) 

l'elemento dei fondi propri di base è immediatamente disponibile per assorbire perdite;

(d) 

l'elemento dei fondi propri di base assorbe le perdite almeno in caso di inosservanza del requisito patrimoniale di solvibilità e non ostacola la ricapitalizzazione dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione;

(e) 

l'elemento dei fondi propri di base, se si tratta di elementi di cui all'articolo 69, lettera a), punti iii) e v), e lettera b), possiede uno dei seguenti meccanismi di assorbimento delle perdite in conto capitale da attivare al verificarsi dell'evento attivatore di cui al paragrafo 8:

▼M6

i) 

l'importo nominale o del capitale dell'elemento dei fondi propri di base è svalutato come indicato ai paragrafi 5 e 5 bis;

ii) 

l'elemento dei fondi propri di base si converte automaticamente in un elemento dei fondi propri di base di cui all'articolo 69, lettera a), punto i) o ii), come indicato ai paragrafi 6 e 6 bis del presente articolo;

▼B

iii) 

un meccanismo di assorbimento delle perdite in conto capitale che consegua un esito equivalente al meccanismo di assorbimento delle perdite in conto capitale di cui al punto i) o ii);

(f) 

l'elemento dei fondi propri di base soddisfa uno dei seguenti criteri:

i) 

se si tratta di elementi di cui all'articolo 69, lettera a), punti i) e ii), l'elemento ha una durata indeterminata o, qualora l'impresa di assicurazione o di riassicurazione abbia una durata fissa, ha la stessa durata dell'impresa;

ii) 

se si tratta di elementi di cui all'articolo 69, lettera a), punti iii) e v), e lettera b), l'elemento ha una durata indeterminata; la prima opportunità contrattuale per rimborsare o riscattare l'elemento dei fondi propri di base non si verifica prima di 5 anni dalla data di emissione;

(g) 

l'elemento dei fondi propri di base di cui all'articolo 69, lettera a), punti iii) e v), e lettera b), può prevedere il rimborso o il riscatto di tale elemento solo dopo un periodo compreso tra 5 e 10 anni dalla data di emissione qualora il requisito patrimoniale di solvibilità dell'impresa sia superato con un margine adeguato tenendo conto della posizione di solvibilità dell'impresa, compreso il piano di gestione patrimoniale a medio termine dell'impresa;

(h) 

l'elemento dei fondi propri di base, se si tratta di elementi di cui all'articolo 69, lettera a), punti i), ii), iii) e v), e lettera b), è rimborsabile o riscattabile unicamente a scelta dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione e il rimborso o il riscatto dell'elemento dei fondi propri di base è subordinato all'approvazione preventiva dell'autorità di vigilanza;

(i) 

l'elemento dei fondi propri di base, se si tratta di elementi di cui all'articolo 69, lettera a), punti i), ii), iii) e v), e lettera b), non include incentivi a rimborsare o riscattare l'elemento che aumentino la possibilità che un'impresa di assicurazione o di riassicurazione rimborsi o riscatti l'elemento dei fondi propri di base qualora abbia la facoltà di farlo;

(j) 

l'elemento dei fondi propri di base, se si tratta degli elementi di cui all'articolo 69, lettera a), punti i), ii), iii) e v), e lettera b), prevede la sospensione del rimborso o del riscatto di tale elemento, qualora si verifichi l'inosservanza del requisito patrimoniale di solvibilità o il rimborso o il riscatto comporti detta inosservanza, fino a quando l'impresa non rispetti detto requisito e il rimborso o il riscatto non comporti la sua inosservanza;

(k) 

in deroga alla lettera j), l'elemento dei fondi propri di base può prevedere il rimborso o il riscatto di tale elemento se si verifica l'inosservanza del requisito patrimoniale di solvibilità o se il rimborso o il riscatto comporterebbe detta inosservanza solo se sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

i) 

l'autorità di vigilanza ha deciso in via eccezionale di non applicare la sospensione del rimborso o del riscatto dell'elemento;

ii) 

l'elemento viene scambiato con un altro elemento dei fondi propri di livello 1 almeno della stessa qualità o viene convertito in tale altro elemento;

iii) 

il requisito patrimoniale minimo viene rispettato dopo il rimborso o il riscatto;

(l) 

l'elemento dei fondi propri di base soddisfa uno dei seguenti criteri:

i) 

se si tratta di elementi di cui all'articolo 69, paragrafo 1, lettera a), punti i) e ii), le disposizioni legali o contrattuali che disciplinano l'elemento dei fondi propri di base o la legislazione nazionale prevedono l'annullamento delle distribuzioni in relazione a tale elemento in caso di inosservanza del requisito patrimoniale di solvibilità o se la distribuzione comporterebbe detta inosservanza, fino al momento in cui l'impresa rispetta detto requisito e la distribuzione non comporta la sua inosservanza;

ii) 

se si tratta di elementi di cui all'articolo 69, lettera a), punti iii) e v), e lettera b), i termini dell'accordo contrattuale che disciplinano l'elemento dei fondi propri di base prevedono l'annullamento delle distribuzioni in relazione a tale elemento in caso di inosservanza del requisito patrimoniale di solvibilità o se la distribuzione comporterebbe detta inosservanza, fino al momento in cui l'impresa rispetta detto requisito e la distribuzione non comporta la sua inosservanza;

(m) 

l'elemento dei fondi propri di base può prevedere la distribuzione se si verifica l'inosservanza del requisito patrimoniale di solvibilità o se la distribuzione relativa a un elemento dei fondi propri di base comporterebbe detta inosservanza solo se sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

i) 

l'autorità di vigilanza ha deciso in via eccezionale di non applicare l'annullamento delle distribuzioni;

ii) 

la distribuzione non determina un ulteriore indebolimento della posizione di solvibilità dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione;

iii) 

il requisito patrimoniale minimo viene rispettato dopo la distribuzione;

(n) 

l'elemento dei fondi propri di base, se si tratta di elementi di cui all'articolo 69, lettera a), punti i), ii), iii) e v), e lettera b), consente all'impresa di assicurazione o di riassicurazione di disporre di una piena flessibilità riguardo alle distribuzioni relative a tale elemento;

(o) 

l'elemento dei fondi propri di base è libero da gravami e non è connesso ad altre operazioni che, se considerate insieme all'elemento dei fondi propri di base, possano comportare la non conformità di tale elemento all'articolo 94, paragrafo 1, della direttiva 2009/138/CE.

2.  Ai fini del presente articolo, lo scambio o la conversione di un elemento dei fondi propri di base con un altro elemento dei fondi propri di base di livello 1 o il rimborso o il riscatto di un elemento dei fondi propri di livello 1 con i proventi di un nuovo elemento dei fondi propri di base almeno della stessa qualità non sono considerati un rimborso o un riscatto, a condizione che lo scambio, la conversione, il rimborso o il riscatto siano sottoposti all'approvazione dell'autorità di vigilanza.

3.  Ai fini del paragrafo 1, lettera n), se si tratta di elementi dei fondi propri di base di cui all'articolo 69, lettera a), punti i) e ii), la piena flessibilità riguardo alle distribuzioni sussiste quando sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

a) 

non esiste un trattamento preferenziale per le distribuzioni riguardo all'ordine dei pagamenti delle distribuzioni e i termini dell'accordo contrattuale che disciplinano l'elemento dei fondi propri non prevedono diritti preferenziali per il pagamento delle distribuzioni;

b) 

le distribuzioni sono pagate con elementi distribuibili;

c) 

il livello delle distribuzioni non è determinato sulla base dell'importo al quale l'elemento dei fondi propri è stato acquistato al momento dell'emissione e non esistono un massimale o altre limitazioni del livello massimo della distribuzione;

d) 

nonostante la lettera c), in caso di strumenti emessi da mutue o imprese a forma mutualistica può essere fissata una soglia massima o un'altra limitazione del livello massimo della distribuzione, a condizione che la soglia massima o un'altra limitazione non siano un evento legato alle distribuzioni effettuate, o non effettuate, in relazione ad altri elementi dei fondi propri;

e) 

non esiste alcun obbligo per l'impresa di assicurazione o di riassicurazione di effettuare distribuzioni;

f) 

il mancato pagamento delle distribuzioni non costituisce un inadempimento da parte dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione;

g) 

l'annullamento delle distribuzioni non impone alcuna limitazione all'impresa di assicurazione o di riassicurazione.

4.  Ai fini del paragrafo 1, lettera n), se si tratta di elementi dei fondi propri di base di cui all'articolo 69, lettera a), punti iii) e v), e lettera b), la piena flessibilità riguardo alle distribuzioni sussiste quando sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

a) 

le distribuzioni sono pagate con elementi distribuibili;

b) 

l'impresa di assicurazione o di riassicurazione ha la piena discrezionalità, in qualsiasi momento, di annullare le distribuzioni relative all'elemento dei fondi propri per un periodo illimitato e su base non cumulativa, e l'impresa può utilizzare la liquidità derivante dall'annullamento di tali pagamenti senza limitazioni per far fronte ai suoi obblighi che giungono a scadenza;

c) 

non esiste l'obbligo di sostituire la distribuzione con un pagamento in qualsiasi altra forma;

d) 

non esiste l'obbligo di effettuare distribuzioni in caso di distribuzione effettuata in relazione a un altro elemento dei fondi propri;

e) 

il mancato pagamento delle distribuzioni non costituisce un inadempimento da parte dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione;

f) 

l'annullamento delle distribuzioni non impone alcuna limitazione all'impresa di assicurazione o di riassicurazione.

5.  Ai fini del paragrafo 1, lettera e), punto i), l'importo nominale o del capitale dell'elemento dei fondi propri di base è ridotto in modo tale che siano detratti tutti gli elementi seguenti:

(a) 

il credito del possessore di tale elemento in caso di procedura di liquidazione;

(b) 

l'importo da pagare al momento del rimborso o del riscatto di tale elemento;

(c) 

le distribuzioni pagate in relazione a tale elemento.

▼M6

bis.  Ai fini del paragrafo 1, lettera e), punto i), le disposizioni che disciplinano la svalutazione del valore nominale o dell'importo del capitale dell'elemento dei fondi propri di base prevedono tutte le regole seguenti:

a) 

se l'evento attivatore di cui al paragrafo 8 si è verificato nelle circostanze descritte al secondo comma, lettera c), di tale paragrafo e una svalutazione parziale è sufficiente a ripristinare l'osservanza del requisito patrimoniale di solvibilità, il valore nominale o l'importo del capitale è svalutato parzialmente per un importo che sia almeno sufficiente a ripristinare l'osservanza del requisito patrimoniale di solvibilità;

b) 

se l'evento attivatore di cui al paragrafo 8 si è verificato nelle circostanze descritte al secondo comma, lettera c), di tale paragrafo e una svalutazione parziale non è sufficiente a ripristinare l'osservanza del requisito patrimoniale di solvibilità, il valore nominale o l'importo del capitale determinato al momento dell'emissione originaria dell'elemento dei fondi propri di base è svalutato almeno su base lineare in modo da garantire una svalutazione completa al raggiungimento della copertura del 75 % del requisito patrimoniale di solvibilità o prima di tale evento;

c) 

se l'evento attivatore di cui al paragrafo 8 si è verificato nelle circostanze descritte al secondo comma, lettera a) o b), di tale paragrafo, il valore nominale o l'importo del capitale è svalutato integralmente;

d) 

a seguito di una svalutazione ai sensi della lettera b) del presente paragrafo («la svalutazione iniziale»):

i) 

se l'evento attivatore di cui al paragrafo 8 si verifica successivamente nelle circostanze descritte al secondo comma, lettera a) o b), di tale paragrafo, il valore nominale o l'importo del capitale è svalutato integralmente;

ii) 

se, entro la fine del periodo di tre mesi a decorrere dalla data dell'evento attivatore che ha determinato la svalutazione iniziale, non si è verificato nessun evento attivatore nelle circostanze di cui al paragrafo 8, secondo comma, lettera a) o b), ma il coefficiente di solvibilità si è ulteriormente deteriorato, il valore nominale o l'importo del capitale determinato al momento dell'emissione originaria dell'elemento dei fondi propri di base è svalutato ulteriormente a norma della lettera b) del presente paragrafo per tener conto dell'ulteriore degrado del coefficiente di solvibilità;

iii) 

è effettuata un'ulteriore svalutazione a norma del punto ii) per ogni ulteriore degrado del coefficiente di solvibilità al termine di ciascun periodo successivo di tre mesi fino a quando l'impresa di assicurazione o di riassicurazione ha ripristinato l'osservanza del requisito patrimoniale di solvibilità.

Ai fini del presente paragrafo, per «coefficiente di solvibilità» si intende il rapporto tra l'importo dei fondi propri ammissibile a copertura del requisito patrimoniale di solvibilità e il requisito patrimoniale di solvibilità, calcolati utilizzando i valori più recenti disponibili.

▼B

6.  Ai fini del paragrafo 1, lettera e), punto ii), le disposizioni che disciplinano la conversione in elementi dei fondi propri di base di cui all'articolo 69, lettera a), punto i) o ii) specificano uno dei seguenti aspetti:

(a) 

il tasso di conversione e un limite sull'importo di conversione autorizzato;

(b) 

un intervallo all'interno del quale gli strumenti si convertono nell'elemento dei fondi propri di base di cui all'articolo 69, lettera a), punto i) o ii).

▼M6

bis.  Ai fini del paragrafo 1, lettera e), punto ii), le disposizioni che disciplinano la conversione in elementi dei fondi propri di base di cui all'articolo 69, lettera a), punto i) o ii), prevedono tutte le regole seguenti:

a) 

se l'evento attivatore di cui al paragrafo 8 si è verificato nelle circostanze descritte al secondo comma, lettera c), di tale paragrafo e una conversione parziale è sufficiente a ripristinare l'osservanza del requisito patrimoniale di solvibilità, l'elemento è convertito parzialmente per un importo che sia almeno sufficiente a ripristinare l'osservanza del requisito patrimoniale di solvibilità;

b) 

se l'evento attivatore di cui al paragrafo 8 si è verificato nelle circostanze descritte al secondo comma, lettera c), di tale paragrafo e una conversione parziale non è sufficiente a ripristinare l'osservanza del requisito patrimoniale di solvibilità, l'elemento è convertito in modo tale che il valore nominale o importo del capitale residuo dell'elemento decresce almeno su base lineare in modo da garantire una conversione completa al raggiungimento della copertura del 75 % del requisito patrimoniale di solvibilità o prima di tale evento;

c) 

se l'evento attivatore di cui al paragrafo 8 si è verificato nelle circostanze descritte al secondo comma, lettera a) o b), di tale paragrafo, l'elemento è convertito integralmente;

d) 

a seguito di una conversione a norma della lettera b) del presente paragrafo («la conversione iniziale»):

i) 

se l'evento attivatore di cui al paragrafo 8 si verifica successivamente nelle circostanze descritte al secondo comma, lettera a) o b), di tale paragrafo, l'elemento è convertito integralmente;

ii) 

se, entro la fine del periodo di tre mesi a decorrere dalla data dell'evento attivatore che ha determinato la conversione iniziale, non si è verificato nessun evento attivatore nelle circostanze di cui al paragrafo 8, secondo comma, lettera a) o b), ma il coefficiente di solvibilità si è ulteriormente deteriorato, l'elemento è convertito ulteriormente a norma della lettera b) del presente paragrafo per tener conto dell'ulteriore degrado del coefficiente di solvibilità;

iii) 

è effettuata un'ulteriore conversione a norma del punto ii) per ogni ulteriore degrado del coefficiente di solvibilità al termine di ciascun periodo successivo di tre mesi fino a quando l'impresa di assicurazione o di riassicurazione ha ripristinato l'osservanza del requisito patrimoniale di solvibilità.

Ai fini del presente paragrafo, il termine «coefficiente di solvibilità» ha lo stesso significato che ai fini del paragrafo 5 bis.

▼B

7.  L'importo nominale o del capitale dell'elemento dei fondi propri di base assorbe le perdite nel momento in cui si verifica l'evento attivatore. L'assorbimento delle perdite derivante dall'annullamento o da un riduzione delle distribuzioni non si ritiene sia sufficiente per essere considerato un meccanismo di assorbimento delle perdite in conto capitale di cui al paragrafo 1, lettera e).

8.  L'evento attivatore di cui al paragrafo 1, lettera e), è un'inosservanza grave del requisito patrimoniale di solvibilità.

Ai fini del presente paragrafo, l'inosservanza del requisito patrimoniale di solvibilità è ritenuta grave se è soddisfatta una qualsiasi delle seguenti condizioni:

(a) 

l'importo degli elementi dei fondi propri ammissibili a copertura del requisito patrimoniale di solvibilità è pari o inferiore al 75 % di tale requisito;

(b) 

l'importo degli elementi dei fondi propri ammissibili a copertura del requisito patrimoniale minimo è pari o inferiore a tale requisito;

(c) 

la conformità al requisito patrimoniale di solvibilità non viene ristabilita entro un periodo di tre mesi dalla data in cui l'inosservanza di tale requisito è stata rilevata per la prima volta.

Le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono specificare, nelle disposizioni che disciplinano lo strumento, uno o più eventi attivatori in aggiunta a quelli di cui alle lettere da a) a c).

9.  Ai fini del paragrafo 1, lettere d), j) e l), i riferimenti al requisito patrimoniale di solvibilità sono da intendersi come riferimenti al requisito patrimoniale minimo qualora l'inosservanza del requisito patrimoniale minimo si verifichi prima dell'inosservanza del requisito patrimoniale di solvibilità.

▼M6

10.  In deroga al requisito di cui al paragrafo 1, lettera e), per l'attivazione del meccanismo di assorbimento delle perdite in conto capitale in caso di evento attivatore di cui al paragrafo 8, l'elemento dei fondi propri di base può consentire la non attivazione del meccanismo di assorbimento delle perdite in conto capitale in caso di tale evento se sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

a) 

l'evento attivatore si verifica nelle circostanze di cui al paragrafo 8, secondo comma, lettera c);

b) 

non vi sono stati in precedenza eventi attivatori nelle circostanze di cui al secondo comma, lettera a) o b), di tale paragrafo;

c) 

l'autorità di vigilanza accetta, in via eccezionale, di rinunciare all'attivazione del meccanismo di assorbimento delle perdite in conto capitale sulla base di entrambi i seguenti elementi di informazione:

i) 

le proiezioni fornite all'autorità di vigilanza dall'impresa di assicurazione o di riassicurazione quando l'impresa presenta il piano di risanamento di cui all'articolo 138, paragrafo 2, della direttiva 2009/138/CE dimostrano che l'attivazione del meccanismo di assorbimento delle perdite in conto capitale nel caso in oggetto farebbe sorgere molto probabilmente una passività fiscale che avrebbe un effetto negativo significativo sulla posizione di solvibilità dell'impresa;

ii) 

un certificato emesso dai revisori legali dei conti dell'impresa certifica che tutte le ipotesi utilizzate per le proiezioni sono realistiche.

11.  Nonostante il requisito di cui al paragrafo 1, lettera f), punto ii), l'elemento dei fondi propri di base può consentire il rimborso o il riscatto prima di tale termine se sono soddisfatte tutte le condizioni seguenti:

a) 

il requisito patrimoniale di solvibilità dell'impresa, dopo il rimborso o il riscatto, sarà superato di un margine adeguato tenuto conto della posizione di solvibilità dell'impresa, compreso il suo piano di gestione patrimoniale a medio termine;

b) 

le circostanze sono quelle descritte al punto i) o ii):

i) 

vi è una variazione nella classificazione regolamentare dell'elemento dei fondi propri di base che ne comporterebbe probabilmente l'esclusione dai fondi propri oppure una riclassificazione come fondi propri di livello inferiore, e sono soddisfatte entrambe le condizioni seguenti:

— 
l'autorità di vigilanza considera tale variazione sufficientemente certa;
— 
l'impresa dimostra, con piena soddisfazione dell'autorità di vigilanza, che la riclassificazione regolamentare dell'elemento dei fondi propri di base non era ragionevolmente prevedibile al momento della sua emissione;
ii) 

vi è una variazione nel regime fiscale applicabile all'elemento dei fondi propri di base che l'impresa dimostra, con piena soddisfazione dell'autorità di vigilanza, essere rilevante e non ragionevolmente prevedibile al momento della sua emissione.

▼B

Articolo 72

Fondi propri di base di livello 2 — Elenco di elementi dei fondi propri

I seguenti elementi dei fondi propri di base sono considerati elementi che possiedono sostanzialmente le caratteristiche di cui all'articolo 93, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 2009/138/CE, tenendo conto degli aspetti di cui all'articolo 93, paragrafo 2, di detta direttiva, e sono classificati nel livello 2 qualora i seguenti elementi presentino tutti gli aspetti di cui all'articolo 73:

(a) 

la parte eccedente di attività rispetto alle passività, valutata conformemente all'articolo 75 e al capo VI, sezione 2, della direttiva 2009/138/CE, compresi i seguenti elementi:

i) 

il capitale sociale ordinario e il relativo sovrapprezzo di emissione;

ii) 

i fondi iniziali, i contributi dei membri o l'elemento equivalente dei fondi propri di base per le mutue e le imprese a forma mutualistica;

iii) 

i conti subordinati dei membri delle mutue;

iv) 

le azioni privilegiate e il relativo sovrapprezzo di emissione;

(b) 

le passività subordinate valutate conformemente all'articolo 75 della direttiva 2009/138/CE.

Articolo 73

Fondi propri di base di livello 2 — Aspetti che determinano la classificazione

1.   ►M1  Gli aspetti di cui all'articolo 72 sono quelli di cui alle lettere da a) a i) o quelli di cui alla lettera j): ◄

(a) 

l'elemento dei fondi propri di base ha un grado inferiore rispetto ai crediti di tutti i contraenti, i beneficiari e i creditori non subordinati;

(b) 

l'elemento dei fondi propri di base non comprende aspetti che possono determinare l'insolvenza dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione o possono accelerare il processo d'insolvenza dell'impresa;

(c) 

l'elemento dei fondi propri di base ha una durata indeterminata o una durata originaria di almeno 10 anni; la prima opportunità contrattuale per rimborsare o riscattare l'elemento dei fondi propri di base non si verifica prima di 5 anni dalla data di emissione;

(d) 

l'elemento dei fondi propri di base è rimborsabile o riscattabile unicamente a scelta dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione e il rimborso o il riscatto dell'elemento dei fondi propri di base è subordinato all'approvazione preventiva dell'autorità di vigilanza;

(e) 

l'elemento dei fondi propri di base può comprendere incentivi limitati a rimborsare o riscattare tale elemento, a condizione che gli incentivi non si verifichino prima di 10 anni dalla data di emissione;

(f) 

l'elemento dei fondi propri di base prevede la sospensione del rimborso o del riscatto di tale elemento qualora si verifichi l'inosservanza del requisito patrimoniale di solvibilità o il rimborso o il riscatto comporti detta inosservanza, fino al momento in cui l'impresa rispetta detto requisito e il rimborso o il riscatto non comporta la sua inosservanza;

(g) 

l'elemento dei fondi propri di base soddisfa uno dei seguenti criteri:

i) 

se si tratta di elementi di cui all'articolo 72, lettera a), punti i) e ii), le disposizioni legali o contrattuali che disciplinano l'elemento dei fondi propri di base o la legislazione nazionale consentono il differimento delle distribuzioni in relazione a tale elemento in caso di inosservanza del requisito patrimoniale di solvibilità o se la distribuzione comporterebbe detta inosservanza fino al momento in cui l'impresa rispetta detto requisito e la distribuzione non comporta la sua inosservanza;

ii) 

se si tratta di elementi di cui all'articolo 72, lettera a), punti iii) e v), e lettera b), i termini dell'accordo contrattuale che disciplinano l'elemento dei fondi propri di base prevedono il differimento delle distribuzioni in relazione a tale elemento in caso di inosservanza del requisito patrimoniale di solvibilità o se la distribuzione comporterebbe detta inosservanza, fino al momento in cui l'impresa rispetta detto requisito e la distribuzione non comporta la sua inosservanza;

(h) 

l'elemento dei fondi propri di base può consentire la distribuzione se si verifica l'inosservanza del requisito patrimoniale di solvibilità o se la distribuzione relativa a tale elemento comporterebbe detta inosservanza solo se sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

i) 

l'autorità di vigilanza ha deciso in via eccezionale di non disporre il differimento delle distribuzioni;

ii) 

il pagamento non determina un ulteriore indebolimento della posizione di solvibilità dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione;

iii) 

il requisito patrimoniale minimo viene rispettato dopo la distribuzione;

(i) 

l'elemento dei fondi propri di base è libero da gravami e non è connesso ad altre operazioni che, se considerate insieme all'elemento dei fondi propri di base, possano comportare la non conformità di tale elemento all'articolo 94, paragrafo 2, primo comma, della direttiva 2009/138/CE;

(j) 

l'elemento dei fondi propri di base presenta gli aspetti di cui all'articolo 71 che sono rilevanti per gli elementi dei fondi propri di base di cui all'articolo 69, lettera a), punti iii) e v), e lettera b), tuttavia supera il limite di cui all'articolo 82, paragrafo 3.

Nonostante la lettera f), l'elemento dei fondi propri di base può prevedere il rimborso o il riscatto di tale elemento se si verifica l'inosservanza del requisito patrimoniale di solvibilità o se il rimborso o il riscatto comporterebbe detta inosservanza solo se sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

i) 

l'autorità di vigilanza ha deciso in via eccezionale di non applicare la sospensione del rimborso o del riscatto dell'elemento;

ii) 

l'elemento viene scambiato con un altro elemento dei fondi propri di base di livello 1 o livello 2 almeno della stessa qualità o convertito in tale altro elemento;

iii) 

il requisito patrimoniale minimo viene rispettato dopo il rimborso o il riscatto.

2.  Ai fini del presente articolo, lo scambio o la conversione di un elemento dei fondi propri di base con un altro elemento dei fondi propri di base di livello 1 o livello 2 o il rimborso o il riscatto di un elemento dei fondi propri di base di livello 2 con i proventi di un nuovo elemento dei fondi propri di base almeno della stessa qualità non sono considerati un rimborso o un riscatto, a condizione che lo scambio, la conversione, il rimborso o il riscatto siano sottoposti all'approvazione dell'autorità di vigilanza.

3.  Ai fini del paragrafo 1, lettere f) e g), i riferimenti al requisito patrimoniale di solvibilità sono da intendersi come riferimenti al requisito patrimoniale minimo qualora l'inosservanza del requisito patrimoniale minimo si verifichi prima dell'inosservanza del requisito patrimoniale di solvibilità.

4.  Ai fini del paragrafo 1, lettera e), le imprese prendono in considerazione la possibilità di prevedere incentivi a rimborsare sotto forma di uno step-up del tasso d'interesse associato a un'opzione call limitata, qualora lo step-up assuma la forma di un singolo aumento del tasso di cedola e determini un aumento del tasso iniziale non superiore al più elevato tra i seguenti importi:

(a) 

100 punti base, meno il differenziale dello swap (swap spread) fra la base dell'indice iniziale e la base dell'indice risultante dallo step-up;

(b) 

50 % dello spread di credito iniziale, meno il differenziale dello swap fra la base dell'indice iniziale e la base dell'indice risultante dallo step-up.

▼M6

5.  Nonostante il requisito di cui al paragrafo 1, lettera c), l'elemento dei fondi propri di base può consentire il rimborso o il riscatto prima di 5 anni se sono soddisfatte tutte le condizioni seguenti:

a) 

il requisito patrimoniale di solvibilità dell'impresa, dopo il rimborso o il riscatto, sarà superato di un margine adeguato tenuto conto della posizione di solvibilità dell'impresa, compreso il suo piano di gestione patrimoniale a medio termine;

b) 

le circostanze sono quelle descritte al punto i) o ii):

i) 

vi è una variazione nella classificazione regolamentare dell'elemento dei fondi propri di base che ne comporterebbe probabilmente l'esclusione dai fondi propri oppure una riclassificazione come fondi propri di livello inferiore, e sono soddisfatte entrambe le condizioni seguenti:

— 
l'autorità di vigilanza considera tale variazione sufficientemente certa;
— 
l'impresa dimostra, con piena soddisfazione dell'autorità di vigilanza, che la riclassificazione regolamentare dell'elemento dei fondi propri di base non era ragionevolmente prevedibile al momento della sua emissione;
ii) 

vi è una variazione nel regime fiscale applicabile all'elemento dei fondi propri di base che l'impresa dimostra, con piena soddisfazione dell'autorità di vigilanza, essere rilevante e non ragionevolmente prevedibile al momento della sua emissione.

▼B

Articolo 74

Fondi propri accessori di livello 2 — Elenco di elementi dei fondi propri

Fatto salvo l'articolo 96 della direttiva 2009/138/CE, i seguenti elementi dei fondi propri accessori sono considerati elementi che possiedono sostanzialmente le caratteristiche di cui all'articolo 93, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 2009/138/CE, tenendo conto degli aspetti di cui all'articolo 93, paragrafo 2, di detta direttiva, e sono classificati nel livello 2 qualora i seguenti elementi presentino tutti gli aspetti di cui all'articolo 75:

(a) 

capitale sociale ordinario non versato e non richiamato richiamabile su richiesta;

(b) 

fondi iniziali, contributi dei membri o elemento equivalente dei fondi propri di base per le mutue e le imprese a forma mutualistica non versati e non richiamati, richiamabili su richiesta;

(c) 

azioni privilegiate non versate e non richiamate richiamabili su richiesta;

(d) 

un impegno giuridicamente vincolante a sottoscrivere e pagare le passività subordinate su richiesta;

(e) 

lettere di credito e garanzie detenute in fiduciarie da fiduciari indipendenti a beneficio dei creditori di assicurazione e fornite da enti creditizi autorizzati conformemente all'articolo 8 della direttiva 2013/36/UE;

(f) 

lettere di credito e garanzie a condizione che gli elementi possano essere richiamati su richiesta e siano liberi da gravami;

(g) 

qualsiasi credito futuro che le mutue o le società a forma mutualistica di armatori a contributi variabili che assicurano unicamente i rischi elencati nell'allegato I, parte A, rami 6, 12 e 17, della direttiva 2009/138/CE possono vantare nei confronti dei loro membri tramite il richiamo di contributi supplementari entro i dodici mesi successivi;

(h) 

qualsiasi credito futuro che le mutue o le società a forma mutualistica possono vantare nei confronti dei loro membri tramite il richiamo di contributi supplementari entro i dodici mesi successivi, a condizione che possa essere effettuato un richiamo su richiesta e sia libero da gravami;

(i) 

qualsiasi altro impegno giuridicamente vincolante ricevuto dalle imprese di assicurazione o di riassicurazione, a condizione che l'elemento possa essere richiamato su richiesta e sia libero da gravami.

Articolo 75

Fondi propri accessori di livello 2 — Aspetti che determinano la classificazione

Per poter essere classificati nel livello 2, gli elementi dei fondi propri accessori di cui all'articolo 74 presentano gli aspetti di un elemento dei fondi propri di base classificato nel livello 1 conformemente agli articoli 69 e 71 dopo che l'elemento è stato richiamato e versato.

Articolo 76

Fondi propri di base di livello 3 — Elenco di elementi dei fondi propri

I seguenti elementi dei fondi propri di base sono considerati elementi che possiedono le caratteristiche di cui all'articolo 93, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 2009/138/CE, tenendo conto degli aspetti di cui all'articolo 93, paragrafo 2, di detta direttiva, e sono classificati nel livello 3 qualora i seguenti elementi presentino tutti gli aspetti di cui all'articolo 77:

(a) 

la parte eccedente di attività rispetto alle passività, valutata conformemente al capo VI, sezioni 1 e 2, della direttiva 2009/138/CE, compresi i seguenti elementi:

i) 

i conti subordinati dei membri delle mutue;

ii) 

le azioni privilegiate e il relativo sovrapprezzo di emissione;

iii) 

un importo pari al valore delle attività fiscali differite nette;

(b) 

le passività subordinate valutate conformemente all'articolo 75 della direttiva 2009/138/CE.

Articolo 77

Fondi propri di base di livello 3 — Aspetti che determinano la classificazione

1.  Gli aspetti di cui all'articolo 76 sono i seguenti:

(a) 

l'elemento dei fondi propri di base, se si tratta di elementi di cui all'articolo 76, lettera a), punti i) e ii), e lettera b), ha un grado inferiore rispetto ai crediti di tutti i contraenti, i beneficiari e i creditori non subordinati;

(b) 

l'elemento dei fondi propri di base non comprende aspetti che possono determinare l'insolvenza dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione o possono accelerare il processo d'insolvenza dell'impresa;

(c) 

l'elemento dei fondi propri di base, se si tratta di elementi di cui all'articolo 76, lettera a), punti i) e ii), e lettera b), ha una durata indeterminata o una durata originaria di almeno 5 anni, qualora la data di scadenza sia la prima opportunità contrattuale per rimborsare o riscattare l'elemento dei fondi propri di base;

(d) 

l'elemento dei fondi propri di base, se si tratta di elementi di cui all'articolo 76, lettera a), punti i) e ii), e lettera b), è rimborsabile o riscattabile unicamente a scelta dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione e il rimborso o il riscatto dell'elemento dei fondi propri di base è subordinato all'approvazione preventiva dell'autorità di vigilanza;

(e) 

l'elemento dei fondi propri di base, se si tratta di elementi di cui all'articolo 76, lettera a), punti i) e ii), e lettera b), può comprendere incentivi limitati a rimborsare o riscattare tale elemento;

(f) 

l'elemento dei fondi propri di base, se si tratta degli elementi di cui all'articolo 76, lettera a), punti i) e ii), e lettera b), prevede la sospensione del rimborso o del riscatto, qualora si verifichi l'inosservanza del requisito patrimoniale di solvibilità o il rimborso o il riscatto comporterebbe detta inosservanza, fino al momento in cui l'impresa rispetta detto requisito e il rimborso o il riscatto non comporta la sua inosservanza;

(g) 

l'elemento dei fondi propri di base, se si tratta degli elementi di cui all'articolo 76, lettera a), punti i) e ii), e lettera b), prevede il differimento delle distribuzioni qualora si verifichi l'inosservanza del requisito patrimoniale minimo o la distribuzione comporterebbe detta inosservanza, fino al momento in cui l'impresa rispetta detto requisito e la distribuzione non comporta la sua inosservanza;

(h) 

l'elemento dei fondi propri di base è libero da gravami e non è connesso ad altre operazioni che potrebbero minare gli aspetti che l'elemento deve possedere conformemente al presente articolo.

Nonostante la lettera f), l'elemento dei fondi propri di base può prevedere il rimborso o il riscatto di tale elemento se si verifica l'inosservanza del requisito patrimoniale di solvibilità o se il rimborso o il riscatto comporterebbe detta inosservanza solo se sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

i) 

l'autorità di vigilanza ha deciso in via eccezionale di non applicare la sospensione del rimborso o del riscatto dell'elemento;

ii) 

l'elemento viene scambiato con un altro elemento dei fondi propri di base di livello 1, livello 2 o livello 3 almeno della stessa qualità o convertito in tale altro elemento;

iii) 

il requisito patrimoniale minimo viene rispettato dopo il rimborso o il riscatto.

2.  Ai fini del presente articolo, lo scambio o la conversione di un elemento dei fondi propri di base con un altro elemento dei fondi propri di base di livello 1, livello 2 o livello 3 o il rimborso o il riscatto di un elemento dei fondi propri di base di livello 3 con i proventi di un nuovo elemento dei fondi propri di base almeno della stessa qualità non sono considerati un rimborso o un riscatto, a condizione che lo scambio, la conversione, il rimborso o il riscatto siano soggetti all'approvazione dell'autorità di vigilanza.

3.  Ai fini del paragrafo 1, lettera f), i riferimenti al requisito patrimoniale di solvibilità sono da intendersi come riferimenti al requisito patrimoniale minimo qualora l'inosservanza del requisito patrimoniale minimo si verifichi prima dell'inosservanza del requisito patrimoniale di solvibilità.

4.  Ai fini del paragrafo 1, lettera e), le imprese prendono in considerazione la possibilità di prevedere incentivi a rimborsare sotto forma di uno step-up del tasso d'interesse associato a un'opzione call limitata, qualora lo step-up assuma la forma di un singolo aumento del tasso di cedola e determini un aumento del tasso iniziale non superiore al più elevato tra i seguenti importi:

(a) 

100 punti base, meno il differenziale dello swap (swap spread) fra la base dell'indice iniziale e la base dell'indice risultante dallo step-up;

(b) 

50 % dello spread di credito iniziale, meno il differenziale dello swap fra la base dell'indice iniziale e la base dell'indice risultante dallo step-up.

▼M6

5.  Nonostante il requisito di cui al paragrafo 1, lettera c), l'elemento dei fondi propri di base può consentire il rimborso o il riscatto prima di 5 anni dalla data di emissione se sono soddisfatte tutte le condizioni seguenti:

a) 

il requisito patrimoniale di solvibilità dell'impresa, dopo il rimborso o il riscatto, sarà superato di un margine adeguato tenuto conto della posizione di solvibilità dell'impresa, compreso il suo piano di gestione patrimoniale a medio termine;

b) 

le circostanze sono quelle descritte al punto i) o ii):

i) 

vi è una variazione nella classificazione regolamentare dell'elemento dei fondi propri di base che ne comporterebbe probabilmente l'esclusione dai fondi propri, e sono soddisfatte entrambe le condizioni seguenti:

— 
l'autorità di vigilanza considera tale variazione sufficientemente certa;
— 
l'impresa dimostra, con piena soddisfazione dell'autorità di vigilanza, che la riclassificazione regolamentare dell'elemento dei fondi propri di base non era ragionevolmente prevedibile al momento della sua emissione;
ii) 

vi è una variazione nel regime fiscale applicabile all'elemento dei fondi propri di base che l'impresa dimostra, con piena soddisfazione dell'autorità di vigilanza, essere rilevante e non ragionevolmente prevedibile al momento della sua emissione.

▼B

Articolo 78

Fondi propri accessori di livello 3 — Elenco di elementi dei fondi propri

Gli elementi dei fondi propri accessori approvati dall'autorità di vigilanza conformemente all'articolo 90 della direttiva 2009/138/CE che non presentano tutti gli aspetti di cui all'articolo 75 sono classificati come fondi propri accessori di livello 3.

Articolo 79

Approvazione della valutazione e della classificazione degli elementi dei fondi propri da parte delle autorità di vigilanza

1.  Fatto salvo l'articolo 90 della direttiva 2009/138/CE, se un elemento dei fondi propri non è incluso nell'elenco degli elementi dei fondi propri di cui agli articoli 69, 72, 74, 76 e 78, le imprese di assicurazione o di riassicurazione considerano tale elemento un fondo proprio solo se ricevono da parte dell'autorità di vigilanza l'approvazione della valutazione e della classificazione dell'elemento.

2.  Quando approva la valutazione e la classificazione degli elementi dei fondi propri non inclusi nell'elenco degli elementi dei fondi propri di cui agli articoli 69, 72, 74, 76 e 78, l'autorità di vigilanza valuta quanto segue, sulla base dei documenti presentati dall'impresa di assicurazione o di riassicurazione:

(a) 

nel caso in cui l'impresa richieda l'approvazione per la classificazione nel livello 1, se l'elemento dei fondi propri di base possiede sostanzialmente le caratteristiche di cui all'articolo 93, paragrafo 1, lettere a) e b), della direttiva 2009/138/CE, tenendo conto degli aspetti di cui all'articolo 93, paragrafo 2, di detta direttiva;

(b) 

nel caso in cui l'impresa richieda la classificazione come fondi propri di base di livello 2, se l'elemento dei fondi propri di base possiede sostanzialmente le caratteristiche di cui all'articolo 93, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 2009/138/CE, tenendo conto degli aspetti di cui all'articolo 93, paragrafo 2, di detta direttiva;

(c) 

nel caso in cui l'impresa richieda la classificazione come fondi propri accessori di livello 2, se l'elemento dei fondi propri accessori possiede sostanzialmente le caratteristiche di cui all'articolo 93, paragrafo 1, lettere a) e b), della direttiva 2009/138/CE, tenendo conto degli aspetti di cui all'articolo 93, paragrafo 2, di detta direttiva;

(d) 

nel caso in cui l'impresa richieda la classificazione come fondi propri di base di livello 3, se l'elemento dei fondi propri di base possiede le caratteristiche di cui all'articolo 93, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 2009/138/CE, tenendo conto degli aspetti di cui all'articolo 93, paragrafo 2, di detta direttiva;

(e) 

la possibilità di far rispettare i termini contrattuali dell'elemento dei fondi propri in tutte le giurisdizioni interessate;

(f) 

se l'elemento dei fondi propri è stato pienamente versato.

3.  Gli elementi dei fondi propri di base non inclusi nell'elenco degli elementi dei fondi propri di cui agli articoli 69, 72 e 76 sono classificati come fondi propri di base di livello 1 solo se sono interamente versati.

4.  L'inclusione degli elementi dei fondi propri approvati dall'autorità di vigilanza conformemente al presente articolo è soggetta ai limiti quantitativi di cui all'articolo 82.



SEZIONE 3

Ammissibilità dei fondi propri



Sottosezione 1

Fondi separati (Ring-fenced)

Articolo 80

Fondi separati che richiedono adeguamenti

1.  È necessaria una riduzione della riserva di riconciliazione di cui all'articolo 70, paragrafo 1, lettera e), se gli elementi dei fondi propri di un fondo separato hanno una capacità ridotta di assorbire interamente le perdite nella prospettiva di continuità aziendale dovuta alla loro mancanza di trasferibilità nell'impresa di assicurazione o di riassicurazione per uno qualsiasi dei seguenti motivi:

(a) 

gli elementi possono essere utilizzati solo per coprire perdite relative a una parte definita dei contratti di assicurazione o di riassicurazione dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione;

(b) 

gli elementi possono essere utilizzati solo per coprire perdite riguardo a determinati contraenti o beneficiari;

(c) 

gli elementi possono essere utilizzati solo per coprire perdite derivanti da particolari rischi o passività.

2.  Gli elementi dei fondi propri di cui al paragrafo 1, (in appresso «elementi dei fondi propri limitati»), non comprendono il valore di futuri trasferimenti attribuibili agli azionisti.

Articolo 81

Adeguamento per i fondi separati e i portafogli soggetti ad aggiustamento di congruità

1.  Ai fini del calcolo della riserva di riconciliazione, le imprese di assicurazione e di riassicurazione riducono l'eccedenza delle attività rispetto alle passività di cui all'articolo 70 confrontando i seguenti importi:

(a) 

gli elementi dei fondi propri limitati nel fondo separato o nel portafoglio soggetto ad aggiustamento di congruità;

(b) 

il requisito patrimoniale di solvibilità nozionale per il fondo separato o il portafoglio soggetto ad aggiustamento di congruità.

Se l'impresa di assicurazione o di riassicurazione calcola il requisito patrimoniale di solvibilità utilizzando la formula standard, il requisito patrimoniale di solvibilità nozionale è calcolato conformemente all'articolo 217.

Se l'impresa calcola il requisito patrimoniale di solvibilità utilizzando un modello interno, il requisito patrimoniale di solvibilità nozionale è calcolato utilizzando tale modello interno, come se l'impresa esercitasse solo l'attività inclusa nel fondo separato o nel portafoglio soggetto ad aggiustamento di congruità.

2.  In deroga al paragrafo 1, se le attività, le passività e il rischio in un fondo separato non sono rilevanti, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono ridurre la riserva di riconciliazione dell'importo totale degli elementi dei fondi propri limitati.



Sottosezione 2

Limiti quantitativi

Articolo 82

Ammissibilità e limiti applicabili ai livelli 1, 2 e 3

1.  Per quanto riguarda la conformità al requisito patrimoniale di solvibilità, gli importi ammissibili degli elementi di livello 2 e di livello 3 sono soggetti a tutti i seguenti limiti quantitativi:

(a) 

l'importo ammissibile degli elementi di livello 1 è pari almeno alla metà del requisito patrimoniale di solvibilità;

(b) 

l'importo ammissibile degli elementi di livello 3 è inferiore al 15 % del requisito patrimoniale di solvibilità;

(c) 

la somma degli importi ammissibili degli elementi di livello 2 e di livello 3 non supera il 50 % del requisito patrimoniale di solvibilità.

2.  Per quanto riguarda la conformità ai requisiti patrimoniali minimi, gli importi ammissibili degli elementi di livello 2 sono soggetti a tutti i seguenti limiti quantitativi:

(a) 

l'importo ammissibile degli elementi di livello 1 è pari almeno all'80 % del requisito patrimoniale minimo;

(b) 

l'importo ammissibile degli elementi di livello 2 non supera il 20 % del requisito patrimoniale minimo.

3.  Entro il limite di cui al paragrafo 1, lettera a), e paragrafo 2, lettera a), la somma dei seguenti elementi dei fondi propri di base corrisponde a meno del 20 % dell'importo totale degli elementi di livello 1:

(a) 

elementi di cui all'articolo 69, lettera a), punto iii);

(b) 

elementi di cui all'articolo 69, lettera a), punto v);

(c) 

elementi di cui all'articolo 69, lettera b);

(d) 

elementi inclusi nei fondi propri di base di livello 1 secondo la misura transitoria di cui all'articolo 308 ter, paragrafo 9, della direttiva 2009/138/CE.



CAPO V

FORMULA STANDARD PER IL REQUISITO PATRIMONIALE DI SOLVIBILITÀ



SEZIONE 1

Disposizioni generali



Sottosezione 1

Calcoli basati su scenari

Articolo 83

1.  Se il calcolo di un modulo o di un sottomodulo del requisito patrimoniale di solvibilità di base è basato sull'impatto di uno scenario sui fondi propri di base delle imprese di assicurazione e di riassicurazione, tale calcolo tiene conto di tutte le seguenti ipotesi:

(a) 

lo scenario non modifica l'importo del margine di rischio incluso nelle riserve tecniche;

(b) 

lo scenario non modifica il valore delle attività e passività fiscali differite;

(c) 

lo scenario non modifica il valore delle future partecipazioni agli utili a carattere discrezionale incluse nelle riserve tecniche;

(d) 

l'impresa non adotta misure di gestione durante lo scenario.

2.  Il calcolo delle riserve tecniche risultanti dalla determinazione dell'impatto di uno scenario sui fondi propri di base delle imprese di assicurazione e di riassicurazione di cui al paragrafo 1 non modifica il valore delle future partecipazioni agli utili a carattere discrezionale e tiene conto di tutti i seguenti aspetti:

(a) 

fatto salvo il paragrafo 1, lettera d), le future misure di gestione adottate in conseguenza dello scenario, a condizione che siano conformi all'articolo 23;

(b) 

l'eventuale impatto negativo rilevante dello scenario o delle misure di gestione di cui alla lettera a) sulla probabilità che i contraenti esercitino le opzioni contrattuali.

3.  Le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono utilizzare metodi semplificati per calcolare le riserve tecniche risultanti dalla determinazione dell'impatto di uno scenario di cui al paragrafo 1, a condizione che il metodo semplificato non comporti un'inesattezza del requisito patrimoniale di solvibilità che possa influire sulle decisioni o sul giudizio dell'utente delle informazioni relative a tale requisito, salvo che il calcolo semplificato abbia come risultato un requisito patrimoniale di solvibilità superiore a quello risultante dal calcolo effettuato secondo la formula standard.

4.  Il calcolo delle attività e delle passività risultanti dalla determinazione dell'impatto di uno scenario di cui al paragrafo 1 tiene conto dell'impatto dello scenario sul valore di eventuali strumenti di attenuazione del rischio pertinenti detenuti dall'impresa che siano conformi agli articoli da 209 a 215.

5.  Se lo scenario comporta un aumento dei fondi propri di base delle imprese di assicurazione e di riassicurazione, il calcolo del modulo o del sottomodulo si basa sull'ipotesi che lo scenario non abbia alcun impatto sui fondi propri di base.



Sottosezione 2

Metodo look-through

Articolo 84

1.  Il requisito patrimoniale di solvibilità si calcola sulla base di ognuna delle attività sottostanti degli organismi di investimento collettivo e degli altri investimenti «confezionati» come fondi (metodo look-through).

2.  Il metodo look-through di cui al paragrafo 1 si applica anche ai seguenti aspetti:

(a) 

esposizioni indirette a un rischio di mercato diverso dagli organismi di investimento collettivo e dagli investimenti «confezionati» come fondi;

(b) 

esposizioni indirette al rischio di sottoscrizione;

(c) 

esposizioni indirette al rischio di controparte.

▼M6

3.  In caso di osservanza dell'articolo 88 e se il metodo look-through non è applicabile agli organismi di investimento collettivo o agli investimenti «confezionati» come fondi, il requisito patrimoniale di solvibilità può essere calcolato sulla base dell'allocazione target delle attività sottostanti o, se l'allocazione target delle attività sottostanti non è disponibile per l'impresa, sulla base dell'ultima allocazione comunicata delle attività sottostanti dell'organismo di investimento collettivo o del fondo, a condizione che, in entrambi i casi, le attività sottostanti siano gestite secondo l'allocazione target o l'ultima allocazione comunicata delle attività sottostanti, a seconda dei casi, e che non sia prevista una variazione significativa delle esposizioni e dei rischi nell'arco di un breve periodo di tempo.

Ai fini del calcolo possono essere utilizzati raggruppamenti di dati, a condizione che consentano di calcolare con prudenza tutti i sottomoduli e gli scenari pertinenti della formula standard e che non si applichino a più del 20 % del valore totale delle attività dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione.

▼M6

bis.  Al fine di determinare la percentuale delle attività per le quali sono utilizzati raggruppamenti di dati a norma del paragrafo 3, l'impresa di assicurazione o di riassicurazione non tiene conto delle attività sottostanti dell'organismo di investimento collettivo o degli investimenti «confezionati» come fondi, a contropartita di obbligazioni collegate a quote o a un indice per le quali il rischio di mercato è sopportato dai contraenti.

▼M6

4.   ►M8  Il paragrafo 2 non si applica agli investimenti in imprese partecipate ad eccezione degli investimenti per i quali sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni: ◄

a) 

l'obiettivo principale dell'impresa partecipata è detenere e gestire attività per conto dell'impresa partecipante;

b) 

l'impresa partecipata sostiene le operazioni dell'impresa partecipante relative ad attività di investimento sulla base di un mandato di investimento specifico e documentato;

c) 

l'impresa partecipata non svolge altre attività significative oltre ad investire a beneficio dell'impresa partecipante.

Ai fini del presente paragrafo, i termini «impresa partecipante» e «impresa partecipata» sono definiti rispettivamente all'articolo 212, paragrafo 1, lettere a) e b), della direttiva 2009/138/CE.

▼B



Sottosezione 3

Amministrazioni regionali e autorità locali

Articolo 85

Le condizioni per una categorizzazione delle amministrazioni regionali e delle autorità locali sono che non vi sia alcuna differenza in termini di rischio tra le esposizioni verso dette amministrazioni regionali e autorità locali e le esposizioni verso l'amministrazione centrale, in virtù di specifici poteri di imposizione fiscale delle prime, e che vi sia uno specifico assetto istituzionale avente l'effetto di ridurre il rischio di inadempimento.



Sottosezione 4

Rischio di base rilevante

Articolo 86

Nonostante l'articolo 210, paragrafo 2, se le imprese di assicurazione o di riassicurazione trasferiscono il rischio di sottoscrizione attraverso contratti di riassicurazione o società veicolo soggetti a un rischio di base rilevante dovuto a un disallineamento di valuta tra il rischio di sottoscrizione e la tecnica di attenuazione del rischio, le imprese di assicurazione o di riassicurazione possono tenere conto della tecnica di attenuazione del rischio nel calcolo del requisito patrimoniale di solvibilità secondo la formula standard, a condizione che tale tecnica sia conforme all'articolo 209, all'articolo 210, paragrafi 1, 3 e 4, e all'articolo 211 e che il calcolo sia effettuato tenendo conto di quanto segue:

(a) 

il rischio di base derivante da un disallineamento di valuta tra il rischio di sottoscrizione e la tecnica di attenuazione del rischio è preso in considerazione nel modulo, nel sottomodulo o nello scenario del rischio di sottoscrizione pertinente della formula standard al livello più granulare possibile aggiungendo il 25 % della differenza tra quanto segue e il requisito patrimoniale calcolato conformemente al modulo, al sottomodulo o allo scenario pertinente:

i) 

il requisito patrimoniale ipotetico per il modulo, il sottomodulo o lo scenario pertinente del rischio di sottoscrizione che risulterebbe dal verificarsi simultaneo dello scenario di cui all'articolo 188;

ii) 

il requisito patrimoniale per il modulo, il sottomodulo o lo scenario pertinente del rischio di sottoscrizione;

(b) 

se la tecnica di attenuazione del rischio riguarda più di un modulo, sottomodulo o scenario, il calcolo di cui alla lettera a) è effettuato per ognuno di tali moduli, sottomoduli o scenari. Il requisito patrimoniale risultante da tali calcoli non deve superare il 25 % della capacità del contratto di riassicurazione non proporzionale o della società veicolo.



Sottosezione 5

Calcolo del requisito patrimoniale di solvibilità di base

Articolo 87

Il requisito patrimoniale di solvibilità di base include un modulo per il rischio relativo alle attività immateriali ed è uguale a:

image

dove:

(a) 

la sommatoria, Corri,j , SCRi e SCRj sono specificati come indicato nell'allegato IV, punto 1, della direttiva 2009/138/CE;

(b) 

SCRintangibles è il requisito patrimoniale per il rischio relativo alle attività immateriali di cui all'articolo 203.



Sottosezione 6

Proporzionalità e semplificazioni

Articolo 88

Proporzionalità

1.   ►M6  Ai fini dell'articolo 109 della direttiva 2009/138/CE, le imprese di assicurazione e di riassicurazione determinano se il calcolo semplificato è proporzionato alla natura, alla portata e alla complessità dei rischi effettuando una valutazione che includa tutti i seguenti aspetti: ◄

(a) 

una valutazione della natura, della portata e della complessità dei rischi dell'impresa che rientrano nel modulo o nel sottomodulo pertinente;

(b) 

una valutazione in termini qualitativi o quantitativi, a seconda del caso, dell'errore introdotto nei risultati del calcolo semplificato a causa di uno scostamento tra quanto segue:

i) 

le ipotesi sottese al calcolo semplificato in relazione al rischio;

ii) 

i risultati della valutazione di cui alla lettera a).

▼M6

2.  Un calcolo semplificato non è considerato proporzionato alla natura, alla portata e alla complessità dei rischi se l'errore di cui al paragrafo 1, lettera b), comporta un'inesattezza del requisito patrimoniale di solvibilità che potrebbe influire sulle decisioni o sul giudizio dell'utente delle informazioni relative a tale requisito, salvo che il calcolo semplificato abbia come risultato un requisito patrimoniale di solvibilità superiore a quello risultante dal calcolo effettuato secondo la formula standard.

▼B

Articolo 89

Disposizioni generali relative alle semplificazioni per le imprese captive

Le imprese di assicurazione e di riassicurazione captive ai sensi dell'articolo 13, punti 2 e 5, della direttiva 2009/138/CE possono utilizzare i calcoli semplificati di cui agli articoli 90, 103, 105 e 106 del presente regolamento a condizione che sia rispettato l'articolo 88 del presente regolamento e siano soddisfatti tutti i seguenti requisiti:

(a) 

in relazione alle obbligazioni di assicurazione dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione captive, tutti gli assicurati e i beneficiari sono soggetti giuridici del gruppo di cui detta impresa fa parte;

(b) 

in relazione alle obbligazioni di riassicurazione dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione captive, tutti gli assicurati e i beneficiari dei contratti di assicurazione sottostanti alle obbligazioni di riassicurazione sono soggetti giuridici del gruppo di cui detta impresa fa parte;

(c) 

le obbligazioni di assicurazione e i contratti di assicurazione sottostanti alle obbligazioni di riassicurazione dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione captive non riguardano un'assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile verso terzi.

Articolo 90

Calcolo semplificato del requisito patrimoniale per il rischio di tariffazione e di riservazione per l'assicurazione non vita per le imprese di assicurazione e di riassicurazione captive

1.  In caso di osservanza degli articoli 88 e 89, le imprese di assicurazione e di riassicurazione captive possono calcolare il requisito patrimoniale per il rischio di tariffazione e di riservazione per l'assicurazione non vita come segue:

image

,

dove la s copre tutti i segmenti di cui all'allegato II.

2.  Ai fini del paragrafo 1, il requisito patrimoniale per il rischio di tariffazione e di riservazione per l'assicurazione non vita di un particolare segmento s di cui all'allegato II è uguale a:

image

dove:

(a) 

V(prem,s) è la misura di volume per il rischio di tariffazione del segmento s calcolata in conformità dell'articolo 116, paragrafo 3;

(b) 

V(res,s) è la misura di volume per il rischio di riservazione di un segmento calcolata in conformità dell'articolo 116, paragrafo 6.

▼M6

Articolo 90 bis

Calcolo semplificato per la cessazione delle polizze di assicurazione nel sottomodulo del rischio di estinzione anticipata per l'assicurazione non vita

Ai fini dell'articolo 118, paragrafo 1, lettera a), in caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono stabilire le polizze di assicurazione la cui cessazione comporterebbe un incremento delle riserve tecniche senza il margine di rischio sulla base di gruppi di polizze, a condizione che il raggruppamento sia conforme ai requisiti di cui all'articolo 35, lettere a), b) e c).

Articolo 90 ter

Calcolo semplificato della somma assicurata per i rischi di catastrofe naturale

1.  In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare la somma assicurata per il rischio di tempesta di cui all'articolo 121, paragrafo 6, lettera b), e paragrafo 7, sulla base dei gruppi di zone a rischio. Ciascuna delle zone a rischio all'interno di un gruppo è situata all'interno di una sola e medesima regione di cui all'allegato V. Se la somma assicurata per il rischio di tempesta di cui all'articolo 121, paragrafo 6, lettera b), è calcolata sulla base di un gruppo di zone a rischio, il fattore di ponderazione del rischio per il rischio di tempesta di cui all'articolo 121, paragrafo 6, lettera a), è il fattore di ponderazione del rischio per il rischio di tempesta nella zona a rischio all'interno di tale gruppo che ha la ponderazione del rischio più elevata per il rischio di tempesta di cui all'allegato X.

2.  In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare la somma assicurata per il rischio di terremoto di cui all'articolo 122, paragrafo 3, lettera b), e paragrafo 4, sulla base dei gruppi di zone a rischio. Ciascuna delle zone a rischio all'interno di un gruppo è situata all'interno di una sola e medesima regione di cui all'allegato VI. Se la somma assicurata per il rischio di terremoto di cui all'articolo 122, paragrafo 3, lettera b), è calcolata sulla base di un gruppo di zone a rischio, il fattore di ponderazione del rischio per il rischio di terremoto di cui all'articolo 122, paragrafo 3, lettera a), è il fattore di ponderazione del rischio per il rischio di terremoto nella zona a rischio all'interno di tale gruppo che ha la ponderazione del rischio più elevata per il rischio di terremoto di cui all'allegato X.

3.  In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare la somma assicurata per il rischio di alluvione di cui all'articolo 123, paragrafo 6, lettera b), e paragrafo 7, sulla base dei gruppi di zone a rischio. Ciascuna delle zone a rischio all'interno di un gruppo è situata all'interno di una sola e medesima regione di cui all'allegato VII. Se la somma assicurata per il rischio di alluvione di cui all'articolo 123, paragrafo 6, lettera b), è calcolata sulla base di un gruppo di zone a rischio, il fattore di ponderazione del rischio per il rischio di alluvione di cui all'articolo 123, paragrafo 6, lettera a), è il fattore di ponderazione del rischio per il rischio di alluvione nella zona a rischio all'interno di tale gruppo che ha la ponderazione del rischio più elevata per il rischio di alluvione di cui all'allegato X.

4.  In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare la somma assicurata per il rischio di grandine di cui all'articolo 124, paragrafo 6, lettera b), e paragrafo 7, sulla base dei gruppi di zone a rischio. Ciascuna delle zone a rischio all'interno di un gruppo è situata all'interno di una sola e medesima regione di cui all'allegato VIII. Se la somma assicurata per il rischio di grandine di cui all'articolo 124, paragrafo 6, lettera b), è calcolata sulla base di un gruppo di zone a rischio, il fattore di ponderazione del rischio per il rischio di grandine di cui all'articolo 124, paragrafo 6, lettera a), è il fattore di ponderazione del rischio per il rischio di grandine nella zona a rischio all'interno di tale gruppo che ha la ponderazione del rischio più elevata per il rischio di grandine di cui all'allegato X.

5.  In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare la somma ponderata assicurata per il rischio di cedimento di cui all'articolo 125, paragrafo 2, sulla base dei gruppi di zone a rischio. Se la somma ponderata assicurata di cui all'articolo 125, paragrafo 2, è calcolata sulla base di un gruppo di zone a rischio, il fattore di ponderazione del rischio per il rischio di cedimento di cui all'articolo 125, paragrafo 2, lettera a), è il fattore di ponderazione del rischio per il rischio di cedimento nella zona a rischio all'interno di tale gruppo che ha la ponderazione del rischio più elevata per il rischio di cedimento di cui all'allegato X.

Articolo 90 quater

Calcolo semplificato del requisito patrimoniale per il rischio di incendio

1.  In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare il requisito patrimoniale per il rischio di incendio di cui all'articolo 132, paragrafo 1, come segue:

SCRfire = max(SCRfirei ; SCRfirec ; SCRfirer )

dove:

a) 

SCRfirei è la concentrazione più elevata di rischio di incendio in edifici industriali;

b) 

SCRfirec è la concentrazione più elevata di rischio di incendio in edifici commerciali;

c) 

SCRfirer è la concentrazione più elevata di rischio di incendio in edifici residenziali.

2.  La concentrazione più elevata di rischio di incendio in edifici industriali di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione è uguale a:

SCRfirei = max(E 1,i ; E 2,i ; E 3,i ; E 4,i ; E 5,i )

dove Ek,i rappresenta l'esposizione complessiva all'interno del perimetro dell'esposizione più elevata al rischio di incendio in edifici industriali k-th.

3.  La concentrazione più elevata di rischio di incendio in edifici commerciali di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione è uguale a:

SCRfirec = max(E 1,c ; E 2,c ; E 3,c ; E 4,c ; E 5,c )

dove Ek,c rappresenta l'esposizione complessiva all'interno del perimetro dell'esposizione più elevata al rischio di incendio in edifici commerciali k-th.

4.  La concentrazione più elevata di rischio di incendio in edifici residenziali di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione è uguale a:

SCRfirer = max(E 1,r ; E 2,r ; E 3,r ; E 4,r ; E 5,r ; θ)

dove:

a) 

Ek,r rappresenta l'esposizione complessiva all'interno del perimetro dell'esposizione più elevata al rischio di incendio in edifici residenziali k-th;

b) 

θ è l'esposizione al rischio di incendio in edifici residenziali sulla base della quota di mercato.

5.  Ai fini dei paragrafi 2, 3 e 4, l'esposizione complessiva all'interno del perimetro dell'esposizione più elevata al rischio di incendio in edifici industriali, commerciali o residenziali k-th dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione è la somma assicurata dall'impresa di assicurazione o di riassicurazione rispetto ad una serie di edifici che soddisfa tutte le condizioni seguenti:

a) 

in relazione a ogni edificio l'impresa di assicurazione o di riassicurazione ha obbligazioni nelle aree di attività 7 e 19 di cui all'allegato I che coprono i danni dovuti a incendio o esplosione, anche dopo attacchi terroristici;

b) 

ogni edificio è in tutto o in parte ubicato entro un raggio di 200 metri dall'edificio industriale, commerciale o residenziale con la somma più elevata k-th assicurata, previa deduzione degli importi recuperabili da contratti di riassicurazione e società veicolo.

Al fine di determinare la somma assicurata per un edificio, le imprese di assicurazione e di riassicurazione tengono conto di tutti i contratti di riassicurazione e delle società veicolo che pagherebbero in caso di richieste di indennizzo relative all'edificio. Non sono presi in considerazione i contratti di riassicurazione e le società veicolo che sono soggetti a condizioni non relative a tale edificio.

6.  L'esposizione al rischio di incendio in edifici residenziali sulla base della quota di mercato è uguale a:

θ = SIav · 500 · max(0,05; maxc(marketSharec ))

dove:

a) 

SIav è la somma media assicurata dall'impresa di assicurazione o di riassicurazione in relazione ad immobili residenziali;

b) 

c rappresenta tutti i paesi in cui l'impresa di assicurazione o di riassicurazione ha obbligazioni nelle aree di attività 7 e 19 di cui all'allegato I riguardanti immobili residenziali;

c) 

marketSharec è la quota di mercato dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione nel paese c connessa alle obbligazioni in tali aree di attività riguardanti immobili residenziali.

▼B

Articolo 91

Calcolo semplificato del requisito patrimoniale per il rischio di mortalità per l'assicurazione vita

In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare il requisito patrimoniale per il rischio di mortalità per l'assicurazione vita come segue:

▼M6

image

▼B

dove, in relazione alle polizze di assicurazione e di riassicurazione con capitale a rischio positivo:

▼M6

(a) 

CARk è il capitale a rischio totale nell'anno k, ossia la somma per tutti i contratti del valore più elevato tra zero e la differenza, in relazione a ciascun contratto, tra i seguenti importi:

i) 

la somma di quanto segue:

— 
l'importo che l'impresa di assicurazione o di riassicurazione pagherebbe nell'anno k in caso di morte degli assicurati in base al contratto, previa deduzione degli importi recuperabili da contratti di riassicurazione e da società veicolo;
— 
il valore attuale atteso degli importi non rientranti nel precedente trattino che l'impresa di assicurazione o di riassicurazione pagherebbe dopo l'anno k in caso di morte immediata degli assicurati in base al contratto, previa deduzione degli importi recuperabili da contratti di riassicurazione e da società veicolo;
ii) 

la migliore stima delle obbligazioni corrispondenti nell'anno k, previa deduzione degli importi recuperabili da contratti di riassicurazione e da società veicolo;

(b) 

q è il tasso di mortalità medio atteso per tutti gli assicurati e tutti gli anni futuri ponderato per la somma assicurata;

▼B

(c) 

n è la durata modificata in anni delle prestazioni da erogare in caso di morte incluse nella migliore stima;

(d) 

ik è il tasso a pronti annualizzato per la scadenza k della pertinente struttura per scadenza dei tassi di interesse privi di rischio di cui all'articolo 43.

Articolo 92

Calcolo semplificato del requisito patrimoniale per il rischio di longevità per l'assicurazione vita

In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare il requisito patrimoniale per il rischio di longevità per l'assicurazione vita come segue:

image

dove, in relazione alle polizze di cui all'articolo 138, paragrafo 2:

(a) 

q è il tasso medio di mortalità atteso degli assicurati nel corso dei 12 mesi successivi ponderato per la somma assicurata;

(b) 

n è la durata modificata in anni delle prestazioni da erogare ai beneficiari incluse nella migliore stima;

(c) 

BElong è la migliore stima delle obbligazioni soggette al rischio di longevità.

Articolo 93

Calcolo semplificato del requisito patrimoniale per il rischio di invalidità-morbilità per l'assicurazione vita

In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare il requisito patrimoniale per il rischio di invalidità-morbilità per l'assicurazione vita come segue:



SCRdisability-morbidity =

right accolade 0,35 · CAR 1 · d 1 + 0,25 · 1,1 (n – 3)/2 · (n – 1) · CAR 2 · d 2 + 0,2 · 1,1 (n –1)/2 · t · n · BEdis

dove, in relazione alle polizze di assicurazione e di riassicurazione con capitale a rischio positivo:

(a) 

CAR1 è il capitale a rischio totale, ossia la somma per tutti i contratti del valore più elevato tra zero e la differenza tra i seguenti importi:

i) 

la somma di quanto segue:

— 
l'importo che l'impresa di assicurazione o di riassicurazione pagherebbe attualmente in caso di morte o di invalidità degli assicurati in base al contratto, previa deduzione degli importi recuperabili da contratti di riassicurazione e da società veicolo;
— 
il valore attuale atteso degli importi non rientranti nel precedente trattino che l'impresa di assicurazione o di riassicurazione pagherebbe in futuro in caso di morte immediata o di invalidità degli assicurati in base al contratto, previa deduzione degli importi recuperabili da contratti di riassicurazione e da società veicolo;
ii) 

la migliore stima delle obbligazioni corrispondenti, previa deduzione degli importi recuperabili dai contratti di riassicurazione e da società veicolo;

(b) 

CAR2 è il capitale a rischio totale di cui alla lettera a) dopo 12 mesi;

(c) 

d1 è il tasso medio di invalidità-morbilità atteso nel corso dei 12 mesi successivi ponderato per la somma assicurata;

(d) 

d2 è il tasso medio di invalidità-morbilità atteso nel corso dei 12 mesi che seguono il periodo di 12 mesi successivi ponderato per la somma assicurata;

(e) 

n è la durata modificata delle prestazioni da erogare in caso di invalidità-morbilità incluse nella migliore stima;

(f) 

t sono i tassi di recesso attesi nel corso dei 12 mesi successivi;

(g) 

BEdis è la migliore stima delle obbligazioni soggette al rischio di invalidità-morbilità.

Articolo 94

Calcolo semplificato del requisito patrimoniale per il rischio di spesa per l'assicurazione vita

In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare il requisito patrimoniale per il rischio di spesa per l'assicurazione vita come segue:

image

dove:

(a) 

EI è l'importo delle spese incorse per far fronte alle obbligazioni di assicurazione o di riassicurazione vita diverse dalle obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione malattia nel corso dell'ultimo anno;

(b) 

n è la durata modificata in anni dei flussi di cassa inclusi nella migliore stima di tali obbligazioni;

(c) 

i è il tasso d'inflazione medio ponderato incluso nel calcolo della migliore stima di tali obbligazioni, dove le ponderazioni si basano sul valore attuale delle spese incluse nel calcolo della migliore stima in relazione alle obbligazioni di assicurazione vita esistenti.

Articolo 95

Calcolo semplificato del requisito patrimoniale per le variazioni permanenti dei tassi di estinzione anticipata

1.  In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare il requisito patrimoniale per il rischio di un incremento permanente dei tassi di estinzione anticipata come segue:

image

dove:

(a) 

lup è il valore più elevato tra il tasso medio di estinzione anticipata delle polizze con flusso di cassa positivo derivante dal riscatto e il 67 %;

(b) 

nup è il periodo medio in anni nel corso del quale le polizze con un flusso di cassa positivo derivante dal riscatto si estinguono;

(c) 

Sup è la somma del flusso di cassa positivo derivante dal riscatto.

2.  In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare il requisito patrimoniale per il rischio di una riduzione permanente dei tassi di estinzione anticipata come segue:

image

dove:

(a) 

ldown è il valore più elevato tra il tasso medio di estinzione anticipata delle polizze con differenze negative del valore di riscatto e il 40 %;

(b) 

ndown è il periodo medio in anni nel corso del quale le polizze con un flusso di cassa negativo derivante dal riscatto si estinguono;

(c) 

Sdown è la somma delle differenze negative del valore di riscatto.

3.  Il flusso di cassa derivante dal riscatto di una polizza di assicurazione di cui ai paragrafi 1 e 2 è la differenza tra:

(a) 

l'importo attualmente dovuto dall'impresa di assicurazione in caso di cessazione da parte del contraente, al netto di eventuali importi recuperabili dai contraenti o dagli intermediari;

(b) 

l'importo delle riserve tecniche senza il margine di rischio.

▼M6

Articolo 95 bis

Calcolo semplificato del requisito patrimoniale per i rischi nel sottomodulo del rischio di estinzione anticipata per l'assicurazione vita

In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare ciascuno dei seguenti requisiti patrimoniali sulla base di gruppi di polizze, a condizione che il raggruppamento sia conforme ai requisiti di cui all'articolo 35, lettere a), b) e c):

a) 

il requisito patrimoniale per il rischio di un incremento permanente dei tassi di estinzione anticipata di cui all'articolo 142, paragrafo 2;

b) 

il requisito patrimoniale per il rischio di un calo permanente dei tassi di estinzione anticipata di cui all'articolo 142, paragrafo 3;

c) 

il requisito patrimoniale per il rischio di estinzione anticipata di massa di cui all'articolo 142, paragrafo 6.

▼B

Articolo 96

Calcolo semplificato del requisito patrimoniale per il rischio di catastrofe per l'assicurazione vita

In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare il requisito patrimoniale per il rischio di catastrofe per l'assicurazione vita come segue:

image

dove:

(a) 

la somma include tutte le polizze con un capitale a rischio positivo;

(b) 

CARi è il capitale a rischio della polizza i, ossia il valore più elevato tra zero e la differenza tra i seguenti importi:

i) 

la somma di quanto segue:

— 
l'importo che l'impresa di assicurazione o di riassicurazione pagherebbe attualmente in caso di morte degli assicurati in base al contratto, previa deduzione degli importi recuperabili da contratti di riassicurazione e da società veicolo;
— 
il valore attuale atteso degli importi non rientranti nel precedente trattino che l'impresa di assicurazione o di riassicurazione pagherebbe in futuro in caso di morte immediata degli assicurati in base al contratto, previa deduzione degli importi recuperabili da contratti di riassicurazione e da società veicolo;
ii) 

la migliore stima delle obbligazioni corrispondenti, previa deduzione degli importi recuperabili da contratti di riassicurazione e da società veicolo.

▼M6

Articolo 96 bis

Calcolo semplificato per la cessazione delle polizze di assicurazione nel sottomodulo del rischio di estinzione anticipata per l'assicurazione malattia NSLT

Ai fini dell'articolo 150, paragrafo 1, lettera a), in caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono stabilire le polizze di assicurazione la cui cessazione comporterebbe un incremento delle riserve tecniche senza il margine di rischio sulla base di gruppi di polizze, a condizione che il raggruppamento sia conforme ai requisiti di cui all'articolo 35, lettere a), b) e c).

▼B

Articolo 97

Calcolo semplificato del requisito patrimoniale per il rischio di mortalità per l'assicurazione malattia

In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare il requisito patrimoniale per il rischio di mortalità per l'assicurazione malattia come segue:

▼M6

image

▼B

dove, in relazione alle polizze di assicurazione e di riassicurazione con capitale a rischio positivo:

▼M6

(a) 

CARk è il capitale a rischio totale nell'anno k, ossia la somma per tutti i contratti del valore più elevato tra zero e la differenza, in relazione a ciascun contratto, tra i seguenti importi:

i) 

la somma di quanto segue:

— 
l'importo che l'impresa di assicurazione o di riassicurazione pagherebbe nell'anno k in caso di morte degli assicurati in base al contratto, previa deduzione degli importi recuperabili da contratti di riassicurazione e da società veicolo;
— 
il valore attuale atteso degli importi non rientranti nel precedente trattino che l'impresa di assicurazione o di riassicurazione pagherebbe dopo l'anno k in caso di morte immediata degli assicurati in base al contratto, previa deduzione degli importi recuperabili da contratti di riassicurazione e da società veicolo;
ii) 

la migliore stima delle obbligazioni corrispondenti nell'anno k, previa deduzione degli importi recuperabili da contratti di riassicurazione e da società veicolo;

(b) 

q è il tasso di mortalità medio atteso per tutti gli assicurati e tutti gli anni futuri ponderato per la somma assicurata;

▼B

(c) 

n è la durata modificata in anni delle prestazioni da erogare in caso di morte incluse nella migliore stima;

(d) 

ik è il tasso a pronti annualizzato per la scadenza k della pertinente struttura per scadenza dei tassi di interesse privi di rischio di cui all'articolo 43.

Articolo 98

Calcolo semplificato del requisito patrimoniale per il rischio di longevità per l'assicurazione malattia

In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare il requisito patrimoniale per il rischio di longevità per l'assicurazione malattia come segue:

image

dove, in relazione alle polizze di cui all'articolo 138, paragrafo 2:

(a) 

q è il tasso medio di mortalità atteso degli assicurati nel corso dei 12 mesi successivi ponderato per la somma assicurata;

(b) 

n è la durata modificata in anni delle prestazioni da erogare ai beneficiari incluse nella migliore stima;

(c) 

BElong è la migliore stima delle obbligazioni soggette al rischio di longevità.

Articolo 99

Calcolo semplificato del requisito patrimoniale per il rischio di invalidità-morbilità per l'assicurazione spese mediche

In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare il requisito patrimoniale per il rischio di invalidità-morbilità per l'assicurazione spese mediche come segue:

image

dove:

(a) 

MP è l'importo delle prestazioni mediche nel corso dell'ultimo anno in relazione alle obbligazioni di assicurazione o di riassicurazione spese mediche relative all'ultimo anno;

(b) 

n è la durata modificata in anni dei flussi di cassa inclusi nella migliore stima di tali obbligazioni;

(c) 

i è il tasso d'inflazione medio sulle prestazioni mediche incluse nel calcolo della migliore stima di tali obbligazioni, dove le ponderazioni si basano sul valore attuale delle prestazioni mediche incluse nel calcolo della migliore stima di tali obbligazioni.

Articolo 100

Calcolo semplificato del requisito patrimoniale per il rischio di invalidità-morbilità per l'assicurazione protezione del reddito

In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare il requisito patrimoniale per il rischio di invalidità-morbilità per l'assicurazione protezione del reddito come segue:



SCRincome-protection-disability-morbidity =

right accolade 0,35 · CAR 1 · d 1 + 0,25 · 1,1 (n – 3)/2 · (n – 1) · CAR 2 · d 2 + 0,2 · 1,1 (n –1)/2 · t · n · BEdis

dove, in relazione alle polizze di assicurazione e di riassicurazione con capitale a rischio positivo:

(a) 

CAR1 è il capitale a rischio totale, ossia la somma per tutti i contratti del valore più elevato tra zero e la differenza tra i seguenti importi:

i) 

la somma di quanto segue:

— 
l'importo che l'impresa di assicurazione o di riassicurazione pagherebbe attualmente in caso di morte o di invalidità degli assicurati in base al contratto, previa deduzione degli importi recuperabili da contratti di riassicurazione e da società veicolo;
— 
il valore attuale atteso degli importi non rientranti nel precedente trattino che l'impresa pagherebbe in futuro in caso di morte immediata o di invalidità degli assicurati in base al contratto, previa deduzione degli importi recuperabili da contratti di riassicurazione e da società veicolo;
ii) 

la migliore stima delle obbligazioni corrispondenti, previa deduzione degli importi recuperabili dai contratti di riassicurazione e da società veicolo;

(b) 

CAR2 è il capitale a rischio totale ai sensi della lettera a) dopo 12 mesi;

(c) 

d1 è il tasso medio di invalidità-morbilità atteso nel corso dei 12 mesi successivi ponderato per la somma assicurata;

(d) 

d2 è il tasso medio di invalidità-morbilità atteso nel corso dei 12 mesi che seguono il periodo di 12 mesi successivi ponderato sulla base della somma assicurata;

(e) 

n è la durata modificata delle prestazioni da erogare in caso di invalidità-morbilità incluse nella migliore stima;

(f) 

t sono i tassi di recesso attesi nel corso dei 12 mesi successivi;

(g) 

BEdis è la migliore stima delle obbligazioni soggette al rischio di invalidità-morbilità.

Articolo 101

Calcolo semplificato del requisito patrimoniale per il rischio di spesa per l'assicurazione malattia

In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare il requisito patrimoniale per il rischio di spesa per l'assicurazione malattia come segue:

image

dove:

(1) 

EI è l'importo delle spese incorse per far fronte alle obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione malattia nel corso dell'ultimo anno;

(2) 

n è la durata modificata in anni dei flussi di cassa inclusi nella migliore stima di tali obbligazioni;

(3) 

i è il tasso d'inflazione medio ponderato incluso nel calcolo della migliore stima di tali obbligazioni, ponderato per il valore attuale delle spese incluse nel calcolo della migliore stima in relazione alle obbligazioni di assicurazione malattia esistenti.

Articolo 102

Calcolo semplificato del requisito patrimoniale per il rischio di estinzione anticipata per l'assicurazione malattia SLT

1.  In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare il requisito patrimoniale per il rischio di un incremento permanente dei tassi di estinzione anticipata di cui all'articolo 159, paragrafo 1, lettera a), come segue:

image

dove:

(a) 

lup è il valore più elevato tra il tasso medio di estinzione anticipata delle polizze con flusso di cassa positivo derivante dal riscatto e l'83 %;

(b) 

nup è il periodo medio in anni nel corso del quale le polizze con un flusso di cassa positivo derivante dal riscatto si estinguono;

(c) 

Sup è la somma del flusso di cassa positivo derivante dal riscatto.

2.  In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare il requisito patrimoniale per il rischio di una riduzione permanente dei tassi di estinzione anticipata di cui all'articolo 159, paragrafo 1, lettera b), come segue:

image

dove:

(a) 

ldown è il tasso medio di estinzione anticipata delle polizze con differenze negative del valore di riscatto;

(b) 

ndown è il periodo medio in anni nel corso del quale le polizze con un flusso di cassa negativo derivante dal riscatto si estinguono;

(c) 

Sdown è la somma delle differenze negative del valore di riscatto.

3.  Il flusso di cassa derivante dal riscatto di una polizza di assicurazione di cui ai paragrafi 1 e 2 è la differenza tra:

(a) 

l'importo attualmente dovuto dall'impresa di assicurazione in caso di cessazione da parte del contraente, al netto di eventuali importi recuperabili dai contraenti o dagli intermediari;

(b) 

l'importo delle riserve tecniche senza il margine di rischio.

▼M6

Articolo 102 bis

Calcolo semplificato del requisito patrimoniale per i rischi nel sottomodulo del rischio di estinzione anticipata per l'assicurazione malattia SLT

In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare ciascuno dei seguenti requisiti patrimoniali sulla base di gruppi di polizze, a condizione che il raggruppamento sia conforme ai requisiti di cui all'articolo 35, lettere a), b) e c):

a) 

il requisito patrimoniale per il rischio di un incremento permanente dei tassi di estinzione anticipata dell'assicurazione malattia SLT di cui all'articolo 159, paragrafo 2;

b) 

il requisito patrimoniale per il rischio di un calo permanente dei tassi di estinzione anticipata dell'assicurazione malattia SLT di cui all'articolo 159, paragrafo 3;

c) 

il requisito patrimoniale per il rischio di estinzione anticipata di massa per l'assicurazione malattia SLT di cui all'articolo 159, paragrafo 6.

▼B

Articolo 103

Calcolo semplificato del requisito patrimoniale per il rischio di tasso di interesse per le imprese di assicurazione o di riassicurazione captive

1.  In caso di osservanza degli articoli 88 e 89, le imprese di assicurazione o di riassicurazione captive possono calcolare il requisito patrimoniale per il rischio di tasso di interesse di cui all'articolo 165 come segue:

(a) 

la somma, per ciascuna valuta, dei requisiti patrimoniali per il rischio di un incremento della struttura per scadenza dei tassi di interesse come indicato al paragrafo 2 del presente articolo;

(b) 

la somma, per ciascuna valuta, dei requisiti patrimoniali per il rischio di una riduzione della struttura per scadenza dei tassi di interesse come indicato al paragrafo 3 del presente articolo;

2.  Ai fini del paragrafo 1, lettera a), del presente articolo, il requisito patrimoniale per il rischio di un incremento della struttura per scadenza dei tassi di interesse per una determinata valuta è uguale a:

image

dove:

(a) 

la prima somma copre tutti gli intervalli di scadenza i di cui al paragrafo 4 del presente articolo;

(b) 

MVALi è il valore ai sensi dell'articolo 75 della direttiva 2009/138/CE delle attività meno le passività diverse dalle riserve tecniche per l'intervallo di scadenza i;

(c) 

duri è la durata semplificata dell'intervallo di scadenza i;

(d) 

ratei è il tasso privo di rischio pertinente per la durata semplificata dell'intervallo di scadenza i;

(e) 

stress(i,up) è lo stress crescente relativo del tasso di interesse per la durata semplificata dell'intervallo di scadenza i;

(f) 

la seconda somma copre tutte le aree di attività di cui all'allegato I del presente regolamento;

(g) 

BElob è la migliore stima per l'area di attività lob;

(h) 

durlob è la durata modificata della migliore stima dell'area di attività lob;

(i) 

ratelob è il tasso privo di rischio pertinente della durata modificata dell'area di attività lob;

(j) 

stress(lob,up) è lo stress crescente relativo del tasso di interesse per la durata modificata durlob .

3.  Ai fini del paragrafo 1, lettera b), del presente articolo, il requisito patrimoniale per il rischio di una riduzione della struttura per scadenza dei tassi di interesse per una determinata valuta è uguale a:

image

dove:

(a) 

la prima somma copre tutti gli intervalli di scadenza i di cui al paragrafo 4;

(b) 

MVALi è il valore ai sensi dell'articolo 75 della direttiva 2009/138/CE delle attività meno le passività diverse dalle riserve tecniche per l'intervallo di scadenza i;

(c) 

duri è la durata semplificata dell'intervallo di scadenza i;

(d) 

ratei è il tasso privo di rischio pertinente per la durata semplificata dell'intervallo di scadenza i;

(e) 

stress(i,down) è lo stress decrescente relativo del tasso di interesse per la durata semplificata dell'intervallo di scadenza i;

(f) 

la seconda somma copre tutte le aree di attività di cui all'allegato I del presente regolamento;

(g) 

BElob è la migliore stima per l'area di attività lob;

(h) 

durlob è la durata modificata della migliore stima dell'area di attività lob;

(i) 

ratelob è il tasso privo di rischio pertinente della durata modificata dell'area di attività lob;

(j) 

stress(lob, down) è lo stress decrescente relativo del tasso di interesse per la durata modificata durlob .

4.  Gli intervalli di scadenza i e la durata semplificata duri di cui al paragrafo 2, lettere a) e c), e al paragrafo 3, lettere a) e c), sono i seguenti:

(a) 

per una scadenza fino a un anno, la durata semplificata è di 0,5 anni;

(b) 

per scadenze comprese tra 1 e 3 anni, la durata semplificata è di 2 anni;

(c) 

per scadenze comprese tra 3 e 5 anni, la durata semplificata è di 4 anni;

(d) 

per scadenze comprese tra 5 e 10 anni, la durata semplificata è di 7 anni;

(e) 

per una scadenza da 10 anni in poi, la durata semplificata è di 12 anni;

Articolo 104

Calcolo semplificato del rischio di spread relativo a obbligazioni e prestiti

1.  In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione o di riassicurazione possono calcolare il requisito patrimoniale per il rischio di spread di cui all'articolo 176 del presente regolamento come segue:

image

dove:

(a) 

SCRbonds è il requisito patrimoniale per il rischio di spread relativo a obbligazioni e prestiti;

(b) 

MVbonds è il valore ai sensi dell'articolo 75 della direttiva 2009/138/CE delle attività soggette ai requisiti patrimoniali per il rischio di spread relativo a obbligazioni e prestiti;

(c) 

%MVi bonds è la parte del portafoglio delle attività soggette a un requisito patrimoniale per il rischio di spread relativo a obbligazioni e prestiti con classe di merito di credito i, se per tali attività è disponibile una valutazione del merito di credito di un'ECAI prescelta;

(d) 

%MV bonds norating è la parte del portafoglio delle attività soggette a un requisito patrimoniale per il rischio di spread relativo a obbligazioni e prestiti per le quali non è disponibile una valutazione del merito di credito di un'ECAI prescelta;

(e) 

duri e durnorating sono la durata modificata denominata in anni delle attività soggette a un requisito patrimoniale per il rischio di spread relativo a obbligazioni e prestiti se non è disponibile una valutazione del merito di credito di un'ECAI prescelta;

(f) 

stressi è una funzione della classe di merito di credito i e della durata modificata denominata in anni delle attività soggette a un requisito patrimoniale per il rischio di spread relativo a obbligazioni e prestiti con classe di merito di credito i, di cui al paragrafo 2;

(g) 

ΔLiabul è l'incremento delle riserve tecniche meno il margine di rischio per le polizze dove i contraenti assumono il rischio d'investimento con opzioni e garanzie incorporate che risulterebbero da una riduzione istantanea del valore delle attività soggette al requisito patrimoniale per il rischio di spread relativo a obbligazioni di:
image .

2.  stressi di cui al paragrafo 1, lettera f), per ogni classe di merito di credito i, è uguale a:
image , dove duri è la durata modificata denominata in anni delle attività soggette a un requisito patrimoniale per il rischio di spread relativo a obbligazioni e prestiti con classe di merito di credito i, e bi è determinato secondo la seguente tabella:



Classe di merito di credito i

0

1

2

3

4

5

6

bi

0,9 %

1,1 %

1,4 %

2,5 %

4,5 %

7,5 %

7,5 %

3.  durnorating di cui al paragrafo 1, lettera e), e duri di cui al paragrafo 2 non sono inferiori a 1 anno.

Articolo 105

Calcolo semplificato del requisito patrimoniale per il rischio di spread relativo a obbligazioni e prestiti per le imprese di assicurazione o di riassicurazione captive

In caso di osservanza degli articoli 88 e 89, le imprese di assicurazione o di riassicurazione captive possono basare il calcolo del requisito patrimoniale per il rischio di spread di cui all'articolo 176 sull'ipotesi che tutte le attività siano assegnate alla classe di merito di credito 3.

▼M6

Articolo 105 bis

Calcolo semplificato per il fattore di rischio nel sottomodulo del rischio di spread e nel sottomodulo della concentrazione del rischio di mercato

In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono attribuire ad un'obbligazione diversa da quelle da includere nei calcoli di cui all'articolo 180, paragrafi da 2 a 16, un fattore di rischio stressi equivalente alla classe di merito di credito 3 ai fini dell'articolo 176, paragrafo 3, e possono assegnare l'obbligazione alla classe di merito di credito 3 ai fini del calcolo della classe di merito di credito media ponderata conformemente all'articolo 182, paragrafo 4, a condizione che siano soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

a) 

sono disponibili valutazioni del merito di credito di un'ECAI prescelta per almeno l'80 % del valore complessivo delle obbligazioni diverse da quelle da includere nei calcoli di cui all'articolo 180, paragrafi da 2 a 16;

b) 

l'obbligazione in questione non dispone di una valutazione del merito di credito emessa da un'ECAI prescelta;

c) 

l'obbligazione in questione stabilisce il pagamento del rimborso alla data di scadenza o prima, oltre ai pagamenti periodici di interessi a tasso fisso o a tasso variabile;

d) 

l'obbligazione in questione non è un'obbligazione strutturata o un titolo garantito di cui all'allegato VI del regolamento di esecuzione (UE) 2015/2450 della Commissione ( 10 );

e) 

l'obbligazione in questione non copre le passività che prevedono accordi di partecipazione agli utili, né le passività collegate a un indice o a quote, né le passività per le quali si applica un aggiustamento di congruità.

▼B

Articolo 106

Calcolo semplificato del requisito patrimoniale per la concentrazione del rischio di mercato per le imprese di assicurazione o di riassicurazione captive

In caso di osservanza degli articoli 88 e 89, le imprese di assicurazione o di riassicurazione captive possono utilizzare tutte le seguenti ipotesi per calcolare il requisito patrimoniale per il rischio di concentrazione:

(1) 

gli accordi di pooling delle attività infragruppo delle imprese di assicurazione o di riassicurazione captive possono essere esentati dalla base di calcolo di cui all'articolo 184, paragrafo 2, nella misura in cui esistono condizioni contrattuali giuridicamente opponibili che garantiscano che le passività dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione captive saranno compensate dalle esposizioni infragruppo da essa detenute verso altri soggetti del gruppo;

(2) 

la soglia relativa dell'eccesso di esposizione di cui all'articolo 184, paragrafo 1, lettera c), è pari al 15 % per le seguenti esposizioni single-name:

(a) 

esposizioni verso enti creditizi non appartenenti allo stesso gruppo e classificati nella classe di merito di credito 2;

(b) 

esposizioni verso soggetti del gruppo che gestisce il contante dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione captive classificati nella classe di merito di credito 2.

Articolo 107

Calcolo semplificato dell'effetto di attenuazione del rischio per gli accordi di riassicurazione o la cartolarizzazione

1.   ►M6  In caso di osservanza dell'articolo 88 e qualora la migliore stima degli importi recuperabili da un accordo di riassicurazione o da una cartolarizzazione e dai corrispondenti debitori non sia negativa, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare l'effetto di attenuazione del rischio sul rischio di sottoscrizione di tale accordo di riassicurazione o cartolarizzazione di cui all'articolo 196 come segue: ◄

image

dove:

(a) 

RMre,all è l'effetto di attenuazione del rischio sul rischio di sottoscrizione degli accordi di riassicurazione e delle cartolarizzazioni per tutte le controparti calcolato conformemente al paragrafo 2;

(b) 

Recoverablesi è la migliore stima degli importi recuperabili dall'accordo di riassicurazione o dalla cartolarizzazione e dai corrispondenti debitori per la controparte i e Recoverablesall è la migliore stima degli importi recuperabili dagli accordi di riassicurazione e dalle cartolarizzazioni e dai corrispondenti debitori per tutte le controparti.

2.  L'effetto di attenuazione sul rischio di sottoscrizione degli accordi di riassicurazione e delle cartolarizzazioni per tutte le controparti di cui al paragrafo 1 è la differenza tra i seguenti requisiti patrimoniali:

(a) 

il requisito patrimoniale ipotetico per il rischio di sottoscrizione dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione se non esistono accordi di riassicurazione e cartolarizzazioni;

(b) 

i requisiti patrimoniali per il rischio di sottoscrizione dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione.

Articolo 108

Calcolo semplificato dell'effetto di attenuazione del rischio per gli accordi di riassicurazione proporzionale

▼M6

In caso di osservanza dell'articolo 88 e qualora la migliore stima degli importi recuperabili da un accordo di riassicurazione proporzionale e dai corrispondenti debitori per una controparte i non sia negativa, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare l'effetto di attenuazione del rischio sul rischio di sottoscrizione j dell'accordo di riassicurazione proporzionale per la controparte i di cui all'articolo 196 come segue:

▼B

image

dove:

(a) 

BE è la migliore stima delle obbligazioni al lordo degli importi recuperabili;

(b) 

Recoverablesi è la migliore stima degli importi recuperabili dall'accordo di riassicurazione proporzionale e dai corrispondenti debitori per la controparte i;

(c) 

Recoverablesi è la migliore stima degli importi recuperabili dagli accordi di riassicurazione proporzionale e dai corrispondenti debitori per tutte le controparti;

(d) 

SCRj sono i requisiti patrimoniali per il rischio di sottoscrizione j dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione.

Articolo 109

Calcoli semplificati per gli accordi di pooling

In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione o di riassicurazione possono utilizzare i seguenti calcoli semplificati ai fini degli articoli 193, 194 e 195:

(a) 

la migliore stima di cui all'articolo 194, paragrafo 1, lettera d), può essere calcolata come segue:

image

dove BEU è la migliore stima della passività ceduta all'accordo di pooling dall'impresa facente parte dell'accordo di pooling, al netto di eventuali importi riassicurati presso controparti esterne a detto accordo;

(b) 

la migliore stima di cui all'articolo 195, lettera c), può essere calcolata come segue:

image

dove BECEP è la migliore stima della passività ceduta alla controparte esterna dal pool, in relazione al rischio ceduto a detto pool dall'impresa;

(c) 

l'effetto di attenuazione del rischio di cui all'articolo 195, lettera d), può essere calcolato come segue:

image

dove:

i) 

BECE è la migliore stima della passività ceduta alla controparte esterna dall'accordo di pooling nel complesso;

ii) 

ΔRMCEP è il contributo di tutte le controparti esterne all'effetto di attenuazione del rischio dell'accordo di pooling sul rischio di sottoscrizione dell'impresa;

(d) 

le controparti membri del pool e le controparti esterne al pool possono essere raggruppate in base alla valutazione del merito di credito di un'ECAI prescelta, a condizione che vi siano raggruppamenti separati per i pool di esposizioni di tipo A, B e C.

▼M6

Articolo 110

Calcolo semplificato — raggruppamento di esposizioni single-name

In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare la perdita per inadempimento di cui all'articolo 192, compreso l'effetto di attenuazione del rischio sui rischi di sottoscrizione e di mercato e il valore aggiustato per il rischio della garanzia collaterale, per un gruppo di esposizioni single-name. In tal caso, al gruppo di esposizioni single-name è assegnata la massima probabilità di inadempimento assegnata alle esposizioni single-name incluse nel gruppo ai sensi dell'articolo 199.

▼B

Articolo 111

Calcolo semplificato dell'effetto di attenuazione del rischio

In caso di osservanza dell'articolo 88, le imprese di assicurazione o di riassicurazione possono calcolare l'effetto di attenuazione del rischio sul rischio di sottoscrizione e sul rischio di mercato di un accordo di riassicurazione, una cartolarizzazione o un derivato di cui all'articolo 196 come differenza tra i seguenti requisiti patrimoniali:

▼M6

(a) 

la somma dei requisiti patrimoniali ipotetici per i sottomoduli dei moduli del rischio di sottoscrizione e del rischio di mercato dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione interessati dalla tecnica di attenuazione del rischio, calcolati conformemente alla presente sezione e alle sezioni da 2 a 5 del presente capo, come se l'accordo di riassicurazione, la cartolarizzazione o il derivato non esistesse;

▼B

(b) 

la somma dei requisiti patrimoniali per i sottomoduli dei moduli del rischio di sottoscrizione e del rischio di mercato dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione interessata dalla tecnica di attenuazione del rischio.

▼M6

Articolo 111 bis

Calcolo semplificato dell'effetto di attenuazione del rischio sul rischio di sottoscrizione

Ai fini dell'articolo 196, in caso di osservanza dell'articolo 88 e se l'accordo di riassicurazione, la cartolarizzazione o il derivato copre le obbligazioni di uno solo dei segmenti (segmento s) di cui all'allegato II o, a seconda dei casi, all'allegato XIV, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare l'effetto di attenuazione del rischio di tale accordo di riassicurazione, cartolarizzazione o derivato sul loro rischio di sottoscrizione come segue:

image

dove:

a) 

SCRCAT hyp rappresenta il requisito patrimoniale ipotetico per il modulo del rischio di sottoscrizione catastrofale per l'assicurazione non vita di cui all'articolo 119, paragrafo 2, o, a seconda dei casi, il requisito patrimoniale ipotetico per il sottomodulo del rischio di catastrofe per l'assicurazione malattia di cui all'articolo 160 che si applicherebbe se l'accordo di riassicurazione, la cartolarizzazione o il derivato non esistesse;

b) 

SCRCAT without rappresenta il requisito patrimoniale per il modulo del rischio di sottoscrizione catastrofale per l'assicurazione non vita di cui all'articolo 119, paragrafo 2, o, a seconda dei casi, il requisito patrimoniale per il sottomodulo del rischio di catastrofe per l'assicurazione malattia di cui all'articolo 160;

c) 

σs rappresenta lo scostamento standard del rischio di tariffazione per l'assicurazione non vita del segmento s determinato a norma dell'articolo 117, paragrafo 3, o, a seconda dei casi, lo scostamento standard del rischio di tariffazione per l'assicurazione malattia NSLT del segmento s determinato a norma dell'articolo 148, paragrafo 3;

d) 

Ps hyp rappresenta la misura di volume ipotetica per il rischio di tariffazione del segmento s determinata a norma dell'articolo 116, paragrafo 3 o 4, o, a seconda del caso, dell'articolo 147, paragrafo 3 o 4, che si applicherebbe se l'accordo di riassicurazione, la cartolarizzazione o il derivato non esistesse;

e) 

Ps without rappresenta la misura di volume per il rischio di tariffazione del segmento s determinata a norma dell'articolo 116, paragrafo 3 o 4, o, a seconda del caso, dell'articolo 147, paragrafo 3 o 4;

f) 

Recoverables è la migliore stima degli importi recuperabili dall'accordo di riassicurazione, dalla cartolarizzazione o dal derivato e dai corrispondenti debitori.

▼B

Articolo 112

Calcolo semplificato del valore aggiustato per il rischio della garanzia collaterale per tenere conto dell'effetto economico della garanzia collaterale

1.  In caso di osservanza dell'articolo 88 del presente regolamento e se sono soddisfatti sia il requisito della controparte, sia il requisito del terzo conformemente all'articolo 197, paragrafo 1, le imprese di assicurazione o di riassicurazione possono, ai fini dell'articolo 197, calcolare il valore aggiustato per il rischio di una garanzia collaterale fornita a titolo di garanzia reale ai sensi dell'articolo 1, punto 26, lettera b), come l'85 % del valore delle attività detenute a titolo di garanzia collaterale, valutate conformemente all'articolo 75 della direttiva 2009/138/CE.

2.  In caso di osservanza degli articoli 88 e 214 del presente regolamento e se è soddisfatto il requisito della controparte conformemente all'articolo 197, paragrafo 1, e non è soddisfatto il requisito del terzo conformemente all'articolo 197, paragrafo 1, le imprese di assicurazione o di riassicurazione possono, ai fini dell'articolo 197, calcolare il valore aggiustato per il rischio di una garanzia collaterale fornita a titolo di garanzia reale ai sensi dell'articolo 1, punto 26, lettera b), come il 75 % del valore delle attività detenute come garanzia collaterale valutate conformemente all'articolo 75 della direttiva 2009/138/CE.

▼M6

Articolo 112 bis

Calcolo semplificato della perdita per inadempimento sulla riassicurazione

In caso di osservanza dell'articolo 88, l'impresa di assicurazione o di riassicurazione può calcolare la perdita per inadempimento su un accordo di riassicurazione o su una cartolarizzazione assicurativa di cui all'articolo 192, paragrafo 2, primo comma, come segue:

LGD = max[90 % · (Recoverables + 50 % · RM re ) – F · Collateral; 0]

dove:

a) 

Recoverables è la migliore stima degli importi recuperabili dall'accordo di riassicurazione o dalla cartolarizzazione assicurativa e dai corrispondenti debitori;

b) 

RMre è l'effetto di attenuazione del rischio sul rischio di sottoscrizione dell'accordo di riassicurazione o della cartolarizzazione;

c) 

Collateral è il valore aggiustato per il rischio della garanzia collaterale relativa all'accordo di riassicurazione o alla cartolarizzazione;

d) 

F è un fattore che tiene conto dell'effetto economico del contratto di garanzia collaterale relativo all'accordo di riassicurazione o alla cartolarizzazione in caso di eventi creditizi collegati alla controparte.

Articolo 112 ter

Calcolo semplificato del requisito patrimoniale per il rischio di inadempimento della controparte sulle esposizioni di tipo 1

In caso di osservanza dell'articolo 88 e se lo scostamento standard della distribuzione delle perdite sulle esposizioni di tipo 1, determinato a norma dell'articolo 200, paragrafo 4, è inferiore o pari al 20 % del totale delle perdite per inadempimento su tutte le esposizioni di tipo 1, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono calcolare il requisito patrimoniale per il rischio di inadempimento della controparte di cui all'articolo 200, paragrafo 1, come segue:

SCR def,1 = 5 · σ

dove σ è lo scostamento standard della distribuzione delle perdite sulle esposizioni di tipo 1 determinato a norma dell'articolo 200, paragrafo 4.

▼B



Sottosezione 7

Ambito di applicazione dei moduli del rischio di sottoscrizione

Articolo 113

Per il calcolo dei requisiti patrimoniali per il rischio di sottoscrizione per l'assicurazione non vita, per l'assicurazione vita e per l'assicurazione malattia, le imprese di assicurazione e di riassicurazione applicano:

(a) 

il modulo del rischio di sottoscrizione per l'assicurazione non vita alle obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione non vita diverse dalle obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione malattia;

(b) 

il modulo del rischio di sottoscrizione per l'assicurazione vita alle obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione vita diverse dalle obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione malattia;

(c) 

il modulo del rischio di sottoscrizione per l'assicurazione malattia alle obbligazioni di assicurazione e di riassicurazione malattia.



SEZIONE 2

Modulo del rischio di sottoscrizione per l'assicurazione non vita

Articolo 114

Modulo del rischio di sottoscrizione per l'assicurazione non vita

1.  Il modulo del rischio di sottoscrizione per l'assicurazione non vita consta di tutti i seguenti sottomoduli:

(a) 

il sottomodulo del rischio di tariffazione e di riservazione per l'assicurazione non vita di cui all'articolo 105, paragrafo 2, terzo comma, lettera a), della direttiva 2009/138/CE;

(b) 

il sottomodulo del rischio di catastrofe per l'assicurazione non vita di cui all'articolo 105, paragrafo 2, terzo comma, lettera b), della direttiva 2009/138/CE;

(c) 

il sottomodulo del rischio di estinzione anticipata per l'assicurazione non vita.

2.  Il requisito patrimoniale per il rischio di sottoscrizione per l'assicurazione non vita è uguale a:

image

dove:

(a) 

la somma copre tutte le possibili combinazioni (i,j) dei sottomoduli di cui al paragrafo 1;

(b) 

CorrNL(i,j) è il parametro di correlazione del rischio di sottoscrizione per l'assicurazione non vita per i sottomoduli i e j;

(c) 

SCRi e SCRj sono i requisiti patrimoniali rispettivamente per il sottomodulo del rischio i e j.

3.  Il parametro di correlazione CorrNL(i,j) di cui al paragrafo 2 è uguale alla voce riportata nella riga i e nella colonna j della seguente matrice di correlazione:



j

i

Tariffazione e riservazione per l'assicurazione non vita

Catastrofe per l'assicurazione non vita

Estinzione anticipata per l'assicurazione non vita

Tariffazione e riservazione per l'assicurazione non vita

1

0,25

0

Catastrofe per l'assicurazione non vita

0,25

1

0

Estinzione anticipata per l'assicurazione non vita

0

0

1

Articolo 115

Sottomodulo del rischio di tariffazione e di riservazione per l'assicurazione non vita

Il requisito patrimoniale per il rischio di tariffazione e di riservazione per l'assicurazione non vita è uguale a:

image

dove:

(a) 

σnl è lo scostamento standard del rischio di tariffazione e di riservazione per l'assicurazione non vita determinato ai sensi dell'articolo 117;

(b) 

Vnl è la misura di volume per il rischio di tariffazione e di riservazione per l'assicurazione non vita determinata ai sensi dell'articolo 116.

Articolo 116

Misura di volume per il rischio di tariffazione e di riservazione per l'assicurazione non vita

1.  La misura di volume per il rischio di tariffazione e di riservazione per l'assicurazione non vita è uguale alla somma delle misure di volume per il rischio di tariffazione e di riservazione dei segmenti di cui all'allegato II.

2.  Per tutti i segmenti di cui all'allegato II, la misura di volume di un determinato segmento s è uguale a:

image

dove:

(a) 

V(prem,s) è la misura di volume per il rischio di tariffazione del segmento s;

(b) 

V(res,s) è la misura di volume per il rischio di riservazione del segmento s;

(c) 

DIVs è il fattore di diversificazione geografica del segmento s.

3.  Per tutti i segmenti di cui all'allegato II, la misura di volume per il rischio di tariffazione di un determinato segmento s è uguale a:

image

dove:

(a) 

Ps è una stima dei premi che l'impresa di assicurazione o di riassicurazione operante nel segmento s acquisirà nei 12 mesi successivi;

(b) 

P(last,s) sono i premi acquisiti dall'impresa di assicurazione o di riassicurazione operante nel segmento s negli ultimi 12 mesi;

(c) 

FP(existing,s) è il valore attuale atteso dei premi che l'impresa di assicurazione o di riassicurazione operante nel segmento s acquisirà dopo i 12 mesi successivi in relazione ai contratti esistenti;

▼M6

(d) 

FP(future,s) indica il seguente importo rispetto ai contratti la cui data di rilevazione iniziale è compresa nei 12 mesi successivi:

i) 

per tutti i contratti la cui durata iniziale è inferiore o pari a un anno, il valore attuale atteso dei premi che l'impresa di assicurazione o di riassicurazione operante nel segmento s acquisirà, esclusi, tuttavia, i premi da acquisire durante i 12 mesi successivi alla data di rilevazione iniziale;

ii) 

per tutti i contratti la cui durata iniziale è superiore a un anno, l'ammontare pari al 30 % del valore attuale atteso dei premi che l'impresa di assicurazione o di riassicurazione operante nel segmento s acquisirà dopo i 12 mesi successivi.

▼B

4.  Per tutti i segmenti di cui all'allegato II, le imprese di assicurazione e di riassicurazione possono scegliere, in alternativa al calcolo di cui al paragrafo 3 del presente articolo, di calcolare la misura di volume per il rischio di tariffazione di un determinato segmento s applicando la seguente formula:

image

purché siano soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

(a) 

l'organo amministrativo, direttivo o di vigilanza dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione ha deciso che i premi acquisiti dall'impresa nel segmento s nei 12 mesi successivi non eccederanno P s;

(b) 

l'impresa di assicurazione o di riassicurazione ha stabilito efficaci meccanismi di controllo per garantire il rispetto dei limiti per i premi acquisiti di cui alla lettera a);

(c) 

l'impresa di assicurazione o di riassicurazione ha comunicato alla propria autorità di vigilanza la decisione di cui alla lettera a) e le relative motivazioni.

Ai fini di tale calcolo, i termini Ps , FP(existing,s) e FP(future,s) sono da intendersi nell'accezione di cui al paragrafo 3, lettere a), c) e d).

5.  Ai fini dei calcoli di cui ai paragrafi 3 e 4, i premi sono da intendersi al netto, previa deduzione dei premi per i contratti di riassicurazione. Non sono dedotti i seguenti premi per i contratti di riassicurazione:

(a) 

i premi relativi a eventi non assicurativi o crediti di assicurazione regolati non inclusi nei flussi di cassa di cui all'articolo 41, paragrafo 3;

(b) 

i premi per i contratti di riassicurazione non conformi agli articoli 209, 210, 211 e 213.

6.  Per tutti i segmenti di cui all'allegato II, la misura di volume per il rischio di riservazione di un determinato segmento è uguale alla migliore stima degli accantonamenti per i sinistri da pagare nel segmento considerato, previa deduzione degli importi recuperabili da contratti di riassicurazione e da società veicolo, purché i contratti di riassicurazione o le società veicolo siano conformi agli articoli 209, 210, 211 e 213. La misura di volume non è un importo negativo.

7.  Per tutti i segmenti di cui all'allegato II, il fattore predefinito di diversificazione geografica di un determinato segmento è 1 o è calcolato ai sensi dell'allegato III.

Articolo 117

Scostamento standard del rischio di tariffazione e di riservazione per l'assicurazione non vita

1.  Lo scostamento standard del rischio di tariffazione e di riservazione per l'assicurazione non vita è uguale a:

image

dove:

(a) 

Vnl è la misura di volume per il rischio di tariffazione e di riservazione per l'assicurazione non vita;

(b) 

la somma copre tutte le possibili combinazioni (s,t) dei segmenti di cui all'allegato II;

(c) 

CorrS(s,t) è il parametro di correlazione per il rischio di tariffazione e di riservazione per l'assicurazione non vita per il segmento s e il segmento t di cui all'allegato IV;

(d) 

σs e σt sono gli scostamenti standard del rischio di tariffazione e di riservazione per l'assicurazione non vita rispettivamente dei segmenti s e t;

(e) 

Vs e Vt sono le misure di volume per il rischio di tariffazione e di riservazione rispettivamente dei segmenti s e t di cui all'articolo 116.

2.  Per tutti i segmenti di cui all'allegato II, lo scostamento standard del rischio di tariffazione e di riservazione per l'assicurazione non vita di un determinato segmento s è uguale a:

image

dove:

(a) 

σ(prem,s) è lo scostamento standard del rischio di tariffazione per l'assicurazione non vita del segmento s determinato ai sensi del paragrafo 3;

(b) 

σ(res,s) è lo scostamento standard del rischio di riservazione per l'assicurazione non vita del segmento s di cui all'allegato II;

(c) 

V(prem,s) è la misura di volume per il rischio di tariffazione del segmento s di cui all'articolo 116;

(d) 

V(res,s) è la misura di volume per il rischio di riservazione del segmento s di cui all'articolo 116.

3.  Per tutti i segmenti di cui all'allegato II, lo scostamento standard del rischio di tariffazione per l'assicurazione non vita di un determinato segmento è uguale allo scostamento standard del rischio di tariffazione lordo per l'assicurazione non vita del segmento di cui all'allegato II moltiplicato per il fattore di aggiustamento della riassicurazione non proporzionale. Per i segmenti 1, 4 e 5 di cui all'allegato II, il fattore di aggiustamento della riassicurazione non proporzionale è uguale all'80 %. Per tutti gli altri segmenti di cui all'allegato, il fattore di aggiustamento della riassicurazione non proporzionale è uguale al 100 %.

Articolo 118

Sottomodulo del rischio di estinzione anticipata per l'assicurazione non vita

1.  Il requisito patrimoniale per il rischio di estinzione anticipata per l'assicurazione non vita di cui all'articolo 114, paragrafo 1, lettera c), è uguale alla perdita di fondi propri di base dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione derivante dalla combinazione dei seguenti eventi istantanei:

(a) 

la cessazione del 40 % delle polizze di assicurazione per le quali tale cessazione darebbe luogo a un incremento delle riserve tecniche senza il margine di rischio;

(b) 

se i contratti di riassicurazione coprono contratti di assicurazione o di riassicurazione che saranno sottoscritti in futuro, il calo del 40 % del numero di tali contratti di assicurazione o di riassicurazione futuri utilizzato nel calcolo delle riserve tecniche.

2.  Gli eventi di cui al paragrafo 1 si applicano uniformemente a tutti i contratti di assicurazione e di riassicurazione interessati. Per quanto riguarda i contratti di riassicurazione, l'evento di cui al paragrafo 1, lettera a), si applica ai contratti di assicurazione sottostanti.

3.  Al fine di determinare la perdita dei fondi propri di base dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione, qualora si verifichi l'evento di cui al paragrafo 1, lettera a), l'impresa fonda il calcolo sul tipo di cessazione che determina gli effetti più negativi sui fondi propri di base dell'impresa in termini di singola polizza.

Articolo 119

Sottomodulo del rischio di catastrofe per l'assicurazione non vita

1.  Il sottomodulo del rischio di catastrofe per l'assicurazione non vita consta di tutti i seguenti sottomoduli:

(a) 

il sottomodulo del rischio di catastrofe naturale;

(b) 

il sottomodulo del rischio di catastrofe per la riassicurazione non proporzionale danni ai beni;

(c) 

il sottomodulo del rischio di catastrofe provocata dalle attività umane;

(d) 

il sottomodulo del rischio di altre catastrofi per l'assicurazione non vita.

2.  Il requisito patrimoniale per il modulo del rischio di sottoscrizione catastrofale per l'assicurazione non vita è uguale a:

image

dove:

(a) 

SCRnatCAT è il requisito patrimoniale per il rischio di catastrofe naturale;

(b) 

SCRnpproperty è il requisito patrimoniale per il rischio di catastrofe per la riassicurazione non proporzionale danni ai beni;

(c) 

SCRmmCAT è il requisito patrimoniale per il rischio di catastrofe provocata dalle attività umane;

(d) 

SCRCATother è il requisito patrimoniale per il rischio di altre catastrofi per l'assicurazione non vita.

Articolo 120

Sottomodulo del rischio di catastrofe naturale

1.  Il sottomodulo del rischio di catastrofe naturale consta di tutti i seguenti sottomoduli:

(a) 

il sottomodulo del rischio di tempesta;

(b) 

il sottomodulo del rischio di terremoto;

(c) 

il sottomodulo del rischio di alluvione;

(d) 

il sottomodulo del rischio di grandine;

(e) 

il sottomodulo del rischio di cedimento.

2.  Il requisito patrimoniale per il rischio di catastrofe naturale è uguale a:

image

dove:

(a) 

la somma comprende tutte le possibili combinazioni dei sottomoduli i di cui al paragrafo 1;

(b) 

SCRi è il requisito patrimoniale per il sottomodulo i.

Articolo 121

Sottomodulo del rischio di tempesta

1.  Il requisito patrimoniale per il rischio di tempesta è uguale a: